Più di un mese fa il NOAA, l’istituto governativo di oceanografia statunitense, pubblicò urbi et orbi un’analisi sulla stagione degli uragani nell’Atlantico. Un’analisi interessante, che partiva dalla spettro delle temperature dell’oceano e arrivava ad una previsione molto diretta e forte: nel periodo da Agosto e Novembre ci saranno da 11 a 14 tempeste tropicali, tra 7 e 9 uragani e tra 3 e 5 uragani devastanti. Non come conseguenza dell’effetto serra, ma come ciclo di 20-30 anni; stagioni simili ci furono negli anni 50 e 60.
Lungi da me un attacco ai politici americani alla Zucconi: in questi giorni esiste solo la parola solidarietà. Ma appena la situazione si sarà normalizzata, e nella speranza che il prossimo uragano dia un po’ di tregua, pregherei tutti quegli amministratori statunitensi che trattano la scienza e la metereologia con sufficienza, di smetterla. Semplicemente di smetterla.
La scienza non è una fazione politica. Sono analisi e previsioni. E ormai la meteorologia è una scienza matura al punto tale da fare previsioni anche a medio termine di elevata precisione.
Smettetela e preparate tutte le infrastrutture per evacuazioni di massa. E per aiutare le altre isole del Golfo del Messico.