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Archivio per settembre, 2005

Davide e Goria (laddove si parla di Parenti e Amedeo)

set 27 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Davide Parenti - Amedeo GoriaDico una cosa impopolare, ma poi neanche tanto.
Riguarda il video trasmesso da “Le Iene“, il programma di Davide Parenti, nel quale si è visto un “noto e insospettabile personaggio televisivo” fare proposte esplicite ad un’aspirante attrice diciannovenne di belle speranze, e solo quelle, ché non mi ricordo dove l’ho letto, ma pareva una Nikka Costa invecchiata male. “Le Iene” si sono premurate di camuffare volto e voce del personaggio, specificando di non poter fare il nome del presunto vip.

Ora vi spiego perché C.S.I. ha rovinato una generazione.
Dopo la messa in onda del filmato internet si muove (si muovono soprattutto i lettori del blog di Selvaggia Lucarelli e del Daveblog: va detto, perché non l’ho visto scritto da nessuna parte) e accade una cosa che avrebbe del rivoluzionario se non fosse già successa in casi analoghi (per citarne uno assolutamente estraneo al sottoscritto, e facendo le dovute proporzioni rispetto alla gravità della vicenda, quello dei dossier americano sull’omicidio di Calipari), ovvero cento, mille teste si mettono ad indagare come un sol uomo e finisce che ridicolizzano uno degli espedienti più utilizzati dai giornalisti quando la necessità è quella di proteggere la fonte della notizia: camuffare la voce. Qualcuno registra il filmato e, con un semplice editor di file audio, riporta la voce di Topo Gigio allo stato originale.
Lui – è ormai chiaro e persino confermato – è Amedeo Goria, il signor Ruta, telegiornalista sportivo RAI. Ironicamente, è in video in diretta su RaiTre nel momento esatto in cui l’intera rete gli fa tana. Poi si autosospende dal video. Dice lui. Lo sospendono, pensiamo noi.

Qui partono le considerazioni:

  • Nel lasso di tempo tra la messa in onda del filmato e la scoperta dell’effettivo colpevole sono volati nomi e parole grosse. Dal filmato si deduceva che, oltre ad utilizzare le “k” al posto dei “ch” negli SMS, il nostro – lo si evinceva chiaramente dalle inquadrature del cellulare dell’aspirante soubrette – aveva il cognome che iniziava con la lettera “G”. Da altre frasi pronunciate e chiaramente udibili nel corso del servizio si deduceva, inoltre, che il marpione era un marpione Rai e non un marpione Mediaset. Per qualche ora, insomma, forum e blog sono rimasti ingolfati da insulti random nei confronti delle “G” di viale Mazzini: Giletti, Giurato, Ghinazzi, Galeazzi, Guardì. Di tutti (alcuni non a torto, francamente, ma qui non si vuole fare i lombrosiani) si è detto che “avevano la faccia di uno capace di fare una cosa del genere”. Dal che si deduce che, probabilmente, in casi come questo e se proprio lo si deve, è preferibile fare nomi e cognomi, pur di evitare che il venticello della calunnia soffi a caso spazzando via intere lettere dell’alfabeto.
  • Che Amedeo Goria possa essere “noto” è persino accettabile. Con fatica, ma alla fine si riesce a farsene una ragione. “Insospettabile” diventa una parola grossa.
  • Una che arriva a pensare che Amedeo Goria possa traghettarla verso il successo non può essere catalogata tra gli esseri senzienti. Anche se dispone di regolare pollice opponibile.
  • Amedeo Goria non ci fa una bella figura, su questo non ci piove. Epperò, alla fine, non dice nulla di particolarmente poco logico. “Allora, sei disposto ad aiutarmi o no?”, chiede lei. Lui cincischia, vuole portarla a casa: “Ti devo prima vedere, ti devo costruire, le brave ragazze che vogliono andare in televisione non vanno in giro al bar, devi sfruttare le tue abbondanze”. Lei insiste: “Cioè, tu non mi aiuti se non vengo a casa con te?”. E lui, che non è la Madre Teresa di Calcutta dello showbusiness né potrebbe esserlo anche volendo, chiosa: “se mi diverto con te, ti aiuto, sennò…”.
    Al che viene da pensare questo: che, per quanto esacrabile possa essere il comportamento del giornalista, lei è sempre stata libera di alzarsi, andarsene, e financo sputtanarlo in televisione; lui non l’ha minacciata, non le ha detto “dammela, altrimenti ti uccido”, non ne ha abusato mentre altri due della redazione sportiva la tenevano ferma, non l’ha privata di un titolo o un ruolo che le spettava per merito. E, quindi: in nome di cosa ragazze come quella – che, per carità, sono libere di andare in giro per locali abbigliate come credono senza che nessuno debba rinfacciargli che “quelle perbene non vanno per bar” – andrebbero “aiutate” se non dispongono del talento necessario per riuscire da sole? Voglio dire: non stiamo parlando – e non è questo il caso – di un fenomeno da palcoscenico osteggiato, che so, da un funzionario con la prospettiva del materasso. Qui si tratta di “aiuto” in nome di cosa? Simpatia? Buona volontà? Compassione? Qui non ci sono colpevoli. Ci sono solo due persone tristi.
    Ma il punto è: quand’è che ci siamo distratti e abbiamo permesso che questo stuolo di sciacquette iniziasse a pensare che quello alla ribalta, al successo, alla notorietà, sia diventato un diritto fondamentale dell’individuo?

144 commenti

Jennifer Garner /45-46

set 27 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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In Formazione

set 26 2005 Inviato da nella categoria satira

Al Qaeda lancia il suo notiziario: va sul web il primo tg del terrore.

Finalmente la risposta jihadista ad Emilio Fede.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /16 – fine

set 26 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

• 76) A Benigno Zaccagnini

(non recapitata)

Caro Zaccagnini,
ecco, sono qui per comunicarti la decisione cui sono pervenuto nel corso di questa lunga e drammatica esperienza ed è di lasciare in modo irrevocabile la Democrazia Cristiana. Sono conseguentemente dimissionario dalle cariche di membro e presidente del Consiglio Nazionale e di componente la Direzione Centrale del Partito. Escludo ovviamente candidature di qualsiasi genere nel futuro. Sono deciso a chiedere al Presidente della Camera, appena potrò, di trasferirmi dal Gruppo Parlamentare della D.C. al Gruppo Misto. E’ naturale che aggiunga qualche parola di spiegazione. Anzi le parole dovrebbero essere molte, data la complessità della materia, ma io mi sforzerò di ridurle al minimo, cominciando, com’è ovvio, dalle più semplici. Non avendo mai pensato, anche per la feroce avversione di tutti i miei familiari, alla Presidenza della Repubblica, avevo immaginato all’inizio di legislatura di completare quella in corso come un vecchio al quale qualche volta si chiedono dei consigli e con il quale si ama fare un commento sulle cose, che l’età ed il personale disinteresse rendono, forse, obiettivo. Come più volte ti ho detto, fosti tu a deviare questo corso delle cose, mentre furono ancora tuoi amici che fecero riserve, sempre nell’illusione che io dovessi dare ancora qualche cosa al Partito, non appena si accennò ad una presidenza di Assemblea, per concludere in tal modo la mia attività politica. Così mi sono trovato in un posto difficile e ambiguo, che dava all’esterno la sensazione di un predominio (inesistente) della D.C. ed all’interno creava imbarazzi, gelosie, equivoci, timori. Essendoci lasciati in ottima intesa la sera del martedì, già pochi giorni dopo, qui dove sono, avevo la sensazione di avervi in qualche modo liberato e che io costituissi un peso per voi non per il fatto di non esserci, ma piuttosto per il fatto di esserci. E questo per ragioni obiettive, perché non c’è posto, accanto al Segretario Politico eletto dal Congresso, per un Presidente del Partito che abbia rispetto di sé e delle cose. E se il vostro profondo pensiero coincideva con quello che io avevo fatto valere, perché non accontentarci tutti in una volta? Aggiungerò poi (e questo va al di là della Presidenza del Consiglio Nazionale di cui abbiamo parlato sin qui) che io non ho compreso e non ho approvato la vostra dura decisione, di non dar luogo a nessuna trattativa umanitaria, anche limitata, nella situazione che si era venuta a creare. L’ho detto cento volte e lo dirò ancora, perché non scrivo sotto dettatura delle Brigate Rosse, che, anche se la lotta è estremamente dura, non vengono meno mai, specie per un cristiano, quelle ragioni di rispetto delle vittime innocenti ed anche, in alcuni casi, di antiche sofferenze, le quali, opportunamente bilanciate e con il presidio di garanzie appropriate, possono condurre appunto a soluzioni umane. Voi invece siete stati non umani, ma ferrei, non attenti e prudenti, ma ciechi. Con l’idea di far valere una durissima legge, dalla quale vi illudete di ottenere il miracoloso riassetto del Paese, ne avete decisa fulmineamente l’applicazione, non ne avete pesato i pro e i contro, l’avete tenuta ferma contro ogni ragionevole obiezione, vi siete differenziati, voi cristiani, dalla maggior parte dei paesi del mondo, vi siete probabilmente illusi che l’impresa sia più facile, meno politica, di quanto voi immaginate, con il vostro irridente silenzio avete offeso la mia persona, e la mia famiglia, con l’assoluta mancanza di decisioni legali degli organi di Partito avete menomato la democrazia che è la nostra legge, irreggimentando in modo osceno la D.C., per farla incapace di dissenso, avete rotto con la tradizione più alta della quale potessimo andar fieri. In una parola, l’ordine brutale partito chissà da chi, ma eseguito con stupefacente uniformità dai Gruppi della D.C., ha rotto la solidarietà tra noi. In questa (cosa grossa, ricca di implicazioni) io non posso assolutamente riconoscermi, rifiuto questo costume, questa disciplina, ne pavento le conseguenze e concludo, semplicemente, che non sono più democratico cristiano. Essendo scontata in ogni caso dal momento del mio rapimento (e della vostra mistica inerzia) il mio abbandono della Direzione e del Consiglio Nazionale, restava, se il vostro comportamento fosse stato diverso e più costruttivo, la possibilità della mia permanenza senza alcun incarico nella famiglia democratica cristiana e che è stata mia per trentatré anni. Oggi questo è impossibile, perché mi avete messo in una condizione impossibile. E perciò il mio ritiro da semplice socio della D.C. è altrettanto serio, rigido ed irrevocabile quanto lo è il mio abbandono dalle cariche nelle quali avevamo creduto di poter lavorare insieme. Tutto questo è finito, è assolutamente finito. Ed ora che posso parlare, senza che nessuno pensi ad una pretesa di successione, a parte il mio durissimo giudizio sul Presidente del Consiglio e su tutti coloro che hanno gestito in modo assolutamente irresponsabile questa crisi, c’è, per dovere di sincerità ed antica appannata amicizia, la valutazione su di te, come, per così dire, il più fragile Segretario che abbia avuto la D.C., incapace di guidare con senso di responsabilità il partito e di farsi indietro quando si diventa consapevoli, al di là della propaganda, di questa incapacità. Guidare e non essere guidato è il compito del Segretario del più grande partito italiano.

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Melissa Theuriau /1-2

set 26 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Peperosso Weekly

set 25 2005 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

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La lista nera del Mulino Bianco — Come facciamo a sapere se gli alimenti che acquistiamo, quelli Barilla/Mulino Bianco per dire, possono contenere i dannosissimi grassi idrogenati [che semplificando, aumentano il cosiddetto "colesterolo cattivo”, e diminuiscono quello "buono"], se la legislazione italiana, diversamente da quella americana, consente nelle etichette indicazioni generiche degli ingredienti? Ecco, magari leggere la lista può aiutare.
Le “giornate sovrappeso” costano 2.460 euro — Del perchè i centri benessere si chiamano spa. No, non nel senso di salus per aquam, in quell’altro!
Chiaro e tondo — Cosa devono mangiare e cosa no, i celiaci.
Squali — Cosa facciamo con gli avvocati americani che a cadaveri appena rimossi stanno tentando di monetizzare l’uragano Katrina? I due hanno richiesto il brevetto per una serie di bevande alcoliche nel cui logo compaiono: il nome Katrina, l’immagine satellitare di un uragano, e lo slogan “Get Blown Away”, ovverosia “Spazzati Via. Intanto diciamo come si chiamano: Andrew Vicknair and Harold Ehrenberg, poi pubblichiamo integralmente la loro richiesta.
Quiz — al primo che riconosce i 12 ristoranti il più bel tavolo del ristorante milanese L’Ape Piera.
Test — Siete al ristorante, non uno qualunque: da 100 euro in su, insomma. Menù… scelta delle portate… e una richiesta: acqua “minerale”. Al vostro tavolo arriva invece una caraffa di acqua microfiltrata. Cosa fate? 1) Rimanete seduti congratulandovi per la scelta anticonformista che evidenzia i pregi dell’acqua del rubinetto? 2) Vi alzate e ve ne andate incazzati gridando alla truffa?
Candidati Cercasi — “Il manipolo di ossessionati, una specie di comitato scientifico della guida, è al momento composto da persone che per passione, lavoro, ripetute occasioni di socialità, frequenta i ristoranti in modo assiduo. Chiediamo a chiunque si riconosce in questo profilo, di avanzare la propria candidatura“.

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /15

set 25 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

71) A Corrado Guerzoni

(non recapitata)

Guerzoni,
Telefonare a Bottai, per chiedere se Cottafavi ha notizie dell’esito del mio appello a Waldheim e che cosa conta di fare. Dell’esito della telefonata Lei si tenga informato, in modo che, a momento opportuno, si possa sapere qualche cosa.
M.


72) A Giuseppe Saragat
(non recapitata)

Caro Saragat,
desidero ringraziarti nel modo più vivo per le alte e nobili parole con le quali hai voluto esprimermi la tua comprensione e solidarietà. Questo tuo atteggiamento è in linea con l’ispirazione umanitaria che ha qualificato e qualifica la tua figura nella politica italiana. Tutto ciò mi conforta e mi incoraggia molto nella difficilissima prova.

Grazie ancora e cordialissimi saluti ed auguri
Tuo
Aldo Moro

Sen. Giuseppe Saragat
Palazzo Madama

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Penélope Cruz /15-16

set 25 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /14

set 24 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

Il memoriale Aldo Moro

66) A Don Antonello Mennini

(non recapitata)

Carissimo Antonello,
temo – e mi angoscia – che siano state, senza darne notizia, sequestrate lettere di affetto tra persone care in una situazione drammatica come questa. Alcune le ho ricostruite. Altre, contenenti alcune indicazioni chissà dove e come si potranno ritrovare. Ho pensato dunque di unire il tutto, di chiamarti, di darti il pacchetto, perché lo tenga per te. Evidentemente sorpassando casa, si rischia (credo) la perquisizione. Terrai tutto per te e, a tempo debito, ne parlerai a voce con mia moglie, per vedere il da farsi. Dovrebbe esserti di consiglio il mio ex capo gabinetto S.E. Manzari ora al Ministero degli Esteri come capo ufficio legislativo, senza il cui consiglio non far niente. Anzi ti prego, a voce (abita in via Livio Andronico, non lontano da me) digli tutta questa vicenda perché la veda anche legalmente e ti aiuti a recuperare quel che fu sottratto. Del nuovo nulla fino ad accordo con mia moglie e lui. Tieni tutto. Poi si potrà vedere. Bisogna essere certi che all’entrata in casa non si sia intercettati. Non mi pare giusto che s’impedisca in queste circostanze di parlare tra persone che si vogliono bene. Il fatto che tu te ne occupi mi tranquillizza. Aggiungi la tua preghiera, sempre cara e sempre valida. Il Papa non poteva essere un po’ più penetrante? Speriamo che lo sia stato anche senza dirlo. Benedicimi e aiutanti. Ti abbraccio
Aldo Moro

le lettere fuori casa, essendo in zona, si potranno dare
allerta però a Rana e Freato salvo non le ritirino personalm [...]¹

(¹)questa frase è monca e di difficile lettura

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Kate Beckinsale /35-36

set 24 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Addavenì tifone!
Sfollata Washington: arrivano “Giulio” e “Tonino”

set 23 2005 Inviato da nella categoria Paginatré

Agghiaccianti i bollettini meteorologici: dopo aver seminato morte e distruzione nella finanza italiana e aver sbriciolato la credibilità del nostro Paese, le due famigerate calamità puntano sulla capitale americana per partecipare all’assemblea annuale del Fmi. Perfino l’uragano Rita ha cambiato rotta per evitare di incontrarli. La Protezione civile raccomanda alla popolazione di evacuare i conti correnti e di rinforzare gli argini intorno alle banche: come Katrina, “Tonino” non tocca i ricchi e potenti ma si accanisce sui gruzzoletti dei poveracci. Impossibile fermare il ciclone, formatosi in Ciociaria e rafforzato dagli Opusdei, venti periodici che spirano dal Vaticano…
Leggi il seguito su Bendix.

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Kate Moss reloaded

set 23 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Kate Moss2.JPGPrima le foto sul britannico Daily Mirror, ora il video nel mentaniano Matrix. E se ne vantano pure, anticipando anche gli ospiti in studio (un calciatore e una modella), che – scommettiamo? – si dichiareranno limpidi e immacolati.
La prossima mossa? Estrarranno a sorte un fortunato telespettatore fra i millanta che invieranno un sms al numero in sovrimpressione e gli porteranno Kate Moss a casa. Colà, la modella sarà costretta a esibirsi in una pippata live, alla quale il fortunato telespettatore potrà unirsi o meno, a seconda delle proprie inclinazioni. Quello, ipocritamente, si dichiarerà comunque limpido e immacolato.
Mi resta la consolazione di essere in buona compagnia, nelle mie convinzioni.

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Agiografia

set 23 2005 Inviato da nella categoria satira

Tremonti nasce a Sondrio nel 1947.
E’ ancora ricoperto di placenta che già sta sul cazzo a tutti. L’ostetrica decide di sua sponte di infilarlo in un cestino per picnic e lanciarlo in fiamme da una finestra del quarto piano.
Sua madre, approfittando della scomparsa del pargolo, finge di trovarsi lì per la cura di alcune gravi malattie veneree, e di aver semplicemente sbagliato piano.
Il piccolo Tremonti, salvato dalla pioggia e dal fortuito rimbalzo sui sedili di un furgone portavalori decapottabile (erano altri tempi), viene ritrovato da un vecchio economista cieco, titolare di una cattedra all’università, che decide di tenerlo con sè e di addestrarlo come suo assistente e cane guida (ma riuscirà solo nel primo obiettivo).
Lo battezza col nome del suo amato pastore tedesco, Julius, morto quand’era in procinto di conseguire la sua terza laurea.
Giulio cresce in fretta, dimostrandosi più sveglio del previsto (riesce a distinguere le crocchette di pesce da quelle di pollo, dopo un’attenta lettura degli ingredienti), studiandosi, di nascosto dal professore (che oltre ad essere cieco cominciava, causa l’età, ad essere sordo; immaginatevi quindi lo sforzo), i più importanti testi economici dell’intera disciplina, e imparandoseli quasi a memoria.
Circa cinquant’anni più tardi, Silvio Berlusconi gli affida la guida di uno dei più importanti Ministeri italiani, quello dell’Economia, e per ben due volte, con la missione di risanare lo spaventoso debito pubblico ereditato da chi lo ha preceduto (quindi lui compreso).
Compito improbo, gravoso ma forse, per uno tenace e istruito come lui, realizzabile.
Se solo tutti quei testi studiati non fossero stati scritti in braille.

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Ed è subito sera. Su Raidue

set 23 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Diaco e La Rosa. La Rosa e Diaco. In televisione. Insieme. A fare informazione. Su Radue.
Sai, io considerai la notizia che Pierluigi Diaco e Anna La Rosa avrebbero sostituito Giovanni Masotti come un autentico evento che su un piano strettamente personale poteva rappresentare una svolta esistenziale della mia vita, una conversione estetica ed esistenziale, ciò che in effetti fu.
Non sto scherzando, ascoltami: non sai lo stupore e l’umiltà che anteposi a quello che probabilmente era ormai un mio definitivo distacco dalla realtà, il punto di non ritorno della mia capacità di discernere tra il vero e il verosimile, il paradossale e il grottesco, la cronaca e la satira, il possibile e l’impossibile. Ero ormai in pieno cultural lag, non ero più evidentemente in grado di avvertire le modificazioni strutturali di una società: ero un vecchio che pateticamente già rimpiangeva tempi migliori anche se avevo solo 38 anni. Andò così, e ogni riflesso critico e ogni sarcasmo lasciarono spazio al rassegnato rispetto che merita tutto ciò che è altro da noi, che non possiamo più comprendere. Lo dissi anche ai miei amici e ai miei lettori: lasciatemi perdere, io ormai sono inattendibile, accadono cose che avrei definito barzelletta.
Fu nel tardo settembre 2005 che io diedi le mie vere dimissioni dalla gioventù.

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Hanno la faccia come il Cuore

set 23 2005 Inviato da nella categoria Strips

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