Vorrei solo sapere se sia vero.

Il seguente articolo è tratto da Notizie Radicali ed è stato scritto da Francesco Pulla. Parla di preti.

Il sindaco di Assisi, Giorgio Bartolini (An), è su tutte le furie. Ed ha ragione. Ce l’ha con la prepotenza del Vaticano e un po’ con tutti, a partire dall’attuale maggioranza governativa che non manca occasione per manifestare completa sottomissione alle volontà d’Oltretevere.
Nel mirino c’è il decreto legge n. 163 del 17 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 2005, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture”, che prevede, all’art. 6, l’esenzione dall’Ici per gli immobili utilizzati per le attività di assistenza, beneficenza, istruzione, educazione, cultura, “pur svolte in forma commerciale, se connesse a finalità di religione o di culto”.
In altri termini, grazie a questa misura fatta passare in sordina in periodo ferragostano, le scuole cattoliche, gli istituti assistenziali, le case di accoglienza pellegrini beneficeranno di un cospicuo sgravio fiscale.
A dimostrazione del trasversalismo confessionale, a favore di questa vergognosa e inconcepibile marchetta dello Stato nei confronti della Chiesa si è espresso l’on. Egidio Banti, della Margherita, per il quale il decreto deve avere valore retroattivo perché “volto a sanare situazione pregresse”. Ciò significa, in altri termini, che, non paga dei fiumi di denaro che ogni anno giungono nelle proprie casse in virtù dell’otto per mille, la Chiesa potrebbe avere la restituzione delle imposte pagate dal 1993 ad oggi. Basta solo che lo chieda.


Non è difficile immaginare gli ingenti danni economici causati a un Comune come Assisi, il cui primo cittadino parla, senza mezzi termini, di portata devastante. Mentre sinora i beni ecclesiastici sono stati esentati dall’Ici solo se finalizzati ad attività di culto (tanto che non sono mancati contenziosi sulle sacrestie), adesso basta che un bene sia semplicemente ed esclusivamente di proprietà ecclesiastica per non sottostare al pagamento dell’imposta. Ciò, è il caso di sottolinearlo, vale non soltanto per le chiese ma per tutte le attività, come ad esempio quelle commerciali, che un ente “religioso” (le virgolette sono d’obbligo) può esercitare.
Tanto per restare in Assisi, si consideri, ad esempio, che una struttura come la Domus Pacis versa per l’Ici ogni anno al Comune ben settantottomila euro, tributo che sicuramente sparirà con pesantissime conseguenze. Si aggiunga altresì l’importanza basilare rivestita nell’economia cittadina dagli esercizi rivolti al pellegrinaggio devozionale per farsi un’idea del collasso cui si va incontro.
A causa di questo atto di smisurato favoritismo a beneficio ecclesiastico, i Comuni saranno costretti ad inasprire le tasse per compensare la notevole erosione che si produrrà nei propri bilanci.
Bartolini è fin troppo moderato ad ipotizzare, come ha fatto nel corso di una recente intervista, che la norma sia sfuggita di mano al legislatore che, nella fattispecie, non si sarebbe reso conto degli effetti che il decreto avrebbe potuto sortire.
La verità è un’altra. Non di leggerezza si è, infatti, trattato ma di deliberato e predeterminato proposito. Un motivo in più per riflettere ulteriormente sull’attualità del venti settembre.

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28 Comments

  1. Certo che se uno non vuol diventare intransigentemente anticlericale gli si mettono i bastoni tra le ruote in ogni modo. “Libera Chiesa in libero Stato”? Magari…

  2. Ora Silvio ha un motivo in più per giustificare la sua villa in Sardegna: un po’ di croci e incensi qua e là e diventa “una casa di Dio”!

  3. Mi pare che l’ultimo a doversi indignare sia proprio il Sindaco di Assisi, visto che il suo comune beneficia di un indotto che deriva proprio dalle odiate “finalità di culto”.
    Questo catastrofismo economico sarebbe da indirizzarsi ad altre situazioni.
    Ma oggi fa più fine odiare Ruini.

  4. bè non è una questione se odiare Ruini fa fine o meno.
    E’ gente come Ruini che insiste a voler mettere bocca sul regolare e INDIPENDENTE svolgersi delle cose nella Repubblica Italiana.
    Cattolici e vaticanisti vari dovrebbero smetterla con le manie di onnipotenza e lasciare un pò di spazio anche a chi, vivaddio, non la pensa come loro.

  5. Il Vaticano decida: è uno Stato straniero o no?

    Negli Stati Uniti accade che che il viceministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, blocchi un procedimento penale contro l\’allora Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, per ragioni di Stato, visto che si tratta di…

  6. Questa volta hai ragione, tu Facci.E’ una vergogna indicibile. Roba da andare in piazza e protestare per questa restaurazione. La Chiesa sta tracimando e occupando ogni livello della politica italiana. E’ un’invasione barbara e immorale

  7. Facci, che ne dici di questa che ho tagliato ed incollato? Bello Schifo il Vaticano eeeh?

    Carla Del Ponte: il Vaticano non collabora con la giustizia
    Secondo il procuratore capo del Tribunale dell’Aja il Vaticano non rivelerebbe il rifugio di un presunto criminale di guerra croato. Navarro-Valls interviene e precisa.

    20 Settembre 2005 – ore 22.59

    Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale dell’Aja, accusa il Vaticano di non fornire sufficienti informazioni per arrestare un presunto criminale di guerra, il generale croato Ante Gotovina.

    Il generale, ricercato dal Tribunale penale dell’Aja per crimini di guerra e latitante dal 2001, sarebbe nascosto in un monastero francescano della Croazia e il Vaticano, secondo il magistrato d’origine elvetica, non collaborerebbe con la giustizia.

    Ante Gotovina guidò nel 1995 l’offensiva nella Krajina, regione fra Croazia e Bosnia, e secondo l’accusa le sue truppe furono responsabili dell’uccisione di 150 serbi, di violenze sui civili e dell’espulsione forzata di 200.000 serbi dalla regione.

    La Del Ponte rivela di essere stata in Vaticano nel luglio scorso e di avere incontrato l’arcivescovo Giovanni Lajolo, segretario per i rapporti con gli stati, a cui ha chiesto collaborazione ma la sua richiesta sarebbe stata finora elusa.
    Di qui la decisione del magistrato di parlare della vicenda in un’intervista al Daily Telegraph.

    Sulla vicenda è intervenuto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls che ha rilasciato ai giornalisti questa precisazione: “Nell’incontro che l’Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ebbe con la Sig.ra Carla Del Ponte, Procuratore Capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, in risposta alla sua richiesta di informazioni e di interventi Mons. Lajolo fece presente che la Segreteria di Stato non è

  8. Se questa legge fosse stata promulgata un paio d’anni fa, noi valdesi avremmo potuto persino tenerci gli ospedali (quelli – convenzionati con il S.S.N – che ti facevano un esame in tre giorni, contro i 70 di lista d’attesa alle Molinette), invece abbiamo dovuto venderli per 1 euro alla Regione Piemonte (che comunque si è fatta carico dei debiti).
    In ogni caso, durante il consueto Sinodo di fine Agosto a Torre Pellice, il Moderatore ha dichiarato che non ci avvarremo degli effetti retroattivi di questa legge.

  9. Senza parole.

    p.s.
    O.T. Era di tipo N la bomba a neutroni che annientava le persone e lasciava integre le infrastrutture ??

  10. Ma Berlusconi non doveva sistemare il paese? E facci non è un berlusconiano di ferro? Ma il concordato non lo ha firmato Bettino? e Bettino non era l’idolo di Facci? E allora Facci che cazzo perdi tempo a scrivere questi post, suicidati!

  11. Ma Berlusconi non doveva sistemare il paese? E facci non è un berlusconiano di ferro? Ma il concordato non lo ha firmato Bettino? e Bettino non era l’idolo di Facci? E allora Facci che cazzo perdi tempo a scrivere questi post, suicidati!

  12. Ma Berlusconi non doveva sistemare il paese? E facci non è un berlusconiano di ferro? Ma il concordato non lo ha firmato Bettino? e Bettino non era l’idolo di Facci? E allora Facci che cazzo perdi tempo a scrivere questi post, suicidati!

  13. Ma Berlusconi non doveva sistemare il paese? E facci non è un berlusconiano di ferro? Ma il concordato non lo ha firmato Bettino? e Bettino non era l’idolo di Facci? E allora Facci che cazzo perdi tempo a scrivere questi post, suicidati!

  14. La Domus pacis continuerà a pagare l’ICI perchè non svolge attività “di assistenza, beneficenza, istruzione, educazione, cultura”, nè attività commerciali “connesse a finalità di religione o di culto”.
    E’ un albergo e paga l’ICI.

    La retroattività dell’art.6 l.n. 191/2005 – dalla quale discenderebbero i presunti rimborsi ICI dovuti alla Chiesa “dal 1993”- non esiste, perchè quella norma, scritta coi piedi, non ha portata intepretativa bensì innovativa (vedi, per differenza, l’art. 5 della stessa legge, che invece è intepretativa, quindi “retroattiva”).

    Amen (ciao Filippo)

  15. Avrei voluto indignarmi per la notizia anche se ho la sensazione che certe notizie siano stantie e che loro ribalta sia solo direttamente proporzionale alla ribalta di Ruini.
    Poi ho visto qua sopra Persinofrancesco e ho deciso che mi indigno domani.
    Ehilà! Lassù, ben ritrovato :-)

  16. Ma questa è una bellissima notizia !!!
    Mentre scrivo il messaggio ho già sguinzagliato la mia segretaria ed il mio avvocato, nel giro di pochi giorni sarò titolare di una nuova religione e la mia casa ne sarà uno dei templi, il mio ufficio la cattedrale e la mia casa al mare la scuola ecumenica.
    Addio ICI !!!

  17. Anche noi di zingarate.com stiamo lavorando per dar vita a un nuovo culto, in modo da trasformare case e uffici in un luogo di culto e non pagare l’ICI.
    Abbiamo anche il raduno internazinale degli adepti, a Monaco di Baviera in occasione dell’oktoberfest.
    Chiunque voglia convertirsi e unirsi a noi sarà accolto a braccia (e pinte) aperte.

  18. Situazione attuale sull’otto per mille

    Scelte dei contribuenti
    Va premesso che le informazioni sulle scelte dei cittadini sono difficili da reperire, in quanto il ministero delle finanze comunica le statistiche sulle scelte dei contribuenti alle sole confessioni religiose, che non sempre diffondono i dati tempestivamente.

    Attualmente (settembre 2005) la Chiesa Luterana comunica sul proprio sito soltanto la percentuale di scelte ricevuta nel 2003, ma non le percentuali degli anni precedenti. La Chiesa Valdese e la Chiesa Cattolica pubblicano invece le percentuali di scelte ricevute anno per anno, ma le ultime comunicazioni ufficiali della Chiesa Valdese risalgono al 2002, quelle della Chiesa Cattolica al 1999. Le altre confessioni non pubblicano sul proprio sito internet (a settembre 2005) la serie storica della percentuale di contribuenti che sceglie di finanziarle con l’otto per mille.

    Gli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli relativi ai fondi incassati dallo Stato e dalle confessioni religiose nel 2004, relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001. Per ogni possibile destinatario sono indicate la percentuale rispetto alle scelte espresse e la percentuale rispetto al totale dei contribuenti.

    Destinatario %

    Chiesa Cattolica 87,25%……………………

    Stato 10,28%…………………………………….

    Valdesi 1,27%…………………………………..

    Comunità Ebraiche 0,42%………………….

    Luterani 0,31%………………………………….

    Avventisti del settimo giorno 0,27%……

    Assemblee di Dio in Italia 0,20%………..

    Percentuale sul totale

    34,56%

    4,07%

    0,50%

    0,16%

    0,12%

    0,10%

    0,08%

    Nel 2004 il gettito complessivo è stato di circa 897 milioni di euro. (CIRCA 1800 MILIARDI DI LIRE !) Il 39,6% dei contribuenti ha espresso la propria scelta con una firma, e la somma corrispondente (355 milioni di euro) CIRCA 700 MILIARDI DI LIRE ! è stata distribuita tra i sette enti riportati nell’elenco soprastante. Il 60,4% non si è pronunciato, ma la quota corrispondente dell’otto per mille, pari a 541 milioni di euro, ( PIU’ DI MILLE MILIARDI DI LIRE !) è stata comunque redistribuita (ad eccezione di quella spettante a valdesi e ADI, pari all’1,47%, che è stata attribuita direttamente allo Stato) tra lo Stato, la Chiesa Cattolica, le Comunità Ebraiche, i Luterani, gli Avventisti del settimo giorno e le Assemblee di Dio in Italia.

    Destinazione dei fondi

    I dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nell’anno 2004 (relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001). Dove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Va notato che le somme messe a bilancio dallo Stato e dalle varie confessioni per ogni anno non coincidono esattamente con quelle versate dai contribuenti per lo stesso anno: non è chiaro esattamente a cosa siano dovute le differenze, potrebbe trattarsi di conguagli o ratei relativi ad anni precedenti.

    Stato

    Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet, dove è possibile sia consultare l’elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste.

    Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro 2000 MILIARDI DI LIRE ! ; sottraendo gli 80 milioni di euro che, a partire dalla finanziaria 2004, vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro che sono stati distribuiti in questo modo:

    44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico. NON BASTA IL 46,45 % DELL’OTTO PER MILLE ?

    24,73% calamità naturali. E’ QUI’ CHE BISOGNA DESTINARE DI PIU’ !

    23,03% conservazione beni culturali civili. QUELLI CATTOLICI SONO PIU’ IMPORTANTI ?

    4,44% fame nel mondo. VERGOGNA !

    3,16% assistenza rifugiati. SONO TUTTI “RIFUGIATI” !

    Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l’unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.

    Chiesa Cattolica

    La somma, (ASSURDA) , ricevuta dalla Chiesa Cattolica, 936 milioni di euro nel 2004, ( 1872 MILIARDI DI LIRE ! ) è stata distribuita in questo modo:

    46,45%, piu’ il 44,64 % ricevuti dallo Stato, per esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio, SPOT PUBBLICITARI SU TV, RADIO E GIORNALI ) (IL PATRIMONIO DI CHI, DEL VATICANO O DEL PRETE ?)

    33,58% sostentamento del clero (MANGIARE, BERE, FARE ALTRO !)

    19,97% aiuti al Terzo Mondo (L’ELEMOSINA E IL MANTENIMENTO DEI “MISSIONARI” !)

    La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.
    Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente.

    Bello, non c’e’ che dire !

    BISOGNEREBBE “RIVEDERE” IL CONCORDATO !

  19. Suggerisco al sindaco di Assisi di non far più più portar via l’immondizia e non spazzare più davanti ai sagrati delle chiese e del Santuario.
    Senza contare a lavori interminabili , causa mancanza di fondi, alle strade di accesso agli stessi.

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