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Mercoledì 31 Agosto 2005

Errore disco RaidAccade questo: che, dotatomi di nuovo e fiammante home server (un PC potente, sostanzialmente), dopo due settimane di sollazzo e uso intensivo, vedo apparire sullo schermo in basso a destra l'errore riportato a lato: "Errore volume RAID: Alcune richieste di dati per un disco rigido in un volume RAID 0 non sono terminate correttamente, ma è possibile eseguire un backup. Provare ad eseguire immediatamente il backup dei dati".
Al che uno cosa fa? Segue il prezioso suggerimento e fa il backup dei dati. Una volta eseguito, clicca sull'icona che ha generato l'errore, sicuro che un determinato programma, se è in grado di riconoscere un errore, è anche in grado di metterci una pezza.

Intel Matrix Storage Console 5.1E invece no: il pomposo software che viene lanciato e fa capolino dallo schermo, denominato "Intel Matrix Storage Console 5.1", fa il Ponzio Pilato e - come è possibile verificare da questa immagine - propone la Soluzione Delle Soluzioni: "contrassegna come normale".
Se ci pensate su, ha ragione lui: è una filosofia di vita. Ti hanno licenziato? "Contrassegna come normale". Tuo figlio si droga? "Contrassegna come normale". Il gatto ti ha lasciato e la fidanzata si è presa il cimurro? "Contrassegna come normale".
Macheccefrega e macheccemporta, insomma, altro che je dimo e je famo.

Detto questo, suggestions?

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Martedì 30 Agosto 2005
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Lunedì 29 Agosto 2005

Google TalkL'indicazione è riportata già da qualche giorno nell'apposito spazio della colonna di destra, ma tanto vale segnalarlo ai distratti: anche da queste parti non si è resistito alla tentazione di installare Google Talk, che verrà utilizzato per lo più nel corso delle dirette radiofoniche di MacchiaRadio esattamente come si è fatto con Skype nel corso della scorsa stagione.
Impossibile che qualcuno ancora non lo sappia, ma non si sa mai: Google Talk è il nuovo messenger che permette chiamate a voce assolutamente gratuite (per il momento solo da computer a computer, ma la conquista del mondo da parte di Google non si ferma sicuramente a questo). Tecnicismi: è basato sul protocollo free Jabber è quindi può essere configurato anche su altri software di messaggistica istantanea (e questo va detto soprattutto a conforto dei possessori di Macintosh, per il momento non dotati di apposito programma e comunque temporaneamente esclusi dalle funzioni vocali). Per poterlo utilizzare è necessario possedere un account GMail, ché al giorno d'oggi, ormai, non lo si nega a nessuno.
Chi desiderasse aggiungere Macchianera alla propria lista di contatti, può farlo utilizzando l'indirizzo .
Astenersi perditempo e quelli che si offendono se sei occupato e non puoi ripondergli.

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Domenica 28 Agosto 2005
Paolo Bonolis - Serie ANel senso di recensione in tempo reale del programma di Bonolis, chevvicredevate?
  • 18:01 - Bonolis apre ringraziando Maurizio Barendson, Paolo Valenti, la Rai e tutti coloro che hanno fatto grande 90° minuto. E mica per niente: vent'anni dopo, la sigla di 90° minuto è ancora più bella e graficamente accattivante di quella di Serie A.
  • 18:02 - Uno si dice: bella l'idea di Bonolis di aprire la trasmissione in uno studio senza pubblico, seduto sulle sedie vuote della platea. Invece il pubblico c'è, ed è dall'altra parte. Le sedie sono scenografia e nelle intenziono vorrebbero simulare uno stadio. Aiuta il fatto che lo studio sia inutilmente grande come un campo regolare da 11.
  • 18:05 - Monica Vanali introduce la schermata della classifica del campionato: il grafico ha preso spunto dal Sudoku, la soluzione la prossima settimana.
  • 18:13 - Bonolis interrompe Longhi e si lancia in una domanda della durata di un minuto e mezzo. Utilizza ben due congiuntivi: Mancini è destabilizzato, guarda in camera con gli occhi pallati e ha l'aria di un Pokemon rimasto senza poteri.
  • 18:18 - Bonolis lancia la pubblicità dopo uno scioglilingua che, per la prima volta nella storia, induce lo spettatore ad augurarsi che la telepromozione lo liberi presto dalla sofferenza.
  • 18:23 - Il primo "qualora vogliate", atteso con rassegnazione come un calcio nei coglioni.
  • 18:28 - Marcello Micci, in collegamento dallo studio in cui è ospite Angelo Peruzzi rende omaggio all'ex regina della domenica Simona Ventura coniando un formidabile "Transfùgo".
  • 18:33 - Trentatré minuti, e ancora non si è detto nulla dell'unica partita sino ad ora presentata. In compenso un riporto con gli occhiali si lancia nella luttura di un'appassionante statistica riguardante il mese in cui i marcatori di questa giornata compiono gli anni.
  • 18:37 - Ferrero, l'inviato da Siena, ha l'aria di uno preso alla sprovvista dal collegamento e a cui scappa forte la pipì. Non potendo liberarsi utilizzando le vie canoniche, decide di sudarla.
  • 18:41 - Poco prima della pubblicità arriva anche il primo - inesorabile - "giustappunto".
  • 18:51 - Puntuale come la morte, il primo "dacché".
  • 18:52 - Esperimentone: fare commentare una partita da due tifosi delle squadre in campo. Marco Masini a petto nudo debutta come telecronista, commentando la partita della Fiorentina. Se la cava, non fosse che dopo qualche minuto, senza alcuna apparente spiegazione, la squadra di Della Valle si ritrova retrocessa in C2.
  • 19:01 - Dario Vergassola commenta la partita perdente della Sampdoria con la stessa verve di quando cantava che non gliela davano mai.
  • 19:04 - Bonolis, dopo avere intervistato gli ospiti, si trasferisce dalla parte opposta dello studio. Nel farlo esibisce il passaporto e cambia abbigliamento per adattarsi al clima meno temperato.
  • 19:08 - Claudio Raimondi da Reggio Calabria conferma un'iniziale sospetto: gli inviati sono stati scelti dopo un casting tra tutti quelli che meglio si presteranno ad essere presi per il culo per il proprio aspetto da Bonolis nelle puntate a venire.
  • 19:23 - Sebino Nela sula questione dell'esclusione di Cassano: "Se fosse solo una questione di denaro sarebbe veramente triste". Lo dice davanti a Bonolis, lo dice.
  • 19:26 - "Cassano è una firma bellissima del gioco del pallone": a Bonolis la prima ammonizione per simulazione di vocabolario.
  • 19:31 - Monica Vanali, chiaramente, sta leggendo le notizie da Google.
  • 19:32 - Bonolis inciampa nella cravatta a strascico.
  • 19:34 - Alla faccia di Sebino Nela, siamo alla quarta telepromozione che vede protagonista Bonolis.
  • 19:35 - Nel corso del break pubblicitario va in onda un filmato in cui Maurizio Costanzo minaccia l'occidente: Luigi Necco sarà ospite fisso a Buona Domenica assieme ai Fichi D'India.
  • 19:42 - Gialappa's a Bonolis: "Dì la verità: tu parli a caso, dici parole a vanvera strozzato dalla cravatta", e chi siamo noi per rubare loro la chiosa perfetta?

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Vogliono darcela a bere -- SICURISSIMA [risponde a parametri di qualità superiori a quelli della minerale]... SIMILISSIMA [in un test di Legambiente nemmeno 2 italiani su 10 hanno individuato quella imbottigliata]... VANTAGGIOSISSIMA [un metro cubo costa 43 centesimi di euro, contro i 400 di quella minerale]. E' l'acqua del rubinetto.
Controesodo -- Cronaca di una sosta al Fini Grill dell'area di servizio Pioppa Ovest, sull'A1, tra Modena e Bologna. Volevano solo una tazza di caffè, ma una signorina maleducata gli ha rifiliato una sciacquatura fetida e brodosa. Vendicàti!
Olimpiadi Invernali Torino 2006 -- Ammesso e non concesso che 1.890.000 euro in CARNE siano davvero indispensabili, [e già che ci siamo pure 882.000 euro in insaccati] come la mettiamo con 63.000 euro in cioccolatini e 50.000 in caramelle? Roba da diabete? No, da bilancio preventivo.
Reporting Live -- Peperosso al Meeting di Rimini: non ce l'aspettavamo dai ciellini l'apertura con Pera!
Lo spot del Tavernello è istigazione al suicidio -- E pure omicidio - genocidio - infanticidio, ogni genere di cidio vi venga in mente. Cmq. siamo andati sul sito per tracciare la nostra confezione [riscontrare il luogo di produzione]. Adesso sappiamo che arriva da Faenza. Woo-hoo!, oggi svuotiamo nel lavandino vino di Faenza. Woo-hoo!
Riconosci il ristorante -- Il più bel tavolo del D'O di Cornaredo [MI] - senza prenotazione - al primo che riconosce i 12 ristoranti.
A volte ritornano -- Avvistato il Ministro delle Politiche Agricole di AN Alemanno, insieme al capintesta di Slow Food Carlin Petrini, ex militante di gruppi della sinistra radicale, e a Paolo Massobrio, gastro-esponente di riferimento per Comunione e Liberazione? Siamo al compromesso storico della gastronomia.

E' successo qualche tempo fa. Anzi, a voler essere precisi ricordo anche il momento esatto. Intendo dire il momento in cui ho scoperto di amare gli articoli che spiegano le canzoni. Stavo leggendo un pezzo nel quale Luca Sofri prendeva atto dell'impossibilità di poterle spiegare, epperò poi si lanciava in una memorabile e poetica dissertazione su "Fiori rosa, fiori di pesco" di Lucio Battisti, dopo la quale ti rendevi conto che conoscevi benissimo quella canzone, l'avevi ascoltata centinaia di volte eppure mai amata quanto meritava.
Ecco, è successo di nuovo. La mano è quella di Guia Soncini, l'oggetto uno molto meno difendibile di Battisti: uno che per quanto ti possa sforzare, la voglia di sdoganarlo proprio non ti viene.
Eppure.

MARMELLATA #25
(Cesare Cremonini)
Ci sono le tue scarpe ancora qua,
ma tu te ne sei già andata,
c'è ancora la tua parte di soldi in banca,
ma tu non ci sei più!
C'è ancora la tua patente rosa tutta stropicciata,
e nel tuo cassetto un libro letto
e una Winston blu...
...l'ho fumata!

Ci sono le tue calze rotte la notte in cui ti sei ubriacata,
c'è ancora lì sul pianoforte una sciarpa blu,
ci sono le tue carte il tuo profumo è ancora in questa casa
e proprio lì, dove ti ho immaginata...
...c'eri tu!

Ah! Da quando Senna non corre più...
Ah! Da quando Baggio non gioca più...
Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...
...non è più domenica!
E non si dimentica, non si pensa, non si pensa più!

Ci sono le tue scarpe ancora qua
ma tu non sei passata
ho spiegato ai vicini ridendo che tu non ci sei più
un ragazzo in cortile abbraccia e bacia la sua fidanzata
proprio lì dove ti ho incontrata...
...non ci sei più!

Ah! Da quando Senna non corre più...
Ah! Da quando Baggio non gioca più...
Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...
...non è più domenica!
E non si dimentica...

Ora vivo da solo in questa casa buia e desolata
il tempo che dava l'amore lo tengo solo per me
ogni volta che ti penso mangio chili di marmellata..
quella che mi nascondevi tu...
...l'ho trovata!!
Prima o poi doveva succedere. Mi sono innamorata. È successo a Viareggio, al Festival Gaber. A un certo punto arriva Cesare Cremonini, e tutti sono pronti a massacrarlo, e invece fa un pezzo di Gaber e lo fa più che dignitosamente. Ma non è questo il punto. Il punto arriva quando si siede al pianoforte e dice che farà la versione originale della sua nuova canzone quella che tutti sentiamo alla radio. Ecco quel che accade a non possedere una radio: che io Marmellata #25 non l'avevo mai sentita. E fatta così, solo pianoforte, languida e acustica, è stata una coltellata al cuore. Sommata alle quattrocento volte in cui l'ho sentita dal cd nei giorni successivi, fanno quattrocentouno coltellate al cuore. C'è ogni fine di ogni amore, in quella ricognizione di una casa abbandonata, in quel catalogo di oggetti che l'abbandonatrice si è lasciata dietro: "Le tue calze rotte la notte in cui ti sei ubriacata" e la Winston blu che lui ritrova nel cassetto e non resiste, "l'ho fumata". Altro che costruzione di un amore: vuoi mettere come spezza le vene la fine di un amore? Vuoi mettere lo strazio di spiegare "ai vicini, ridendo, che tu non ci sei più"? Per non parlare di quella desolata constatazione: niente più Senna, niente più Baggio, "da quando mi hai lasciato pure tu non è più domenica". Mentre Cesare, per dimenticare, mangiava chili di marmellata, io ho pensato che prima o poi doveva succedere. Mi sono innamorata, e in giro per casa ci sono già tutti i segni della fine.
(Guia Soncini, Io Donna)
Ho fatto una vacanza in agosto. Ho comprato delle scarpe con la zeppa. Ho mandato messaggi con faccette sorridenti. Ho fatto il bagno in mare - il bagno intero, intendo, fino al collo. Mi sono distesa su uno scoglio senz'ombra (con la protezione totale, ma nell'orario in cui vengono le rughe). Ho comprato un bikini in saldo a 9 euro e 90. Ho dato dei soldi a un suonatore da ristorante. Mi sono lavata i capelli sotto la doccia, e li ho fatti asciugare all'aria. Ti ho presentato una femmina - belloccia, oltretutto. E alla fine, ubriaca di trasgressioni, ho sorriso a un cameriere e gli ho detto "Prendo la pasta fredda", e quella pasta fredda aveva persino le olive, non so se mi spiego. Ho violato tutti i princìpi secondo i quali avevo fin qui vissuto, e quindi ora sono pronta a ignorare la convenzione da te imposta, quella per la quale siam gente di mondo e facciam finta di nulla, e a chiederti come cazzo ti permetti di non amarmi.
E' stata Paola. E' stata lei, questo è quello che dirò al mio biografo quando, tra centocinquant'anni, verrà a raccogliere le mie memorie di signora di mezz'età e mi chiederà come fosse cominciata l'estate del mio discontento, quella che mi vide mettere in discussione le leggi regolatrici della mia esistenza, scaricare le batterie dell'iPod, dimenticare di piangere. E' stata Paola. Oddio, la mia crisi di nervi doveva essere già lì, pronta a esplodere, altrimenti mai mi sarebbe venuto in mente di proporti di raggiungerci a cena, o almeno, quando ti ho detto "vado con Paola" e tu hai detto "Paola chi?", non ti avrei detto "daaaai, te ne ho parlato un milione di volte, la stagista figa…". Avrei sorvolato, perché a quel punto era assolutamente prevedibile che tu dicessi una di quelle cose che dici tu, e infatti l'hai detta, hai detto "Ma se vengo a cena poi lei me la dà?". Io ho finto di trovarti divertente, tu hai finto di dire che non sapevi, bah, tanto non te la dava, tanto quasi certamente era una cozza come tutte le mie amiche, e probabilmente non saresti venuto, e quando sei arrivato hai finto di tirartela, hai detto che eri di cattivo umore, e che eri lì con noi solo perché alla cena da cui eri fuggito c'era una che ti prendeva a capellate. Avrei dovuto capirlo dal modo in cui trovavo irresistibile la tua imitazione dei movimenti del collo della povera ragazza, da quell'agitare chiome che non hai come arma contundente e dal mio trovarla la gag più spassosa del mondo, avrei dovuto capirlo da quello che non era una buona idea essere lì, non era una buona idea fare i vecchi coniugi con eccesso di confidenza, non era una buona idea consumare pasti regolari in tua compagnia. Avrei dovuto capirlo da quello, o anche dal modo in cui Paola agitava le mani davanti alla faccia ridendo come una tredicenne in via di sviluppo e dicendo "Che emozione, conosco il Porco Bastardo!". Avrei dovuto evitare di incrociare il tuo sguardo, quello sguardo hai-amiche-persino-più-imbecilli-di-te, o fare qualcosa, zittirla, magari prendendola a capellate, che quella sera erano pure ricci e quindi particolarmente contundenti.
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Sabato 27 Agosto 2005
Enzo Baldoni - Zonker, 8 ottobre 1948 - 26 agosto 2004"Mettiamola così: nelle prossime 24 ore ho la possibilità abbastanza concreta di crepare. Ovviamente non succederà - ma, se dovesse succedere, sappiate che sono morto felice facendo quello che più mi piace al mondo: viaggiare in paesi che non hanno mai visto un turista prima di me".
"Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi. Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio. La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava. Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli. È qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in soffitta. È qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si è fatta sentire la solita vocina che ripeteva: 'Colombia, Colombia, Colombia!' [...] Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato".
"Stamattina sono stato a un funerale. La cerimonia è andata via liscia e incolore finché alla fine il prete ha detto: «Ora il figlio vuole dire qualche parola». Il figlio, in dieci minuti, ha tratteggiato un ritratto vivo, affettuoso e vivace del padre. Un ritratto senza sbavature, né esagerazioni, né cedimenti al sentimentalismo. Ma quei dieci minuti hanno avuto più calore, colore e spessore di tutto il resto della cerimonia. Il papà era ancora lì tra noi, vivo, e questo sarà il ricordo che ne manterremo. Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire – evento verso cui serbo la più tranquilla e sorridente delle disposizioni – ecco le mie istruzioni per l’uso.
La mia bara posata a terra, in un ambiente possibilmente laico, ma va bene anche una chiesa, chi se ne frega. Potrebbe anche essere la Casa delle Balene, se ci sarà già o ci sarà ancora. L’ora? Tardo pomeriggio, verso l’ora dell’aperitivo.
Se non sarà stato possibile recuperare il cadavere perché magari sono sparito in mare (non è una cattiva morte, ci sono stato vicino: ti prende una gran serenità) in uno dei miei viaggi, andrà bene la sedia dove lavoro col mio ritratto sopra.
Verrà data comunicazione, naturalmente per posta elettronica, alla lista EnzoB e a tutte le altre mailing list che avrò all’epoca. Si farà anche un annuncio sui miei blog e su qualsiasi altra diavoleria elettronica verrà inventata nei prossimi cent’anni.
Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati. Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku. Ci saranno alcune parole tabù che assolutamente non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po’ più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati.
Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico. Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato.
Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete. Vorrei l’orchestra degli Unza, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare. Voglio che ognuno versi una goccia di vino sulla bara, checcazzo, mica tutto a voi, in fondo sono io che pago, datene un po’ anche a me.
Voglio che si rida – avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte – . E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un’offesa alla morte, bensì un’offerta alla vita.
Verso le otto o le nove, senza tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata. Le mie ceneri in mare, direi. Ma fate voi, cazzo mi frega. Basta che non facciate come nel Grande Lebowski".
(Enzo Baldoni, 8 ottobre 1948 - 26 agosto 2004)
Il Tirreno"Rapina a Donoratico: ferito il direttore della Coop. I commercianti: «Basta! E' colpa di turisti ed extracomunitari. Non ci sentiamo più sicuri!». L'ultima rapina 13 anni fa".
(Il Tirreno, Agosto 2005)
"Villaggio Arancio, divertimento per tutti SAN VINCENZO - Grande successo delle varie iniziative del Villaggio Arancio [sponsorizzato da Conto Arancio, n.d.r.], che si tratterrà a San Vincenzo anche per tutta la giornata odierna. [...] L'area dei bambini è aperta tutto il giorno ed è sempre molto frequentata. Due sono i personaggi che incuriosiscono i più piccoli e sono il «professore scopritutto», che conivolge i bambini in giochi ed esperimenti per fare scoperte fantastiche, e «zuccolino», un piccolo banchiere arancio che giocando insegna il valore del denaro".
(Il Tirreno, 7 Agosto 2005)

Dal promo della serie "L'Undicesima Ora" trasmesso da FoxLife: "Una delle serie canadesi più amate di tutti i tempi". Che poi è un po' come dire: "La più grandiosa delle vittorie militari francesi".

BlogNationPowered by Movable Type 3.2Ebbene sì: habemus nuova versione di Movable Type (3.2) installata e funzionante su tutti i blog ospitati da BlogNation.
Tra le novità: la lotta allo spam nei commenti e nei trackback grazie alla cartella "junk" e ad un "voto" che viene assegnato ad ogni singolo commento o trackback a seconda delle caratteristiche del messaggio.
In più, tra le altre cose, è stata eliminata limitazione che permetteva di ospitare solo un dato numero di blog, a seconda della licenza che si era acquistata (e vale anche per la versione minimale).
Le altre novità (e sono molte) sono in questo post.

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Venerdì 26 Agosto 2005
Senza Cuore - di Gianluca NeriStefano RicucciStefano Ricucci nasce non per caso a Zagarolo, nel preciso istante in cui lo scemo del villaggio reggente abdica.
Appena nato, il destino del piccolo Stefano è già segnato: esce da un posto nel quale per tutta la vita cercherà di rientrare.
Fattosi adolescente, non potendo essere ancora oggetto di blitz della finanza, si dedica a quelli che trova in edicola. Nascosto dietro al vetro smerigliato del piccolo e unico bagno di casa Ricucci, Stefano ignora i terribili moniti della nonna paterna, secondo la quale quell'andazzo gli bloccherà l'ormone della crescita e lo renderà cieco. Nonna Ricucci era una donna saggia, ma la storia dimostrerà che aveva ragione solo per metà.
Raggiunta l'adolescenza, il rampollo di casa dimostrerà un'innata propensione alla finanza e al mondo degli affari: vende un vecchio numero di Topolino a 200 lire; con quelle 200 lire acquista una paletta da spiaggia; rivende la paletta a 500 lire, che utilizza per comprare un secchiello; scambia il secchiello con un paio di braccioli da mare, con i quali riscatta un paio di pinne e un boccaglio, poi incontra Gnutti che gli presta un fantastiliardo di euro per scalare RCS.
Anni dopo, ribattendo alle accuse che lo dipingono come un semplice prestanome, dichiarerà di essere uno che si è fatto da solo. Malgrado l'ambiguità e l'affidabilità del personaggio, la versione che Ricucci propina alla stampa è veritiera: solo omette di specificare che la maggior parte delle volte è successo davanti ad una foto di Tinì Cansino nuda a cavacecio di una balla di fieno.
Diventato finalmente miliardario, sposa la soubrette Anna Falchi e ha la geniale idea di non chiedere la divisione dei beni. In caso di divorzio, la Falchi diventerà proprietaria del 10% di RCS; Ricucci di una grossa tetta.
Nel corso del 2005, da un giorno all'altro, Stefano Ricucci diventa l'interlocutore di riferimento per la finanza italiana: la finanza, infatti, lo interroga a proposito delle informazioni riservate sull'Antonveneta ricavate dalle intercettazioni telefoniche, e lui risponde utilizzando l'ormai celebre frase: «Ho un uccellino», ma non sta parlando di un informatore.
P.S.: Questo pezzo, scritto lettera per lettera in mezzo ad una pineta su un telefonino e inviato come SMS doveva far parte di una serie di quattro "monografie estive" per la rubrica "Senza Cuore" del Riformista, poi - stante anche la poca praticità della situazione - non se n'è fatto più niente e quindi appare su queste pagine per la prima volta.
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Giovedì 25 Agosto 2005
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Mercoledì 24 Agosto 2005
di lia

Animazione_bannerchianciano1.gifE' andata che, al principio, ho saputo che ci sarebbe stato un convegno internazionale a Chianciano Terme sui temi del disimpegno dall'Iraq, del progetto politico alla base della sua occupazione e del significato e delle prospettive della resistenza irachena a detta occupazione.
Temi che appassionano molti blog, come è noto, e su cui in Italia si dispone di un'informazione a tratti un po' confusa, specie per quanto riguarda il terzo punto.
Di conseguenza, sfogliando la lista dei partecipanti ho riconosciuto nomi come quello di Tariq Ramadan, Gianni Vattimo, Ben Bella ed altri ma, più di tutto, mi è parsa interessantissima la presenza di esponenti iracheni - sciiti, sunniti e curdi - del vasto e composito movimento che si oppone all'occupazione dell'Iraq.
Unita a quella di un rappresentante di Kefaya, per giunta, ovvero del movimento egiziano che si è conquistato l'attenzione di tutta la stampa internazionale per la sua campagna di democraticizzazione dell'Egitto e che pure mi interessava.
Un bello spaccato dei fermenti politici in atto in Medio Oriente, insomma.
"Quale migliore occasione per capirne di più?" mi sono detta.

Contemporaneamente, però, ho saputo che ben 44 membri della Camera dei Deputati degli Stati Uniti avevano scritto una lettera all'ambasciatore italiano in Iraq, Sergio Vento, "pregandolo", diciamo così, di impedire che in Italia si svolgesse questo convegno.
"Ma questi sono impazziti?" ho pensato. "Ma ci sono deputati che, dagli USA, si prendono la briga di decidere quali convegni devono essere organizzati in Italia e quali no?"
Incredibile.

E invece no: non era tanto incredibile, dopotutto.

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Martedì 23 Agosto 2005
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