Le stagioni di una volta

Premessa: post palloso in cui si parla di politica e climatologia.

In questi giorni il fantastico mondo della politica ammericana sembra scosso da un altro scandalo-che-più-scandalo-non-si-può: il famoso caso Plame-Rove, storia di spiate, bugie e sotterfugi. Bello, veramente interessante, di quelli da levare il sonno.
Magari a scavare e leggere i fogli US uno potrebbe anche fare un po’ di fatica a trovare qualcosa di un po’ più ficcante, tipo la diatriba che va avanti da alcuni anni tra l’amministrazione Bush e il mondo scientifico mondiale sulle modificazioni al clima; quelle causate direttamente dall’attività umana e in particolare dall’uso dei combustibili fossili.


A Giugno il responsabile del comitato governativo sulla qualità dell’ambiente, tal Philip Cooney, ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo che il NYT lo ha beccato a contraffare i rapporti sull’ambiente, aggiungendo aggettivi a destra e manca per rendere i rapporti meno diretti. Per poi ritrovarsi assunto dalla Exxon dopo qualche giorno; per la cronaca, il nostro prima di dirigere quel comitato governativo era lobbista per l’American Petroleum Institute (!!!) e non aveva alcuna preparazione in materia ambientale, venendo da una carriera di avvocato.
La nuova puntata di questa telenovela l’ha iniziata un editoriale marchetta del Wall Street Journal di metà Giugno, in cui si accusano i maggiori scienziati climatologi statunitensi di aver contraffatto i dati delle loro analisi degli ultimi anni.
In particolare sono finiti sotto l’occhio attento della integerrima stampa made in US tre persone molto famose: Michael Mann, Ray Bradley e Malcolm Huges; nota: se si parla sempre più apertamente di riscaldamento globale lo si deve alle sofisticate analisi statistiche del primo (il cosiddetto metodo dell’hockey stick).
Sulla base delle fantastiche analisi del WSJ si è mosso prontamente a difesa dell’ambiente mondiale il presidente del comitato per l’Energia e il Commercio locale, che ha scritto delle lettere memorabili ai tre e ad altri due istituti; nelle lettere si chiede conto del comportamento tenuto in alcuni studi e della presunta mancanza di trasparenza nella gestione dei dati e dei codici. Accuse basate a loro volta su un articolo pubblicato su Energy & Environment, una nota rivista non scientifica (che cioè non sottopone gli articoli alla verifica incrociata di altri scienziati) e la direttrice della quale aveva candidamente ammesso che per tirare il numero in stampa aveva accettato l’articolo-accusa senza verificarlo.
Insomma, un buco nell’acqua come dimostrano le trerispostetre date dai tre scienziati; un buco pensato per intimidire gente che non viene dalla politica, e che dei messaggi trasversali alla stai-attento-che-alla-prossima-ti-corco se ne sbatte apertamente; l’ennesima figuraccia di un’amministrazione ormai alle corde sui temi ambientali, il cui presidente si è trovato ad ammettere la corrispondenza tra l’inquinamento degli ultimi decenni e l’uso dei combustibili fossili per poi non trarne le conclusioni. Sarà che qualcuno sta facendo lobbying? Sarà che quel qualcuno non vede al di là del proprio naso e non vede i profitti enormi che le energie alternative possono generare? Sarà quel che sarà, ma comunque di questa robba nel mondo trotskysta neocone non troverete traccia. Lì impera il fantastico giallo Plame-Rove. E tutti i casi in cui il Bush ha ragione. Del resto non si parla.
PS: due degli scienziati sopra citati tengono uno dei weblog più ficcanti del panorama US, RealClimate.org.

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14 Comments

  1. ottima segnalazione, sicuramente una delle meno pallose, come indichi tu, di quelle presenti ultimamente…
    ale

  2. Hai ragione. L’amministrazione americana è un perfetto esempio di disastro culturale e questo ovviamente si riflette anche sulla questione ambientale.
    Attenzione però a dare troppa fiducia all’altrettanto scorretta lobby scientifica soprattutto quando in gioco ci sono soldi e potere internazionale.
    Fare previsioni e trarre conclusioni da modelli che si dimostrano quotidianamente imperfetti è un atteggiamento ascientifico. In particolare la presunta universale concordia sui dati relativi al clima è una enorme bufala. Anzi, alcune evidenze dimostrerebbero che UNA NUOVA ERA GLACIALE sta per iniziare. Cfr. Lowell Ponte, ‘The cooling’, Prentice-Hall, Englewood, NJ, 1972.

  3. miki, una nuova era glaciale con una previsione del 1972 mi pare alquanto datata…
    comunque capisco la questione delle lobby scientifiche, ma mi manca il dato sui soldi. se tu dichiari che il riscaldamento del pianeta è per cause umane, principalmente imputabili a emissioni di gas ed attività non compatibili con l’ambiente, dove sta il denaro? soprattutto per il fatto che attività ecocompatibili significano aumento dei costi per singola unità prodotta, qualsiasi essa sia (bene o servizio)
    quindi al contrario una dichiarazione del genere significa che le lobby “inquinanti” rischiano di dover aumentare i loro costi di produzione per far fronte ad ipotetici vincoli legislativo-ambientali alla produzione. e di tutto questo le lobby scientifiche non mi pare che vedano il becco di un quattrino, sempre che non si dia largo spazio alla ricerca ed applicazione di energie alternative al petrolio.
    alessandro

  4. attenzione perche’ gli studi sono sempre piu’ avanti delle discussioni.
    si sta affacciando una nuova teoria che va ad accostarsi a quella dell’effetto serra.
    l’oscuramento globale
    in parole spicciole si sono messi in relazione le quantita’ di polveri (derivanti appunto dalle combustioni umane) presenti nell’atmosfera con una opacizzazione dell’atmosfera stessa.
    questo avrebbe comportato una riflessione di alcune quote di raggi solari e di qui una modifica del clima mondiale (gli autori pensano anche la carestia in africa orientale).
    le diminuzioni (soprattutto europee) nelle emissioni di polveri hanno portato un piccolo schiarimento dell’atmosfera (soprattutto nella zona europea) e con esso un incremento delle temperature.

    In piu’ la teoria della prossima era glaciale ha dei fondamenti seri. lo scioglimento dei ghiacci della groenlandia porterebbe ad una diminuzione della salinita’ dell’oceano nord-atlantico. di qui la possibile interruzione della corrente del golfo, che porta acque calde dal golfo del congo, verso la zona messico-florida e poi, da li, verso inghilterra e scandinavia.
    se questa corrente cessasse la sua attivita’, i suoi effetti benefici sulle zone interessate finirebbero e si avrebbe l’inizio di una nuova era glaciale nel nord europa e nord-asia (siberia).

    come vedete le campane da ascoltare sono tante e tutte portano alla conclusione che il clima e’ parecchio incasinato e non si sa se interventi umani possano riaddrizzare le attuali tendenze

  5. Cy’, ci sono molte discussioni avanzate sul discorso del clima. Ma qui si cercava di parlare d’altro. Si parlava di un’amministrazione che sta provando (inutilmente) a mettere alle strette delle persone che lavorano da anni seriamente ad un problema (complesso).
    Provano a dare una risposta politica ad un problema scientifico, ed ovviamente falliscono.

  6. Alessandro. In ambito scientifico, o forse è meglio dire accademico, di denaro ne gira molto e di questi tempi succede spesso, soprattutto in casi analoghi a quello di cui si parla, cioè in casi in cui la politica ha un suo grande peso, che il finanziamento della ricerca ne indichi, non nei casi peggiori, il risultato. Se mi chiedono di scrivere un progetto per un finanziamento la finalità non è mai disinteressata. Spesso i soldi (e tanti) arrivano per progetti intitolati “Effetti del surriscaldamento globale sull’ecosistema X”. Se la ricerca scopre che l’ecosistema X soffre a causa del raffreddamento del clima (esempio concreto: ghiacciaio di Macugnaga) il riscaldamento globale non influisce necessariamente su microclimi locali e la ricerca finisce in un cassetto e non viene pagata. Chiaro no?

  7. voleco chiedere a Miki se pensa che proporzione pensa ci sia trail fatturato delle società petrolifere e il totale degli investimenti in ricerca sulle modificazioni climatiche, se pensa che siano 2 cifre comparabili vuol dire che crede alla befana, non si puo pensare che le lobby scientifiche abbiano un potere enorme e i petrolieri siano dei benefattori del’umanità, la spiegazione piu semplice di solito è quella vera, la difesa dei profitti di qualche enorme corporation apoggiata dall’amministrazione USA avrà armi propagandistiche molto piu potenti di qualunque ricercatore.

  8. Pietro. Io non solo credo ma sono **certo** che la ricerca oggi sia in qualche modo “drogata” da quelle entità astratte o meno che ne hanno la possibilità economica, multinazionali in primis. La spiegazione più semplice di solito è quella vera. Se c’è perfetto accordo nel mondo scientifico sul fatto che il clima si stia anormalmente modificando per causa dell’uomo, se c’è perfetto accordo ripeto, significa che sono state le multinazionali (o chi per esse, con multinazionali possiamo intendere quasi qualunque potenza economica) a volere questo risultato, in un modo o nell’altro.
    Chiediamoci allora a chi giova che tutti parlino di una cazzata come il riscaldamento globale. Anche mia zia si è accorta che con più CO2 nell’aria (da quando le hanno messo la fabbrica di lecitina sottocasa) il suo granturco, non certo comprato dalla Monsanto, cresce meglio.
    Mi ripeto l’ultima volta, chiediamoci a chi davvero conviene. Ad esempio chiediamoci di cosa non si parla se si parla di questo.
    Per rispondere alla tua domanda, il fatturato di una qualunque società petrolifera è enormemente superiore al giro di investimenti annuo nella ricerca, tanto da poterne influenzare le sorti.
    Non ero tanto preoccupato del fatto che George non ratificasse Kyoto, sono molto preoccupato del fatto che ora forse lo voglia ratificare…

  9. Il mondo sta finendo
    le stagioni stan cambiando
    le rondini non ci son più
    il cielo è sempre più scuro
    il mare è sempre più nero.
    Il cibo è avariato
    la radio mi è scoppiata in mano
    non c’è più religione
    il mondo sta finendo.

    title: “Il mondo sta finendo”
    album: L’incontenibile Freak Antoni

  10. La prego venga pure! Non indugi sull’entrata! disse Rumildo al gentile sodomita…

  11. Da un Blob “Vent’anni prima”:
    “Caldo record a Milano, ieri la temperatura massima ha toccato i 32 gradi”.
    Ma oggi qual’è la temperatura record di Milano? Credo intorno ai 42 gradi.
    Però il Milan ha preso Gilardino!

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