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Come per i film: dopo quasi due anni di attesa…
Sta arrivando “il” post.
Dedicato esclusivamente a lui.
La verità che nessuno vi ha mai raccontato, prossimamente su Macchianera.
Come per i film: dopo quasi due anni di attesa…
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Dedicato esclusivamente a lui.
La verità che nessuno vi ha mai raccontato, prossimamente su Macchianera.
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• Influenza aviaria FAQ FAC [Facciamo Anzitutto Chiarezza] — Domanda n.4 – Nei giornali si leggono spesso informazioni allarmistiche su una probabile epidemia di influenza aviaria. Come mai? “
• E mettersi a dieta di diete, no? — Attraverso uno studio sui topi, il cui appetito è controllato da meccanismi molto simili a quelli umani, gli scienziati diretti da Serge Luquet dell’Università di Washington hanno scoperto che, privàti di alcuni neuroni, i roditori smettono di mangiare e dimagriscono rapidamente.
• Scoop 1 e 2 — Vips avvistati al ristorante. Ok, fotografati. Adesso, se qualcuno ci spiega chi sono, per favore.
• Gli indovinelli di Peperosso — Domanda: se tra i Top Sponsor del Comitato Olimpico Internazionale c’è McDonald’s, secondo voi, la gara d’appalto per il servizio di ristorazione alle prossime Olimpiadi Invernali di Torino, chi la vince? Toh, McDonald’s!
• Tormentoni — Se il Salone del Vino di Torino è LENTO, il sondaggio sugli strani nomi dei vini italiani, è ROCK. Merlot della Topa nera, Ficaia, Passera delle vigne, Scopaio, Baciami subito, Bricco dell’Uccellone. Pure i vitigni non scherzano: Nero di Troia, Passerina, Pelaverga.
• Meglio dello Xanax, e pure più buono — “Niente mi tranquillizza come un barattolino di pesto [fatto in casa] da tenere in frigo”.
• Ponte lungo, che si fa? — Provate a dare un’occhiata.

Non che creda particolarmente alla riuscita di questa specifica iniziativa, però sono pronto ad essere sopreso.
Il fatto è questo: come molti di voi sapranno, le radio online non sono esenti dal pagamenti dei diritti d’autore per la musica che trasmettono e, al di là di chi sia competente tra RIAA e SIAE nel momento in cui il server di distribuzione del segnale risiede negli USA, RadioNation non fa eccezione.
Quel che probabilmente non saprete, invece, è che entrambe le organizzazioni riservano un trattamento a dir poco scandaloso per le emittenti amatoriali, al punto che in qualche caso le radio no-profit si trovano a dover pagare più di una radio commerciale (o della versione online di una popolare radio che già trasmette in FM, per dire).
Dal momento che lo slogan di RadioNation è “Libera veramente”, proviamo a vedere se riusciamo a fare in modo che lo sia. Che possa osare là dove le ingessate radio canoniche non si avventurano. Che sia di chi l’ascolta, veramente.
“Un soldino per RadioNation“ si propone di raccogliere la cifra necessaria per il pagamento dei diritti d’autore e il server di trasmissione per tutto l’anno 2006. E la cifra è considerevole, quasi da “mission impossible”: fanno circa 500 € per canale (e RadioNation ne ha quattro), più 3.500 € per l’affitto di un server che, come quello attuale, consenta di sostenere il carico di tutti gli ascoltatori senza crollare, garantendo allo stesso tempo un’ampiezza di banda illimitata. Totale: 5.000 euro, o giù di lì.
Se l’iniziativa dovesse fallire, nessuno si stracci le vesti: la cifra rimanente sarà comunque garantita dal sottoscritto, così come è già successo per l’anno 2005.
Insomma: RadioNation continuerà comunque a trasmettere, ma sarebbe bello che lo facesse con il contributo di tutti.
Offerta libera, come in chiesa. Con la differenza che astenersi non è peccato. E con l’obiettivo di arrivare a 5.000 euro entro il 31 dicembre.
Non succederà mai, ma metti che la cifra raccolta superi quella richiesta, l’eccedenza verrà utilizzata per mettere a disposizione ulteriori canali o, comunque, per coprire le altre spese di BlogNation ed ospitare nuovi blog.
Nel caso in cui uno o più sponsor dovessero coprire la cifra necessaria, idem come sopra, con la differenza che riceveranno la sempiterna riconoscenza degli ascoltatori e la menzione in ogni singolo jingle della radio.
Dovrebbe essere chiaro a tutti, ma tanto vale ribadirlo: né RadioNation né Blognation hanno scopo di lucro. A nessuno dei broadcaster o dei tenutari di blog è richiesto alcun contributo. Entrambe le iniziative sono naturalmente in perdita, perché è così che deve essere, e perché è solo così che ci si può garantire una certa libertà. Se non esistono profitti, non esistono costrizioni. Va da sé che le fatture di tutti i pagamenti saranno pubblicate online affinché chiunque possa verificare la corretta destinazione del denaro pervenuto (per i più diffidenti le medesime fatture saranno disponibili, inoltre, per la consultazione in orignale).
Man mano che la cifra si avvicinerà all’obiettivo, il logo di “Un soldino per RadioNation“ in alto nella colonna di destra si colorerà.
Chiunque voglia supportare l’iniziativa sul proprio blog, può copiare ed incollare il seguente codice:
E ora, pronti? Proviamo a stupire la rete! E noi stessi, per primi.
| Cifra raccolta fino a questo momento: 1359,50 € su 5.000 (26,51%) |
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È una storia molto complicata. È una storia di spionaggio e bugie. Dura da anni, dal settembre del 2002. E’ il caso Plame-Rove-Libby. Partiamo dagli ultimi fatti: l’inchiesta, perché in un paese civile che si fonda sulla giustizia si fanno i processi senza che a chi li conduce venga contestato di muoversi per chissà quali altri motivi se non la ricerca della Giustizia stessa, dicevo l’inchiesta porta sino al braccio destro della Casa Bianca, nella persona di Dick Cheney. Subito sotto di lui Lewis “scooter” Libby (a capo del Gabinetto del Vice Presidente) si dimette, con cinque imputazioni molto pesanti a suo carico (quali la menzogna reiterata, spergiuro, produzione di falsa documentazione) nel futuro più roseo possibile. E’ da precisare che non compare fra queste l’accusa di aver rivelato l’identità di un agente segreto di fatto “bruciandolo”, il che è reato federale. Se vi steste chiedendo che cosa è successo però, siate pronti, dovete liberare la testa e seguirmi. Ma soprattutto smetterla di pensare che sia la trama di un telefilm di spionaggio. Tutte le persone coinvolte in ciò che vi sto raccontando stanno subendo quantomeno forti pressioni, altri come ho detto, affronteranno un processo, altre ancora hanno passato qualche mese in prigione. Non c’è niente di paranoico, niente di fanta-politica.
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Diciamo così, diciamo che il Parlamento va difeso da qualsiasi pretesa di bloccarne l’accesso o la fuoriuscita, fine. Va difeso sempre e comunque. Niente di male dunque a ricordare una scena del primo aprile 1993, quando un centinaio di ragazzi protetti da una pattuglia di parlamentari missini (Buontempo, Nania, Maceratini, Rositani, Martinazzo, Pasetto, Matteoli, Poli Bortone e Gasparri) bloccarono per 50 minuti l’ingresso di Montecitorio.
Beppe Severgnini che intervista Bret Easton Ellis e gli chiede “Lei conosce Celentano?” mi ricorda tanto quelli che, quando vai in vacanza in un posto, ti domandano: “Ah, sei di Milano? Conosci mica un certo Guido?”
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Per chi non l’avesse riconosciuta: Ana-Lucia della seconda serie di Lost. Già: spoiler. Ma fino ad un certo punto: appariva brevemente nella prima serie accanto a Jack, nel bar dell’aeroporto.
Nella Germania oscurata dal delirante crepuscolo nazista, un pugno di giovani studenti e di professori universitari cercò di risvegliare la coscienza ottenebrata della borghesia e delle élite tedesche. Si ribellarono, con le armi della non violenza, a Hitler e alla sua “dittatura del male”. Ma poteva un volantino sconfiggere il terzo Reich? Ovviamente no. Furono scoperti grazie alla delazione del bidello Jakob Schmidt, sottoposti a un processo-farsa condotto dal giudice Roland Freisner (tristemente famoso come il Berja di Hitler) e condannati alla ghigliottina. Nell’assordante silenzio di quella borghesia e di quelle élite a cui i valorosi resistenti della Rosa Bianca si erano rivolti.
Un paradosso della storia, che possiamo finalmente conoscere nel dettaglio grazie al film La Rosa Bianca – Sophie Scholl di Marc Rothemund, in uscita domani nelle sale italiane. Un film che ho visto in anteprima e che mi sento vivamente di consigliare. Non tanto per le sue qualità cinematografiche, ma proprio per la storia che racconta. E per il monito che ci lancia: “Medici, avvocati, professori, voi élite istruite, aprite gli occhi”, scrivevano Sophie, suo fratello Hans e i loro compagni nei volantini che distribuivano all’università di Monaco nel 1943. “Che venga la rivolta contro la Dittatura del Male”.
E noi oggi, con il dovuto rispetto per le proporzioni, vogliamo lasciare a un “Re degli Ignoranti” il compito di essere la nostra “Rosa Bianca”?
Magari siete gente che non ascolta consigli. Però, per questa volta, potreste fare un’eccezione.
Perché, insomma, se una radio trasmette online da quasi due anni, e per la prima volta vi si invita ad ascoltare una trasmissione andata in onda, non può essere che perché evidentemente, ne vale la pena.
Intanto vi diciamo chi c’era, poi vi spieghiamo come ascoltare la puntata in differita.
Avevamo promesso soprese e, infatti, ve ne sono state più d’una. Per la radiocronaca-commento della puntata di ieri sera dell’Isola dei Famosi erano dietro ai microfoni (in rigoroso ordine alfabetico): Matteo Bordone (“Dispenser“, Rai Radio2), Michele Boroni (“Ogni maledetta domenica“, Rai Radio2), Gianluca Neri, Sasaki Fujika, Luca Sofri (“Condor“, Rai Radio2) e Filippo Solibello (“Caterpillar“, Rai Radio2). Un poker d’assi, più altre due carte nella manica.
Il risultato è da ascoltare assolutamente: la compagnia era buona – e, soprattutto, inedita -, il Pampero ottimo, gli ascoltatori partecipi, le risate tante (detto per chi odia i reality: non tutte sull’Isola, ma un po’ sì).
Scaricare la puntata è piuttosto semplice: potete scegliere di cliccare sull’icona a destra e ascoltarla come un normalissimo file Mp3, oppure sottoscrivere il podcast di MacchiaRadio.
Abbonandovi (gratuitamente, non stiamo neanche a dirlo) al podcast sarete avvisati ogni volta che sarà disponibile una nuova puntata e, nel frattempo, scaricherete l’ultima. E’ consigliato l’uso di iTunes (potete scaricarlo cliccando qui), ma va benissimo anche un normale reader RSS. Nel primo caso (iTunes) è sufficiente cliccare su questo link, e il programma di Apple farà tutto da sé; nel secondo caso, l’indirizzo copiare, incollare e dare in pasto al vostro lettore di feed RSS preferito è questo: http://www.macchianera.net/podcast.xml.
Con l’occasione, peraltro, ringraziamo di tutto cuore tutte le persone che si sono iscritte al podcast di MacchiaRadio, facendolo entrare nella Top10 italiana.
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes). |
(formato Mp3 Pro, 3h 08’51″ – 86,47 Mb) con qualsiasi sistema e qualsiasi lettore Si consiglia: mouse » click con tasto destro » “Salva oggetto con nome…” |
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Come anticipato ieri, il tour de force di MacchiaRadio si conclude questa sera con una puntata davvero speciale: a partire dalle 21:30 saranno ospiti in studio un pezzo di Caterpillar, Filippo Solibello, Michele Boroni e vari altri ospiti a sorpresa (e quando diciamo “sorpresa” intendiamo davvero “sorpresa”). Non perdetela!
Potrete partecipare alla trasmissione in diretta utilizzando (gratuitamente) Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma. Se chiamate prima della trasmissione, potrete lasciare un messaggio in segreteria.
(o cliccare qui per aggiungerlo in iTunes). |
A partire dalle 21:30 (circa) in poi si potrà:
• Ascoltare il programma con qualsiasi player (Windows Media Player, iTunes, Real Player, WinAmp, ecc…)
• Chiamare a voce (gratuitamente) utilizzando Skype [ scarica il programma: Win | Mac | Linux ]. Nel caso in cui da studio non si risponda, potete anche lasciare un messaggio.
• Partecipare in diretta entrando nella chat IRC (qui per gli utenti Fastweb) [ scarica il programma: Win | Mac | Linux ]
• Entrare nella chat via web, anche se non si possiede un programma in grado di collegarsi a IRC.
• Cliccare qui per aprire il “telecomando” di RadioNation / Macchiaradio ed ascoltarci in sottofondo mentre navighi.