Nel boschetto della mia fantasia

formigoni_bellezza.jpgTorno sulla questione del bosco di Gioia.
Mi rendo perfettamente conto che il fatto che ci sia qualcosa di eretto a Milano possa provocare a Formigoni un insopportabile disagio. Se invece di quei volgarissimi faggi, lecci e altri simboli fallici ci fossero stati dei più rassicuranti salici pingenti, ora non saremmo qui a discutere del boschetto.

Diciassette piante su 200 saranno trasferite in un altro luogo. Chiunque abbia coltivato almeno una primula in balcone sa che quelle piante hanno ben poche probabilità di sopravvivenza.
Le altre verranno abbattute.
Niente paura però: al loro posto sorgerà un fantastico ufficio della regione Lombardia.
L’angusto grattacielo Pirelli e le altre innumerevoli e minuscole sedi della regione non bastavano più per garantire agli indaffaratissimi dipendenti uno spazio vitale dignitoso. Milano sarà l’unica città al mondo ad avere un intero piano per ogni dipendente della regione. Se Albertini ha un intero palazzo, Formigoni chi è, l’ultimo dei pirla?
Una ragione più che sufficiente per disboscare un’area, costruire una nuova sede e sottoscrivere un mutuo trentennale da 300 milioni di euro. Fortunatamente a Milano è già stato fatto tutto quello che serviva per rendere la città vivibile e possiamo permetterci di avere una sede della regione nuova di zecca.
Fanculo gli alberi. Disboschiamo anche il parco Sempione. Tanto lì ci vanno solo a farsi le canne e tutto quel fumo inquina.
Poi tutto quello spazio inutilizzato in mezzo all’arena… cento metri di erba e neanche una partita. Potremmo piazzarci due bei suppostoni che farebbero tanto pendant col Pirelli.
In piazza Duomo ci sono un sacco di metri quadrati liberi e infestati dai piccioni che si sa, da che mondo è mondo portano malattie.
Giustiziamo i piccioni e costruiamo un bel centro polifunzionale tutto intorno alla statua di Vittorio Emanuele.
Rimarrebbe un sacco di posto nel parco Lambro. Possibile che abbiamo trovato il posto per una comunità di tossici improduttivi e neanche un ufficio regionale?
Il progetto più bello però sarà nell’area che è momentaneamente occupata dai giardini di via Palestro: Milano sarà pronta ad accogliere milioni di tutristi che accorreranno per vedere la nostra nuovissima monorotaia. Ah, bisognerà abbattere qualche centinaio di alberi secolari, ma non preoccupatevi, il nostro presidente di tutti manderà le ruspe il 15 agosto per arrecare il minor disturbo possibile agli abitanti della zona.

Questi non ci chiedono di fidarci della loro parola, ma si presentano con un biglietto da visita inequivocabile: la Bicocca.
Se esistesse una top ten dei posti più brutti del mondo la Bicocca sarebbe per lo meno in finale. Gli abitanti però sono sensibilissimi: come segno di rispetto per i nostri soldati a Nassiriya, hanno deciso di rispettare anche loro il coprifuoco. Dalle sei in poi la Bicocca oltre che restare brutta è anche morta.
E’ un’accozzaglia di edifici abbandonati e obrobri nuovi di zecca. L’altro giorno alla segreteria della facoltà di economia dell’università si è costituito un tizio. E’ entrato e ha detto: “Basta non ce la faccio più, sono stato io a fare la rapina. Portatemi in cella, tanto sono anni che mia mamma diceva che un giorno o l’altro sarei finito a San Vittore”.
Non fatevi ingannare dalle apparenze. La Bicocca è volutamente brutta. Se uno vuole qualcosa di bello va a Venezia o a Roma. A Milano vengono per vedere noi che abbiamo sempre fretta, la nebbia e gli uffici regionali.


Sono veramente grato a questa giunta per tutto quello che sta facendo per Milano, ma avrei una domanda: dove cazzo sta scritto che le sedi regionali devono stare in centro?

Mai però mi permetterei di dubitare dell’affidibalità, dell’onestà e della coerenza del nostro presidente. Se avete qualche dubbio date un’occhiata al suo programma:

punto 15
AMBIENTE: Prevenzione e recupero, le due parole chiave per la lotta all’inquinamento
Gli elementi che costituiscono la naturale ricchezza dell’ambiente nel quale viviamo sono spesso compromessi, anche gravemente, da un uso indiscriminato e non razionale:
Non ha mica detto che avrebbe fatto qualcosa in proposito. Ha dichiarato prima che le ricchezze ambientali sono spesso distrutte da un uso indiscriminato e non razionale. Ha pensato: “Chi sono io per interrompere questa tradizione pluriennale?” E poi se quei cazzo di alberi fossero un po’ più razionali… Grigi e quadrati sarebbero perfetti.

punto 14
AMBIENTE: Valorizzazione dei parchi e fruibilità del verde e del paesaggio
– Proseguire nell’integrazione delle politiche ambientali per migliorare strutturalmente l’ecosistema e garantire, al tempo stesso, la gestione delle inevitabili situazioni di emergenza; valorizzare le ricchezze ambientali e la loro fruibilità e promuovere l’introduzione di tecnologie innovative per la sostenibilità, ponendo le basi per fare della Lombardia la prima economia dell’idrogeno in Europa.
Hanno valorizzato così tanto la fruibilità del bosco di Gioia che hanno abbattuto gli alberi. D’altronde con tutte quelle radici qualcuno poteva inciampare.

Nella sezione Cosa è stato fatto Formigoni definisce meglio il suo concetto di prevenzione e recupero:
– il suolo, patrimonio che riceviamo in eredità, capitale da preservare e recuperare per le generazioni future.
Figliolo, quando avevo la tua età qui c’era un inutile bosco. Guarda adesso che meraviglia. E poi non dire che non ho mai fatto un cazzo per te.

Il presidente è di tutti e come tale il suo primo pensiero alla mattina è quello di sentire la nostra opinione. A tal proposito è personalmente intervenuto per fare in modo che tutti possano esprimere la propria preferenza nel sondaggio per l’assegnazione del premio rosa camuna. Purtroppo in questi giorni il webmaster ha l’influenza e non è stato possibile inserire un sondaggio sul bosco di Gioia e la nuova sede della regione.

Ho una strana sensazione: mi sento come un vitello senza più i piedi che invoca pietà, quand’ecco che un piccolo amico si avvicina…

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22 Comments

  1. Devo esser sincera, trovo strano che la città non si sia sollevata in difesa dei pochi spazi verdi.
    Siamo malati, così malati della nostra onnipotenza, che solo quando non saremo più in grado di respirare, ci accorgeremo che l’aria ci serve per vivere.

  2. LA città si E’ sollevata. Uno dei citati in fondo al post di Gianmarco ha fatto lo sciopero della fame davanti al bosco in questione.
    Semplicemente, il Presidente di Tutti non se l’è cagato.
    Milano si riconferma prima in classifica fra le città più brutte, meno vivibili e più stronze della penisola. Mi dispiace per i milanesi e per chi è costretto a viverci.

  3. Scusate:
    Ma qualcuno di voi il “bosco” di gioia l’ha mai visto? Ha mai visto quell’incolta accozzaglia di alberume e pattume?
    Cioè, Milano farà anche cagare. Ma il bosco di gioia non è certo il suo fiore all’occhiello. Anzi.

  4. Avrei volentieri ignorato questo post, come ignoro tutti quelli che non suscitano il mio interesse, ma devo dire che un’accozzaglia così di luoghi comuni non la leggevo da tempo. Hai per caso dei problemi con Formigoni? Ti hanno buttato fuori da qualche impiego o da qualche concorso? Cerchi consensi politici? Ci guadagni dei soldi? Cosa ti spinge a salire così in alto sopra le righe?
    Personalmente ritengo uno scempio senza senso il progetto del nuovo polo della Regione, ma non capisco che senso abbia tutto questo livore. E’ proprio vero che il sonno della ragione genera mostri. E quando ci si aggiunge un minimo di notorietà…

  5. Verrebbe da domandarsi, Fabio Latino, perché tu non abbia ignorato anche QUESTO post, risparmiandoci quindi il coacervo di scemenze qualunquiste del tuo commento.

    Ad esempio: il bosco di Gioia è mal tenuto? Beh, si sarebbe potuta fare della manutenzione (sai, si fa anche del verde: da non crederci, no?) Se poi per te la soluzione è asfaltare sopra tutto quello che cresce fuori dagli schemi del giardino giapponese, allora avanti le ruspe.

    In secondo luogo, è necessario essere cacciati fuori da un concorso per criticare l’operato del Presidente della Regione?

    Infine: mai sentito parlare di “satira”? Oppure fai parte della scuola di pensiero secondo cui la satira deve avere la sicura e non colpire mai nessuno, se no “offende”?

  6. Io ci lavoro da un pò alla Bicocca … pensate che vengono a fare i servizi fotografici con le modelle sotto a quel capolavoro di demenza architettonica che è il Pirelletto (la sede pirelli da noi così denominata).
    In Europa i postmodernisti fanno deliri di vetrocemento ad alto dispendio energetico, chepperò almeno fanno la loro figura … in Bicocca si costruiscono deliri di cemento EBBASTA.
    Al momento la zona è tranquilla, ma appena sarà abitata comincerà il traffico, il problema parcheggi, e quel pò di dignitoso squallore se ne andrà a farsi benedire.

  7. Joker: hai ragione, il bosco di Gioia non è in buono stato. Lo era fino a qualche anno fa, quando era gestito da un vivaio (se non ricordo male Fumagalli). Poi è stato acquistato dal comune che negli anni lo ha abbandonato. Mi sorge spontanea una domanda: perché lo hanno comprato?
    Secondo te quindi se il comune acquista un terreno e ne fa uno scempio noi dovremmo essere sollevati quando poi lo asfaltano dicendo che purtroppo era ridotto male?
    I giardini di via Palestro sono pieni di topi. Cosa facciamo, li radiamo al suolo?

    Fabio Latino: certo che ho qualcosa di personale contro Formigoni.
    Non si è forse candidato proponendo un programma che conteneva ben due punti sull’ambiente? Non se n’è forse altamente sbattuto una volta eletto?
    Gli abitanti di quel quartiere non vogliono che il bosco sia abbatuto. Se sei il presidente di tutti perché li ignori? Perché mandi le ruspe il 26 dicembre non tenendo in minima considerazione le proteste dei cittadini? Perché gli operai si sono presentati scortati dalla polizia? C’era forse stato qualche episodio di violenza che faceva temere per l’ordine pubblico?
    A me sembra che sia lui ad avere qualcosa di personale contro di me.

  8. Mi sorprende di sapere che esiste ancora un albero in provincia di Milano. Pensavo che da Varese a Berghèm fosse tutta una colata di cemento.

  9. Giulia, Milano la citta’ più brutta meno vivibile e più stronza d’Italia? Ma dai non scherzare.

    Tanti auguri di buon anno :))

  10. Io sono sempre stupito dalla dimensione di quelli che i milanesi chiamano “parchi”: nella migliore delle ipotesi sono dei grandi giardini, circondati dalle auto e dalle case!

  11. dai questa volta sei proprio caduto nella banalità, forse dopo la questione tav (già dimenticata tra l’altro) è risorto uno spirito ambientalita di una banalità sconcertante.

  12. dai questa volta sei proprio caduto nella banalità, forse dopo la questione tav (già dimenticata tra l’altro) è risorto uno spirito ambientalista di una banalità sconcertante.

  13. la nuova sede del pirellone serve. perchè gli uffici della regione sono sparsi per milano e in affitto (diversi milioni di euro l’anno). Nel progetto del nuovo pirellone esiste inoltre la cosiddetta “biblioteca degli alberi”, un parco(grosso giardino? va bene)di 100.000 metri quadrati distante 50 metri dall’attuale e ben più piccolo parco che si vuole smantellare. non capisco francamente tutta questa isteria.

  14. Gianmarco: sinceramente io non mi ricordo che il mirabolante bosco di gioia (ma davvero abbiamo il coraggio di chiamarlo bosco?) sia mai stato un granchè. Ma può darsi che sbagli.
    Ma comunque: pare che (come già ricordato) il progetto del nuovo polo Regionale faccia risparmiare parecchi soldi ai contribuenti. Se davvero così fosse, preferirei usare quei soldi per i giardini di via Palestro (il cui degrado personalmente mi suscita molto più scompenso di qualsiasi altro ciarpame boschivo milanese: non che fossero l’hide park meneghino, ma io alla fontana in cui giocavo con la mia barchetta da bambino e all’elefante dello zoo ero molto affezionato) piuttosto che continuare ad avere i topi ai giardini pubblici e l’alberume pseudoboschivo (inutilizzabile) di gioia.

    Del verde a Milano non è mai (colpevolmente) fregato nulla a nessuno. Di simpatici benpensanti capaci trovar pretesti per rompere i coglioni all’avversa parte politica, invece, è piena la storia della città (e non da oggi).
    Il giorno che vedrò Dario Fò battersi per derattizzare via Palestro sarò convinto della sua buona fede.

  15. Chiedo scusa per i refusi.
    In particolare l’accento con cui apostrofo il nome di Fo; mea culpa, non lo frequento troppo e dunque ne ho sbagliato il cognome.
    Fortuna vuole che perlomeno il nobel alla letteratura sia lui, non io. Inversamente, l’errore sarebbe stato più grave.
    O anche no.

  16. Mi spaventa il fatto che ci sia gente che non si rende conto di QUANTO Milano sia ormai invivibile e priva di verde.

    Le citta’. Prima nascono come villaggi, e gli animali ne restano fuori, tranne quelli dei contadini, cani e gatti.
    Poi rimangono solo i cani e i gatti.
    Successivamente restano solo i cani, perche’ i gatti in casa non stanno troppo bene.
    Dopodiche’ non resta che estirpare via tutto il verde.
    Quello che rimane sono PARETI e CARNE UMANA che ci cammina in mezzo, fra lo smog.
    Se questa e’ vita…

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