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Tristezzaaaa, per favore vai viaaaaa

ott 25 2005 - di

Sapore di mare 2: un anno dopoLa domanda è venuta fuori parlando (leggi: cazzeggiando) con la C.T.D.R. (Critica Televisiva Di Riferimento): oggetto della discussione era la riproposizione in terza serata di “Sapore di mare”, avvenuta non mi ricordo più su quale rete qualche giorno prima.
Ora, io non so voi, ma c’è una scena, in “Sapore di mare 2″ (che peraltro è già triste di suo, e mica per niente una delle canzoni della colonna sonora è la Bibbia delle pene d’amore “Ritornerai” di Bruno Lauzi: “Ti senti sola / con la tua libertà / ed è per questo / che tu ritornerai”) che, per quanto mi riguarda, è la più straziante della storia della cinematografia mondiale. C’è questo Gianni, faccia occhialuta da secchione, che sta da tre anni con Selvaggia (Isabella Ferrari). Anzi: quella sera cade proprio il loro anniversario. Selvaggia vuole uscire: vorrebbe festeggiare facendo l’amore con lui per la prima volta, ma Gianni, inaspettatamente e senza alcun valido motivo, si nega e poi si eclissa. E’ a quel punto che colpisce il corvo Fulvio (Massimo Ciavarro): la consola con parole dolci, fingendo di capirla, biasimando il fidanzato che non la merita, come solo gli uomini sanno consolare una ragazza quando han voglia di trombare. E finisce che se la tromba. Lì, sulla spiaggia, dietro ad una barca. E ad amplesso inaugurale terminato accade l’irreparabile: Selvaggia è pronta a rivestirsi, quasi sicuramente pentita di quel che ha fatto, ma alza gli occhi e vede Gianni, Gianni che era lì e ha visto tutto (o per lo meno quel che c’era da vedere per capire), Gianni in piedi, con le lacrime agli occhi, e tra le mani una torta con il numero “3″ che fa capolino dalle candeline accese.
E non rompete i coglioni con il cinema d’autore, almeno per questa volta: è una scena che vale almeno dieci LarsVonTrier, e alla fine non ti viene nemmeno da vomitare per la telecamera a spalla.

Stavamo parlando di “Sapore di mare 2″ e di “Ritornerai”, io e la C.T.D.R., dicevo, quando sorge spontanea una domanda: qual è il verso più triste mai scritto in una canzone?
Io ho iniziato e subito dovuto smettere, altrimenti questo post sarebbe stato più aggiornato di Wikipedia. Ne volevo fare una classifica, à la “31 songs”, ma davvero la lista è così provvisoria e incompleta che non ne vale la pena. Se desiderate, si accettano contributi.

Per quanto mi riguarda parto dalle più tragiche seppur poetiche, e allora non si può prescindere dalla Stefania morta di parto raccontata da Francesco Guccini in “Venezia”:

“Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa:
Novella Duemila e una rosa sul suo comodino,
Stefania ha lasciato un bambino.”

oppure – per rimanere più o meno sullo stesso tema – dall’autobiografia “Spark” di Tori Amos, scritta in seguito ad un aborto spontaneo che la porta a mettersi in discussione come madre:

“She’s convinced she could hold back a glacier
But she couldn’t keep Baby alive
(“Era convinta di saper fermare un ghiacciaio
ma non è riuscita a tenere vivo il suo bambino”)

al punto di arrivare a credere che sia tutta colpa sua e dei suoi iniziali tentennamenti:

You say you don’t want it / again and again
but you don’t / don’t really mean it.”
(“Dici che non lo vuoi, / lo ripeti e lo ripeti,
ma tu no, / non ci credi veramente”)

Poi, ecco, come in qualsiasi cosa nella quale sia implicata una nota musicale, non possono mancare i quattro ragazzi di Liverpool e l’epitaffio in occasione di una di quelle morti di cui nessuno si accorge:

“Eleanor Rigby, died in the church
and was buried along with her name,
nobody came.”
(“Eleanor Rigby è morta nella chiesa
ed è stata sepolta assieme al suo nome,
Nessuno è venuto.”)

Poi si passa al tema “amore”, e qui la diga crolla.


E’ un’escalation di tradimenti e amori inghiottiti dal tempo che parte dal Lucio Battisti fiducioso e incredulo di “Non è Francesca”:

“Lei è sempre a casa che aspetta me, non è Francesca…
Se c’era un uomo poi, no, non può essere lei…”

passa per il soldato raccontato da Claudio Baglioni che torna a casa in licenza e si appresta a fare una sopresa alla fidanzata, mentre lei lo previene e si fa beccare al mercato in dolce compagnia, e lui, lui tra incazzatura e pianti ci mette più o meno sei canzoni prima di arrivare (senza crederci per primo, o almeno si ha questa impressione) alla proposta del compromesso:

“Io ti voglio quanto ti voglio
e non me ne importa niente / di ciò che hai fatto
se ci sei stata a letto / tanto il tempo aggiusta tutto…”

torna a Lucio Battisti e all’innamorato pentito di “Fiori rosa fiori di pesco” che, da bravo uomo, non ci mette mai una pietra sopra e, dopo un anno, va a trovare la propria ex a casa sua, convinto che magari alla fine butta bene, ma ci trova una lei imbarazzata e un uomo in accappatoio:

“Scusa, credevo proprio che fossi sola
credevo non ci fosse nessuno con te
oh scusami tanto se puoi
signore chiedo scusa anche a lei”

e termina (ma che termini qui, l’abbiamo già spiegato, rappresenta solo un artifizio letterario) con “For no one”, i soliti Beatles e Paul Mc Cartney in particolare, alle prese con una storia che si trascina da tempo nella totale inconsapevolezza, da parte dell’elemento maschile della coppia, di trovarsi al cospetto dell’inevitabile fine:

“She wakes up, she makes up, / she takes her time
and doesn’t feel she has to hurry, / she no longer needs you.”
(“Lei si sveglia, si trucca, / si prende il tempo che le serve
e non sente il bisogno di fare in fretta, / non ha più bisogno di te”.)

Poi ci sono quelli che se ne sono fatta una ragione, anche se si capisce che c’è voluto del tempo, come il Guccini di “Farewell”:

“Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale. [...]
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.”

quelli che se la prendono, come Robbie Williams in Sexed Up:

“Why don’t we talk about it? / I’m only here don’t shout it
Give ‘em time, we’ll forget / Let’s pretend we never met”
(“Perché non ne parliamo? / Sono qui, non gridare
Avremo tempo per dimenticare / Facciamo finta di non esserci mai incontrati”)

e chi invece ricorda stronzeggiando in compagnia del nuovo ganzo, come la Giulietta di Mark Knopfler & Co.

“You promised me everything, you promised me thick and thin, yeah
Now you just say “oh Romeo, yeah, you know I used to have a scene with him”
(“Mi avevi promesso tutto, mi avevi promesso mari e monti,
Adesso dici solo, oh Romeo, sì, sai, quello con cui ho avuto una storia”)

Ma la peggiore, quella più straziante e ingiusta (nei confronti di sé stesso, sia chiaro) e atroce e penosa l’ha scritta Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti. Chi conosce la travagliata storia d’amore con la compagna capirà perché; gli altri possono ripassare sulle vecchie annate di “Novella 2000″.
La si ascolta in “Tanto³”, ed è una di quelle ti lascia lì, indeciso su come comportarti: consolarlo con una mano sulla spalla o, come si fa con i cavalli feriti, sparargli, così soffre meno?
Già, la frase:

“- E lei ti ama? – A suo modo.”

155 commenti

  1. prima che io usi quella parola lì), e poi Massimo Mantellini, Wallynius, Antonio Dini, Akille, Vittorio Zambardino, Generazione blog, Luca De Biase e chissà quanti altri. In un improvviso momento di lucidità mi sono poi ricordato diaverlo già scritto, quel post, nel 2005. Vincevano “Venezia” di Francesco Guccini, “Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.” “

  2. Così al volo tre citazioni dei Counting Crows:

    Da “Round Here”:

    She says “It’s only in my head”
    She says “Shhh, I know it’s only in my head”
    But the girl in car in the parking lot
    says “Man you should try to take a shot
    can’t you see my walls are crumbling?”
    Then she looks up at the building
    and says she’s thinking of jumping
    She says she’s tired of life
    she must be tired of something

    Da “Anna Begins”:

    This time
    when kindness falls like rain
    It washes me away and Anna begins
    to change my mind
    And every time she sneezes
    I believe it’s love
    and oh Lord…. I’m not ready
    for this sort of thing

    e da “Raining in Baltimore”:

    There’s things I remember
    and things I forget
    I miss you I guess that I should
    Three thousand five hundred miles away
    But what would you change if you could?

    Lacrime gratis e fazzoletti a pagamento.

  3. Concordo che quella del Lorenzo sia la più straziante.
    Ma quella degli U2 sulle vigorsol non è da meno:
    Did I disappoint you
    Or leave a bad taste in your mouth
    You act like you never had love
    And you want me to go without

  4. “Non perderti per niente al mondo
    lo spettacolo d’arte varia
    di uno innamorato di te”

    perché è chiaro che lei non ci pensa proprio a ricambiare e siede sul divano con un cartoccio di pop-corn mentre lui si inventa per lei il più triste degli show.

  5. Voto per Nick Cave, “Black Hair”, la canzone intera:
    Last night my kisses were banked in black hair
    And in my bed, my lover, her hair was midnight black
    And all her mystery dwelled within her black hair
    And her black hair framed a happy heart-shaped face

    And heavy-hooded eyes inside her black hair
    Shined at me frome the depths of her hair of deepest black
    While my fingers pushed into her straight black hair
    Pulling her black hair back from her happy heart-shaped face

    To kiss her milk-white throat, a dark curtain of black hair
    Smothered me, my lover with her beautiful black hair
    The smell of it is heavy. It is charged with life
    On my fingers the smell of her deep black hair

    Full of all my whispered words, her black hair
    And wet with tears and good-byes, her hair of deepest black
    All my tears cried against her milk-white throat
    Hidden behind the curtain of her beautiful black hair

    As deep as ink and black, black as the deepest sea
    The smell of her black hair upon my pillow
    Where her head and all its black hair did rest
    Today she took a train to the West
    Today she took a train to the West
    Today she took a train to the West

  6. This mortal coil:

    Now the winter’s drowning close/ the days are getting older / i can tell you by your face/ that your heart is getting colder

    e non sono solo le parole è tutta la canzone che mette tristezza. Per non parlare di “Orpheus” di Daviv Sylvian

  7. Io voto per “Poster” dei Pooh. Tutta: dalla prima all’ultima strofa, un magone come se ne sono provati pochi.

  8. @Fabrizio, su “One” degli U2: c’è qualcun altro oltre a me che pensa che quella canzone parli della riunificazione della Germania?

  9. La fine dell’amore come a causa di un terremoto, e la costruzione miseramente si sfascia:

    E tutto ció mi meraviglia/tanto che se finisse adesso/lo so io chiederei/che mi crollasse addosso/Si.

    Ivano Fossati

    @Tommaso: ‘Poster’ dei Pooh?

  10. e che dire di “Son morto ch’ero bambino, son morto con altri cento, passato per un camino
    e ora sono nel vento” (AUSCHWITZ – Guccini o anche Equipe84)?!

  11. Penso che le parole più dolorose, laceranti e strazianti mai scritte in una canzona siano quelle che usa Fabrizio ne “la canzone di Marinella”.
    Prima tutta la gioia di un incontro inaspettato con un principe azzurro disceso dal cielo come un angelo dalle ali d’oro (un re senza corona e senza scorta/bussò tre volte un giorno alla sua porta
    bianco come la luna il suo cappello/
    come l’amore rosso il suo mantello/
    tu lo seguisti senza una ragione/
    come un ragazzo segue un aquilone), una gioia infinita (c’era il sole e avevi gli occhi belli) un amore atteso troppo a lungo che esplode in una passione raccontata da parole ineguagliabili (“furono baci furono sorrisi/
    poi furono soltanto i fiordalisi/
    che videro con gli occhi delle stelle/
    fremere al vento e ai baci la tua pelle)per poi arrivare alla tragedia e all’impossibilità di credere che la morte ti possa portare via una così bella (lui che non ti volle creder morta/
    bussò cent’anni ancora alla tua porta).
    Non so cosa gli passasse per la testa in quel momento, ma Fabrizio in questa canzone ha veramente dato un significato nuovo alla parola “dolore”.

  12. Oddio, la riunificazione? Non ci avevo mai pensato.
    Ma allora la voce narrante fa la la parte della ddr o quella della fdr?

  13. Un’altra citazione di Fabrizio de Andrè, di cui cito una parte di “La guerra di Piero”, una delle canzoni che credo trasmetta veramente molto bene il dramma (odierno ahimè!!) della guerra.

    “e mentre marciavi con l’anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle
    che aveva il tuo stesso identico umore
    ma la divisa di un altro colore

    sparagli Piero , sparagli ora
    e dopo un colpo sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra a coprire il suo sangue

    e se gli sparo in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avrà per morire
    ma il tempo a me resterà per vedere
    vedere gli occhi di un uomo che muore”

  14. ma come piove bene su gli impermeabili/…/ e non sull’anima
    P.Conte – Gli impermeabili

  15. e che ne dite di questa strofa di “mi ritorni in mente”??
    “un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso
    il nostro amor dissolversi nel vento
    ricordo, sono morto in un momento”

  16. This is the last day of our acquaintance
    I will meet you later in somebody’s office
    I’ll talk but you won’t listen to me
    I know what your answer will be

    I know you don’t love me anymore
    you used to hold my hand when the plane took off
    two years ago there just seemed so much more
    and I don’t know what happened to our love

    today’s the day
    our friendship has been stale
    and we will meet later to finalise the details
    two years ago the seed was planted
    and since then you have taken me for granted

    but this is the last day of our acquintance
    I will meet you later in somebody’s office
    I’ll talk but you won’t listen to me
    I know your answer already.

    (Sinead O’Connor, The last day of our acquaintance)

  17. … è uno di quei post che ti fan rimpiangere gli anni che giravano una o due cassette sempre con le stesse canzoni, che gli emmpitre non c’erano…
    Ma poi la domanda era sul ‘verso più triste mai scritto in una canzone’
    o sul ‘verso (…) in una canzone d’amore’
    Perchè, se è la seconda, allora uno cerca Masini nella playlist e, al 90 pct, ci becca !
    Se invece, la prima,
    “Ricordo il freddo massacrante il giorno che
    perdemmo per sempre i nostri figli
    affamati assetati privati dei nostri vestiti
    ed era come ingoiare vetro
    e ben presto avremmo smesso di parlare
    ben presto avremmo smesso di capire ”
    oppure, visto che qui gira Guccini a secchie,
    “come può l’uomo, uccidere un suo fratello,
    eppure siamo a milioni, in polvere”.
    Forse bisognerebbe intendersi sul triste: cosa c’è di triste se una Ferrari in spiaggia si tromba un Ciavarro invece di un Gianni ?
    Sarebbe triste il contrario…

  18. Who’s that woman on your arm all dressed up to do you harm
    And I’m hip to what she’ll do, give her just about a month or two.

  19. Tre citazioni:

    Ed aspettavo come
    come un cane quando non c’è più
    non c’è più il padrone
    contro il vetro per guardare giù
    (Io no – Vasco)

    lei si muove dentro un altro abbraccio
    su di un corpo che non è più il mio
    e io così non ce la faccio
    (Laura non c’è – Nek)

    il treno è un lampo infuocato
    se si guarda impazziti il convoglio venir
    un momento un pensiero affannato
    e la vita è rapita senza altro soffrir
    la poteron riconoscere soltanto
    dagli anelli bagnati dal suo pianto
    il pianto di quell’ultimo suo amore dovuto abbandonar
    (Ultimo amore – Vinicio Capossela)

  20. “Io dopo di te
    non sono morto né guarito
    ma ci ho provato, era mio diritto
    e non è servito”

    (Ivano Fossati, Vola)

  21. Ok, lo dico, e che poi non mi si tratti male perchè l’ho detto…
    CI VORREBBE IL MARE di MASINI.
    Bona lè.

  22. Ciao, ma è una droga, ma come ti viene in mente di scrivere una cosa così!
    Ora sono qui come una cretina a pensare a quella volta che, merda!, quanto ho pianto che poi a pensarci ora che bei tempi anche se non avevo una lira una macchina un fidanzato ma chissenefrega che erano i tempi che cantavo a squarciagola e sulla spiaggia cenavo con “pizza fredda e birra calda” (op.cit.)…

    Vabbè, allora esagero (che dopo Masini non è mica facile):

    “Ho sbagliato tante volte ormai
    che lo so già
    che oggi quasi certamente
    sto sbagliando su di te
    ma una volta in più che cosa può cambiare
    nella vita mia”.

    E continua (perchè ovviamente lui non è arrivato):

    “E’ cambiato il tempo e sta piovendo
    ma resto ad aspettare
    non m’importa cosa il mondo può pensare
    io non me ne voglio andare”

  23. http://www.wittgenstein.it/html/donna000703.html

    Ciao, L.

  24. Anche il primo De Gregori in quanto a tristezza non scherzava.
    Ecco, per esempio, una strofa di “Dolce amore del Bahia”

    “Ieri, ho incontrato la mia formica,
    mi ha detto che, sono pazzo.
    io, con occhiaie profonde
    e un principio di intossicazione.
    Io non ricordo che occhi avevi,
    io non ricordo che occhi avevi,
    l’ultima volta che ti ho insultato,
    l’ultima volta che ti ho lasciato”

  25. “Kappa (dei Mogwai) è l’equivalente musicale dell’impotenza sessuale: gli strumenti preparano il climax per l’esplosione della melodia, ma invece la musica è come trattenuta e la melodia quasi segna da sola la propria condanna.” ok, è strumentale, ma questa descrizione del re dei critichini rende bene l’idea.

  26. Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, – spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire…

    la canzone è triste tutta, ma sto verso mi stringe il cuore..

  27. Notturno delle tre di Fossati è la più triste e bella canzone che abbia mai senitto. In merito a Sapore di sale II si trattava di un dramma annunciat:o scusa ma secondo te tra il cesso occhialuto e Massimo Ciavarro versione anni 80 una ragazza chi avrebbe preferito?

  28. Tanto per uscire dall’argomento amore: citerei il maestro Baglioni, “Le ragazze dell’est”.

    “…io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai / volo di cicogne con ali di cera…”

  29. Basta con i testi d’autore.
    Michele Zarrillo: “e proprio io che ti amo ti sto implorando aiutami a distruggerti.”

  30. la colonna pubblicitaria di google che si trova a destra, si sovrappone all’articolo e nn riesco a leggerlo bene…..ci fa solo a me????

    cmq ecco il mio contributo al tema di oggi:

    Good Company (B.May)

    Take good care of what you’ve got
    My father said to me
    As he puffed his pipe
    and Baby B. he dandled on his knee
    Don’t fool with fools who’ll turn away
    Keep all good company
    Oo Hoo Oo Hoo
    Take care of those you call your own
    And keep good company
    Soon I grew and happy too
    My very good friends and me
    We’d play all day with Sally J.
    The girl from number four
    And very soon I begged her won’t you
    Keep me company
    Oo Hoo Oo Hoo
    Come marry me for evermore we’ll
    Be good company
    Now marriage is an institution sure
    My wife and I our needs and nothing more
    All my friends by a year
    By and by disappeared
    But we’re safe enough behind our door
    I flourished in my humble trade
    My reputation grew
    The work devoured my waking hours
    But when my time was through
    Reward of all my efforts my own
    Limited Company
    I hardly noticed Sall as we
    Parted Company
    All through the years in the end it appears
    There was never really anyone but me
    Now I’m old I puff my pipe
    But no-one’s there to see
    I ponder on the lesson of
    My life’s insanity
    Take care of those you call your own
    And keep good company
    —————————
    Prenditi cura di ciò che hai
    Mio padre mi disse
    mentre tirava una boccata alla sua pipa
    facendo saltellare Baby B. sulle sue ginocchia.
    Non perdere tempo con gli stupidi che se andranno via.
    Frequenta solo buone compagnie
    Oo Hoo Oo Hoo
    Prenditi cura di coloro che senti vicini
    e frequenta buone compagnie
    Sono cresciuto in fretta e anche felice
    I miei buoni amici e io
    giocavamo tutto il giorno con Sally J.
    la ragazza del numero quattro
    E molto presto le chiesi se volesse
    tenermi compagnia
    Oo Hoo Oo Hoo
    Sposarmi e per sempre ci
    terremo buona compagnia
    Ora, certo, il matrimonio è un’istituzione
    Mia moglie e io, i nostri bisogni e nient’altro
    Tutti i miei amici entro un anno
    scomparvero a poco a poco.
    ma siamo abbastanza al sicuro dietro la nostra porta.
    Ho prosperato nella mia modesta attività
    La mia reputazione è cresciuta
    Il lavoro ha divorato le mie ore
    ma quando finivo
    la ricompensa di tutti i miei sforzi era solo la mia
    Compagnia a Responsabilità Limitata
    Mi sono a malapena accorto di Sally mentre ci
    separavamo
    Nel corso di tutti gli anni, alla fine, sembra
    che non sia esistito nessun altro se non io.
    Ora sono vecchio, tiro boccate alla mia pipa
    ma non c’è nessuno a vedermi.
    Rifletto sulla lezione della
    stoltezza della mia vita
    Prenditi cura di quelli che chiami i tuoi
    e frequenta buone compagnie

  31. Me ne venisse in mente una, oh. Buio totale.

  32. Questa le batte tutte e vi sfido a trovarne un’altra:
    “Last Kiss”, dei Pearl Jam, è l’equivalente americana di “Canzone per un’amica” di Guccini. Sono due innamorati che hanno un incidente in macchina e lei muore nelle braccia di lui:

    I raised her head, she looked at me and said,
    “Hold me darling just a little while.”
    I held her close. I kissed her our last kiss.
    I found the love that I knew I had miss.
    But now she’s gone, even though I hold her tight.
    I lost my love … my life, that night.

    Well, where oh where can my baby be?
    The Lord took her away from me.
    She’s gone to heaven, so I got to be good,
    So I can see my baby when I leave this world.

  33. @Fabrizio: quello che parla è la DDR.

    - You asked me to enter but then you make me crawl.
    - will it make it easier on you now you got someone to blame?
    - one blood, one life
    - we’re one but we’re not the same
    - we have to carry each other

  34. Jeff Buckley, “Last goodbye”:

    This is our last goodbye
    I hate to feel the love between us die
    But it’s over
    Just hear this and then I’ll go :
    you gave me more to live for,
    more than you’ll ever know.

    This is our last embrace,
    must I dream and always see your face
    Why can’t we overcome this wall
    Baby, maybe it is just because I didn’t know you at all.

    Kiss me, please,
    Kiss me
    But kiss me out of desire, babe, and not consolation
    You know,
    it makes me so angry ’cause I know that in time
    I’ll only make you cry, this is our last goodbye.

    Did you say “no, this can’t happen to me,”
    and did you rush to the phone to call?
    Was there a voice unkind in the back of your mind saying,
    “maybe… you didn’t know him at all.”

    Well, the bells out in the church tower chime
    Burning clues into this heart of mine
    Thinking so hard on her soft eyes and the memory
    Of her sighs that, “it’s over… it’s over…”

  35. I wish I could just make you turn around,
    Turn around and see me cry
    There’s so much I need to say to you,
    So many reasons why
    You’re the only one who really knew me at all

    Inutile dire di chi è.

  36. Secondo me (ed anche secondo lui, come da intervista a Luca Sofri su Condor) Lorenzo non ha scritto qualcosa di malvagio.
    In fondo dice solo la verità.

  37. My two cent:

    “…però mi ha aiutato a chiedermi
    s’era giusto essere trattato così
    da una persona che diceva di
    amarmi e proteggermi
    prima di abbandonarmi qui non ho

    nessun rimpianto nessun rimorso
    soltanto certe volte capita che appena
    prima di dormire mi sembra di sentire
    il tuo ricordo che mi bussa
    ma io non aprirò…”

    Nessun Rimpianto
    La Dura Legge Del Gol (1996)

  38. … ma che cosa è cambiato
    dopo che ti ho incontrato?
    Direi non molto.
    Ma che cosa è restato
    dopo che ti ho amato?
    Direi non molto.

    o se si preferisce:

    …What did we do that was wrong?
    we did not know it was wrong!
    Fun is the one thing that money can’t buy…

  39. “So, so you think you can tell/heaven from hell/blue skies from pain?”

    “E allora pensavi di poter separare/i paradisi dall’inferno/ i cieli azzurri dal dolore?”

    Pink Floyd, riferito a Syd Barret dal cervello “cotto” dalla droga.

  40. Goodbye, cruel world,
    I’m leaving you today.
    Goodbye, goodbye, goodbye.

    Goodbye all you people,
    There’s nothing you can say,
    To make me change my mind.
    Goodbye

  41. Bonjour tristesse

    Ci ho una canzone triste / nel mio cuo-o-re…

  42. Goodbye Cruel world è dei Pink Floyd.

  43. “Se l’amore che avevo non sa più il mio nome”
    Fossati, I treni a vapore.

  44. “thumbing my way” dei pearl jam
    “stolen car” di springsteen
    “let down” dei radiohead
    “la stagione del tuo amore” di de andrè
    ….

  45. Non solo l’amore e la morte rendono certi momenti difficili, anche altre sensazioni piu’ eteree, meno definibili. Raccoss che ne pensi di:

    “When I was a child
    I caught a fleeting glimpse,
    Out of the corner of my eye.
    I turned to look but it was gone.
    I cannot put my finger on it now.
    The child is grown, the dream is gone.”

  46. secondo me “cubista/cubista/come balli tu/io non ho ballato mai” se la batte alla grande.

  47. E ancora la pioggia cadrà… Baglioni

    con bracciate più rabbiose
    il suo corpo trascinò
    e sfidò la nebbia densa
    che pian piano lo abbracciò
    le speranze mezze uccise dalla vita
    tra le onde abbandonò
    non ti amo più …
    non sono tua …
    che cosa vuoi …
    vattene via …
    si aggrappò sfinito al suo dolore
    ed il mare lo ingoiò …

  48. Lààà dove c’eeera l’erba ora c’èèè / una città / e quella casa in mezzo al verde ormai / dove sarà?

  49. così a memoria…
    she turns kings into baggers
    and baggers into kings
    (Tom Waits)

  50. Come diceva il Neri, nella discografia dei cari Scarafaggi si trova un po’ di tutto. A me ha sempre messo una grande stretta allo stomaco “You never give me your money” e “Golden slumber/Carry that weight”.

    “Boy you’ve got to carry that weight and for a logn time”…non c’è bisogno di dire cosa e come ci fa soffrire, perché ne sentiamo già l’intero peso sulle spalle, sempre.

  51. @Cannonball: mi sfugge la citazione, ma la trovo molto pertinente (::vergogna::)

    @astolfo: hai ragione, quella canzone è tristisssssma e mi fa venire in mente “C’era un ragazzo…”

  52. Se poi iniziamo a metterci le canzoni di impegno civile:

    “September ’77
    Port Elizabeth weather fine
    It was business as usual
    In police room 619
    Oh Biko, Biko, because Biko
    Oh Biko, Biko, because Biko
    Yihla Moja, Yihla Moja
    -The man is dead”

    (Biko – Peter Gabriel)

  53. “Where have all the flowers gone,
    long time passing?
    Where have all the flowers gone,
    long time ago?
    Where have all the flowers gone?
    Gone to young girls, every one!
    When will they ever learn,
    when will they ever learn?

    Where have all the young girls gone,
    long time passing?
    Where have all the young girls gone,
    long time ago?
    Where have all the young girls gone?
    Gone to young men, every one!
    When will they ever learn,
    when will they ever learn?

    Where have all the young men gone,
    long time passing?
    Where have all the young men gone,
    long time ago?
    Where have all the young men gone?
    Gone to soldiers, every one!
    When will they ever learn,
    when will they ever learn?

    And where have all the soldiers gone,
    long time passing?
    Where have all the soldiers gone,
    long time ago?
    Where have all the soldiers gone?
    Gone to graveyards, every one!
    When will they ever learn,
    when will they ever learn?

    And where have all the graveyards gone,
    long time passing?
    Where have all the graveyards gone,
    long time ago?
    Where have all the graveyards gone?
    Gone to flowers, every one!
    When will they ever learn,
    oh when will they ever learn?

    Where have all the flowers gone?
    Long time passing.
    Where have all the flowers gone?
    Long time ago.
    Where have all the flowers gone?
    Young girls picked them, every one.
    Oh, when will they ever learn?
    Oh, when will they ever learn?”

    (Where are all the flowers gone? – Joan Baez)

  54. @Raccoss! Vergogna! Era “Comfortably Numb” – Pink Floyd – The Wall!

  55. Il vecchio e il bambino by Guccini?

  56. Empty spaces,
    what are we living for
    Abandoned places
    I guess we know the score
    On and on
    Does everybody know
    what we are living for?

    The Queen, The Show Must Go On

  57. Per restare sul bucolico, a me ha sempre fatto venire il magone questa:

    Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, la noia l’abbandono sono la tua malattia, paese mio ti lascio e vado via

  58. Eh Cannonball, ho poca memoria io, non ricordo tutti i versi dei Pink

  59. imbarazzo della scelta… hanno già detto “for no one” e, mi viene da piangere solo a scriverlo, “the last days of our acquaintance”…
    nel dubbio mi sparo tre italiani!

    “Quando in anticipo sul tuo stupore
    verranno a crederti del nostro amore
    a quella gente consumata nel farsi dar retta
    un amore così lungo
    tu non darglielo in fretta
    non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
    le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
    dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
    nell’ipocrisia dei “mai”
    non sono riuscito a cambiarti
    non mi hai cambiato lo sai…” (de andrè)

    “Facile risponderti che
    Puoi prenderti tutto
    Quello che vuoi
    Mi hai soltanto strappato un po’
    Di silenzio
    Soltanto strappato un po’
    Di silenzio
    Hai soltanto sprecato
    Il tuo nobile fiato…” (carmen consoli)

    “Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
    fino nel fuoco delle montagne
    il mio destino scordare il tuo amore
    sotto il peso delle montagne
    Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
    fino nel fuoco delle montagne
    il mio destino scordare ogni amore
    sotto il peso delle montagne.” (fossati)

    e ci mettiamo pure un guccini d’annata, crepi l’avarizia!

    “Ed ora dove sei tu che sapevi ridare ai giorni e ai mesi un qualche senso.
    La giostra dei miei simboli fluisce uguale per trarre anche dal male qualche compenso”

  60. mi guardava rassegnato
    con la lingua di chi spera
    di chi sa che è prenotato
    sulla sedia di lillà

    (alberto fortis)

  61. Chiudo la trilogia dell’emigrante con questo omaggio alla mia terra:

    Ma se ghe pensu alûa mi veddu-u mâ/
    veddu i mæˆ munti e a ciassa d’a Nunsiaa/
    riveddu u Rîghi e me s’astrenze u cœˆ/
    veddu a lanterna, a câva, lazu u mœˆ/
    riveddu aa seja Zêna ‘nlyminaa/
    veddu la a fûxe e sentu franze u mâ/
    e alûa mi pensu ancun de riturnâ/
    à pôsâ e osse duv’ho mæˆ madunaa.

    (Ma se ci penso allora vedo il mare
    vedo i miei monti, la piazza dell’Annunziata
    rivedo Righi e mi si stringe il cuore
    vedo la Lanterna, la Cava, laggiù il molo.
    Rivedo, la sera, Genova illuminata
    vedo la Foce e sento frangere il mare
    allora penso ancora di tornare
    a posare le ossa dove mia madre mi ha donato)

    Anche se da queste parti si considera più triste il primo verso della canzone:

    U l’ea partiu senza na palanca

  62. “I just can’t fit
    Yes, I believe it’s time for us to quit
    When we meet again
    Introduced as friends
    Please don’t let on that you knew me when
    I was hungry and it was your world.”
    (B.Dylan)

  63. C’è anche chi piange a sentire l’inno nazionale.

    “Dall’Alpi a Sicilia ovunque è Legnano”

    Giuro, ho visto Calderoli che piangeva mentre l’ascoltava…

  64. io voto per Dylan e la sua traduzione degregoriana

    “She might think that I’ve forgotten her, don’t tell her it isn’t so.”

    “..e se crede che l’abbia scordata, non dirle che non è così”

  65. Angela, Angela, angelo mio
    io non credevo che questa sera
    sarebbe stato davvero un addio,
    Angela credimi, io non volevo.

    Angela, Angela, angelo mio
    quando t’ho detto che voglio andarmene,
    volevo solo vederti piangere,
    perché mi piace farti soffrire.

    Angela, Angela, angelo mio
    ma tu stasera invece di piangere
    guardi il mio viso in un modo strano
    come se fosse ormai lontano.

    Ti prego, Angela, no, non andartene
    non puoi lasciarmi quaggiù da solo
    non è possibile che tutto a un tratto
    io possa perderti, perdere tutto.

    Volevo farti piangere
    vedere le tue lacrime
    sentire che il tuo cuore
    è nelle mie mani.

    (Luigi Tenco, Angela)
    ps: poche cose, nella vita, struggenti come le canzoni di Tenco.

  66. …/ ma per morire/ si nascondevano/ si vergognavano/ non capivano/ … (Jannacci)

  67. “And so it is / Just like you said it would be / Life goes easy on me / Most of the time…”

    (Damien Rice. I titoli di testa e coda di “Closer” mica per niente)

  68. ‘…Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
    come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
    i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
    i tuoi occhi assunti da tre anni
    i tuoi occhi per loro,…’

    Verranno a chiederti del nostro amore – F.De Andrè

  69. Pensavo di essere l’unico fesso a trovare commoventi certe sequenze di Sapore di Mare.

    Oltre alla scena descritta da Gianluca, trovo estremamente struggente l’incontro tra i due, parecchi anni dopo, dove il tempo inesorabile li ha segnati nell’aspetto, ma non ha cancellato i sentimenti, dove si percepisce il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere stato.

    O sempre a proposito di Sapore di mare (ma non ricordo se lo stesso), mi è sempre parsa tristissima la scena finale di Jerry Calà, che avvicinato da un’adorante Marina Suma, nemmeno la riconosce e se ne va ridacchiando abbracciato a due mignottoni, dopo che anni prima lui, figlio di papà ha fatto di tutto, riuscendovi, per sedurre lei (leggi trombare), proletaria ed ingenua.

    Ma ogni volta, porca puttana, ho letteralmente il magone, quando rivedo quel maledetto di David Gilmour attaccare l’assolo di Comfortably Numb al Live8. Quella sera i “vecchietti” hanno polverizzato tutti.

  70. …poi giuro che la smetto, eh? (Forse…)

    Lui : Eravamo fidanzati, poi, tu mi hai lasciato, senza addurre motivazioni plausibili…

    Lei: Non e’ vero, tu non capisci l’universo femminile, la mia spiccata sensibilita’, si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista…

    (Elio e le Storie Tese, Cara ti amo)

    e poi:

    E quella volta, una domenica di ottobre, già l’autunno ci moriva addosso e io fumavo sigarette amare, e tu come uno specchio rotto riflettevi quell’immagine sbiadita del ricordo del frammento del brandello del profumo di quell’angolo d’estate e mi dicesti: “Voglio vivere la vita come un alito di vento che, inseguito dall’aurora, già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga, e come donna accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io dicevo “Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza” ma pensavo: “Puttana”.

    (Claudio Bisio, Rapput), che potrebbe averla scritta Facci e invece no, è del Rocco Tanica.

  71. le canzoni citate fin’ora uniscono alla tristezza la poesia dei testi, la meraviglia della melodia. nessuno fin’ora ha citato “brandy’s smile”, una tristezza seria, autentica, vissuta, con le prove. storie inventate o lette non possono competere con questa.

  72. @THE WALL:
    Anch’io trovo struggente la scena che citi, rovinata solo dalla presenza di una giovanissima (ed orribile) Alba Parietti nel ruolo di una delle due mignottone.

  73. verso? canzone? tutto un album, “berlin” di lou reed.
    “it’s so cold in alaska…”

  74. E chi sarebbe la tua C.T.D.R.?

  75. Canzone straziante del piccolo genio svedese Stina Nordenstam, So This Is Goodbye.

    So this is goodbye,
    So this is how you say it
    These are the words
    It’s the voice you’re using
    It’s the picture you’ve seen

    So this is goodbye,
    So this is how you say it
    This is the time it takes you
    Didn’t take you a lot, now did it?
    Didn’t hurt you a lot, now did it?

    So this is goodbye,
    So this is how you spell it
    Where you place it in your mouth
    What happens if I didn’t hear you?
    What happens if it wasn’t serious?

    Well I was around
    Maybe it was you I came to see
    Maybe it was you who invited me
    I remember your eyes were on me
    I remember your eyes were on me

    Goodbye

  76. aaaaaaaaaaaaaaaaaah! ha ragione violetta! damien rice! closer! come non averci pensato! AAAAAAAAAAAAAAH!
    e allora ci metto pure keren ann, che a me strugge tantissimo:
    “Don’t say a word,
    here comes the break of the day
    And wide clouds of sand raised
    by the wind of the end of May”

  77. Cercavo in te
    la tenerezza che non ho,
    la comprensione che non so,
    trovare in questo mondo stupido…

  78. premetto che poi la pianto, aggiungo “mad world” dei tears for fears, preferibilmente in versione “donnie darko” di gary jules:
    “Hide my head I wanna drown my sorrow
    No tomorrow
    No tomorrow
    And I find it kind of funny
    I find it kind of sad
    The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had…” etc. etc.

  79. Everybody Hurts
    (R.E.M.)

    When the day is long and the night, the night is yours alone,
    when you’re sure you’ve had enough of this life, well hang on.
    Don’t let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes.

    E a proposito di tristezza:
    Per questo canto una canzone triste/triste triste triste/ triste come me/
    E non c’è più nessuno/che mi parli ancora un po’ di lei/ancora un po’ di lei… (Ivan Graziani)

  80. Io ti cercherò di Lorenzo, e Vivere di Vasco. Strazianti ma vere. Sigh.

  81. oh oh cavallo- oh oh cavallo

  82. Un verso di una canzone dei Pavement – “I trust you will tell me if I am making a fool of myself” – mi ha sempre preso malissimo.

    Capita a tutti di affidarsi a una persona amata per essere presi in castagna in caso ci si facciano troppe idee positive sul futuro.

  83. Direi che la palma dello strazio nella mia classifica personale va a Jacques Brel, “Ne me quitte pas”. Meravigliosa e terribile. La chiusa è talmente disperata da non lasciare scampo.

    Ne me quitte pas
    Il faut oublier
    Tout peut s’oublier
    Qui s’enfuit déjà
    Oublier le temps
    Des malentendus
    Et le temps perdu
    A savoir comment
    Oublier ces heures
    Qui tuaient parfois
    A coups de pourquoi
    Le coeur du bonheure
    Ne me quitte pas

    Moi je t’offrirai
    Des perles de pluie
    Venues de pays
    Où il ne pleut pas
    Je creuserai la terre
    Jusqu’après ma mort
    Pour couvrir ton corps
    D’or et de lumière
    Je ferai un domaine
    Où l’amour sera roi
    Où l’amour sera loi
    Où tu seras reine
    Ne me quitte pas

    Je t’inventerai
    Des mots insensés
    Que tu comprendras
    Je te parlerai
    De ces amants-là
    Qui ont vue deux fois
    Leurs coeurs s’embraser
    Je te raconterai
    L’histoire de ce roi
    Mort de n’avoir pas
    Pu te rencontrer
    Ne me quitte pas

    On a vu souvent
    Rejaillir le feu
    De l’ancien volcan
    Qu’on croyait trop vieux
    Il n’est paraît-il
    Des terres brûlées
    Donnant plus de blé
    Qu’un meilleur avril
    Et quand vient le soir
    Pour qu’un ciel flamboie
    Le rouge et le noir
    Ne s’épousent-ils pas?
    Ne me quitte pas

    Je ne vais plus pleurer
    Je ne vais plus parler
    Je me cacherai là
    A te regarder
    Danser et sourire
    Et à t’écouter
    Chanter et puis rire
    Laisse-moi devenir
    L’ombre de ton ombre
    L’ombre de ta main
    L’ombre de ton chien
    Ne me quitte pas
    Ne me quitte pas
    Ne me quitte pas
    Ne me quitte pas

    Ve la traduco così veloce:

    Non mi lasciare
    bisogna dimenticare
    si può dimenticare tutto
    tutto ciò che già fugge
    dimenticare il tempo
    dei malintesi
    e il tempo perduto
    a sapere come
    dimenticare queste ore
    che uccidevano forse
    a colpi di perché
    il cuore della felicità
    non mi lasciare

    Ti offrirò
    perle di pioggia
    venute da un paese
    dove non piove mai
    scaverò fino in fondo alla terra
    fin dopo la mia morte
    per poter coprire il tuo corpo
    d’oro e di luce
    creerò un regno
    dove l’amore sarà re
    dove l’amore sarà legge
    dove tu sarai regina
    Non mi lasciare

    Creerò per te
    parole senza senso
    che tu sola comprenderai
    ti parlerò
    di quegli amanti là
    che hanno visto due volte
    i loro cuori infiammarsi
    ti racconterò
    la storia di quel re
    morto per non averti più
    potuta reincontrare
    non mi lasciare

    Si è visto spesso
    ridestarsi il fuoco
    di quell’antico vulcano
    che si credeva troppo vecchio
    non sembrava
    che terre bruciate
    potessero dare più grano
    di un miglior aprile
    E quando viene sera,
    sotto un cielo fiammeggiante
    il rosso e il nero
    non si uniscono, forse?
    Non mi lasciare

    Non piangerò più
    non dirò più una parola
    mi nasconderò là
    a guardarti
    danzare e sorridere
    e a sentirti
    cantare e poi ridere
    lascia che io diventi
    l’ombra della tua ombra
    l’ombra della mano
    l’ombra del tuo cane
    non mi lasciare
    non mi lasciare
    non mi lasciare
    non mi lasciare

    Poi, c’è “Summertime” di Gershwin (più melanconica che triste), uno dei miei cult. Consiglio cantata da Ella Fitzgerald o Billie Holiday. O da me, quando la sera prima non ho ecceduto in abbondanti libagioni e sigarette (ahem!;o))))

    Summertime
    and the livin’ is easy
    Fish are jumpin’
    and the cottons are high
    Oh your Daddy’s rich
    and your ma is good lookin’
    So hush little baby,
    baby don’t you cry

    One of these mornings
    You’re gonna rise up singin’
    Then you’ll spread your wings
    And take to the sky
    But till that morning
    There’s nothin’ can harm you
    With your daddy and mammy
    mammy standin’ by
    Don’t you cry

    E sempre di Billie Holiday, (ma è Lewis Allen, stupenda anche cantata da Sting) la dolente “Strange Fruit”:

    Southern trees bear
    strange fruit,
    Blood on the leaves
    and blood at the root,
    Black bodies swinging
    in the southern breeze,
    Strange fruit hanging
    from the poplar trees.

    Pastoral scene of the gallant south,
    The bulging eyes
    and the twisted mouth,
    Scent of magnolias, sweet and fresh,
    Then the sudden smell of burning flesh.

    Here is fruit
    for the crows to pluck,
    For the rain to gather,
    for the wind to suck,
    For the sun to rot,
    for the trees to drop,
    Here is a strange
    and bitter crop.

    Segue “Lilì Marleen”, di Norbert Schutz (1915). Celebre per quella cantata da Lale Andersen e da Marlene Dietrich (vi metto la mia traduzione dopo, dovrebbe essere giusta… il mio tedesco è elementare)

    Vor der Kaserne
    Vor dem großen Tor
    Stand eine Laterne
    Und steht sie noch davor
    So woll’n wir uns da wieder seh’n
    Bei der Laterne
    wollen wir steh’n:
    Wie einst Lili Marleen (2)

    Unsere beide Schatten
    Sah’n wie einer aus
    Daß wir so lieb uns hatten
    Das sah man gleich daraus
    Und alle Leute soll’n es seh’n
    Wenn wir bei der Laterne steh’n
    Wie einst Lili Marleen. (2)

    Là dove c’è la caserma
    davanti al portone
    c’era un lampione
    e se c’è tutt’ora
    allora ci rivedremo
    quando staremo accanto a quel lampione
    come un tempo, Lilì Marleen

    Le nostre ombre s’incontreranno
    diventeranno un’ombra sola
    perché il nostro amore non è finito
    e nessuno avrà niente da ridire
    così ognuno starà a guardarci
    mentre staremo sotto quel lampione

    Poi, la magnifica colonna sonora di “Leaving Las Vegas”, da cui estrapolo Sting:

    Angel Eyes

    Have you ever had the feeling
    That the world’s gone and left you behind
    Have you ever had the feeling
    That you’re that close to loosing your mind
    You look around each corner
    Hoping that she’s there
    You try to play it cool perhaps
    Pretend that you don’t care
    But it doesn’t do a bit of good
    You got to seek ’til you find
    Or you never unwind
    Try to think
    That loves not around
    Still it’s uncomfortably near
    My old heart
    Ain’t gainin’ no ground
    Because my angel eyes ain’t here

    Angel eyes
    That old devil sent
    They glow unbearebly bright
    Need I say
    That my love’s misspent
    Misspent with angel eyes tonight

    So drink up all you people
    Order anything you see
    Have fun you happy people
    You drink and the laugh’s on me

    Pardon me
    But I “gotta run”
    The fact’s uncommonly clear
    Gotta find
    Who’s now “Number One”
    And why my angel eyes ain’t here
    Tell me why my angel eyes ain’t here
    Excusez-moi my angel eyes ain’t here
    Excuse me while I disappear

    E “It’s a lonesome old town” (da accompagnare con un bourbon doppio, please)

    It’s a lonesome old town
    When you’re not around

    I’m lonely as I can be
    I never knew how much I’d miss you
    But now I can plainly see

    It’s a lonesome old town
    When you’re not around
    How I wish you’d come back to me
    How I wish you’d come back to me
    How I wish you’d come back to me
    Lonesome old town
    Lonesome, lonesome old town
    It’s a lonesome old town

    E come non metterci Tom Waits, “Blue Valentine”?

    Blue Valentines

    She sends me blue valentines
    All the way from Philadelphia
    To mark the anniversary
    Of someone that I used to be
    And it feels just like theres
    A warrant out for my arrest
    Got me checkin in my rearview mirror
    And I’m always on the run
    Thats why I changed my name
    And I didn’t think you’d ever find me here

    To send me blue valentines
    Like half forgotten dreams
    Like a pebble in my shoe
    As I walk these streets
    And the ghost of your memory
    Is the thistle in the kiss
    And the burgler that can break a roses neck
    It’s the tatooed broken promise
    That I hide beneath my sleeve
    And I see you every time I turn my back

    She sends me blue valentines
    Though I try to remain at large
    They’re insisting that our love
    Must have a eulogy
    Why do I save all of this madness
    In the nightstand drawer
    There to haunt upon my shoulders
    Baby I know
    I’d be luckier to walk around everywhere I go
    With a blind and broken heart
    That sleeps beneath my lapel

    She sends me my blue valentines
    To remind me of my cardinal sin
    I can never wash the guilt
    Or get these bloodstains off my hands
    And it takes a lot of whiskey
    To take this nightmares go away
    And I cut my bleedin heart out every nite
    And I die a little more on each St. Valentines day
    Remember that I promised I would
    Write you…
    These blue valentines

    Ma soprattutto “Somewhere” (da West Side Story, è di Leonard Bernstein e Stephen Sondheim) che lui canta in modo straziante…

    There’s a place for us
    Somewhere a place for us
    Peace and quiet and open air
    Wait for us
    Somewhere
    There’s a time for us
    Someday a time for us
    Time together with time to spare
    Time to learn
    Time to care
    Someday, somewhere
    We’ll find a new way of living
    We’ll find a way of forgiving
    Somewhere
    There’s a place for us
    A time and a place for us
    Hold my hand and we’re half way there
    Hold my hand
    And I’ll take you there
    Somehow
    Someday, somewhere

    Gli U2, con “The Ground Beneath Her Feet”: quando Bono grida
    “Let me love you, let me rescue you
    Let me bring you where two roads meet”

    All my life, I worshipped her
    Her golden voice, her beauty’s beat
    How she made us feel
    How she made me real
    And the ground beneath her feet
    And the ground beneath her feet

    And now I can’t be sure of anything
    Black is white, and cold is heat
    For what I worshipped stole my love away
    It was the ground beneath her feet
    It was the ground beneath her feet

    Go lightly down your darkened way
    Go lightly underground
    I’ll be down there in another day
    I won’t rest until you’re found

    Let me love you, let me rescue you
    Let me bring you where two roads meet
    O come back above
    Where there is only love
    Only love…

    My oh my, My oh my
    My oh my, My oh my
    My oh my, My oh my

    My oh my, My oh my
    My oh my, My oh my
    Let me love you true, let me rescue you
    Let me bring you to where two roads meet

    Let me love you true, let me rescue you
    Let me bring you to where two roads meet

    My oh my, My oh my
    My oh my, My oh my

    Beh, non posso dimenticare neanche la tremenda “Warszawa” di David Bowie, nell’impareggiabile colonna sonora di “Noi, ragazzi dello Zoo di Berlino”. E’da ascoltare, così non dice nulla, ma giuro che è da brivido.

    So-lavie di-le-jo
    So-lavie di-le-jo

    He-li venco -de-ho
    Chi-le venco de-ho

    Malio

    He-libo se-yo-man
    He-libo se-yo-man

    Malio
    Malio

    Per gli italiani, a parte Guccini, Fossati, De André, Lauzi (ma Gianluca, e allora la chiusa di “La messa è finita”?) mi viene in mente Tenco… il club dei genovesi/astigiani tristi (Astolfo, quando ascolto “Ma se ghe pensu” cantata dai miei amici Luca e Paolo, ci credi che m’intenerisco anch’io?:o)))))).

    “Lontano, Lontano” di Luigi Tenco

    Lontano lontano nel tempo
    qualche cosa
    negli occhi di un altro
    ti farà ripensare ai miei occhi
    i miei occhi che t’amavano tanto
    E lontano lontano nel mondo
    in un sorriso
    sulle labbra di un altro
    troverai quella mia timidezza
    per cui tu
    mi prendevi un po’ in giro
    E lontano lontano nel tempo
    l’espressione
    di un volto per caso
    ti farà ricordare il mio volto
    l’aria triste che tu amavi tanto
    E lontano lontano nel mondo
    una sera sarai con un altro
    e ad un tratto
    chissà come e perché
    ti troverai a parlargli di me
    di un amore ormai troppo lontano.

    Vedrai, vedrai

    Quando la sera
    tu ritorni a casa
    non ho neanche voglia di parlare
    tu non guardarmi
    con quella tenerezza
    come fossi un bambino
    che rimane deluso
    Si lo so
    che questa
    non è certo la vita
    che hai sognato un giorno per noi
    Vedrai vedrai
    vedrai che cambierà
    forse non sarà domani
    ma un bel giorno cambierà
    Vedrai vedrai
    che non sei finito sai
    non so dirti come e quando
    ma vedrai che cambierà
    Preferirei sapere che piangi
    che mi rimproveri d’averti delusa
    e non vederti sempre così dolce
    accettare da me
    tutto quello che viene
    Mi fa disperare
    il pensiero di te
    e di me che non so darti di più
    Vedrai vedrai
    vedrai che cambierà
    forse non sarà domani
    ma un bel giorno cambierà
    Vedrai vedrai
    che non sei finito sai
    non so dirti come e quando
    ma vedrai che cambierà…

  84. Anvedichejedi, se ci mettevi anche gli accordi mi stampavo il commento e mi facevo un canzoniere nuovo.

  85. “una sola e poi smetto!”
    “è l’ultima volta, giuro”
    “ancora!”

    Gianluca spaccia roba buona eh!

  86. anvedichejedi, ti ho immaginata che te le cantavi mentre le scrivevi, piangendo a fontana.. se ci scrivo una canzone, vi batto tutti..

  87. Gianmarco, se fai una ricerchina su google trovi tutti gli accordi e senza troppe difficoltà (siti stranieri, mi raccomando: ho trovato persino tutti quelli di Hair, versioni diverse di Broadway incluse…) Sul jazz c’è veramente di tutto, e per una gershwiniana e coltraniana come me, da leccarsi i baffi…:o))))

    Spad, sono una tenera dal cuore duro… stai attento!;o))) L’ultima volta che ho pianto è stato al cinema con la scena del matrimonio segreto di “Braveheart” (quasi identica al mio, vero), ma ero rimasta vedova da circa due mesi, quindi avevo tutte le attenuanti del caso. Era il lontano 1996… sei avvertito!

    Scrivila, che aspettiiiiiiiii???????:o))))))))

  88. “Vigilia di Natale, un giorno come gli altri una tazza di latte caldo e nessun regalo da scartare.
    Auguri professore e felice anno nuovo, d’un tratto un indecifrabile imbarazzo colmava i suoi occhi[...] Gli addobbi per le strade i presepi viventi,d’un tratto un senso di sconforto misto a frustazione, colmava i suoi occhi.
    Ed avrebbe voluto trovare al suo fianco una compagna premurosa ed amabile, ed avrebbe voluto sentire il calore di un altro corpo sotto le coperte…”

  89. Carmen Consoli “Moderato in Re minore”

  90. can it be that it was all so simple then?
    or has time re-written every line?
    if we had the chance to do it all again
    tell me, would we? could we?
    eh.

  91. I’m not living
    I’m just killing time
    Your tiny hands
    Your crazy kitten smile

    Just, don’t leave
    Don’t leave

  92. Anvedi, cavolo.. vabbè.. il film per cui ho pianto di più è stato “L’incompreso”.. credo che Comencini sia da arrestare per vilipendio al macho..

  93. If prostitution is the rental of the body than marriage is the sale.

  94. Last night I dreamt
    That somebody loved me
    No hope, but no harm
    Just another false alarm

    Last night I felt
    real arms around me
    No hope, no harm
    Just another false alarm

    So, tell me how long
    Before the last one ?
    And tell me how long
    Before the right one ?

    The story is old – I KNOW
    But it goes on
    The story is old – I KNOW
    But it goes on

    Oh, GOES ON
    And on
    Oh, goes on
    And on

  95. Chissà qual era la colonna sonora d’”Incompreso”…:o((((((
    … ci sono certi film studiati sadicamente a tavolino per far piangere, vere operazioni di marketing. Quello era una delle tante (e Love Story? … ARGH!!!)

    A proposito di grande tristezza: è un OT, ma oggi a Roma gli universitari sono scesi in piazza e la Santanché ha mostrato loro il dito medio.
    http://www.repubblica.it

    … Noi cosa potremmo mostrarle?:o)))))

  96. Sì, però il verso di Jovanotti rima con:
    “Sei innamorato?” “Credo.”

    Insomma, non è che neanche lui, quando ha scritto il testo, fosse poi così entusiasta.
    “E poi cos’è successo?”
    “RICOMINCIAAAAAAMOOOOOOOOO!”

  97. Bella, ché tuo marito n’è superbo
    Forse, forse tu vuoi che io ci sia
    e aspetti di avere un lampo di follia
    ma già le luci sfumano nell’ombra…

    Paolo Conte – Dal loggione

  98. Ricordiamo che nel “Sapore di mare” precedente Gianni trascura la fidanzata Selvaggia per la matura Virna Lisi.

  99. potrei andare avanti all’infinito, maledizione!
    “creep” dei radiohead, tutta, dall’inizio alla fine…

    “When you were here before
    Couldn’t look you in the eye
    You’re just like an angel
    Your skin makes me cry
    You float like a feather
    In a beautiful world
    And I wish I was special
    You’re so fuckin’ special

    But I’m a creep, I’m a weirdo.
    What the hell am I doing here?
    I don’t belong here.

    I don’t care if it hurts
    I want to have control
    I want a perfect body
    I want a perfect soul
    I want you to notice
    When I’m not around
    You’re so fuckin’ special
    I wish I was special

    But I’m a creep, I’m a weirdo.
    What the hell am I doing here?
    I don’t belong here.

    She’s running out again,
    She’s running out
    She’s run run run running out…

    Whatever makes you happy
    Whatever you want
    You’re so fuckin’ special
    I wish I was special…

    But I’m a creep, I’m a weirdo,
    What the hell am I doing here?
    I don’t belong here.
    I don’t belong here.”

    terrificante!

  100. Oltre ai già citati “Ultimo Amore” di Capossela, straziante dal primo all’ultimo verso e i Radiohead di “creep” devo segnalare anche “The Last Kiss” dei Pearl jam, che riporto per chi vuole angosciarsi in compagnia:

    Oh where, oh where, can my baby be?
    The Lord took her away from me
    She’s gone to heaven, so I got to be good
    So I can see my baby when I leave this world

    We were out on a date in my daddy’s car
    We hadn’t driven very far
    Up in the road, straight ahead
    A car was stalled, the engine was dead
    I couldn’t stop, so I swerved to the right
    I’ll never forget the sound that night
    The screamin’ tires, the bustin’ glass
    The painful scream that I heard last

    Oh where, oh where, can my baby be?
    The Lord took her away from me
    She’s gone to heaven, so I got to be good
    So I can see my baby when I leave this world

    When I woke up, the rain was pourin’ down
    There were people standing all around
    Something warm rollin’ through my eyes
    But somehow I found my baby that night
    I lifted her head, she looked at me and said
    “Hold me darling for a little while”
    I held her close, I kissed her, our last kiss
    I found the love that I knew I would miss
    But now she’s gone, even though I hold her tight
    I lost my love, my life that night

    Oh where, oh where, can my baby be?
    The Lord took her away from me
    She’s gone to heaven, so I got to be good
    So I can see my baby when I leave this world

    ora scusate vado a piangere in un angolo buio

  101. Finalmente un bell’articolo. Il migliore di tutti e’ sempre Sergio Caputo.

    In “t’ho incontrata domani” si parte da:

    Ora pranzo da solo in un lurido snack
    un cretino mi dice “Dottore il caffè”
    tra un panino e un frappé
    sto scrivendo per te
    un incredibile boogie.

    per finire cosi’:

    Ora sono in un Grill, nei paraggi di Rho
    che mi lavo le mani nel privè
    un signore va via
    mentre urlo per te
    un incredibile boogie.

    In “mercy Bocu’” il nostro opera un transfert abissale su un manichino di una vetrina:

    La tua storia lascia un po’ a desiderare, fermo un tassì
    guastarti la serata no non è chic..
    Confidarmi col tassista mi diverte, molto di più
    “Mi lasci pure all’angolo e diamoci del tu”,
    la vita è bella ciao Mercy bocù

    Guardo le vetrine piene di bigiotteria,
    scarpe parigine,
    reggicalze, campionari di tappezzeria.
    Lì c’è un manichino che somiglia a te
    sfoggia un tailleurino giallo senape.

    E dopo una fallimentare puntata al bar, la serata si chiude con il mesto ritorno a casa: l’anatopistico ottimismo dell’eroe e’ a dir poco struggente:

    Alla fine quasi tutti sanno tutto,
    sempre così…
    conviene alzare i tacchi via di qui…
    Pago il conto ed esco fuori per la strada
    Mercy bocù
    Un’orchestra di gatti
    sta provando l’ouverture
    la mia stella da’ spettacolo lassù.

    Mercy bocù …

    Altro tema, legato all’amore e alla morte, e’ quello della vecchiaia. Sergio scrive anche su questo parole definitive:

    Sii! Cantavo bene… non ci credi? Senti qua:
    du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua …
    Fior di bomboniere mi facevano le avance
    du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua …
    Poi divenni astemio, e l’ottimismo mi abbrutì
    mi ridussi a vivere di Novelle Cuisine…

    “Essere o non essere firmati St. Laurent”
    du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua du-hua …
    Gli esistenzialisti si chiedevano nei bar…
    gli esistenzialisti mi snobbavano
    perche’ mi hanno visto ridere
    abbracciato a te…

    Anche se il verso che ha cambiato la mia vita e’ quello che chiude l’incredibile “Bon Voyage”

    si’, l’astronave e’ gia’ passata e tu dormivi
    meglio cosi’ magari non ti divertivi…

  102. Vero, “Ultimo Amore” di Capossela, ti strazia il cuore.
    Tristezza allo stato puro.
    Stupenda, tra l’altro.

    Come canta Paolo Conte :”
    la vera musica ti sa far ridere
    e all’improvviso
    ti aiuta a piangere ”

    Perché , cito ancora :

    ” la grande musica FREQUENTA l’ANIMA “.

  103. canta che ti passa

    Davvero per niente facile scegliere quale sia il verso più triste scritto in una canzone, come propone il Neri.
    Così, su due piedi, oltre ad alcuni di quelli già citati (il Guccini di Venezia e il Battisti di Fiori rosa, fiori di pesco in particolare)…

  104. oh oh cavallo- oh oh cavallo

  105. “c’e’ chi sta male verament, si nasce un po dove si capita, prendila con ironia” – Ma Che Tempo Fa, da Iguana Cafe’

  106. Per non senti’ ‘a malincunia / me sa che me metto a canta’
    che la regina mia è lunta’ / ma prima o poi ha da turna’
    Quando la notte te vojo vasa’ / me pija una strana mania
    me giro e m’arroto non riesco a trova’ / l’ora p’abbia’ ‘a sugnaria
    Tant’ sì bella

    ma anche:

    Me ‘ncazzo m’arraio il fegato esplode / ma ‘n ci riesco a nin ci pensa’
    lu sule s’abbasa sorride e mi dice / stanotte t’artocc’ ‘a sugna

  107. Certo che, senza le melodie, dannazione…

  108. Whose sticky hands are there
    And what is this empty place
    I could be happily lost but for your face
    Here stands an empty house
    That used to be full of life
    Now it’s home for no one and his wife
    It’s a hovel and…
    Who can take your place?
    I can’t face another day
    And who will shelter me?
    It’s cold in here
    Cover me
    Under these fingertips a strange body rolls and dips
    I close my eyes and you’re here again
    Later as day descends
    I’ll shout from my window
    To anyone listening, “I’m losing”
    Who can take your place?
    I can’t face another day
    And who will shelter me?
    It’s cold in here
    Cover me
    Oh in a plague of hateful questioning
    Tap dancing every syllable from ear to ear
    I hear the din of lovers jousting
    When I’m hiding with my head to the wall
    Who will shelter me?
    It’s cold in here.
    This House – Alison Moyet.

  109. …e le chiamano notti
    queste notti senza te…
    Ma non sanno che esiste
    chi di notte piange te…
    Ma gli altri ridono, parlano, amano…
    E la chiamano estate,
    questa estate senza te
    (Bruno Martino)

  110. “sai penso che non sia stato inutile stare in sieme a te…
    ok te ne vai decisone discutibile ma si lo sai…”
    “puo’ darsi gia’ mi senta troppo solo perche’ conosco quel sorriso di chi ha deciso”

    “Ma questa volta abbassi gli occhi e dici noi resteremo sempre buoni amici…”

    La mia storia tra le dita

  111. e nessuno ha ancora citato nick drake…

  112. Questa canzone, non si capisce neanche bene di preciso di cosa parli, è come un fotogramma mosso, ma è di sicuro la più triste che io conosca.
    Comunque il significato non è tutto, infatti quanta di questa tristezza è dovuta al testo, e quanta all’ interpretazione? Io sono convinto che Tim Buckley avrebbe potuto cantare anche l’ elenco del telefono, facendolo sembrare un tristissimo commiato funebre.

    Sing a Song for You (Tim Buckley)

    In my heart is where I long for you
    In my smile I search for you
    Each time you turn and run away I cry inside
    My silly way, just too young to know any more

    In my world the devil dances and dares
    To leave my soul just anywhere,
    Until I find peace in this world
    I’ll sing a song everywhere I can
    Just too young to know any more

    The wind covers me cold
    The starry skies all around my eyes
    Far behind the city moans
    Well worthy of the people there
    Oh, the salms they love to hear

    So let me sing a song for you
    Just to help your day along
    Let me sing a song for you
    One I’ve known so very long
    Oh, please could you find the time.

  113. Ah, mi sono scordato che anche il figlio non scherzava: ( Questo è un’ suo inedito)

    Forget Her

    ( Jaff Buckley )

    While the city’s busy sleeping
    All your troubles lie awake / All the noise has died away
    I walk the streets to stop my weeping
    But she’ll never change her ways

    Don’t fool yourself
    She was heartache from the moment that you met her
    My heart feels so still
    As i try to find the will to forget her somehow
    Oh i think i’ve forgotten her now

    Her love is a rose dead and dying
    Dropping her petals and man i know
    All full of wine the world before her
    But sober with no place to go

    Don’t fool yourself
    She was heartache from the moment that you met her
    My heart is frozen still
    As i try to find the will to forget her somehow
    She’s somewhere out there now

    Oh my tears fall down as i tried to forget
    The love was a joke from the day that we met
    All of the words all of her men
    All of my pain when i think back to when
    Remember her hair as it shone in the sun
    It was there on the bed when i knew what she’d done
    Tell yourself over and over you wont ever need her again

    Don’t fool yourself
    She was heartache from the moment that you met her
    Oh my heart is frozen still
    As i try to find the will to forget her somehow
    She’s out there somewhere now

    Oh
    She was heartache from the day that i first met her
    My heart is frozen still
    As i try to find the will to forget you somehow
    ‘Cause i know you’re somewhere out there right now

  114. Che m’e’ ‘mparate e fa
    Che m’e’ ‘mparate e fa
    Si doppe tantu tiempu te si scordata ‘e me
    E quanne me guardave
    E je pure te guardave
    Cu ll’uocchie me studiavo
    Tutt’e mosse ca facive.
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, chi t’o fa fa
    E torna ‘n’ata vota
    ‘Mbraccio a chillu lla
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, non ce pensa’
    E torna ‘n’ata vota
    Addu chillu lla.
    Che t’aggia ditte a fa
    Che t’aggia ditte fa
    Pruvamme ‘n’ata vota
    Pe ‘n’ora po basta’
    Pe te senti’ ‘e parla’
    E pe te dicere ca po
    Nun m’aspettave niente ‘a te
    Cchiu’ ‘e chello ca si stata.
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, chi t’o fa fa
    E torna ‘n’ata vota
    ‘Mbraccio a chillu lla
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, non ce pensa’
    E torna ‘n’ata vota
    Addu chillu lla.
    Te si spugliata cca’
    Te si spugliata cca’
    Si bella e nun ‘o saccie
    Comme faccie a te gurda’
    Te vojje bene ancora
    Ma pe dice po pe ‘ddi
    E intanto t’accuntento
    Cu chesta canzuncella
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, chi t’o fa fa
    E torna ‘n’ata vota
    ‘Mbraccio a chillu lla
    Sinnamurata ‘e me
    Ma sienteme, non ce pensa’
    E torna ‘n’ata vota
    Addu chillu lla.

  115. ” muoio disperato. E non ho amato mai tanto la vita “

  116. “ridi, pagliaccio!”

  117. Omaggio alla grandissima Gabriella Ferri, per la canzone più malinconica di sempre:

    “Sempre”
    (Castellacci, Pisano)

    Ognuno ha tanta storia
    tante facce nella memoria
    tanto di tutto tanto di niente
    le parole di tanta gente.

    Tanto buio tanto colore
    tanta noia tanto amore
    tante sciocchezze tante passioni
    tanto silenzio tante canzoni.

    Anche tu così presente
    così solo nella mia mente
    tu che sempre mi amerai
    tu che giuri e giuro anch’io
    anche tu amore mio
    così certo e così bello.

    Anche tu diventerai
    come un vecchio ritornello
    che nessuno canta più
    come un vecchio ritornello.

    Anche tu così presente – sempre
    così solo nella mia mente – sempre
    tu che sempre mi amerai – sempre
    tu che giuri e giuro anch’io – sempre
    anche tu amore mio – sempre
    così certo e così bello.

    Anche tu diventerai
    come un vecchio ritornello
    che nessuno canta più
    come un vecchio ritornello
    che nessuno canta più.

    Ognuno ha tanta storia
    tante facce nella memoria
    tanto di tutto tanto di niente
    le parole di tanta gente.

    Anche tu così presente
    così solo nella mia mente
    tu che sempre mi amerai
    tu che giuri e giuro anch’io
    anche tu amore mio
    così certo e così bello

    Anche tu diventerai
    come un vecchio ritornello
    che nessuno canta più
    come un vecchio ritornello
    che nessuno canta più.

  118. Pino, mi auguro che tu sia ancora da queste parti, voglio approfittare per dirti che “Tu dimmi quando quando…” più delle altre mi scatena inevitabilmente la malinconia del grande Massimo Troisi, e anche che ho trovato estremamente gustose le collaborazioni con il grande Pat Metheny.

  119. “Raining in Baltimore”, Counting Crows. Anche per me è una coltellata. Come pure “Blower’s Daughter” di Damien Rice (e “Closer” annesso).
    Con “Ancora tu” di Battisti, non mi sono ancora ripresa.
    Più che la tristezza delle parole, spesso è incredibile la contemporanea coincidenza di alcune canzoni con episodi personali. Che aumentano il magone.
    Molte diventano inascoltabili.
    Poi non sopporto quelle dove non capisci come è andata a finire la storia.

  120. Qui ci vuole una sana orgia. Ma tutti con l’iPod, però.

  121. Ma “Viola d’inverno” di Vecchioni no?

  122. Per la cronaca il testo è questo qui, credo sia da Oscar del magone:

    Arriverà che fumo o che do l’acqua ai fiori,
    o che ti ho appena detto:
    “scendo, porto il cane fuori”,
    che avrò una mezza fetta di torta in bocca,
    o la saliva di un bacio appena dato,
    arriverà, lo farà così in fretta
    che non sarò neanche emozionato…
    Arriverà che dormo o sogno,
    o piscio o mentre sto guidando,
    la sentirò benissimo suonare mentre sbando,
    e non potrò confonderla con niente,
    perché ha un suono maledettamente eterno:
    e poi si sente quella volta sola
    la viola d’inverno.
    Bello è che non sei mai preparato,
    che tanto capita sempre agli altri,
    vivere in fondo è scontato
    che non t’immagini mai che basti
    e resta indietro sempre un discorso
    e resta indietro sempre un rimorso…
    E non potrò parlarti, strizzarti l’occhio,
    non potrò farti segni,
    tutto questo è vietato da inscrutabili disegni,
    e tu ti chiederai che cosa vuole dire tutto quell’improvviso starti intorno
    perché tu non potrai,
    non la potrai sentire la mia viola d’inverno.
    E allora penserò che niente ha avuto senso
    a parte questo averti amata,
    amata in così poco tempo;
    e che il mondo non vale un tuo sorriso,
    e nessuna canzone è più grande di un tuo giorno
    e che si tenga il resto,
    me compreso, la viola d’inverno.
    E dopo aver diviso tutto:
    la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
    questa è davvero l’unica cosa
    che devo proprio fare da solo
    e dopo aver diviso tutto
    neanche ti avverto che vado via,
    ma non mi dire pure stavolta
    che faccio di testa mia:
    tienila stretta la testa mia.

  123. La canzone più triste è “Famous blue raincoat”, Leonard Cohen. Non ve la copincollo perchè dovete ascoltarla, leggere non basta.

    In Italiano… Beh, c’è da scegliere. Forse Fossati, “La casa del serpente”: “Io so soltanto che con te ho aspettato / e che il tempo mio non è bastato”.

  124. “Io sarei una donna azzardata, una madre snaturata.
    Una showgirl improvvisata anche un po’ stonata,
    gamba alta e voluttuosa e appaio anche odiosa.
    Guardami negli occhi, guardami nel cuore, ogni donna ha un suo dolore
    che si porta dentro, non mostra al mondo e che non confessa mai.
    Guarda il tempo come vola. Si vive una volta sola.
    Io sarei una strana creatura, quella storia che esplode. E non dura.
    La tempesta e l’azzurro del mare che ti fa delirare.
    Sono l’incubo delle tue notti intere.
    E se ancora non l’hai capita, io voglio il miele della vita”.
    Loredana Lecciso.

  125. Sassi che il mare ha consumato
    sono le mie parole d’amore per te
    Io non t’ho saputo amare
    non ti ho saputo dare quel che volevi da me
    Ogni parola che ci diciamo è stata
    detta mille volte
    Ogni attimo che noi viviamo è stato
    vissuto mille volte …

    non so se è più triste Paoli con gli occhiali neri o la scena dei “Mostri” in cui la canta il poveraccio

  126. Per la sezione “capezzali” consiglierei invece le canzoni “L’amico” di Gaber, e “Frankenstein” di Masini, veri capolavori di strazio ospedaliero.
    Una citazione particolare va anche ad “Albergo a ore”, però nella versione italiana di Herbert Pagani, solo perchè Gino Paoli è ancora vivo…

  127. Era già tutto previsto
    fin da quando tu ballando
    mi hai baciato di nascosto
    mentre lui che non guardava
    agli amici raccontava
    delle cose che sai dire
    delle cose che sai fare
    nei momenti dell’amore
    mentre ti stringevo forte
    e tu mi dicevi piano «io non lo amo, io non lo amo»
    E’ Cocciante e nel resto del testo diventa ancora più opprimente

  128. e che dire di questo battisti allegrissimo…

    “Dimmi perchè ridi amore mio
    proprio così buffo sono io?
    la sua risposta dolce non seppi mai!
    L’auto che partiva e dietro lei
    ferma sulla strada lontano ormai
    lei che rincorreva inutilmente noi”
    (la luce dell’est)

  129. Simon & Garfunkel:

    I am a rock,
    I am an island.
    I’ve built walls,
    A fortress deep and mighty,
    That none may penetrate.
    I have no need of friendship; friendship causes pain.
    It’s laughter and it’s loving I disdain

    I am shielded in my armor,
    Hiding in my room, safe within my womb.
    I touch no one and no one touches me.
    I am a rock,
    I am an island.

    And a rock feels no pain;
    And an island never cries.

  130. ma come, “canzone per un’amica” no?

  131. People who are trying to decide whether to create a blog or not go through a thought process much like this:

    1. The world sure needs more of ME.
    2. Maybe I’ll shout more often so that people nearby can experience the joy of knowing my thoughts.
    3. No, wait, shouting looks too crazy.
    4. I know – I’ll write down my daily thoughts and badger people to read them.
    5. If only there was a description for this process that doesn’t involve the words egomaniac or unnecessary.
    6. What? It’s called a blog? I’m there!

    The blogger’s philosophy goes something like this:

    Everything that I think about is more fascinating than the crap in your head.

    The beauty of blogging, as compared to writing a book, is that no editor will be interfering with my random spelling and grammar, my complete disregard for the facts, and my wandering sentences that seem to go on and on and never end so that you feel like you need to take a breath and clear your head before you can even consider making it to the end of the sentence that probably didn’t need to be written anyhoo.

  132. tristeeeeeeeezza, per favore vai viiiiiiiiiaaa, e non tristezzaaaaaaaaaaa!!!!! ecc. ecc.
    Già dal titolo si vede che l’autore capisce ben poco di musica, come è poi confermato dal contenuto del post.

  133. La canzone “Canzone” di Vasco
    “…e questa sera nel letto metterò/
    una coperta in più per chè se no/
    farà freddo senza averti/
    senza averti sempre addosso/
    e sarà triste lo so/
    ma la tristezza però/
    la puoi rinchiudere dentro una canzone che canterò…”

  134. Victor Jara (che già la fine che gli hanno fatto fare mette una tristezza enorme addosso)… Te recuerdo Amanda
    Te recuerdo Amanda
    la calle mojada
    corriendo a la fábrica
    donde trabajaba Manuel.
    La sonrisa ancha
    la lluvia en el pelo
    no importaba nada
    ibas a encontrarte con él
    con él, con él, con él
    que partió a la sierra
    que nunca hizo daño
    que partió a la sierra
    y en cinco minutos
    quedó destrozado
    suena la sirena
    de vuelta al trabajo
    muchos no volvieron
    tampoco Manuel.

  135. Come non sei tuuuu uh uh uh…

  136. Vecchio Frack ”
    by Domenico Modugno
    E’ giunta mezzanotte
    si spengono i rumori
    si spegne anche l’insegna
    di quell’ultimo caffè
    Le strade son deserte
    deserte e silenziose
    un’ultima carrozza cigolando se ne va.

    Il fiume corre lento
    frusciando sotto i ponti
    La luna splende in cielo
    dorme tutta la città
    Solo va
    un uomo in frack.

    Ha il cilindro per cappello
    due diamanti per gemelli
    Un bastone di cristallo
    la gardenia nell’occhiello
    E sul candido gilet
    Un papillon, un papillon di seta blu.

    Bon nuit bon nuit bon nuit bon nuit
    buona notte
    Va dicendo ad ogni cosa
    ai fanali illuminati
    Ad un gatto innammorato
    che randagio se ne va.

    E’ giunta ormai l’aurora
    si spengono i fanali
    Si spegne a poco a poco tutta quanta la città
    La luna si è incantata
    sorpresa e impallidita
    Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.

    Sbadiglia una finestra
    sul fiume silenzioso
    E nella luce bianca galleggiando se ne va
    Un cilindro
    un fiore e un frack.

    Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
    Se ne scende lentamente
    sotto i ponti verso il mare
    Verso il mare se ne va
    Chi mai sarà, chi mai sarà
    quell’uomo in frack.

    Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo
    Ai ricordi del passato
    Ad un sogno mai sognato
    Ad un attimo d’amore che mai più ritornerà.

    Questa è la canzone più triste che conosco!

  137. “Ti ricordi che meraviglia, la festa delle medie?”
    “Tu non vieni!”
    “Non importa, sai, c’avevo judo… ma se serve vi porto i dischi, così potrete ballare i lenti”
    “Porta pure, ma non entri…”

    Tapparella – EelST

  138. Bobo: Thumbing my way, come molte cazoni dei PJ, non è per nulla triste. Cazzo, è una canzone ceh parla di sopravvivenza, come può essere triste sopravvivere? “I am thumbing my way back to heaven” è la fine del dolore, che ovviamente non è mai indolore neppure lei.

  139. Dimenticavo… “Many Too Many”, Genesis.

    Many too many have stood where I stand
    Many more, will stand here too
    I think what I find strange is the way
    You built me up and knocked me down again

    The part was fun but now it’s over
    Why can’t I just leave the stage?

    Maybe that’s because you securely
    Locked me up and threw away the key

    Oh mama, please would you find the key
    Oh pretty mama, please won’t you let me go free

    I thought I was lucky, I thought that I’d got it made

    How could I be so blind?

    You said goodbye on a corner
    That I thought led to the straight
    You set me on a firmly laid
    And simple course and then removed the road

    Oh mama, please help me find my way
    Oh pretty mama, please lead me through the next day

    I thought I was lucky, I thought that I’d got it made
    How could I be so blind?

  140. @typesetter:
    diciamo che io intendevo “struggente” piuttosto che “triste” (il che, ammetto, è in contrapposizione con il titolo del post).
    e lo stesso discorso vale per “let down” dei radiohead.

  141. “You’re the only one I want now
    I never heard your name.
    Let’s hope we meet some day
    If we don’t it’s all the same.
    I’ll meet the ones between us,
    And be thinkin’ ’bout you
    And all the places I have seen
    And why you where not there.”

    (T. Van Zandt, “Highway Kind”)

  142. Ma triste non vuol certo dire brutto, no?
    Tralasciando il fatto che non ho mai visto nessuno dei vari sapori di mare o di sale I, II III o IV, un anno prima o un anno dopo, la prima canzone che mi era saltata in mente era “Ultimo Amore” di Capossela, ma l’ho vista già citata.
    Vorrei ricordare allora “Angoscia metropolitana” o “Ti ricordi, Michel” di Lolli, o tutto l’album “Tutti morimmo a stento” di Fabrizio de Andrè, “un giorno dopo l’altro” di Tenco (molte canzoni di Tenco sono tristi ma bellissime), “Stasera pago io” di Modugno, ma anche la splendida “Nothing compares to you” di S. o’ Connor, e buona parte del repertorio di Nick CAve (“your funeral, my trial”, “Stagger Lee”…).
    Certo che citare Nek o Max (ca)Pezzali in mezzo a tanti “veri” autori….

  143. il tuo server ha fatto l’operazione ora legale all’inverso? sono le 12.18 e il timestamp riporta 14.18!

  144. Hallelujah di Leonard Cohen.
    e se vogliamo abbinarla a una scena, allora voto per la versione di Rufus Wainwright in Shrek (con Shrek e Fiona soli a disperarsi).

  145. Vecchioni, non può mancare nella lista delle canzoni tristi, oserei dire crepuscolari:
    “Ora so cosa hai visto sul soffitto
    l’ultima volta che ti sei distesa
    sbarrasti gli occhi e ti spezzasti il cuore.
    Tu l’hai visto finire il nostro amore…
    Il nostro amore… ”

    (La tua assenza)

  146. Leave, but dont Leave me….

    Pink Floyd

  147. Capita a volte che si lascia qualcuno per incomprensioni, crisi proprie. Ma ci si ama ancora, tutti e due. E ogni tanto ci si lancia dei messaggi a vicenda, ma nessuno dei due riesce a fare un passo decisivo per il riavvicinamento, per paura di far soffrire ancora, per paura di soffrire ancora. E ognuno dei due inizia a frequentare altre persone, ma senza troppa convinzione, perché dentro si sa che prima o poi quel passo decisivo lo si farà, un giorno lei e lui saranno pronti per stare di nuovo insieme, questa volta per sempre. Sembra un accordo tacito, frasi buttate qua e là quando si parlano al telefono, come se fossero battute. Poi succede che lui muore, così, all’improvviso. E lei rimane lì, con questo senso di gelo dentro, con tutte quello che ancora aveva da dirgli, con tutto quello che ancora avrebbe voluto vivere con lui.
    A me strazia la canzone di Giorgia ‘Gocce di memoria’, perché capisco benissimo cosa provava quando l’ha scritta, perché l’ho provato sulla mia pelle.

    “inestimabile e inafferabile la tua assenza che mi appartiene
    siamo gocce di un passato che non può più tornare
    questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile

    racconterò di te, inventerò per te quello che non abbiamo

    Le promesse sono infrante come pioggia su di noi
    Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
    Aspettiamo un altro viaggio, un destino una verità
    E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso….”

  148. Premesso che Guccini scrive anche canzoni allegre (p.es. “Black-out”), o addirittura interi dischi (“Opera Buffa”), segnalerei la sua traduzione in modenese della “Zietta” di Serrat.

    La ziatta (La tieta)

    A la desterà al veint
    con un colp al persian
    l’è acsè lèrgh al sòo let
    e i linzòo fradd e grand
    tòt dò i oc’ mez e srèe
    zercherà n’ètra man
    sèinza catèr nisun
    come aièr, come edman
    Al so stèr da per lèe
    l’è un sò amigh da tant’an
    ch’a l’ ch’gnass tòtt i sòo quèl
    fin al pighi dla man;
    la scultarà al gnulèr
    d’un gat vec’ e castrèe
    ch’a gh’ dòrm inzèmma a i znoc
    d’invèren tòtt al dè.
    Un breviari apugièe
    in vatta a la tulatta
    e un gaz d’acqua trincèe
    quand a s’lèva la ziatta

    Un spec’ vec’ e incrinèe
    a gh’arcurdarà pian
    come al tiemp l’è pasèe
    come in vulèe via i an,
    e gl’insaggni dl’etèe
    per al stridi i s’ sèn pèrs,
    quanti rughi ch’a gh’è
    e i oc’ come i èn divèrs.
    L’a gh’ butarà un suris
    la purtinèra ed ca’
    per l’urgói cg’ a gh’la lèe
    perché a gh’ fa bèin i fat;
    tòtt i dè fèr l’istass
    ciapèr al filibùs
    per badèr ai tragatt
    d’un avuchèe nèe stóff,
    cun al quèl an andrèe
    l’aviva fat la “stratta”
    ma tant tèimp l’è pasèe
    ch’a n s’arcorda la ziatta.

    Lèe ch’l'ha sèimpr in piò un piat
    quand ariva Nadèl,
    lèe ch’la ‘n vòl mai nisun
    se un dè, a chès, l’a s’ sèint mèl,
    lèe ch’l'a ‘n gh’ha gnanca un fióo
    sol quall ed sóo fradel,
    lèe ch’l dis: “L’a ‘n va mel!”
    Ch’l'a dis: “A fagh tant bè!”
    E la dmanga del Pèlmi
    la cumprarà a sòo anvod
    un bel ram longh d’uliv
    e un pèr ed calzatt nóv
    e po’ in cesa tótt dóo
    i faran come al pret
    e i pregherai Gesó
    ch’a l’va a Gerusalem;
    po’ a gh’ darà soquant franch
    de mattr’ind ‘na casatta
    perché a s’ dèv risparmièr
    com la fa lèe, ziatta.

    E un dè a s’gh’ha da murir
    com’ piò o meno i fan tótt,
    cun ‘na frèva da gnint
    l’andrà in cal póst tant brótt;
    l’avrà bele paghe
    un prèt ch’a s’sèint a póst,
    la casa, al funerèl
    e la Massa di mort,
    E i fior ch’i andrai andrèe
    al sóo trèst suplimèint
    i èn cal cosi che pass
    a l’ se scorda la zèint;
    a gh’ resterà po’ i fior
    e i drap negher e zal
    e dedrèe un vec’ amigh
    scuvèrt un mumèint fa
    e un santèin a l’ dirà
    ch’l'è morta n’ètra sciatta;
    ch’l'arpóunsa in pès, amen,
    e scurdaramm la ziatta.

  149. Canzone per te

    Sergio Endrigo

    La festa appena incominciata e già finita
    il cielo non e più con noi
    il nostro amore era l’invidia di chi è solo
    era il mio orgoglio, la tua allegria

    E’ stato tanto grande ormai, non sa morire
    per questo canto, e canto te
    La solitudine che tu mi hai regalato
    io la coltivo come un fiore

    Chissà se finirà,
    se un nuovo sogno la mia mano prenderà
    se a un’altra io dirò le cose che io dicevo a te

    Ma oggi devo dire che ti voglio bene
    per questo canto, e canto te
    E’ stato tanto grande ormai, non sa morire
    per questo canto, e canto te

    Chissà se finirà ……

  150. ciao a tutti, secondo me una meravigliosa canzone è quella degli ARID-ME AND MY MELODY

    …Oh creature
    …Oh love
    Strained now
    Til we get enough
    I ain?t afraid no more
    As they batter down the door…

    altra song molto triste è CREEP-RADIOHEAD

    When you were here before
    Couldn’t look you in the eye
    You’re just like an angel
    Your skin makes me cry
    You float like a feather
    In a beautiful world
    And I wish I was special
    You’re so fuckin’ special….

    buona giornata a tutti……Ric

  151. Uhm…”I Remember” di Damien Rice…5’31 di pelle d’oca…

    “come all ye reborn
    blow off my horn
    i’m driving real hard
    this is love this is porn
    god would forgive me
    but i.. i whip myself scorn scorn
    i wanna hear what you have to say about me
    hear if you’re gonna live without me
    hear what you want
    i remember december
    and I wanna hear what you have to say about me
    hear if you’re gonna live without me
    i wanna hear what you want
    what the hell do you want?”

    Poi metto in mezzo “Hurt” dei Nine Inch Nails,reinterpretata anche dal sommo Johnny Cash

    “my sweetest friend
    everyone I know
    goes away in the end
    you could have it all
    my empire of dirt
    I will let you down
    I will make you hurt
    I wear my crown of shit
    on my liar’s chair
    full of broken thoughts
    I cannot repair”

    Da brividi “Quello che Non C’è” degli Afterhours:”Curo le foglie,saranno forti se riesco ad ignorare che gli alberi son morti”.

    La straziante “Nuotando Nell’Aria dei Marlene Kuntz”:
    “E’ certo un brivido averti qui con me
    in volo libero sugli anni andati ormai
    e non è facile, dovresti credermi,
    sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
    Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
    anche una lacrima, per pochi attimi.”

    Infine cito “Rapture”di Antony and the Johnsons,uno che mi farebbe piangere anche cantando “Supergiovane”degli Elii:
    “Our father who art in heaven
    For the kingdom, the power, the glory, yours
    Now and forever”

    Per quanto riguarda il cinema:la scena della carta infuocata tirata nel cortile del carcere in “Nel Nome Del Padre” di Sheridan

  152. Ciclope Strabico

    I geni incontrastati della tristezza, della malinconia, della sausade sono a mio parere i già citati Francesco Guccini, Paolo Conte, Tom Waits, Leonard Cohen, Nick Cave; la magior parte delle loro canzoni non sono impregnate altro che di questo.
    A tal proposito, le prime a venirmi in mente sono:’Jersey Girl’ e ‘Blue Valentines’ di Tom Waits; ‘Incontro’, ‘Autogril’ e ‘Lettera’ di Guccini, ‘Parigi’ e ‘L’ultima donna’ di Paolo Conte.
    Ovviamente la canzone si differenzia dalla poesia proprio perchè composta da versi che vanno integrati con la musica, senza la quale perdono molto del loro potere emozionale.

    At which she turned her head away
    great tears leaping from her eyes,
    I colud not wipe the smile of my face
    as I sat sadly by her side.

    A quel punto lei voltò la testa dall’altra parte
    con grandi lacrime che òe scorrevano dagli occhinon riuscii a cancellare il sorriso dal mio volto
    mentre mesto le sedevo accanto
    ['As I sat sadly by her side' - Nick cave]

    So hold me and hold me,
    don’t tell me your name
    this morning will be wiser
    than this evening is
    then leave me to my enemied dreams
    and be quiet as you are leaving, miss;
    Green eyes, green eyes
    green eyes, green eyes

    Così stringimi e stringimi, non dirmi il tuo nome
    domattina sarò più saggio di questa sera
    poi lasciami ai miei incubi
    e non far rumore mentre te ne vai, signorina;
    occhi verdi, occhi verdi

    [Green eyes - Nick Cave]

    A beauty impossible to endure
    the blood imparted in little sips
    the smell of you on my hands
    as I bring the cup up to my lips
    No God up in the Sky
    no Devil beneath the sea
    could do the job that you did
    of bringing me to my knees
    Outside I sit on the stone steps
    with nothing much to do
    forlorn and exausted, baby,
    by the absence of you.

    Una bellezza impossibile da sopportare
    il sangue somministrato a piccole dosi
    l’odore di te ancora sulle mie mani
    mentre porto la tazza sulle labbra
    Nessun Dio su in Cielo
    nessun Diavolo sotto il mare
    sarenne riuscito come te nell’intento
    di mettermi in ginocchio
    Fuori mi siedo sui gradini di pietra
    con niente da fare
    disperato ed esausto, baby,
    dalla tua assenza.

    [Brompton Oratory - Nick Cave]

  153. raga non vorrei cadere sul banale va vi siete completamente dimenticati di un italiano che con la sua tristezza ha costruito la sua fama.

    cito solo una ..nei silenzi …mitico RAF

  154. [...] un improvviso momento di lucidità mi sono poi ricordato di averlo già scritto, quel post, nel [...]

  155. Azuri Rain Ombre Fine Wool…

    [...] lear your head before you can even consider making it to the end of the sentence [...]…

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