Contro il mondo, contro la vita

82_autoportrait.jpgAmerei odiare Houellebecq.
Invece odio me, amandolo.

(Con La possibilità di un’isola, Michel Houellebecq firma il quarto romanzo e la più vera, spietata e per la prima volta davvero compiuta ricognizione negli abissi della disperazione umana a contatto con l’indicibile mai consegnata da uno scrittore dal secondo dopoguerra in avanti. La resa dell’afasia, dell’impotenza davanti alla costrizione del corpo, dell’amore, del desiderio e in generale della finitezza e del decadimento di ogni espressione dell’essere vivente fa di questo libro un’opera violenta, romantica e impressionante che, nella sua saggia astensione dalla semina di verità filosofiche, restituisce invece tutte le verità dell’esperienza dinanzi allo sconcerto delle cose ultime).

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37 Comments

  1. e mentre l’europa si abbandona al nichilismo e all’afasia cina e india costruiscono, corrono, progrediscono

  2. ho letto e ammirato Houellebecq. Condivido il senso profondo di pessimismo e sì, di nichilismo.
    E’ una decadenza che riguarda l’Europa mentre India, Cina, Russia & Compagnia Bella ‘progrediscono’? Non credo. La decadenza che colgo dai libri di Houellebecq è prima di tutto della persona, del singolo, estesa poi ovviamente all’intera società (non penso solo a quella occidentale). Il che porta alla fine a considerare l’uomo come il vero cancro di questo pianeta.
    Sapete nei cartoni animati, quando un personaggio sega il ramo di un albero trovandosi, a sua insaputa (!?), sull’estremità destinata a cadere, pensando di fottere l’antagonista? Ebbene questa facile metafora che ho sentito dire da Sofri (quello vero), mi sembra possa riassumere bene la situazione. Il collasso è inevitabile. E non possiamo biasimare proprio nessuno, se non noi stessi. Ora vado a farmi una birra. Saluti.

  3. “Estensione del dominio della lotta” l’ho amato tantissimo. E non sono nichilista, si tratta semplicemente di grande letteratura.
    Lui è un grande scrittore, notevole. In alternativa ci sono i libri di Coelho per chi non regge la realtà in tutta la sua reale estensione…

  4. Beh, certo, è chiaro: se non ami Houellebecq (mostruosi calchi francese>italiano nell’unico che ho letto) non resta che Coelho. Non sarò certo io a contraddire questo dato di fatto. Ma fottiti.

  5. Qualche gustoso aneddoto su Houellebecq lo sciorinò Ovidie a una puntata de l’Infedele. Ah, se ci fossero le trascrizioni.

  6. In effetti il link a Internet Bookshop è sbagliato.
    Leggendo il riassunto che ne danno del libro si è pesantemente fuorviati da quella che è la sua reale sostanza.
    Ne cercherò di migliori, ma volevo evitare roba in francese o, peggio, critica.

    (Tra l’altro su IB c’è qualcuno, più di uno, che si lamenta che il libro costa troppo. 18 euro. Sono smangiato dalla curiosità di sapere in che modo investono i loro soldi, costoro).

  7. In effetti il link a Internet Bookshop è sbagliato.
    Leggendo il riassunto che danno del libro si è pesantemente fuorviati da quella che è la sua reale sostanza.
    Ne cercherò di migliori, ma volevo evitare roba in francese o, peggio, critica.

    (Tra l’altro su IB c’è qualcuno, più di uno, che si lamenta che il libro costa troppo. 18 euro. Sono smangiato dalla curiosità di sapere in che modo investono i loro soldi, costoro).

  8. hi! non ce l’avevo mica con te Birynia, miseria! ci mancherebbe, de gustibus resta sempre valido. Era una squallida generalizzazione la mia, proprio per dire che di alternativa ce n’è per tutti, e Coelho è l’autore più lontano da Houellebecq che m’è saltato in mente! Che ne so, io ho trovato insulso Siddartha, che è un must assoluto. Solo che il fatto che piacciano o meno i suoi libri è indipendente dal pensarla o vederla in un certo modo. Rispondevo a A più che altro, ma non augurerei neanche a lui di leggere Coelho. Cmq il “fottiti” lo prenderò come un augurio, visti i tempi di magra…;-)

  9. cmq Signor ThePetunias io e lei abbia gusti assai simili: oltre ad apprezzare entrambi Houellebecq io ultimamente ho apprezzato molto un giovane autore sconosciuto da lei incensato in passato, anche se non s’è trattato proprio di letteratura… ;-) Però, il mondo è davvero piccolo!!

  10. Vale, che bello! Anche per me, Siddharta è una cagata pazzesca!!!…:o))) E pensare che per amore mi son sorbita persino “Narciso e Boccadoro”… bah!!!

    Coelho non mi entusiasma, ti dirò, ma c’è pure di peggio in giro per chi vuole sfuggire alla realtà. La Mazzantini, per esempio. O la Tamaro (!!!). Un bel trip stile “Ho un vuoto di senso” (e di stomaco).

    Spocchia d’oltralpe a parte, Houellebecq da quanto ne dite e parrebbe, mi rammenta qualcosa di già orecchiato: esistenzialismo? Boh? Mah? Sulla decadenza occidentale, vi consiglio invece l’ottimo e tagliente “Les téntations de l’Occident” del grande André Malraux, uno dei miei autori preferiti. Era datato, mi pare, inizio anni Sessanta: quando fu ministro della Cultura per De Gaulle. E sulla sindrome da Wile E. Coyote, non guasterebbe pure “Il Mito di Sisifo” di Albert Camus, uno dei miei must (assieme a Stevenson: leggetelo, please. Non ha scritto solo Jekyll e Hyde, e L’Isola del tesoro… peraltro, stupendi)

    Dopodiché, non guasterebbe innaffiare lo spleen con un’ottima grappa barrique.

    Però, Vale, se vuoi ti cito a memoria “Le avventure di Cipollino” e “Gelsomino nel Paese dei bugiardi” di Rodari. Due miei cult!:o)))

  11. scusi MR.Petunias, facevo un po’ di chiacchiera da salotto tra amiche, per la serie ecchisen…insomma! il concetto è che lei aveva scritto un post su questo tizio che io frequentavo/frequento/frequenterò?, mi faceva solo ridere la coincidenza di gusti! Una cazzata insomma ;-) Ciao Anvedichè!

  12. Amo Houellebecq che afferma di esser letto in gran parte dalle donne, il che da’ da pensare.

    Petunias, e’ scomparso il post sul tuo blog, per ricomparire qui, ma che pasa dalle tue parti…?

  13. voglio vedere come tra un anno e mezzo giustificherete il fatto che non avrete più pensato a hollebeq da sei mesi(sempre che l’umanità sia ancora la splendida realtà dell’universo che oggi è,certo)

  14. buon pomeiggio valentina,
    non intendevo esprimere un giudizio sull’autore sul piano letterario.
    semplicemente, volevo sottolineare come lo stesso sia interprete e voce di un sentimento diffuso in quest’occidente ricco – sì, in termini relativi lo è – e disperato che si traduce, in definitiva, in un’apatia e in un’inedia che non sembra appartenere a cinesi, indiani e, si può aggiungere, americani.

  15. si si capito il discorso, ma non saprei, è una questione un po’lunga e non credo di essere abbastanza preparata filosoficamente per ribattere. Forse si tratta di corsi e ricorsi storici semplicemente…Però lui scrive talmente da dio che m’ha fatto amare anche quella cosa disperata e disperante che è “estensione del dominio della lotta”!!

  16. In Francia, L’impossibilità di un’isola è stato dileggiato e fatto a pezzi da tutta la critica. Perfino i sostenitori più accaniti di Houellebecq hanno dovuto limitarsi a una indulgenza imbarazzata (v. Libération). Intanto si vende a centinaia di migliaia di esemplari perché l’abituale lettore di Coelho e Cristian-Jacq (il quale lettore, del dolorismo nichilista di Houellebecq, non gliene potrebbe frega’ de mmeno) spera di trovarci il sesso alla propria portata, cioè for dummies (e si annoia, eh, ché di sesso, questa volta, non è che ce ne sia così tanto. anzi).

  17. Quello che preferisco è “le particelle elementari” perché la desolazione esistenziale che esprime, e che giustifica la sostituzione (scientifica) di questo genere umano con uno “migliorato”, è più genuina rispetto a quella espressa sia in “estensione del dominio della lotta” sia in “piattaforma” dove mi appare più di maniera. Perché, poi, definire Houellebecq un nichilista? Piuttosto uno spiritualista nauseato. Ossia (per quello che ho capito io) non è che non c’è nulla, ma quello che c’è fa schifo (tra l’altro fa schifo proprio in virtù di alcuni standard etici universali).

  18. Antonio: anche in Francia amano odiare Houellebecq, solo che loro ci riescono – ecco, magari non per i motivi più nobili.
    Comunque, ho letto la tua disamina in sede e, se accettiamo il gioco dell’estrapolazione, rido anch’io. Del resto, su quale testo non ridere, quando sottoposto a tale trattamento?
    Quanto alla critica, personalmente rispetto così poco quella italiana, i cui sparutissimi motivi di salvazione sussistono unicamente in virtù di altrettanto rari accessi di rusticità, che quella francese – smodatamente egotica, immateriale e ultrapipparola, del resto secondo tradizione – nemmeno mi solletica gli alluci.

  19. Comunque è vero che non c’è gran sesso nella Possibilità di un’isola, almeno rispetto agli altri libri di H.
    Sarà perché c’è troppo amore :)

  20. il più grande scrittore europeo.
    uno dei pochi che a leggerlo ti rendi conto che è inconfodibilmente di questi anni, di questa epoca.
    rimarrà.

  21. Dopo essere stato fulminato dalle Particelle Elementari, credo proprio che lo leggerò.
    Tralaltro è da un po’ che cerco il saggio su Lovecraft, ma non riesco a trovarlo. Vale la pena di prenderlo?

  22. Ma poi ci sono i dettagli che uccidono. il guardaroba della Lolita battoncella (sembra una subaspirante velina in un casting per il GF), il brano del Simposio nel cilindro di metallo nero, ultimo messaggio della clona infelice (se era un parallelepipedo azzurro tempestato di diamanti, almeno ridevo). No, quello è vittima dei luoghi comuni, altroché artefice. Ma se ci tenete, a queste cose, be’, tenetevele.

    ps: petunio, da lei, non me l’aspettavo :)

  23. Sarà perché la mia corda nascosta è toccata dal guinzaglio dell’abiezione cui è costretto il genere umano, mentre lei, Bois, è un gelido materialista – una specie di Sbirro, se capisce cosa intendo :)

    (Per i non ancora lettori: Sbirro è uno dei personaggi del libro).

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