Blair, Gossip Girl
La domanda è venuta fuori parlando (leggi: cazzeggiando) con la C.T.D.R. (Critica Televisiva Di Riferimento): oggetto della discussione era la riproposizione in terza serata di “Sapore di mare”, avvenuta non mi ricordo più su quale rete qualche giorno prima.
Ora, io non so voi, ma c’è una scena, in “Sapore di mare 2″ (che peraltro è già triste di suo, e mica per niente una delle canzoni della colonna sonora è la Bibbia delle pene d’amore “Ritornerai” di Bruno Lauzi: “Ti senti sola / con la tua libertà / ed è per questo / che tu ritornerai”) che, per quanto mi riguarda, è la più straziante della storia della cinematografia mondiale. C’è questo Gianni, faccia occhialuta da secchione, che sta da tre anni con Selvaggia (Isabella Ferrari). Anzi: quella sera cade proprio il loro anniversario. Selvaggia vuole uscire: vorrebbe festeggiare facendo l’amore con lui per la prima volta, ma Gianni, inaspettatamente e senza alcun valido motivo, si nega e poi si eclissa. E’ a quel punto che colpisce il corvo Fulvio (Massimo Ciavarro): la consola con parole dolci, fingendo di capirla, biasimando il fidanzato che non la merita, come solo gli uomini sanno consolare una ragazza quando han voglia di trombare. E finisce che se la tromba. Lì, sulla spiaggia, dietro ad una barca. E ad amplesso inaugurale terminato accade l’irreparabile: Selvaggia è pronta a rivestirsi, quasi sicuramente pentita di quel che ha fatto, ma alza gli occhi e vede Gianni, Gianni che era lì e ha visto tutto (o per lo meno quel che c’era da vedere per capire), Gianni in piedi, con le lacrime agli occhi, e tra le mani una torta con il numero “3″ che fa capolino dalle candeline accese.
E non rompete i coglioni con il cinema d’autore, almeno per questa volta: è una scena che vale almeno dieci Lars - Von - Trier, e alla fine non ti viene nemmeno da vomitare per la telecamera a spalla.
Stavamo parlando di “Sapore di mare 2″ e di “Ritornerai”, io e la C.T.D.R., dicevo, quando sorge spontanea una domanda: qual è il verso più triste mai scritto in una canzone?
Io ho iniziato e subito dovuto smettere, altrimenti questo post sarebbe stato più aggiornato di Wikipedia. Ne volevo fare una classifica, à la “31 songs”, ma davvero la lista è così provvisoria e incompleta che non ne vale la pena. Se desiderate, si accettano contributi.
Per quanto mi riguarda parto dalle più tragiche seppur poetiche, e allora non si può prescindere dalla Stefania morta di parto raccontata da Francesco Guccini in “Venezia”:
oppure - per rimanere più o meno sullo stesso tema - dall’autobiografia “Spark” di Tori Amos, scritta in seguito ad un aborto spontaneo che la porta a mettersi in discussione come madre:
al punto di arrivare a credere che sia tutta colpa sua e dei suoi iniziali tentennamenti:
Poi, ecco, come in qualsiasi cosa nella quale sia implicata una nota musicale, non possono mancare i quattro ragazzi di Liverpool e l’epitaffio in occasione di una di quelle morti di cui nessuno si accorge:
Poi si passa al tema “amore”, e qui la diga crolla.
E’ un’escalation di tradimenti e amori inghiottiti dal tempo che parte dal Lucio Battisti fiducioso e incredulo di “Non è Francesca”:
passa per il soldato raccontato da Claudio Baglioni che torna a casa in licenza e si appresta a fare una sopresa alla fidanzata, mentre lei lo previene e si fa beccare al mercato in dolce compagnia, e lui, lui tra incazzatura e pianti ci mette più o meno sei canzoni prima di arrivare (senza crederci per primo, o almeno si ha questa impressione) alla proposta del compromesso:
torna a Lucio Battisti e all’innamorato pentito di “Fiori rosa fiori di pesco” che, da bravo uomo, non ci mette mai una pietra sopra e, dopo un anno, va a trovare la propria ex a casa sua, convinto che magari alla fine butta bene, ma ci trova una lei imbarazzata e un uomo in accappatoio:
e termina (ma che termini qui, l’abbiamo già spiegato, rappresenta solo un artifizio letterario) con “For no one”, i soliti Beatles e Paul Mc Cartney in particolare, alle prese con una storia che si trascina da tempo nella totale inconsapevolezza, da parte dell’elemento maschile della coppia, di trovarsi al cospetto dell’inevitabile fine:
Poi ci sono quelli che se ne sono fatta una ragione, anche se si capisce che c’è voluto del tempo, come il Guccini di “Farewell”:
quelli che se la prendono, come Robbie Williams in “Sexed Up“:
e chi invece ricorda stronzeggiando in compagnia del nuovo ganzo, come la Giulietta di Mark Knopfler & Co.
Ma la peggiore, quella più straziante e ingiusta (nei confronti di sé stesso, sia chiaro) e atroce e penosa l’ha scritta Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti. Chi conosce la travagliata storia d’amore con la compagna capirà perché; gli altri possono ripassare sulle vecchie annate di “Novella 2000″.
La si ascolta in “Tanto³”, ed è una di quelle ti lascia lì, indeciso su come comportarti: consolarlo con una mano sulla spalla o, come si fa con i cavalli feriti, sparargli, così soffre meno?
Già, la frase:
153 commenti per "Tristezzaaaa, per favore vai viaaaaa"
Così al volo tre citazioni dei Counting Crows:
Da “Round Here”:
She says “It’s only in my head”
She says “Shhh, I know it’s only in my head”
But the girl in car in the parking lot
says “Man you should try to take a shot
can’t you see my walls are crumbling?”
Then she looks up at the building
and says she’s thinking of jumping
She says she’s tired of life
she must be tired of something
Da “Anna Begins”:
This time
when kindness falls like rain
It washes me away and Anna begins
to change my mind
And every time she sneezes
I believe it’s love
and oh Lord…. I’m not ready
for this sort of thing
e da “Raining in Baltimore”:
There’s things I remember
and things I forget
I miss you I guess that I should
Three thousand five hundred miles away
But what would you change if you could?
Lacrime gratis e fazzoletti a pagamento.
Concordo che quella del Lorenzo sia la più straziante.
Ma quella degli U2 sulle vigorsol non è da meno:
Did I disappoint you
Or leave a bad taste in your mouth
You act like you never had love
And you want me to go without
“Non perderti per niente al mondo
lo spettacolo d’arte varia
di uno innamorato di te”
perché è chiaro che lei non ci pensa proprio a ricambiare e siede sul divano con un cartoccio di pop-corn mentre lui si inventa per lei il più triste degli show.
Voto per Nick Cave, “Black Hair”, la canzone intera:
Last night my kisses were banked in black hair
And in my bed, my lover, her hair was midnight black
And all her mystery dwelled within her black hair
And her black hair framed a happy heart-shaped face
And heavy-hooded eyes inside her black hair
Shined at me frome the depths of her hair of deepest black
While my fingers pushed into her straight black hair
Pulling her black hair back from her happy heart-shaped face
To kiss her milk-white throat, a dark curtain of black hair
Smothered me, my lover with her beautiful black hair
The smell of it is heavy. It is charged with life
On my fingers the smell of her deep black hair
Full of all my whispered words, her black hair
And wet with tears and good-byes, her hair of deepest black
All my tears cried against her milk-white throat
Hidden behind the curtain of her beautiful black hair
As deep as ink and black, black as the deepest sea
The smell of her black hair upon my pillow
Where her head and all its black hair did rest
Today she took a train to the West
Today she took a train to the West
Today she took a train to the West
This mortal coil:
Now the winter’s drowning close/ the days are getting older / i can tell you by your face/ that your heart is getting colder
e non sono solo le parole è tutta la canzone che mette tristezza. Per non parlare di “Orpheus” di Daviv Sylvian
Io voto per “Poster” dei Pooh. Tutta: dalla prima all’ultima strofa, un magone come se ne sono provati pochi.
@Fabrizio, su “One” degli U2: c’è qualcun altro oltre a me che pensa che quella canzone parli della riunificazione della Germania?
La fine dell’amore come a causa di un terremoto, e la costruzione miseramente si sfascia:
E tutto ció mi meraviglia/tanto che se finisse adesso/lo so io chiederei/che mi crollasse addosso/Si.
Ivano Fossati
@Tommaso: ‘Poster’ dei Pooh?
e che dire di “Son morto ch’ero bambino, son morto con altri cento, passato per un camino
e ora sono nel vento” (AUSCHWITZ - Guccini o anche Equipe84)?!
Penso che le parole più dolorose, laceranti e strazianti mai scritte in una canzona siano quelle che usa Fabrizio ne “la canzone di Marinella”.
Prima tutta la gioia di un incontro inaspettato con un principe azzurro disceso dal cielo come un angelo dalle ali d’oro (un re senza corona e senza scorta/bussò tre volte un giorno alla sua porta
bianco come la luna il suo cappello/
come l’amore rosso il suo mantello/
tu lo seguisti senza una ragione/
come un ragazzo segue un aquilone), una gioia infinita (c’era il sole e avevi gli occhi belli) un amore atteso troppo a lungo che esplode in una passione raccontata da parole ineguagliabili (”furono baci furono sorrisi/
poi furono soltanto i fiordalisi/
che videro con gli occhi delle stelle/
fremere al vento e ai baci la tua pelle)per poi arrivare alla tragedia e all’impossibilità di credere che la morte ti possa portare via una così bella (lui che non ti volle creder morta/
bussò cent’anni ancora alla tua porta).
Non so cosa gli passasse per la testa in quel momento, ma Fabrizio in questa canzone ha veramente dato un significato nuovo alla parola “dolore”.
Oddio, la riunificazione? Non ci avevo mai pensato.
Ma allora la voce narrante fa la la parte della ddr o quella della fdr?
Un’altra citazione di Fabrizio de Andrè, di cui cito una parte di “La guerra di Piero”, una delle canzoni che credo trasmetta veramente molto bene il dramma (odierno ahimè!!) della guerra.
“e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore”
ma come piove bene su gli impermeabili/…/ e non sull’anima
P.Conte - Gli impermeabili
e che ne dite di questa strofa di “mi ritorni in mente”??
“un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso
il nostro amor dissolversi nel vento
ricordo, sono morto in un momento”
This is the last day of our acquaintance
I will meet you later in somebody’s office
I’ll talk but you won’t listen to me
I know what your answer will be
I know you don’t love me anymore
you used to hold my hand when the plane took off
two years ago there just seemed so much more
and I don’t know what happened to our love
today’s the day
our friendship has been stale
and we will meet later to finalise the details
two years ago the seed was planted
and since then you have taken me for granted
but this is the last day of our acquintance
I will meet you later in somebody’s office
I’ll talk but you won’t listen to me
I know your answer already.
(Sinead O’Connor, The last day of our acquaintance)
… è uno di quei post che ti fan rimpiangere gli anni che giravano una o due cassette sempre con le stesse canzoni, che gli emmpitre non c’erano…
Ma poi la domanda era sul ‘verso più triste mai scritto in una canzone’
o sul ‘verso (…) in una canzone d’amore’
Perchè, se è la seconda, allora uno cerca Masini nella playlist e, al 90 pct, ci becca !
Se invece, la prima,
“Ricordo il freddo massacrante il giorno che
perdemmo per sempre i nostri figli
affamati assetati privati dei nostri vestiti
ed era come ingoiare vetro
e ben presto avremmo smesso di parlare
ben presto avremmo smesso di capire ”
oppure, visto che qui gira Guccini a secchie,
“come può l’uomo, uccidere un suo fratello,
eppure siamo a milioni, in polvere”.
Forse bisognerebbe intendersi sul triste: cosa c’è di triste se una Ferrari in spiaggia si tromba un Ciavarro invece di un Gianni ?
Sarebbe triste il contrario…
Who’s that woman on your arm all dressed up to do you harm
And I’m hip to what she’ll do, give her just about a month or two.
Tre citazioni:
Ed aspettavo come
come un cane quando non c’è più
non c’è più il padrone
contro il vetro per guardare giù
(Io no - Vasco)
lei si muove dentro un altro abbraccio
su di un corpo che non è più il mio
e io così non ce la faccio
(Laura non c’è - Nek)
il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell’ultimo suo amore dovuto abbandonar
(Ultimo amore - Vinicio Capossela)
“Io dopo di te
non sono morto né guarito
ma ci ho provato, era mio diritto
e non è servito”
(Ivano Fossati, Vola)
Ok, lo dico, e che poi non mi si tratti male perchè l’ho detto…
CI VORREBBE IL MARE di MASINI.
Bona lè.
Ciao, ma è una droga, ma come ti viene in mente di scrivere una cosa così!
Ora sono qui come una cretina a pensare a quella volta che, merda!, quanto ho pianto che poi a pensarci ora che bei tempi anche se non avevo una lira una macchina un fidanzato ma chissenefrega che erano i tempi che cantavo a squarciagola e sulla spiaggia cenavo con “pizza fredda e birra calda” (op.cit.)…
Vabbè, allora esagero (che dopo Masini non è mica facile):
“Ho sbagliato tante volte ormai
che lo so già
che oggi quasi certamente
sto sbagliando su di te
ma una volta in più che cosa può cambiare
nella vita mia”.
E continua (perchè ovviamente lui non è arrivato):
“E’ cambiato il tempo e sta piovendo
ma resto ad aspettare
non m’importa cosa il mondo può pensare
io non me ne voglio andare”
http://www.wittgenstein.it/html/donna000703.html
Ciao, L.
Anche il primo De Gregori in quanto a tristezza non scherzava.
Ecco, per esempio, una strofa di “Dolce amore del Bahia”
“Ieri, ho incontrato la mia formica,
mi ha detto che, sono pazzo.
io, con occhiaie profonde
e un principio di intossicazione.
Io non ricordo che occhi avevi,
io non ricordo che occhi avevi,
l’ultima volta che ti ho insultato,
l’ultima volta che ti ho lasciato”
“Kappa (dei Mogwai) è l’equivalente musicale dell’impotenza sessuale: gli strumenti preparano il climax per l’esplosione della melodia, ma invece la musica è come trattenuta e la melodia quasi segna da sola la propria condanna.” ok, è strumentale, ma questa descrizione del re dei critichini rende bene l’idea.
Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, - spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire…
la canzone è triste tutta, ma sto verso mi stringe il cuore..
Notturno delle tre di Fossati è la più triste e bella canzone che abbia mai senitto. In merito a Sapore di sale II si trattava di un dramma annunciat:o scusa ma secondo te tra il cesso occhialuto e Massimo Ciavarro versione anni 80 una ragazza chi avrebbe preferito?
Tanto per uscire dall’argomento amore: citerei il maestro Baglioni, “Le ragazze dell’est”.
“…io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai / volo di cicogne con ali di cera…”
Basta con i testi d’autore.
Michele Zarrillo: “e proprio io che ti amo ti sto implorando aiutami a distruggerti.”
la colonna pubblicitaria di google che si trova a destra, si sovrappone all’articolo e nn riesco a leggerlo bene…..ci fa solo a me????
cmq ecco il mio contributo al tema di oggi:
Good Company (B.May)
Take good care of what you’ve got
My father said to me
As he puffed his pipe
and Baby B. he dandled on his knee
Don’t fool with fools who’ll turn away
Keep all good company
Oo Hoo Oo Hoo
Take care of those you call your own
And keep good company
Soon I grew and happy too
My very good friends and me
We’d play all day with Sally J.
The girl from number four
And very soon I begged her won’t you
Keep me company
Oo Hoo Oo Hoo
Come marry me for evermore we’ll
Be good company
Now marriage is an institution sure
My wife and I our needs and nothing more
All my friends by a year
By and by disappeared
But we’re safe enough behind our door
I flourished in my humble trade
My reputation grew
The work devoured my waking hours
But when my time was through
Reward of all my efforts my own
Limited Company
I hardly noticed Sall as we
Parted Company
All through the years in the end it appears
There was never really anyone but me
Now I’m old I puff my pipe
But no-one’s there to see
I ponder on the lesson of
My life’s insanity
Take care of those you call your own
And keep good company
—————————
Prenditi cura di ciò che hai
Mio padre mi disse
mentre tirava una boccata alla sua pipa
facendo saltellare Baby B. sulle sue ginocchia.
Non perdere tempo con gli stupidi che se andranno via.
Frequenta solo buone compagnie
Oo Hoo Oo Hoo
Prenditi cura di coloro che senti vicini
e frequenta buone compagnie
Sono cresciuto in fretta e anche felice
I miei buoni amici e io
giocavamo tutto il giorno con Sally J.
la ragazza del numero quattro
E molto presto le chiesi se volesse
tenermi compagnia
Oo Hoo Oo Hoo
Sposarmi e per sempre ci
terremo buona compagnia
Ora, certo, il matrimonio è un’istituzione
Mia moglie e io, i nostri bisogni e nient’altro
Tutti i miei amici entro un anno
scomparvero a poco a poco.
ma siamo abbastanza al sicuro dietro la nostra porta.
Ho prosperato nella mia modesta attività
La mia reputazione è cresciuta
Il lavoro ha divorato le mie ore
ma quando finivo
la ricompensa di tutti i miei sforzi era solo la mia
Compagnia a Responsabilità Limitata
Mi sono a malapena accorto di Sally mentre ci
separavamo
Nel corso di tutti gli anni, alla fine, sembra
che non sia esistito nessun altro se non io.
Ora sono vecchio, tiro boccate alla mia pipa
ma non c’è nessuno a vedermi.
Rifletto sulla lezione della
stoltezza della mia vita
Prenditi cura di quelli che chiami i tuoi
e frequenta buone compagnie
Me ne venisse in mente una, oh. Buio totale.
Questa le batte tutte e vi sfido a trovarne un’altra:
“Last Kiss”, dei Pearl Jam, è l’equivalente americana di “Canzone per un’amica” di Guccini. Sono due innamorati che hanno un incidente in macchina e lei muore nelle braccia di lui:
I raised her head, she looked at me and said,
“Hold me darling just a little while.”
I held her close. I kissed her our last kiss.
I found the love that I knew I had miss.
But now she’s gone, even though I hold her tight.
I lost my love … my life, that night.
Well, where oh where can my baby be?
The Lord took her away from me.
She’s gone to heaven, so I got to be good,
So I can see my baby when I leave this world.
@Fabrizio: quello che parla è la DDR.
- You asked me to enter but then you make me crawl.
- will it make it easier on you now you got someone to blame?
- one blood, one life
- we’re one but we’re not the same
- we have to carry each other
Jeff Buckley, “Last goodbye”:
This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But it’s over
Just hear this and then I’ll go :
you gave me more to live for,
more than you’ll ever know.
This is our last embrace,
must I dream and always see your face
Why can’t we overcome this wall
Baby, maybe it is just because I didn’t know you at all.
Kiss me, please,
Kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know,
it makes me so angry ’cause I know that in time
I’ll only make you cry, this is our last goodbye.
Did you say “no, this can’t happen to me,”
and did you rush to the phone to call?
Was there a voice unkind in the back of your mind saying,
“maybe… you didn’t know him at all.”
Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memory
Of her sighs that, “it’s over… it’s over…”
I wish I could just make you turn around,
Turn around and see me cry
There’s so much I need to say to you,
So many reasons why
You’re the only one who really knew me at all
Inutile dire di chi è.
Secondo me (ed anche secondo lui, come da intervista a Luca Sofri su Condor) Lorenzo non ha scritto qualcosa di malvagio.
In fondo dice solo la verità.
My two cent:
“…però mi ha aiutato a chiedermi
s’era giusto essere trattato così
da una persona che diceva di
amarmi e proteggermi
prima di abbandonarmi qui non ho
—
nessun rimpianto nessun rimorso
soltanto certe volte capita che appena
prima di dormire mi sembra di sentire
il tuo ricordo che mi bussa
ma io non aprirò…”
Nessun Rimpianto
La Dura Legge Del Gol (1996)
… ma che cosa è cambiato
dopo che ti ho incontrato?
Direi non molto.
Ma che cosa è restato
dopo che ti ho amato?
Direi non molto.
o se si preferisce:
…What did we do that was wrong?
we did not know it was wrong!
Fun is the one thing that money can’t buy…
“So, so you think you can tell/heaven from hell/blue skies from pain?”
“E allora pensavi di poter separare/i paradisi dall’inferno/ i cieli azzurri dal dolore?”
Pink Floyd, riferito a Syd Barret dal cervello “cotto” dalla droga.
Goodbye, cruel world,
I’m leaving you today.
Goodbye, goodbye, goodbye.
Goodbye all you people,
There’s nothing you can say,
To make me change my mind.
Goodbye
Bonjour tristesse
Ci ho una canzone triste / nel mio cuo-o-re…
Goodbye Cruel world è dei Pink Floyd.
“Se l’amore che avevo non sa più il mio nome”
Fossati, I treni a vapore.
“thumbing my way” dei pearl jam
“stolen car” di springsteen
“let down” dei radiohead
“la stagione del tuo amore” di de andrè
….
Non solo l’amore e la morte rendono certi momenti difficili, anche altre sensazioni piu’ eteree, meno definibili. Raccoss che ne pensi di:
“When I was a child
I caught a fleeting glimpse,
Out of the corner of my eye.
I turned to look but it was gone.
I cannot put my finger on it now.
The child is grown, the dream is gone.”
secondo me “cubista/cubista/come balli tu/io non ho ballato mai” se la batte alla grande.
E ancora la pioggia cadrà… Baglioni
con bracciate più rabbiose
il suo corpo trascinò
e sfidò la nebbia densa
che pian piano lo abbracciò
le speranze mezze uccise dalla vita
tra le onde abbandonò
non ti amo più …
non sono tua …
che cosa vuoi …
vattene via …
si aggrappò sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoiò …
Lààà dove c’eeera l’erba ora c’èèè / una città / e quella casa in mezzo al verde ormai / dove sarà?
così a memoria…
she turns kings into baggers
and baggers into kings
(Tom Waits)
Come diceva il Neri, nella discografia dei cari Scarafaggi si trova un po’ di tutto. A me ha sempre messo una grande stretta allo stomaco “You never give me your money” e “Golden slumber/Carry that weight”.
“Boy you’ve got to carry that weight and for a logn time”…non c’è bisogno di dire cosa e come ci fa soffrire, perché ne sentiamo già l’intero peso sulle spalle, sempre.
@Cannonball: mi sfugge la citazione, ma la trovo molto pertinente (::vergogna::)
@astolfo: hai ragione, quella canzone è tristisssssma e mi fa venire in mente “C’era un ragazzo…”
Se poi iniziamo a metterci le canzoni di impegno civile:
“September ‘77
Port Elizabeth weather fine
It was business as usual
In police room 619
Oh Biko, Biko, because Biko
Oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
-The man is dead”
(Biko - Peter Gabriel)
“Where have all the flowers gone,
long time passing?
Where have all the flowers gone,
long time ago?
Where have all the flowers gone?
Gone to young girls, every one!
When will they ever learn,
when will they ever learn?
Where have all the young girls gone,
long time passing?
Where have all the young girls gone,
long time ago?
Where have all the young girls gone?
Gone to young men, every one!
When will they ever learn,
when will they ever learn?
Where have all the young men gone,
long time passing?
Where have all the young men gone,
long time ago?
Where have all the young men gone?
Gone to soldiers, every one!
When will they ever learn,
when will they ever learn?
And where have all the soldiers gone,
long time passing?
Where have all the soldiers gone,
long time ago?
Where have all the soldiers gone?
Gone to graveyards, every one!
When will they ever learn,
when will they ever learn?
And where have all the graveyards gone,
long time passing?
Where have all the graveyards gone,
long time ago?
Where have all the graveyards gone?
Gone to flowers, every one!
When will they ever learn,
oh when will they ever learn?
Where have all the flowers gone?
Long time passing.
Where have all the flowers gone?
Long time ago.
Where have all the flowers gone?
Young girls picked them, every one.
Oh, when will they ever learn?
Oh, when will they ever learn?”
(Where are all the flowers gone? - Joan Baez)
@Raccoss! Vergogna! Era “Comfortably Numb” - Pink Floyd - The Wall!
Il vecchio e il bambino by Guccini?
Empty spaces,
what are we living for
Abandoned places
I guess we know the score
On and on
Does everybody know
what we are living for?
The Queen, The Show Must Go On
Per restare sul bucolico, a me ha sempre fatto venire il magone questa:
Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, la noia l’abbandono sono la tua malattia, paese mio ti lascio e vado via
Eh Cannonball, ho poca memoria io, non ricordo tutti i versi dei Pink
imbarazzo della scelta… hanno già detto “for no one” e, mi viene da piangere solo a scriverlo, “the last days of our acquaintance”…
nel dubbio mi sparo tre italiani!
“Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai…” (de andrè)
“Facile risponderti che
Puoi prenderti tutto
Quello che vuoi
Mi hai soltanto strappato un po’
Di silenzio
Soltanto strappato un po’
Di silenzio
Hai soltanto sprecato
Il tuo nobile fiato…” (carmen consoli)
“Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
fino nel fuoco delle montagne
il mio destino scordare il tuo amore
sotto il peso delle montagne
Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
fino nel fuoco delle montagne
il mio destino scordare ogni amore
sotto il peso delle montagne.” (fossati)
e ci mettiamo pure un guccini d’annata, crepi l’avarizia!
“Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso.
La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso”
mi guardava rassegnato
con la lingua di chi spera
di chi sa che è prenotato
sulla sedia di lillà
(alberto fortis)
Chiudo la trilogia dell’emigrante con questo omaggio alla mia terra:
Ma se ghe pensu alûa mi veddu-u mâ/
veddu i mæˆ munti e a ciassa d’a Nunsiaa/
riveddu u Rîghi e me s’astrenze u cœˆ/
veddu a lanterna, a câva, lazu u mœˆ/
riveddu aa seja Zêna ‘nlyminaa/
veddu la a fûxe e sentu franze u mâ/
e alûa mi pensu ancun de riturnâ/
à pôsâ e osse duv’ho mæˆ madunaa.
(Ma se ci penso allora vedo il mare
vedo i miei monti, la piazza dell’Annunziata
rivedo Righi e mi si stringe il cuore
vedo la Lanterna, la Cava, laggiù il molo.
Rivedo, la sera, Genova illuminata
vedo la Foce e sento frangere il mare
allora penso ancora di tornare
a posare le ossa dove mia madre mi ha donato)
Anche se da queste parti si considera più triste il primo verso della canzone:
U l’ea partiu senza na palanca
“I just can’t fit
Yes, I believe it’s time for us to quit
When we meet again
Introduced as friends
Please don’t let on that you knew me when
I was hungry and it was your world.”
(B.Dylan)
C’è anche chi piange a sentire l’inno nazionale.
“Dall’Alpi a Sicilia ovunque è Legnano”
Giuro, ho visto Calderoli che piangeva mentre l’ascoltava…
io voto per Dylan e la sua traduzione degregoriana
“She might think that I’ve forgotten her, don’t tell her it isn’t so.”
“..e se crede che l’abbia scordata, non dirle che non è così”
Angela, Angela, angelo mio
io non credevo che questa sera
sarebbe stato davvero un addio,
Angela credimi, io non volevo.
Angela, Angela, angelo mio
quando t’ho detto che voglio andarmene,
volevo solo vederti piangere,
perché mi piace farti soffrire.
Angela, Angela, angelo mio
ma tu stasera invece di piangere
guardi il mio viso in un modo strano
come se fosse ormai lontano.
Ti prego, Angela, no, non andartene
non puoi lasciarmi quaggiù da solo
non è possibile che tutto a un tratto
io possa perderti, perdere tutto.
Volevo farti piangere
vedere le tue lacrime
sentire che il tuo cuore
è nelle mie mani.
(Luigi Tenco, Angela)
ps: poche cose, nella vita, struggenti come le canzoni di Tenco.
…/ ma per morire/ si nascondevano/ si vergognavano/ non capivano/ … (Jannacci)
“And so it is / Just like you said it would be / Life goes easy on me / Most of the time…”
(Damien Rice. I titoli di testa e coda di “Closer” mica per niente)
‘…Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,…’
Verranno a chiederti del nostro amore - F.De Andrè
Pensavo di essere l’unico fesso a trovare commoventi certe sequenze di Sapore di Mare.
Oltre alla scena descritta da Gianluca, trovo estremamente struggente l’incontro tra i due, parecchi anni dopo, dove il tempo inesorabile li ha segnati nell’aspetto, ma non ha cancellato i sentimenti, dove si percepisce il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere stato.
O sempre a proposito di Sapore di mare (ma non ricordo se lo stesso), mi è sempre parsa tristissima la scena finale di Jerry Calà, che avvicinato da un’adorante Marina Suma, nemmeno la riconosce e se ne va ridacchiando abbracciato a due mignottoni, dopo che anni prima lui, figlio di papà ha fatto di tutto, riuscendovi, per sedurre lei (leggi trombare), proletaria ed ingenua.
Ma ogni volta, porca puttana, ho letteralmente il magone, quando rivedo quel maledetto di David Gilmour attaccare l’assolo di Comfortably Numb al Live8. Quella sera i “vecchietti” hanno polverizzato tutti.
…poi giuro che la smetto, eh? (Forse…)
Lui : Eravamo fidanzati, poi, tu mi hai lasciato, senza addurre motivazioni plausibili…
Lei: Non e’ vero, tu non capisci l’universo femminile, la mia spiccata sensibilita’, si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista…
(Elio e le Storie Tese, Cara ti amo)
e poi:
E quella volta, una domenica di ottobre, già l’autunno ci moriva addosso e io fumavo sigarette amare, e tu come uno specchio rotto riflettevi quell’immagine sbiadita del ricordo del frammento del brandello del profumo di quell’angolo d’estate e mi dicesti: “Voglio vivere la vita come un alito di vento che, inseguito dall’aurora, già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga, e come donna accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io dicevo “Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza” ma pensavo: “Puttana”.
(Claudio Bisio, Rapput), che potrebbe averla scritta Facci e invece no, è del Rocco Tanica.
le canzoni citate fin’ora uniscono alla tristezza la poesia dei testi, la meraviglia della melodia. nessuno fin’ora ha citato “brandy’s smile”, una tristezza seria, autentica, vissuta, con le prove. storie inventate o lette non possono competere con questa.
@THE WALL:
Anch’io trovo struggente la scena che citi, rovinata solo dalla presenza di una giovanissima (ed orribile) Alba Parietti nel ruolo di una delle due mignottone.
verso? canzone? tutto un album, “berlin” di lou reed.
“it’s so cold in alaska…”
E chi sarebbe la tua C.T.D.R.?
Canzone straziante del piccolo genio svedese Stina Nordenstam, So This Is Goodbye.
So this is goodbye,
So this is how you say it
These are the words
It’s the voice you’re using
It’s the picture you’ve seen
So this is goodbye,
So this is how you say it
This is the time it takes you
Didn’t take you a lot, now did it?
Didn’t hurt you a lot, now did it?
So this is goodbye,
So this is how you spell it
Where you place it in your mouth
What happens if I didn’t hear you?
What happens if it wasn’t serious?
Well I was around
Maybe it was you I came to see
Maybe it was you who invited me
I remember your eyes were on me
I remember your eyes were on me
Goodbye
aaaaaaaaaaaaaaaaaah! ha ragione violetta! damien rice! closer! come non averci pensato! AAAAAAAAAAAAAAH!
e allora ci metto pure keren ann, che a me strugge tantissimo:
“Don’t say a word,
here comes the break of the day
And wide clouds of sand raised
by the wind of the end of May”
Cercavo in te
la tenerezza che non ho,
la comprensione che non so,
trovare in questo mondo stupido…
premetto che poi la pianto, aggiungo “mad world” dei tears for fears, preferibilmente in versione “donnie darko” di gary jules:
“Hide my head I wanna drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had…” etc. etc.
Everybody Hurts
(R.E.M.)
When the day is long and the night, the night is yours alone,
when you’re sure you’ve had enough of this life, well hang on.
Don’t let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes.
E a proposito di tristezza:
Per questo canto una canzone triste/triste triste triste/ triste come me/
E non c’è più nessuno/che mi parli ancora un po’ di lei/ancora un po’ di lei… (Ivan Graziani)
Io ti cercherò di Lorenzo, e Vivere di Vasco. Strazianti ma vere. Sigh.
oh oh cavallo- oh oh cavallo
Un verso di una canzone dei Pavement - “I trust you will tell me if I am making a fool of myself” - mi ha sempre preso malissimo.
Capita a tutti di affidarsi a una persona amata per essere presi in castagna in caso ci si facciano troppe idee positive sul futuro.
Direi che la palma dello strazio nella mia classifica personale va a Jacques Brel, “Ne me quitte pas”. Meravigliosa e terribile. La chiusa è talmente disperata da non lasciare scampo.
Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le coeur du bonheure
Ne me quitte pas
Moi je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’après ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vue deux fois
Leurs coeurs s’embraser
Je te raconterai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l’ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il n’est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas?
Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ve la traduco così veloce:
Non mi lasciare
bisogna dimenticare
si può dimenticare tutto
tutto ciò che già fugge
dimenticare il tempo
dei malintesi
e il tempo perduto
a sapere come
dimenticare queste ore
che uccidevano forse
a colpi di perché
il cuore della felicità
non mi lasciare
Ti offrirò
perle di pioggia
venute da un paese
dove non piove mai
scaverò fino in fondo alla terra
fin dopo la mia morte
per poter coprire il tuo corpo
d’oro e di luce
creerò un regno
dove l’amore sarà re
dove l’amore sarà legge
dove tu sarai regina
Non mi lasciare
Creerò per te
parole senza senso
che tu sola comprenderai
ti parlerò
di quegli amanti là
che hanno visto due volte
i loro cuori infiammarsi
ti racconterò
la storia di quel re
morto per non averti più
potuta reincontrare
non mi lasciare
Si è visto spesso
ridestarsi il fuoco
di quell’antico vulcano
che si credeva troppo vecchio
non sembrava
che terre bruciate
potessero dare più grano
di un miglior aprile
E quando viene sera,
sotto un cielo fiammeggiante
il rosso e il nero
non si uniscono, forse?
Non mi lasciare
Non piangerò più
non dirò più una parola
mi nasconderò là
a guardarti
danzare e sorridere
e a sentirti
cantare e poi ridere
lascia che io diventi
l’ombra della tua ombra
l’ombra della mano
l’ombra del tuo cane
non mi lasciare
non mi lasciare
non mi lasciare
non mi lasciare
Poi, c’è “Summertime” di Gershwin (più melanconica che triste), uno dei miei cult. Consiglio cantata da Ella Fitzgerald o Billie Holiday. O da me, quando la sera prima non ho ecceduto in abbondanti libagioni e sigarette (ahem!;o))))
Summertime
and the livin’ is easy
Fish are jumpin’
and the cottons are high
Oh your Daddy’s rich
and your ma is good lookin’
So hush little baby,
baby don’t you cry
One of these mornings
You’re gonna rise up singin’
Then you’ll spread your wings
And take to the sky
But till that morning
There’s nothin’ can harm you
With your daddy and mammy
mammy standin’ by
Don’t you cry
E sempre di Billie Holiday, (ma è Lewis Allen, stupenda anche cantata da Sting) la dolente “Strange Fruit”:
Southern trees bear
strange fruit,
Blood on the leaves
and blood at the root,
Black bodies swinging
in the southern breeze,
Strange fruit hanging
from the poplar trees.
Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes
and the twisted mouth,
Scent of magnolias, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.
Here is fruit
for the crows to pluck,
For the rain to gather,
for the wind to suck,
For the sun to rot,
for the trees to drop,
Here is a strange
and bitter crop.
Segue “Lilì Marleen”, di Norbert Schutz (1915). Celebre per quella cantata da Lale Andersen e da Marlene Dietrich (vi metto la mia traduzione dopo, dovrebbe essere giusta… il mio tedesco è elementare)
Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll’n wir uns da wieder seh’n
Bei der Laterne
wollen wir steh’n:
Wie einst Lili Marleen (2)
Unsere beide Schatten
Sah’n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll’n es seh’n
Wenn wir bei der Laterne steh’n
Wie einst Lili Marleen. (2)
Là dove c’è la caserma
davanti al portone
c’era un lampione
e se c’è tutt’ora
allora ci rivedremo
quando staremo accanto a quel lampione
come un tempo, Lilì Marleen
Le nostre ombre s’incontreranno
diventeranno un’ombra sola
perché il nostro amore non è finito
e nessuno avrà niente da ridire
così ognuno starà a guardarci
mentre staremo sotto quel lampione
Poi, la magnifica colonna sonora di “Leaving Las Vegas”, da cui estrapolo Sting:
Angel Eyes
Have you ever had the feeling
That the world’s gone and left you behind
Have you ever had the feeling
That you’re that close to loosing your mind
You look around each corner
Hoping that she’s there
You try to play it cool perhaps
Pretend that you don’t care
But it doesn’t do a bit of good
You got to seek ’til you find
Or you never unwind
Try to think
That loves not around
Still it’s uncomfortably near
My old heart
Ain’t gainin’ no ground
Because my angel eyes ain’t here
Angel eyes
That old devil sent
They glow unbearebly bright
Need I say
That my love’s misspent
Misspent with angel eyes tonight
So drink up all you people
Order anything you see
Have fun you happy people
You drink and the laugh’s on me
Pardon me
But I “gotta run”
The fact’s uncommonly clear
Gotta find
Who’s now “Number One”
And why my angel eyes ain’t here
Tell me why my angel eyes ain’t here
Excusez-moi my angel eyes ain’t here
Excuse me while I disappear
E “It’s a lonesome old town” (da accompagnare con un bourbon doppio, please)
It’s a lonesome old town
When you’re not around
I’m lonely as I can be
I never knew how much I’d miss you
But now I can plainly see
It’s a lonesome old town
When you’re not around
How I wish you’d come back to me
How I wish you’d come back to me
How I wish you’d come back to me
Lonesome old town
Lonesome, lonesome old town
It’s a lonesome old town
E come non metterci Tom Waits, “Blue Valentine”?
Blue Valentines
She sends me blue valentines
All the way from Philadelphia
To mark the anniversary
Of someone that I used to be
And it feels just like theres
A warrant out for my arrest
Got me checkin in my rearview mirror
And I’m always on the run
Thats why I changed my name
And I didn’t think you’d ever find me here
To send me blue valentines
Like half forgotten dreams
Like a pebble in my shoe
As I walk these streets
And the ghost of your memory
Is the thistle in the kiss
And the burgler that can break a roses neck
It’s the tatooed broken promise
That I hide beneath my sleeve
And I see you every time I turn my back
She sends me blue valentines
Though I try to remain at large
They’re insisting that our love
Must have a eulogy
Why do I save all of this madness
In the nightstand drawer
There to haunt upon my shoulders
Baby I know
I’d be luckier to walk around everywhere I go
With a blind and broken heart
That sleeps beneath my lapel
She sends me my blue valentines
To remind me of my cardinal sin
I can never wash the guilt
Or get these bloodstains off my hands
And it takes a lot of whiskey
To take this nightmares go away
And I cut my bleedin heart out every nite
And I die a little more on each St. Valentines day
Remember that I promised I would
Write you…
These blue valentines
Ma soprattutto “Somewhere” (da West Side Story, è di Leonard Bernstein e Stephen Sondheim) che lui canta in modo straziante…
There’s a place for us
Somewhere a place for us
Peace and quiet and open air
Wait for us
Somewhere
There’s a time for us
Someday a time for us
Time together with time to spare
Time to learn
Time to care
Someday, somewhere
We’ll find a new way of living
We’ll find a way of forgiving
Somewhere
There’s a place for us
A time and a place for us
Hold my hand and we’re half way there
Hold my hand
And I’ll take you there
Somehow
Someday, somewhere
Gli U2, con “The Ground Beneath Her Feet”: quando Bono grida
“Let me love you, let me rescue you
Let me bring you where two roads meet”
All my life, I worshipped her
Her golden voice, her beauty’s beat
How she made us feel
How she made me real
And the ground beneath her feet
And the ground beneath her feet
And now I can’t be sure of anything
Black is white, and cold is heat
For what I worshipped stole my love away
It was the ground beneath her feet
It was the ground beneath her feet
Go lightly down your darkened way
Go lightly underground
I’ll be down there in another day
I won’t rest until you’re found
Let me love you, let me rescue you
Let me bring you where two roads meet
O come back above
Where there is only love
Only love…
My oh my, My oh my
My oh my, My oh my
My oh my, My oh my
My oh my, My oh my
My oh my, My oh my
Let me love you true, let me rescue you
Let me bring you to where two roads meet
Let me love you true, let me rescue you
Let me bring you to where two roads meet
My oh my, My oh my
My oh my, My oh my
Beh, non posso dimenticare neanche la tremenda “Warszawa” di David Bowie, nell’impareggiabile colonna sonora di “Noi, ragazzi dello Zoo di Berlino”. E’da ascoltare, così non dice nulla, ma giuro che è da brivido.
So-lavie di-le-jo
So-lavie di-le-jo
He-li venco -de-ho
Chi-le venco de-ho
Malio
He-libo se-yo-man
He-libo se-yo-man
Malio
Malio
Per gli italiani, a parte Guccini, Fossati, De André, Lauzi (ma Gianluca, e allora la chiusa di “La messa è finita”?) mi viene in mente Tenco… il club dei genovesi/astigiani tristi (Astolfo, quando ascolto “Ma se ghe pensu” cantata dai miei amici Luca e Paolo, ci credi che m’intenerisco anch’io?:o)))))).
“Lontano, Lontano” di Luigi Tenco
Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro
E lontano lontano nel tempo
l’espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l’aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
Vedrai, vedrai
Quando la sera
tu ritorni a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi
con quella tenerezza
come fossi un bambino
che rimane deluso
Si lo so
che questa
non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d’averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene
Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so darti di più
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà…
Anvedichejedi, se ci mettevi anche gli accordi mi stampavo il commento e mi facevo un canzoniere nuovo.
“una sola e poi smetto!”
“è l’ultima volta, giuro”
“ancora!”
Gianluca spaccia roba buona eh!
anvedichejedi, ti ho immaginata che te le cantavi mentre le scrivevi, piangendo a fontana.. se ci scrivo una canzone, vi batto tutti..
Gianmarco, se fai una ricerchina su google trovi tutti gli accordi e senza troppe difficoltà (siti stranieri, mi raccomando: ho trovato persino tutti quelli di Hair, versioni diverse di Broadway incluse…) Sul jazz c’è veramente di tutto, e per una gershwiniana e coltraniana come me, da leccarsi i baffi…:o))))
Spad, sono una tenera dal cuore duro… stai attento!;o))) L’ultima volta che ho pianto è stato al cinema con la scena del matrimonio segreto di “Braveheart” (quasi identica al mio, vero), ma ero rimasta vedova da circa due mesi, quindi avevo tutte le attenuanti del caso. Era il lontano 1996… sei avvertito!
Scrivila, che aspettiiiiiiiii???????:o))))))))
“Vigilia di Natale, un giorno come gli altri una tazza di latte caldo e nessun regalo da scartare.
Auguri professore e felice anno nuovo, d’un tratto un indecifrabile imbarazzo colmava i suoi occhi[...] Gli addobbi per le strade i presepi viventi,d’un tratto un senso di sconforto misto a frustazione, colmava i suoi occhi.
Ed avrebbe voluto trovare al suo fianco una compagna premurosa ed amabile, ed avrebbe voluto sentire il calore di un altro corpo sotto le coperte…”
Carmen Consoli “Moderato in Re minore”
can it be that it was all so simple then?
or has time re-written every line?
if we had the chance to do it all again
tell me, would we? could we?
eh.
I’m not living
I’m just killing time
Your tiny hands
Your crazy kitten smile
Just, don’t leave
Don’t leave
Anvedi, cavolo.. vabbè.. il film per cui ho pianto di più è stato “L’incompreso”.. credo che Comencini sia da arrestare per vilipendio al macho..
If prostitution is the rental of the body than marriage is the sale.
Last night I dreamt
That somebody loved me
No hope, but no harm
Just another false alarm
Last night I felt
real arms around me
No hope, no harm
Just another false alarm
So, tell me how long
Before the last one ?
And tell me how long
Before the right one ?
The story is old - I KNOW
But it goes on
The story is old - I KNOW
But it goes on
Oh, GOES ON
And on
Oh, goes on
And on
Chissà qual era la colonna sonora d’”Incompreso”…:o((((((
… ci sono certi film studiati sadicamente a tavolino per far piangere, vere operazioni di marketing. Quello era una delle tante (e Love Story? … ARGH!!!)
A proposito di grande tristezza: è un OT, ma oggi a Roma gli universitari sono scesi in piazza e la Santanché ha mostrato loro il dito medio.