Dies Iraq – Due anni dopo

Scritto due anni fa esatti, torna ancora buono.
Ché a volte non sono le parole in sé a rendere demagogico un discorso: è solo il fatto di sentirsi obbligati a dire qualcosa di nuovo ad ogni anniversario, utilizzando nuove parole, quando avevi utilizzato in modo più che decente quelle vecchie e, alla fine, non è che restasse poi molto da dire.

DIES IRAQ
I funerali delle vittime di NassiriyaUno può dire quel che vuole, e crederci, anche. Che l’Italia sia in Iraq come “forza di pace”, ad esempio. Che ogni singolo soldato occidentale si trovi in medio oriente in questo momento sia lì per ristabilire la democrazia, e baggianate di minore o maggiore spessore. Comunque, non è questo il punto.
C’è, invece, che quei 12 carabinieri un po’ forse ci credevano davvero alla storia della “forza di pace”, che per quanto uno abbia eletto propri rappresentanti in parlamento, non è quasi mai responsabile delle puttanate decise da chi lo governa. Quasi mai. Quelli che hanno messo Schifani lì dov’è, ad esempio, sì.
Quei 12 carabinieri li avremmo preferiti in quattro a girare il tavolo ed uno ad avvitare la lampadina, o a comprare una cassetta di kiwi chiedendosi se sia un nuovo cantante. Loro stessi avrebbero inequivocabilmente scelto la gogna di un’ulteriore presa per i fondelli, piuttosto che andare a morire ammazzati tra la polvere e le macerie, in un posto che fino a ieri era talmente in culo al mondo che quasi nessuno l’aveva mai sentito nominare.
E poi diciamolo, una volta per tutte, quanto è ignobile, schifoso, immorale, che il Corriere della Sera titoli «L’Italia piange le vittime della strage Il bilancio della tragedia: 19 morti. Deceduti anche 9 iracheni», e la Repubblica “Le vittime: 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili. Uccisi anche 9 iracheni”.
Altrettanto dicasi nei confronti di chi ha dichiarato «È il nostro “Ground Zero”: sembra di rivederlo», che fa così fico essere parte di una tragedia, essere sul posto, esserne (il non diretto) obiettivo, da arrivare a barattare una palazzina prefabbricata per due grattacieli, e 28 morti per 2800.
Poi c’è stato chi ha affermato (a ragione) che quelli non sono i nostri soldati”, ma i loro carabinieri”, e (a torto) che i “loro” carabinieri erano in via Tolemaide a Genova durante il G8. Questo no. Se permettete, io, gli stronzi che hanno messo una bottiglia molotov laddove non c’era, che hanno simulato una pugnalata tagliandosi da soli il giubbotto, che hanno picchiato – a sangue – un gruppo di ultrasessantenni senza neanche curarsi delle telecamere che riprendevano la scena, gradirei vederli punti singolarmente. Nome-cognome-condanna esemplare, che destra e sinistra qui non c’entrano: un idiota che abusa del proprio potere è uno sputo in faccia anche a chi è saltato in aria e indossava una divisa dello stesso colore.
Infine, una rapida risposta a chi ha sostenuto che “erano lì per conto nostro”: mio no di sicuro. Per quanto mi riguarda, potevano restare in quattro a girare il tavolo e uno ad avvitare la lampadina. Io non ce li ho mandati. Voi, non so.
(Visited 10 times, 1 visits today)

2 Comments

  1. Ti sei dimenticato, tra le varie cose, l’esclusione di Adele Perrillo, compagna di Stefano Rolla dalle commemorazioni, perché non sposata regolarmente.

    E’ stata invitata, accompagnata, ma poi lasciata fuori. Una vera vergogna, tipica di un potere cieco e ignorante.

Rispondi