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Sabato 31 Dicembre 2005
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Il 2005 lascia. Tra i possibili candidati alla successione, bocciata dal governo l'ipotesi 2006.
(lo stile di Berlusconi ricorda certi spumanti: sa di tappo)

Consigli di Ratzinger per il cenone: oggi sono andato a comperare due chili di caviale (534€ all'etto) cercando di convincere il negoziante che quello che stava pesando era semplicemente del pesce (30€ al chilo).

Ci sono due cose da non fare mai durante un veglione di capodanno.
Se siete appena arrivati, avete già sbagliato con la prima.

Botti di capodanno: a Napoli un uomo ha perso le dita prima ancora di accenderle.

Auguri, strangeblog

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Venerdì 30 Dicembre 2005
GENNAIO
Il primo saluto “urbi et orbi” (“Puon ano a tuti foi”) conferma che Benedetto XVI è davvero il papa delle sorprese: con lui la lingua ufficiale della Chiesa non è più l’italiano, ma l’altoatesino. La Befana, regala a Berlusconi un nuovo lifting e un nuovo trapianto di capelli, ma al buio la buona vecchina si confonde, e il premier si sveglia con un ciuffo da yeti sul naso e la nuca piena di silicone. Mario Draghi si insedia al comando di Bankitalia, sportivamente salutato dal suo predecessore Antonio Fazio: “Uocchie maluocchie, prezzemolo e finocchie, che te puorta disgrazie Palazzo Kocchie”…
Un coerente e sempre corretto Facci scrive oggi, con argomenti da vendere, sulla notizia-non-notizia dell'ennesimo procedimento giudiziario ai danni del premier per un fattarello di 600mila dollari di corruzione; aspettando la promulgazione della legge che depenalizza tutti i versamenti fatti ai consulenti per un ammontare superiore ai 599mila dollari e inferiori ai 601mila, vi incollo qui un passaggio notevole dell'articolo:
ebbene, nel caso è stata l'intera pagina 2 del Corriere, con ciò sposando la sola linea dell'accusa (i legali non sono stati contattati, da noi si usa così) e rispolverando di passaggio tutte le inchieste aperte contro la galassia Mediaset: diritti tv, presunto riciclaggio per Marina e Piersilvio Berlusconi e via così
Giustamente il nostro si rammarica del fatto che i legali non siano stati sentiti. Si rammarica di questo su un giornale che negli ultimi giorni ha pubblicato resoconti di verbali, telefonate, commenti su un presunto disgregamento dei DS, e virgolettati su D'Alema anima nera (solo per citarne alcune). Senza neanche citare il parere degli avvocati delle persone interessate.
Si sono negati? Sarebbe stato carino dirlo. Hanno rilasciato dichiarazioni che non sono state riportate? Grazie per il servizio. O forse la verità è che, mentre gli altri fuori si azzannano per spartirsi il potere nei prossimi 5 anni, il nostro Facci non legge il giornale che gli paga i pezzi?
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Giovedì 29 Dicembre 2005

formigoni_bellezza.jpgTorno sulla questione del bosco di Gioia.
Mi rendo perfettamente conto che il fatto che ci sia qualcosa di eretto a Milano possa provocare a Formigoni un insopportabile disagio. Se invece di quei volgarissimi faggi, lecci e altri simboli fallici ci fossero stati dei più rassicuranti salici pingenti, ora non saremmo qui a discutere del boschetto.

Diciassette piante su 200 saranno trasferite in un altro luogo. Chiunque abbia coltivato almeno una primula in balcone sa che quelle piante hanno ben poche probabilità di sopravvivenza.
Le altre verranno abbattute.
Niente paura però: al loro posto sorgerà un fantastico ufficio della regione Lombardia.
L'angusto grattacielo Pirelli e le altre innumerevoli e minuscole sedi della regione non bastavano più per garantire agli indaffaratissimi dipendenti uno spazio vitale dignitoso. Milano sarà l'unica città al mondo ad avere un intero piano per ogni dipendente della regione. Se Albertini ha un intero palazzo, Formigoni chi è, l'ultimo dei pirla?
Una ragione più che sufficiente per disboscare un'area, costruire una nuova sede e sottoscrivere un mutuo trentennale da 300 milioni di euro. Fortunatamente a Milano è già stato fatto tutto quello che serviva per rendere la città vivibile e possiamo permetterci di avere una sede della regione nuova di zecca.
Fanculo gli alberi. Disboschiamo anche il parco Sempione. Tanto lì ci vanno solo a farsi le canne e tutto quel fumo inquina.
Poi tutto quello spazio inutilizzato in mezzo all'arena... cento metri di erba e neanche una partita. Potremmo piazzarci due bei suppostoni che farebbero tanto pendant col Pirelli.
In piazza Duomo ci sono un sacco di metri quadrati liberi e infestati dai piccioni che si sa, da che mondo è mondo portano malattie.
Giustiziamo i piccioni e costruiamo un bel centro polifunzionale tutto intorno alla statua di Vittorio Emanuele.
Rimarrebbe un sacco di posto nel parco Lambro. Possibile che abbiamo trovato il posto per una comunità di tossici improduttivi e neanche un ufficio regionale?
Il progetto più bello però sarà nell'area che è momentaneamente occupata dai giardini di via Palestro: Milano sarà pronta ad accogliere milioni di tutristi che accorreranno per vedere la nostra nuovissima monorotaia. Ah, bisognerà abbattere qualche centinaio di alberi secolari, ma non preoccupatevi, il nostro presidente di tutti manderà le ruspe il 15 agosto per arrecare il minor disturbo possibile agli abitanti della zona.

Questi non ci chiedono di fidarci della loro parola, ma si presentano con un biglietto da visita inequivocabile: la Bicocca.
Se esistesse una top ten dei posti più brutti del mondo la Bicocca sarebbe per lo meno in finale. Gli abitanti però sono sensibilissimi: come segno di rispetto per i nostri soldati a Nassiriya, hanno deciso di rispettare anche loro il coprifuoco. Dalle sei in poi la Bicocca oltre che restare brutta è anche morta.
E' un'accozzaglia di edifici abbandonati e obrobri nuovi di zecca. L'altro giorno alla segreteria della facoltà di economia dell'università si è costituito un tizio. E' entrato e ha detto: "Basta non ce la faccio più, sono stato io a fare la rapina. Portatemi in cella, tanto sono anni che mia mamma diceva che un giorno o l'altro sarei finito a San Vittore".
Non fatevi ingannare dalle apparenze. La Bicocca è volutamente brutta. Se uno vuole qualcosa di bello va a Venezia o a Roma. A Milano vengono per vedere noi che abbiamo sempre fretta, la nebbia e gli uffici regionali.

La tangenziale che circonda Torino è a pagamento, gestita dall'ATIVA. Per favorire i pendolari, l'ATIVA ha attivato da tempo una formula di abbonamento mensile.
Al mese di dicembre 2006, la tariffa per l'abbonamento che garantisce passaggi illimitati attraverso qualsiasi casello tel tracciato, è di 14,10 euro.
Da gennaio 2006 la tariffa diventerà di 18,00 euro, un aumento pari al 27,6%. Sempre per passaggi illimitati.
Stando alle recenti notizie (La Stampa di Torino di ieri), inoltre, dall'aprile 2006 per gli abbonati diventerà obbligatorio il Telepass, canone mensile 1 euro. Si passa quindi a 19,00 euro, per un aumento, rispetto al dicembre 2005, pari al 34,7%. Ma non finisce qui. Sempre da aprile 2006 i passaggi sarebbero limitati a 50 al mese. Il che vuol dire che un pendolare che prenda la tangenziale e passi per due caselli per arrivare al lavoro (ovvero 4 passaggi al giorno, andata e ritorno, tipologia di pendolare non così rara) farà mediamente 80 passaggi al mese. Ovvero 30 passaggi oltre il limite. Facciamo un esempio pratico: il casello di Bruere costa 0,90 euro al passaggio, quello di Settimo 0,80 euro. Fanno 25,5 euro in aggiunta. Il che vuol dire un totale di 44,5 euro. Per questa tipologia di pendolare, l'aumento equivale a un bel 215,6%.
Poi uno si legge quest'ANSA e capisce che la matematica è un'opinione.

Riporto dal sito "Il Bosco di Gioia", quasi senza commentare, almeno in questa sede.
Rocco Tanica, qualche tempo fa, aveva intrapreso uno sciopero della fame; Beppe Grillo e Dario Fo sostengono l'iniziativa e oggi, cadesse il mondo, se ne parlerà nella puntata di Condor, magari organizzando pure qualcosa di eclatante e intervistando i protagonisti della protesta.

Il Bosco di Gioia mi ha fatto compagnia tutte le mattine, dai 6 ai 18 anni. Era sulla strada della scuola, e vedere apparire quegli alberi ad alto fusto in pieno centro, a pochi passi dalla stazione, era un sollievo per uno come me, uno dei poveri bimbi di Milano, uno di quelli cantati da Guccini:


Poveri bimbi di Milano
col vestiti comprati all'Upim
abituati ad un cielo a buchi
che vedete sempre più lontano.

Poveri bimbi di Milano
così fragili, così infelici
che urlate rabbia senza radici
con occhi tinti e con niente in mano.
Il Bosco di Gioia visto dal satellitePoveri bimbi di Milano
derubati anche dì speranza
che danzate la vostra danza
in quello zoo metropolitano.

Poveri bimbi di Milano
con fazzoletti come giardini
poveri indiani nella riserva
povere giacche blu questurini.

Il Bosco di Gioia è una superficie di più di 10.000 mq con 200 piante d'alto fusto (magnolia, faggio, platano, leccio, tiglio, carpino, olmo, abete, quercia rossa, cedro...) fra cui esemplari di 50, 60, 70 anni. Si trova nel centro di Milano tra via Melchiorre Gioia e via Galvani. La Regione Lombardia, in accordo con il Comune di Milano, ha in programma di radere al suolo il bosco per fare posto agli edifici nel Nuovo Polo Regionale. Leggi la storia del Bosco di Gioia. Cambia il destino del Bosco di Gioia firmando la petizione che chiede di risparmiarlo e trasformarlo in verde pubblico, così come previsto dal Piano Regolatore fino al 2000.
IL BARONE RAMPANTE
Dignità e coraggio. Già è un privilegio raro conoscere qualcuno dotato di una sola di queste qualità; quando poi hai la fortuna di incontrare una persona che dimostra coi fatti di possederle entrambe, anche una mattina di neve come quella di oggi a Milano si trasforma in un momento di sole. La persona si chiama Michele Sacerdoti; i milanesi, e tutti coloro che amano respirare gli devono rispetto e gratitudine. Oggi Michele è entrato nel Bosco di Gioia beffando jeep ingombranti e blulampeggianti, operai specializzati (forse non troppo), ruspe e motoseghe; è salito su un tasso robusto e accogliente e c’è rimasto per ore sventolando la bandiera “INALBERIAMOCI”. Ha regalato al Bosco tregua e speranza, e alle teste d’uovo della regione (il minuscolo è d’obbligo, l’uovo è un eufemismo) qualche nuovo meritatissimo mal di pancia. Ha dimostrato che ogni piccolo enorme gesto può diventare sassolino negli ingranaggi di un’amministrazione asfittica che sta dissipando – ramo dopo ramo, spazio dopo spazio – il patrimonio verde delle nostre città. Ricordiamo che da ieri nel Bosco di Gioia sono cominciate le operazioni di smantellamento denominate, con ammirevole faccia di bronzo (¹), “sistemazione del verde”; un’iniziativa che se non fosse tragica sarebbe irresistibilmente comica, e consisterebbe nel “trasferimento” di 17 (diciassette) alberi e nell’abbattimento dei restanti 180 (centottanta). E il verde è sistemato. Grazie Michele. Viva Michele. Grazie a Dario Fo che è venuto a trovarci con una bottiglia di buon vino rosso, grazie a Beppe Grillo che ci mette informazioni faccia cuore e anima, ai pallutissimi ragazzi di MeetUp, alle facce bellissime conosciute e sconosciute che hanno rischiato il congelamento per salutare e sostenere il Barone Rampante sull’albero col culo al freddo e il cuore al caldo.
Rocco
Il prossimo appuntamento è OGGI, giovedì 29 dicembre, alle 14,30 sotto il grattacielo Pirelli in piazza Duca d’Aosta a Milano.

Leggete il racconto della giornata sul sito di Michele Sacerdoti www.msacerdoti.it, sul blog di Beppe Grillo www.beppegrillo.it (dove trovate anche un articolo di Dario Fo), sulle pagine di MeetUp e sul Corriere Online.

(¹) bronzo è un eufemismo.

Chi può esserci, ci sia. Noi parteciperemo in voce, dalla radio.

Ecco, dopo questo, ora entro la fine dell'anno devo pure pensare ad un SMS creativo (apprezzate lo sforzo: vi ho almeno risparmiato quello di Natale).
E perfino profetico, nel segno della tradizione.

P.S.: Questa mattina, dalla strada, qualcuno ha gridato "Buona fine, e buon inizio!". Si fanno auguri buddisti, nel mio quartiere.
Net To Be nr.519
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Mercoledì 28 Dicembre 2005

ico-condor-radio2.gifEn passant, due notizie.
La prima è che, come già comunicato, sono partite le due settimane del Condor condotte dal sottoscritto su Radio 2, ogni giorno alle 16:30.
La seconda: che da non molto è ufficialmente partita la sperimentazione dei podcast di Radio 2. Disponibili al momento: "610" con Lillo & Greg, "Viva Radio 2" con Fiorello e Baldini, "Alle otto della sera" e "Caterpillar".
Per ascoltare in diretta Radio 2 è sufficiente cliccare qui.

non è che una non scriva per maleducazione. davvero. ma com'è grande qui, ma com'è bello qui. e la compagnia, poi, da far tremare i polsi. la blogger al debutto apre la pagina ogni tanto e pensa che potrebbe poi non essere una cattiva idea quella di mettersi a raccontare cose. ho tutta una serie di questioni da dirimere. come conciliare le peep-toe con la neve, per esempio, e la carnagione immacolata. e, dopo natale, è meglio correre ai ripari con due giorni di digiuno o una settimana di zona rigorosa? astenersi, cortesemente, metafore calcistiche.
è che la blogger, anche al debutto, è innanzitutto donna di principî. per la mia squadra, questo è stato un anno duro di battaglie. vinte, com'è naturale. ma non rilevante ai fini di un certo affaticamento, nella zona perioculare soprattutto. insomma, avrei bisogno di un tè caldo. e di un massaggio ai piedi. e che qualcuno si impegnasse a scrivere, qui, tanto da farla scivolare via. lontano. ché io non mi capacito di jessica alba ma riconosco: non è il mio campo da gioco. arrivo a tollerare, io magnanima, persino keira knightley - e ho visto orgoglio e pregiudizio, iddio la perdoni. non oltre. non sienna miller. sienna. miller. è oltraggiosa alla vista. al pensiero.
io avevo il dovere morale di scrivere, capirete. il più possibile. ancora un po'. ecco. basta?

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Martedì 27 Dicembre 2005
di Filippo Facci

Capito la crisi?
Il consumo di caviale è calato dell’1 per cento e quello di ostriche del 2,5 per cento: e questo è bastato perché alcuni titolassero «Consumi in calo» dopo la ferale notizia, peraltro, che persino il salmone falso-affumicato ha avuto un decremento dell’11 per cento.
E quanto può resistere, un Paese, in queste condizioni?

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Lunedì 26 Dicembre 2005
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Per la signora Nicoletta Ercole, costumista, è solo lavoro. Ieri questo, domani il Riccardo III. Allora restiamo io e lui. Simone e Christian. Degli altri non mi importa, non li capisco. Cerco, ma non ci arrivo. La sin troppo ricorrente recita natalizia scritta e diretta da Neri Parenti che di anno in anno approda in un punto diverso del globo, talvolta della storia, si dipana semplice e lineare ai miei occhi: acqua sul marmo. E non saranno né i tempi comici di un De Sica in ottima forma ed altrettanta sciocchezza caratteriale, né l’imbarazzante stereotipo di un Massimo Boldi milanese e rozzo oltremodo al di sotto della soglia del sopportabile che sapranno risollevare le sorti di un prodotto banalmente indirizzato a quelli che, all’indomani di capponi e anolini in brodo e chissà quant’altro, ben poco altro potranno più che ridere sguaiatamente, in buona sostanza, del nulla. Perché nulla c’è, lì. A meno che il gesto dell’ombrello sia cosa per la quale sganasciarsi e svenire, poi, arrendendosi alla vescica debole. O, magari, è che prevedono che a noi tutti, pii ed acerbi alla vita, la parola “cazzo” muova sincera ed imbarazzata ilarità. E forse nemmeno servono le citazioni. Ché, in fondo, non si capisce perché La Piccola Bottega degli Orrori sia finita proprio lì, e neppure L’aereo più pazzo del mondo, per dire, un po’ strapazzato da un Francesco Mandelli oramai talmente “non giovane” che MTV quasi lo rimpiange. Il livello non sale mai abbastanza. Io, evidentemente, devo aver cominciato a delirare se ad un certo punto ho letto, fra le righe del più classico dei misunderstanding, il copione di Rumori Fuori Scena (Noises Off, Michael Frayn), ma no, non era possibile. Ero nel delirio puro, mi pare lapalissiano. Del resto, la colpa è mia, ché quelli sono film fatti così. Perché si sorrida di poco, senza chiedersi niente, fruendone per quello che possono. Voi andate ma sia chiaro, comunque, è meglio il libro.

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Domenica 25 Dicembre 2005

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• Il mondo è come un libro [link] -- Chi conosce solo il proprio panettone ha letto solo la prima pagina.
• Italiani braccino corto? [link] -- Macchè, terminato il panettone se ne saranno andati 2,8 miliardi di euro.
• Pensato cucinato fotografato [link] -- Il pranzo di Natale di Peperosso.
• Bill Gates: incubo Google [link] -- Se "il fondatore" è la persona dell'anno per Time, allora Brin e Page di Google sono uomini dell'anno per il Financial Times. Ecco.
• Cappelletti bollito e panettone [link] -- Ma non dimenticate di votare il blog dell'anno con Foodies 2005. Ultimi giorni.
• Il calendario dell'anno? [link] -- Vacche di città 2006.
• Mercatino di Natale [link] -- Blocco forno-gas cercasi. Dimensioni massime 60 X 100, prezzo no limits [al massimo si sogna].

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Sabato 24 Dicembre 2005
di Filippo Facci

Tu sei il mio Stato-madre, io ti voglio bene, e tu vuoi bene a me, hai attraversato indenne il secolo dei totalitarismi e ora cerchi una via mediana tra lo statalismo e il Far West, ci hai tolto qualche libertà ma ci hai dato di un po’ di sicurezza, e ci hai resi igienisti, hai messo tappi complicati ai medicinali, hai detto ai bambini di non bere dalla canna del giardino, di non bere l’aranciata a canna dalla stessa bottiglia, di non viaggiare nel cassone posteriore di una pickup come facevamo noi, ha dato loro il telefonino per evitare che all’imbrunire tornassero pieni di croste come eravamo noi, hai proibito loro di giocare con gli insetti e di tagliare la coda alle lucertole, hai dato loro la Playstation e li ha chiusi in casa dove un tempo erano i disadattati, e ci hai dato le cinture di sicurezza, gli airbag, la revisione, le marmitte catalitiche, le domeniche a piedi, la patente a punti, gli autovelox, le telecamere, adesso una diavoleria elettronica che segue le macchine da sotto l’asfalto, e le patenti per i motorini, il casco obbligatorio, gli zainetti leggeri, la palestra, le diete, basta merendine, basta grassi, basta carboidrati, basta fritti, basta alcolici, basta fiorentina, basta pollo, basta canne, basta sigarette, basta fumo passivo, basta caffè, basta discoteca sino a tardi: perché sei il mio Stato-madre, io ti voglio bene, e tu vuoi bene a me.
Regalo di Natale: potresti volermene un po’ meno?


iawnfregio.gif

"It's a Wonderful Net" riprende la trama del film di Capra su cui modellammo inizialmente Clarence, ovvero quel La Vita è Meravigliosa con James Stewart e l'angelo omonimo del portale che lo salva la notte della Vigilia. Questa è la versione "interpretata" da Alessio & C.
It's a Wonderful Net / 12 - end


Finisce qui la "ristampa" delle due serie di strip natalizie clarenciane di Net To Be (una a dire il vero, "Nat To Be Xmas' Carol si è conclusa già ieri). Ringrazio per i messaggi e i commenti affettuosi; ancora auguri per le vostre Legittime Feste da parte mia e da tutto il personale Immanet.
Da un articolo<