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Venerdì 30 Settembre 2005
Roma, il branco colpisce in pieno centro: per cinque anni un regime democratico di mezza età costretto a soggiacere alle voglie di una turpe gang di cattolici, ex fascisti ed azzeccagarbugli di provincia. I suoi carnefici sorpresi mentre, dopo averla imbavagliata, tentavano di reintrodurle a forza il sistema proporzionale: “Non è stupro, stavamo solo velocizzando l'iter". Dietro gli abusi, il solito inganno: la povera ingenua era stata abbordata alle urne da un nano pelato che le aveva promesso ricchezza e vita facile.
Dovrei scriverne in un post, ma non ne ho il tempo. Per il momento, almeno.
Quindi, sarò lapidario.
Enzo Paolo Turchi: Liberate quest'uomo!

Colgo però l'occasione per rispondere a Filippo Facci, il quale nei commenti a questo post mi accusa (non a torto) di averla menata abbastanza con la televisione. In generale. Che poi ho specificato "non a torto", ma anche un po' sì, perché "parli troppo di televisione" quando è lì che accade la gran parte delle cose di cui si discute, politica compresa, equivale un po' a dire "leggi troppi libri", come se in giro, da leggere, ci fossero solo Faletti e Melissappì. Però ho compreso il tono del commento. E allora rispondo che lo faccio perché è indicibile la goduria nel fare incazzare quelli che "io la televisione l'ho buttata alla discarica e da allora trascorro le serate contemplando il fuoco del camino".
Lost - Lo squalo della seconda puntataVero: s'era detto "mai più". Invece, per gli appassionati che non hanno alcuna intenzione di attendere tempi mesozoici per la messa in onda in Italia, ecco - complice l'influenza - i sottotitoli in italiano della seconda puntata della seconda serie di "Lost": http://www.macchiafiles.net/files/SottotitoliLost-s02.zip.
E che nessuno se ne esca, la prossima settimana, con "non c'è due senza tre".
Questa volta sono arrivati a tempo di record, a puntata ancora calda.
Istruzioni per integrare i sottotitoli ai filmati: a) Scaricare gratuitamente il programma BSPlayer attraverso questo link; b) rinominare il nome del file dei sottotitoli esattamente come quello del file video (esclusa, ovviamente, l'estensione ".srt"); c) lanciare il file video attraverso BSPlayer. Gli utenti di piattaforme diverse da Windows (o quelli di Windows che non amano BSPlayer, lettore multimediale che però contiene preinstallati tutti i "codec" necessari), possono scaricare VLC, ripetere la medesima procedura riportata più sopra, e caricare il file dei sottotitoli dal menu Video » Traccia Sottotitoli » Traccia 1. Le istruzioni (rinominare il file dei sottotitoli come quello del video, a parte l'estensione) valgono anche per i lettori che si attaccano direttamente al televisore.

Per la cronaca, la seconda puntata è una sorta di poco utile "prequel" della prima. Fossi nel direttore del palinsesto di RaiDue mi premurerei, per quando deciderà di trasmetterla, di lanciare questo sottopancia: "Ehi, questa volta non siamo stati noi a sbagliare l'ordine delle puntate: sono loro che le hanno girate così".
di Filippo Facci

Incalzato da quelli di Peperosso, ho così sintetizzato le modalità di preparazione del foie gras:
1) oche e anatre vengono dapprima allevate in gabbie metalliche delle dimensioni di 25 per 15 centimetri dove è impossibile ogni movimento;
2) le bestie si lasciano comprensibilmente a isterie che sono punite talvolta con il taglio del becco;
3) per un periodo che va dalle due alle quattro settimane, per otto volte al giorno, 150mila oche e anatre italiane vengono poi ingozzate con una palla di mais da 400 grammi attraverso un tubo lungo 28 centimetri, infilato giù per il collo: il loro fegato aumenta perciò di peso e di volume dalle sette alle dieci volte per quanto ciò possa procurare asfissie, convulsioni, attacchi cardiaci, cirrosi e ovviamente morte;
4) tali pratiche sono adottate solo negli allevamenti italiani mentre sono state proibite in vari paesi europei e così pure in Illinois; sono state inoltre regolamentate in Oregon e in Massachussets mentre in California il poco moderato Arnold Schwarzenegger, persino, ha concesso sette anni perché si mettano a punto tecniche di produzione più civili.
Dopodichè mi sono chiesto se un’eventuale riprovazione (schifo) derivante da tale tecnica di produzione, in Italia, sia da reputarsi di destra o di sinistra.

Le leggi razziali
DICHIARAZIONE SULLA RAZZA

(La "Dichiarazione sulla razza" fu approvata da Gran consiglio del fascismo il 6 ottobre 1938, e venne pubblicata sul "Foglio d'ordine" del Partito Nazionale Fascista, il 26 ottobre 1938)

Il Gran Consiglio del Fascismo, in seguito alla conquista dell'Impero, dichiara l'attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale. Ricorda che il Fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un'attività positiva, diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili, da incroci e imbastardimenti. Il problema ebraico non è che l'aspetto metropolitano di un problema di carattere generale. Il Gran Consiglio del Fascismo stabilisce:
  1. il divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita, semita e altre razze non ariane;
  2. il divieto per i dipendenti dello Stato e da Enti pubblici - personale civile e militare - di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza;
  3. il matrimonio di italiani e italiane con stranieri, anche di razze ariane, dovrà avere il preventivo consenso del Ministero dell'Interno;
  4. dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza nei territori dell'Impero.

EBREI ED EBRAISMO

Il Gran Consiglio del Fascismo ricorda che l'ebraismo mondiale - specie dopo l'abolizione della massoneria - è stato l'animatore dell'antifascismo in tutti i campi e che l'ebraismo estero o italiano fuoruscito è stato - in taluni periodi culminanti come nel 1924-25 e durante la guerra etiopica unanimemente ostile al Fascismo. L'immigrazione di elementi stranieri - accentuatasi fortemente dal 1933 in poi - ha peggiorato lo stato d'animo degli ebrei italiani, nei confronti del Regime, non accettato sinceramente, poiché antitetico a quella che è la psicologia, la politica, l'internazionalismo d'Israele. Tutte le forze antifasciste fanno capo ad elementi ebrei; l'ebraismo mondiale è, in Spagna, dalla parte dei bolscevici di Barcellona.

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Giovedì 29 Settembre 2005

Visto l'amore - condiviso - che il padrone di casa nutre per certe serie tv, pare giusto segnalare Series. In edicola.

Mi si dice: "Questa sera, per quanto tu possa essere indaffarato, pretendo un post sul caso Crespi". E qui si scopre il bello del blog: se devi parlare di qualcosa, altissime sono le possibilità che tu l'abbia già fatto. Era il 4 gennaio 2003, precisamente, e su queste pagine (e in seguito anche a Condor, se non sbaglio) si discettò di Luigi Crespi (allora ancora a piede libero) e della di lui irresistibile ascesa.
Per chi dovessere riscontrare passi particolarmente profetici: no, non si tratta di arti divinatorie. E' che non era poi così difficile.
Luigi CrespiÈ stato citato da parecchi blog, ma raramente lo si è visto in faccia. Guardate attentamente quest'uomo. So cosa vi viene da dire di primo acchito: "Perché lui da solo? E Bubu dov'è?". No, questo è Luigi Crespi, il deus ex machina di Hdc, il sondaggista prima di Berlusconi, poi della Rai; l'attuale proprietario di Datamedia, della Cirm, del fu glorioso quotidiano .com, de il Nuovo; socio di Renato Pozzetto e del mai compianto Gianni Pilo (che da qualche parte doveva pur essere finito). In tanti, in questi giorni, hanno commentato la carenza di concetti e la moltitudine di strafalcioni presenti nell'editoriale di Crespi pubblicato dal giornale appena acquistato, e poco resta da dire in proposito. Vignetta di Roberto Perini per il NuovoHo solo un po' riso - questo volevo dire - dell'affermazione "Internet ha rappresentato una storia a tal punto scritta da farsi caos. Uno dei pochi tentativi fatti finora nella direzione di dare storicità alla sterminata e caotica scritturalità di Internet è stato quello de il Nuovo.it", perché allora viene da dire tutta la verità. E cioè che se mi chiedessero di redigere una classifica delle bufale di Internet, il Nuovo se la giocherebbe con una manciata di portali (senza, purtroppo, riuscire a sottrarre la leadership a Caltanet). Che di una cosa come il Nuovo non si sentiva affatto la mancanza, dal momento che Repubblica.it faceva già da tempo, e meglio, il medesimo lavoro. E che, infine, per una società fornitrice di banda larga come eBiscom si è dimostrata assurda la scelta di sfornare un quotidiano, e quindi di giocare contemporaneamente il ruolo di creatrice di contenuti. È come scegliere di produrre gelati e, al contempo, pretendere di personificare l'estate.
Le leggi razziali
MANIFESTO DEGLI SCIENZIATI RAZZISTI

(Il "Manifesto degli scienziati razzisti" venne pubblicato sul "Giornale d'Italia" il 14 luglio 1938 e sottoscritto da 180 scienziati del Regime. Secondo i diari di Bottai e di Ciano esso fu redatto quasi completamente da Mussolini)

  1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esitono razze umane differenti.
  2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
  3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
  4. La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
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Mercoledì 28 Settembre 2005
di Filippo Facci

Sul genocidio degli armeni dovremmo trovare il coraggio di dirla tutta. La notizia di ieri è che l’Unione europea ha posto il riconoscimento del genocidio da parte della Turchia come prima condizione perché quest’ultima entri in Europa, ed è un fatto importante: anche se una mozione analoga fu invero promossa dal Parlamento europeo già nel 1987, anche se una mozione analoga fu approvata dal Parlamento italiano ancora nel 2001, anche se Russia, Argentina, Bulgaria, Cipro, Grecia, Belgio e soprattutto Francia hanno da tempo riconosciuto quella che non è una leggenda nera, non si tratta degli inca o degli etruschi: si parla del primo e acclarato genocidio del Novecento con un milione e mezzo di cristiani armeni sterminati semplicemente in quanto armeni, ciò che ispirò Adolf Hitler quando in un celebre discorso del 22 agosto 1939 (fatto storico anch'esso accertato) disse che si poteva invadere la Polonia e massacrarne il popolo senza preoccuparsi delle conseguenze: “Chi mai si ricorda oggi – si chiese – dei massacri degli Armeni?”.

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ingrandire
la vignetta.
NumbersErano seppelliti in uno dei commenti di questo post, eppure pare abbiano avuto un discreto successo.
Sono i sottotitoli in italiano "made in Macchianera" della prima puntata della seconda serie di Lost.
Quelli che già giravano (e che in genere sono disponibili sulla rete nel week-end successivo alla messa in onda) riportavano espressioni tradotte in modo troppo letterale. Altri, come quelli realizzati da tale Minou (vecchia e mai troppo apprezzata conoscenza degli appassionati della serie) erano buoni ma non coglievano alcune sfumature dei dialoghi.
Per questo motivo (e solo per questa volta, quindi non vi abituate) Macchianera ha deciso di fare in casa. In attesa della seconda puntata, in onda stasera (stanotte, per noi) sulla ABC, li trovate qui: http://www.macchiafiles.net/files/SottotitoliLost-s02.zip.
Speriamo piacciano.

Istruzioni per integrare i sottotitoli ai filmati: a) Scaricare gratuitamente il programma BSPlayer attraverso questo link; b) rinominare il nome del file dei sottotitoli esattamente come quello del file video (esclusa, ovviamente, l'estensione ".srt"); c) lanciare il file video attraverso BSPlayer. Gli utenti di piattaforme diverse da Windows (o quelli di Windows che non amano BSPlayer, lettore multimediale che però contiene preinstallati tutti i "codec" necessari), possono scaricare VLC, ripetere la medesima procedura riportata più sopra, e caricare il file dei sottotitoli dal menu Video » Traccia Sottotitoli » Traccia 1.

Infine, un link dedicato a coloro che han ritenuto "pazzi" i fan di "Lost" che si dilettavano in ipotesi varie sulle cose viste nel corso della prima puntata: click qui.
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Martedì 27 Settembre 2005
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Davide Parenti - Amedeo GoriaDico una cosa impopolare, ma poi neanche tanto.
Riguarda il video trasmesso da "Le Iene", il programma di Davide Parenti, nel quale si è visto un "noto e insospettabile personaggio televisivo" fare proposte esplicite ad un'aspirante attrice diciannovenne di belle speranze, e solo quelle, ché non mi ricordo dove l'ho letto, ma pareva una Nikka Costa invecchiata male. "Le Iene" si sono premurate di camuffare volto e voce del personaggio, specificando di non poter fare il nome del presunto vip.

Ora vi spiego perché C.S.I. ha rovinato una generazione.
Dopo la messa in onda del filmato internet si muove (si muovono soprattutto i lettori del blog di Selvaggia Lucarelli e del Daveblog: va detto, perché non l'ho visto scritto da nessuna parte) e accade una cosa che avrebbe del rivoluzionario se non fosse già successa in casi analoghi (per citarne uno assolutamente estraneo al sottoscritto, e facendo le dovute proporzioni rispetto alla gravità della vicenda, quello dei dossier americano sull'omicidio di Calipari), ovvero cento, mille teste si mettono ad indagare come un sol uomo e finisce che ridicolizzano uno degli espedienti più utilizzati dai giornalisti quando la necessità è quella di proteggere la fonte della notizia: camuffare la voce. Qualcuno registra il filmato e, con un semplice editor di file audio, riporta la voce di Topo Gigio allo stato originale.
Lui - è ormai chiaro e persino confermato - è Amedeo Goria, il signor Ruta, telegiornalista sportivo RAI. Ironicamente, è in video in diretta su RaiTre nel momento esatto in cui l'intera rete gli fa tana. Poi si autosospende dal video. Dice lui. Lo sospendono, pensiamo noi.

Qui partono le considerazioni:
  • Nel lasso di tempo tra la messa in onda del filmato e la scoperta dell'effettivo colpevole sono volati nomi e parole grosse. Dal filmato si deduceva che, oltre ad utilizzare le "k" al posto dei "ch" negli SMS, il nostro - lo si evinceva chiaramente dalle inquadrature del cellulare dell'aspirante soubrette - aveva il cognome che iniziava con la lettera "G". Da altre frasi pronunciate e chiaramente udibili nel corso del servizio si deduceva, inoltre, che il marpione era un marpione Rai e non un marpione Mediaset. Per qualche ora, insomma, forum e blog sono rimasti ingolfati da insulti random nei confronti delle "G" di viale Mazzini: Giletti, Giurato, Ghinazzi, Galeazzi, Guardì. Di tutti (alcuni non a torto, francamente, ma qui non si vuole fare i lombrosiani) si è detto che "avevano la faccia di uno capace di fare una cosa del genere". Dal che si deduce che, probabilmente, in casi come questo e se proprio lo si deve, è preferibile fare nomi e cognomi, pur di evitare che il venticello della calunnia soffi a caso spazzando via intere lettere dell'alfabeto.
  • Che Amedeo Goria possa essere "noto" è persino accettabile. Con fatica, ma alla fine si riesce a farsene una ragione. "Insospettabile" diventa una parola grossa.
  • Una che arriva a pensare che Amedeo Goria possa traghettarla verso il successo non può essere catalogata tra gli esseri senzienti. Anche se dispone di regolare pollice opponibile.
  • Amedeo Goria non ci fa una bella figura, su questo non ci piove. Epperò, alla fine, non dice nulla di particolarmente poco logico. "Allora, sei disposto ad aiutarmi o no?", chiede lei. Lui cincischia, vuole portarla a casa: "Ti devo prima vedere, ti devo costruire, le brave ragazze che vogliono andare in televisione non vanno in giro al bar, devi sfruttare le tue abbondanze". Lei insiste: "Cioè, tu non mi aiuti se non vengo a casa con te?". E lui, che non è la Madre Teresa di Calcutta dello showbusiness né potrebbe esserlo anche volendo, chiosa: "se mi diverto con te, ti aiuto, sennò...". Al che viene da pensare questo: che, per quanto esacrabile possa essere il comportamento del giornalista, lei è sempre stata libera di alzarsi, andarsene, e financo sputtanarlo in televisione; lui non l'ha minacciata, non le ha detto "dammela, altrimenti ti uccido", non ne ha abusato mentre altri due della redazione sportiva la tenevano ferma, non l'ha privata di un titolo o un ruolo che le spettava per merito. E, quindi: in nome di cosa ragazze come quella - che, per carità, sono libere di andare in giro per locali abbigliate come credono senza che nessuno debba rinfacciargli che "quelle perbene non vanno per bar" - andrebbero "aiutate" se non dispongono del talento necessario per riuscire da sole? Voglio dire: non stiamo parlando - e non è questo il caso - di un fenomeno da palcoscenico osteggiato, che so, da un funzionario con la prospettiva del materasso. Qui si tratta di "aiuto" in nome di cosa? Simpatia? Buona volontà? Compassione? Qui non ci sono colpevoli. Ci sono solo due persone tristi.
    Ma il punto è: quand'è che ci siamo distratti e abbiamo permesso che questo stuolo di sciacquette iniziasse a pensare che quello alla ribalta, al successo, alla notorietà, sia diventato un diritto fondamentale dell'individuo?
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Lunedì 26 Settembre 2005

Al Qaeda lancia il suo notiziario: va sul web il primo tg del terrore.

Finalmente la risposta jihadista ad Emilio Fede.

Il memoriale Aldo Moro• 76) A Benigno Zaccagnini
(non recapitata)
Caro Zaccagnini,
ecco, sono qui per comunicarti la decisione cui sono pervenuto nel corso di questa lunga e drammatica esperienza ed è di lasciare in modo irrevocabile la Democrazia Cristiana. Sono conseguentemente dimissionario dalle cariche di membro e presidente del Consiglio Nazionale e di componente la Direzione Centrale del Partito. Escludo ovviamente candidature di qualsiasi genere nel futuro. Sono deciso a chiedere al Presidente della Camera, appena potrò, di trasferirmi dal Gruppo Parlamentare della D.C. al Gruppo Misto. E' naturale che aggiunga qualche parola di spiegazione. Anzi le parole dovrebbero essere molte, data la complessità della materia, ma io mi sforzerò di ridurle al minimo, cominciando, com'è ovvio, dalle più semplici. Non avendo mai pensato, anche per la feroce avversione di tutti i miei familiari, alla Presidenza della Repubblica, avevo immaginato all'inizio di legislatura di completare quella in corso come un vecchio al quale qualche volta si chiedono dei consigli e con il quale si ama fare un commento sulle cose, che l'età ed il personale disinteresse rendono, forse, obiettivo. Come più volte ti ho detto, fosti tu a deviare questo corso delle cose, mentre furono ancora tuoi amici che fecero riserve, sempre nell'illusione che io dovessi dare ancora qualche cosa al Partito, non appena si accennò ad una presidenza di Assemblea, per concludere in tal modo la mia attività politica. Così mi sono trovato in un posto difficile e ambiguo, che dava all'esterno la sensazione di un predominio (inesistente) della D.C. ed all'interno creava imbarazzi, gelosie, equivoci, timori. Essendoci lasciati in ottima intesa la sera del martedì, già pochi giorni dopo, qui dove sono, avevo la sensazione di avervi in qualche modo liberato e che io costituissi un peso per voi non per il fatto di non esserci, ma piuttosto per il fatto di esserci. E questo per ragioni obiettive, perché non c'è posto, accanto al Segretario Politico eletto dal Congresso, per un Presidente del Partito che abbia rispetto di sé e delle cose. E se il vostro profondo pensiero coincideva con quello che io avevo fatto valere, perché non accontentarci tutti in una volta? Aggiungerò poi (e questo va al di là della Presidenza del Consiglio Nazionale di cui abbiamo parlato sin qui) che io non ho compreso e non ho approvato la vostra dura decisione, di non dar luogo a nessuna trattativa umanitaria, anche limitata, nella situazione che si era venuta a creare. L'ho detto cento volte e lo dirò ancora, perché non scrivo sotto dettatura delle Brigate Rosse, che, anche se la lotta è estremamente dura, non vengono meno mai, specie per un cristiano, quelle ragioni di rispetto delle vittime innocenti ed anche, in alcuni casi, di antiche sofferenze, le quali, opportunamente bilanciate e con il presidio di garanzie appropriate, possono condurre appunto a soluzioni umane. Voi invece siete stati non umani, ma ferrei, non attenti e prudenti, ma ciechi. Con l'idea di far valere una durissima legge, dalla quale vi illudete di ottenere il miracoloso riassetto del Paese, ne avete decisa fulmineamente l'applicazione, non ne avete pesato i pro e i contro, l'avete tenuta ferma contro ogni ragionevole obiezione, vi siete differenziati, voi cristiani, dalla maggior parte dei paesi del mondo, vi siete probabilmente illusi che l'impresa sia più facile, meno politica, di quanto voi immaginate, con il vostro irridente silenzio avete offeso la mia persona, e la mia famiglia, con l'assoluta mancanza di decisioni legali degli organi di Partito avete menomato la democrazia che è la nostra legge, irreggimentando in modo osceno la D.C., per farla incapace di dissenso, avete rotto con la tradizione più alta della quale potessimo andar fieri. In una parola, l'ordine brutale partito chissà da chi, ma eseguito con stupefacente uniformità dai Gruppi della D.C., ha rotto la solidarietà tra noi. In questa (cosa grossa, ricca di implicazioni) io non posso assolutamente riconoscermi, rifiuto questo costume, questa disciplina, ne pavento le conseguenze e concludo, semplicemente, che non sono più democratico cristiano. Essendo scontata in ogni caso dal momento del mio rapimento (e della vostra mistica inerzia) il mio abbandono della Direzione e del Consiglio Nazionale, restava, se il vostro comportamento fosse stato diverso e più costruttivo, la possibilità della mia permanenza senza alcun incarico nella famiglia democratica cristiana e che è stata mia per trentatré anni. Oggi questo è impossibile, perché mi avete messo in una condizione impossibile. E perciò il mio ritiro da semplice socio della D.C. è altrettanto serio, rigido ed irrevocabile quanto lo è il mio abbandono dalle cariche nelle quali avevamo creduto di poter lavorare insieme. Tutto questo è finito, è assolutamente finito. Ed ora che posso parlare, senza che nessuno pensi ad una pretesa di successione, a parte il mio durissimo giudizio sul Presidente del Consiglio e su tutti coloro che hanno gestito in modo assolutamente irresponsabile questa crisi, c'è, per dovere di sincerità ed antica appannata amicizia, la valutazione su di te, come, per così dire, il più fragile Segretario che abbia avuto la D.C., incapace di guidare con senso di responsabilità il partito e di farsi indietro quando si diventa consapevoli, al di là della propaganda, di questa incapacità. Guidare e non essere guidato è il compito del Segretario del più grande partito italiano.
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Domenica 25 Settembre 2005

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La lista nera del Mulino Bianco -- Come facciamo a sapere se gli alimenti che acquistiamo, quelli Barilla/Mulino Bianco per dire, possono contenere i dannosissimi grassi idrogenati [che semplificando, aumentano il cosiddetto "colesterolo cattivo”, e diminuiscono quello "buono"], se la legislazione italiana, diversamente da quella americana, consente nelle etichette indicazioni generiche degli ingredienti? Ecco, magari leggere la lista può aiutare.
Le "giornate sovrappeso" costano 2.460 euro -- Del perchè i centri benessere si chiamano spa. No, non nel senso di salus per aquam, in quell'altro!
Chiaro e tondo -- Cosa devono mangiare e cosa no, i celiaci.
Squali -- Cosa facciamo con gli avvocati americani che a cadaveri appena rimossi stanno tentando di monetizzare l'uragano Katrina? I due hanno richiesto il brevetto per una serie di bevande alcoliche nel cui logo compaiono: il nome Katrina, l'immagine satellitare di un uragano, e lo slogan "Get Blown Away", ovverosia "Spazzati Via. Intanto diciamo come si chiamano: Andrew Vicknair and Harold Ehrenberg, poi pubblichiamo integralmente la loro richiesta.
Quiz -- al primo che riconosce i 12 ristoranti il più bel tavolo del ristorante milanese L'Ape Piera.
Test -- Siete al ristorante, non uno qualunque: da 100 euro in su, insomma. Menù... scelta delle portate... e una richiesta: acqua "minerale". Al vostro tavolo arriva invece una caraffa di acqua microfiltrata. Cosa fate? 1) Rimanete seduti congratulandovi per la scelta anticonformista che evidenzia i pregi dell'acqua del rubinetto? 2) Vi alzate e ve ne andate incazzati gridando alla truffa?
Candidati Cercasi -- "Il manipolo di ossessionati, una specie di comitato scientifico della guida, è al momento composto da persone che per passione, lavoro, ripetute occasioni di socialità, frequenta i ristoranti in modo assiduo. Chiediamo a chiunque si riconosce in questo profilo, di avanzare la propria candidatura".

Il memoriale Aldo Moro71) A Corrado Guerzoni
(non recapitata)
Guerzoni,
Telefonare a Bottai, per chiedere se Cottafavi ha notizie dell'esito del mio appello a Waldheim e che cosa conta di fare. Dell'esito della telefonata Lei si tenga informato, in modo che, a momento opportuno, si possa sapere qualche cosa.
M.

72) A Giuseppe Saragat
(non recapitata)
Caro Saragat,
desidero ringraziarti nel