Chi aiuta l’ex-sindaco a distruggere Israele?

Magari a qualcuno sarà sfuggito, ma lì fuori c’è un tipetto tutto preciso che ha dichiarato urbi et orbi di voler distruggere Israele. Non di volerla combattere, militarmente o politicamente. D-i-s-t-r-u-g-g-e-r-e. Affermazione che, unita al suo attivismo strano sul fronte della produzione dell’energia nucleare, vuol dire a casa mia una cosa sola: far esplodere tre-quattro atomiche sulle principali città israeliane.
Bella forza direte voi. Bisogna fermarlo. Sì, bisogna impedire che uno stato simpaticino di quel genere metta sù un’arsenale, per quanto minimo, di armi atomiche. Facciamo le manifestazioni, le fiaccolate, uniamoci a Giulianone e difendiamo Israele. E fin qui siamo tutti d’accordo.
Ma se andiamo a scandagliare questo terribile piano, ci accorgiamo che l’atomica di per sè non basta. La bomba non bisonga solo averla, ma anche trasportarla, tematica ben nota fin dalle prime idee a riguardo espresse nella Germania nazista. Fino al 2003 questo pazzo scenario avrebbe potuto prevedere un avio-trasporto; con un aereo da trasporto o di linea modificato. Ma comunque nei limiti del fattibile, e con la benedizione di Saddam e della Siria.


Sicuramente dalla vittoria statunitense in Iraq, la situazione è geograficamente cambiata, e non di poco. Un trasporto aereo non è più possible. No, ci vuole qualcosa in più: un missile. E qui si aprono due scenari:
Un missile non guidato, detto balistico, che parte e fa un volo a parabola per centrare l’obiettivo.
Un missile guidato, detto di crociera, che fa un volo pilotato e radente per portare il suo carico di morte.
In entrambi i casi ci vuole tecnologia aereospaziale sopraffina. Il primo scenario ha bisogno di missili molto potenti e non garantisce precisioni elevate. Il secondo è molto preciso, non ha bisogno di un sistema propulsivo particolarmente tosto, ma d’altro canto necessita di un sistema di guida molto molto complesso, supportato da satelliti di telerilevamento e da sistemi informatici decisamente avanzati.
Ecco, secondo voi come può metterla sù una tal catena di sistemi ad alta tecnologia un paese all’indice da anni come stato-canaglia? Ma che domande! La si compra. C’è un bel mercato, e ci sono sempre due-tre paesi pronti a venderla. E forse anche di meglio; per riprendere Mao, invece di venderla, magari ti insegnano anche a fartela da solo.
E chi sono quei due-tre paesi? Uno comincia per R, è un paese immenso ed è pieno di ex-comunisti. Uno per C, è un paese popoloso e pieno di comunisti. Il terzo comincia per I, è infestato di comunisti ma ha un salvatore della patria; lo stesso che era ministro degli esteri e/o presidente del consiglio quando questa fantastica collaborazione scientifica si è sviluppata.
Nota: i link ad alcuni siti velimettosoloallafine di questo raccontino. Così, per non disturbarvi dal sonno della ragione. Su questo poi c’è una data precisa e un riferimento ad un accordo, nel caso vogliate gradire.
Libertà d’impresa e globalizzazione direte voi? Ma sì, facciamoci del male.

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16 Comments

  1. Sottoscrivo e aggiungo:

    Come si fa a credere che uno dei più importanti esportatori di petrolio, dove un litro di benzina costa meno di una lattina di coca-cola, voglia procurarsi dell’Uranio per le sue politiche energetiche?

    A Dubai, dove buttano i soldi persino per costruire piste di neve artificiali, una tale idea non l’hanno avuta. Non l’hanno avuta il Kuwait, il Venezuela ne’ nessuno degli esportatori di petrolio. Noi che avremmo bisogno di energia nucleare come il pane per ridurre la bolletta della luce, non abbiamo centrali nucleari.

    Eppure l’Iran, che consuma un decimo dell’energia che consumiamo noi ed esporta petrolio, vuole una centrale nucleare. Io spero che nessuno sia così ingenuo.

  2. complimenti, i soliti servi degli americani. Si impedisce a un paese di decidere autonomamente le proprie politiche energetiche e si cercano scuse per l’ennesimo intervento imperialista e neocolonialista americano nell’area… sveglia! crederete mica alle panzane raccontate dagli stessi che ancora stanno cercando le armi di distruzione di massa…! ora serve solo un nuovo motivo “umanitario” per impadronirsi del petrolio iraniano…

    (va bene così? ok, si può fare di meglio, ma è il primo tentativo)

  3. Golpi’, io la vedo diversamente. È semplicemente la globalizzazione senza controllo della Farnesina.
    Chissà magari se qualcuno, prendendosi la briga di vedere l’ultimo link, si ricorderà di chi era ministro degli esteri a quel tempo…

  4. Fochette ammaestrate

    Sto per dare una notizia-bomba: l’Iran non è il solo paese secondo cui Israele non dovrebbe esistere. Dello stesso avviso sono anche l’Afghanistan, l’Algeria, il Bangladesh, le Comore, Gibuti, l’Indonesia, l’Iraq quando si riesce a esprimere, il Kuwa…

  5. “…dalla vittoria statunitense in Iraq”. Scusa, ma di quale vittoria parli? O ci siamo persi qualcosa che hai visto solo tu? E poi secondo te l’Iraq di Saddam si sarebbe alleato con l’Iran, sia pure ai danni di Israele? Per non parlare del fatto che questa storia delle dichiarazioni di Ahmadinejad (che a me sta sulle palle, sia chiaro, ma che è stato eletto in elezioni discutibili ma sicuramente più libere di quelle irachene) è stata iper-gonfiata qui da noi ma, a parte le “solite”, giuste e dovute repliche ufficiali, ha trovato ben poco spazio all’estero, dove la stampa è un po’ più seria…

  6. MR: la tua faziosità rasenta i limiti del ridicolo. Anzi, li supera proprio.
    Le elezioni irachene meno libere di quelle iraniane?
    Ma fammi il piacere, va’…

  7. Fabbri’, sarei contento che qualcuno ponesse il problema di quella che tu chiami “globalizzazione senza controllo della Farnesina” ma (se intendi lo stesso che intendo io) dubito che ci sia uno schieramento capace di farlo perché mi sembra che oramai la Farnesina sia considerata un po’ da tutti esclusivamente come una procacciatrice di affari, e a molti sembra che i più lucrosi si facciano con regimi dittatoriali più o meno in difficoltà (a volte con esiti anche economicamente disastrosi…).

    Per il resto mi preoccupavo solo di ricordare che l’unico problema che dobbiamo avere è la politica neocolonialista e imperialista degli Stati Uniti. Mica questi quaquaraquà dei sindaci/presidenti di Teheran. Quindi tutto sommato un missiletto (a scopi pacifici, si intende…) glielo si potrebbe pure vendere… e poi che fai, l’embargo? dobbiamo ripetere ancora una volta quanto faccia male ad un paese un embargo?

    mah…

  8. @joe tempesta: mi sembra di aver scritto che le elezioni iraniane sono state discutibili e se vuoi possiamo rincarare la dose su Ahmadinejad e la cricca che governa l’Iran senza alcun problema da parte mia, e andare avanti su questo tono per tutto il giorno. Però per favore evitiamo di dire idiozie sulla democraticità delle elezioni irachene, controllate dagli americani, senza osservatori internazionali indipendenti e a cui buona parte dei sunniti non ha partecipato (e non perché avessero di meglio da fare). E già che ci siamo evitiamo di parlare di “vittoria americana” visto come stanno andando le cose.

    Se proprio ti interessa saperlo, ebbene si, sono fazioso: sto dalla parte dei poveracci, non solo quelli delle bombe al fosforo, ma anche quelli che saltano in aria grazie alle bombe della cosiddetta “resistenza” (in realtà un coacervo di interessi diversi e differenziati al momento accomunati da una cosa sola: la voglia di cacciare gli americani per fare a modo proprio) quelli che vengono crivellati di colpi ai checkpoint da diciottenni terrorizzati e anche questi ultimi, che in buona parte hanno il ruolo del “carnefice” grazie alla superiore potenza militare, ma che sono pronti a diventare vittime pure loro al prossimo valzer di autobombe.

  9. Israele una bombetta preventiva l’aveva sganciata a suo tempo (e daje torto…) ma poi chi li sente i “pacifisti”…?

  10. MR, mettiamola così: dal 2003 è diventato più difficile un eventual accordo sottobanco tra Iran e Iraq per l’uso degli spazi aerei in direzione Israele. La questione della guerra in Iraq non era rilevante in questo post.
    Io volevo parlare del fatto che l’Italia sta vendendo tecnologia sensibile, ma sensibile sensibile, ad un paese al quale non mi sambra il caso di venderla. E che questo è avvenuto sotto un governo che si schierava ufficialmente in un certo modo, ma che ha fatto passare accordi economici veramente rischiosi. Ci sono responsabilità governative e personali di alcuni ministri che mi piacerebbe chiarire prima delle prossime elezioni.

  11. Posso fare una domanda da sempliciotto? Perché ci preoccupiamo tutti di un paese di quell’area che l’atomica ancora non ce l’ha e non di quello che già ce l’ha (anche se non l’ha mai ammesso)? Siete tutti disposti a giurare che a quel moderato di Sharon non verrebbe mai in mente di usare il nucleare? Intendiamoci: non è che il pensiero dell’Iran con l’atomica mi faccia dormire bene, pero’…

  12. Due cosine che mi pare giusto sottolineare:

    1. Israele non starà ad aspettare un’attacco da chichessia con le mani in mano. Dopo l’11/9 tutti gli stati occidentali hanno imparato cosa significa “attacco preventivo”. Israele non si auto-escluderà da questa possibilità ed eventualmente si auto-tutelerà bombardando per primo eventuali centrali per la produzione di ordigni nucleari balistici. Considerando che Israele ha già un numero sufficente di testate nucleari ed ha i mezzi per lanciarle… non vedo il beneficio di attaccarlo per primi… a meno che…. a meno che l’attaccante sia solo un fantoccio di altri. Mi spiego, la siria potrebbe lanciare per prima un’attacco nucleare su commissione dell’iran… Israele a quel punto contro chi dovrebbe ritorcere il suo arsenale? Contro 800 milioni di islamici nella regione?

  13. 2. L’Iran è uno stato sovrano. Ha espropiato i pozzi e le centrali petrolifere che erano in mano a ditte statunitensi con la rivoluzione di trent’anni fa. Da li tutta la destabilizzazione dell’area, i finanziamenti all’Iraq, ed altre belle cosucce di cui dobbiamo essere grati alla Cia.
    Non mi stupisce che in un momento storico in cui gli stati uniti si sentano padroni di attaccare nuclearmente l’iran, i vari ayatollah decidano che è giunto il momento di bilanciare il conto bellico, producendo anche loro un piccolo arsenale nucleare.
    O forse cinquant’anni di botta e risposta con la russia non hanno insegnato niente?
    La guerra nucleare USA-URSS non c’è stata proprio perchè entrambi erano dotati di testate nucleari… ergo… per non farsi bombardare, l’Iran DEVE sviluppare la stessa tecnologia…

    O mi sfugge qualcosa???

  14. Raga’, ma avete capito di cosa si parla in questo post? L’avete lette le ultime righe? I link?
    Il discorso dell’Iran in sè, è relativo.
    Qui si parla di chi sta aiutando l’Iran a costriursi quelle capacità tecnologiche.

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