18 Comments

  1. non so se qui Neri o chi di dovere vedrà questa segnalazione…
    volevo solo indicarvi una gustosa c….ata di Christian Rocca che su Camillo chiedeva
    “Ma com’è che nessun musulmano si alza e dice “Not in my name”?

    in 20 secondi con google ho trovato questo articolo su un giornale pakistano dal titolo:
    “not in our name”

    http://www.paktribune.com/news/index.php?id=112326

    ma Rocca ci è o ci fa?

  2. Con l’articolo ci siamo… ma con i commenti dei lettori torniamo indietro.

    Temo che stiamo applicando delle categorie di giudizio che non funzionano con certi fenomeni. Fa male dirlo, fa devvero male, ma dobbiamo rassegnarci all’idea che gran parte del mondo islamico approva le bombe e gli attacchi in occidente.
    Se non diventiamo consapevoli di questo temo che assisteremo a molti discorsi a vuoto sia da una parte che dall’altra.

  3. perchè?
    ci sono 7 commenti: i primi due sono ambigui e non condannano la strage, altri 4 sono tutti a favore dell’articolo, qualcuno dice anche che l’Islam dovrebbe essere più tollerante con le altre religioni e cercare di aprirsi alla modernità…
    non capisco tutte le persone che sono così sicure di cosa pensa “il mondo islamico”, forse fanno dei sondaggi ogni giorno sulle loro opinioni?

  4. Negli ultimi due anni, per ragioni di lavoro, ho conosciuto moltissimi musulmani che lavorano qui da noi, con alcuni dei quali ho anche instaurato rapporti di amicizia. In questi giorni li ho visti non addolorati ma incazzati come bestie, proprio perchè la loro religione viene usata come pretesto per orrori che nulla hanno a che fare con la fede. Molti di loro hanno faticato non poco per integrarsi al meglio, senza perdere le specificità a cui tengono, e temono, dopo fatti come quelli di Londra, di buttare via in poche ore la fatica di anni. Qui a Trento per la verità la tolleranza è veramente di buon livello e non si sono visti fenomeni di intolleranza. Quanti di quelli che parlano di Islam (a partire dal “sig” Rocca)conoscono e frequentano musulmani. Se poi dovessi basarmi sul numero di cattolici intolleranti e teste di cazzo che conosco dovrei chiedere di bombardare il Vaticano al posto dell’Iraq.

  5. Ma lo sapete che uno degli attentatori era un’insegnate di scuola elementare? Al di là delle considerazioni religiose che sono poco utili, la mia domanda è come si fa lavorare con i bambini e poi mettere le bombe? Soprattutto chi nei propri Paesi ha vinto bambini morti come fa a concepire tanta bestialità? E’ vero che a certa gente della vita non importa nulla. La guerra è orribile, ma colpire a caso che significato ha?
    Non c’è alcuna giustificazione, alcuna.

  6. Massimo, leggi l’articolo che segnalo 2 post sopra. Ricordo a tutti che i cristiani, in altri tempi questo è vero, fecero le crociate: uccisero, massacrarono, torturarono senza ritegno gli avi degli attuali musulmani (i mori, i saladini), in nome del nostro Dio. Non avevano allora gli espolisivi, altrimenti forse si sarebbero emulati alla stessa maniera. Ora, che l’unica soluzione sia davvero nel progresso? Nella civilizzazione? E’ una questione di arretratezza? Non so, non saprei trovare una soluzione. Forse aveva ragione Paolo Mieli l’altra sera: la prima vera speranza l’avremo, con la prima denuncia di uno “di loro”, contro uno “di loro”. O forse Laurin, non di loro, giusto? Perchè non denciano allora?

  7. Laura2, non mi sembra che i siciliani o i napoletani denuncino molto facilmente i mafiosi che pure mettono bombe e ficcano i bambini nell’acido, non per questo devo essere autorizzato a pensare a priori che tutti i siciliani e i napolatani sono mafiosi (mia moglie è siciliana). I motivi per cui ciò avviene sono molti, la paura prima di tutto.

  8. Laurin, non diciamo cose contrarie. Non dico assoluatamente che si debba fare un distinguo su chi applica strategie del terrore. E’ solo un discorso legato all’attualità.Io, peraltro, ho amici musulmani, che a mia volta ho conosciuto per lavoro e che stimo e rispetto molto, cosa reciproca. Il problema è arrivare a chi orchestra il tutto e, visto che sembra non ci si riesca, la collaborazione dei musulmani dissidenti, o comunque di chi sa, sarebbe forse una speranza. Tutto qui.

  9. Forse Rocca voleva far notare, con un linguaggio magari semplificato come spesso succede quando si vuole sintetizzare un discorso che richiederebbe una lunga digressione, che mentre abbiamo assistito a svariate ed a volte imponenti manifestazioni, contro la guerra in Afghanistan, in Iraq, contro la presenza militare ecc., mentre assistiamo tutti i giorni a pesantissime critiche ed accuse ai governi americano, agli inglese, italiano ecc., per tutto quello che sta succedendo, insomma tutto quello di cui si parla ripetutamente, appassionatamente, giustamente ecc., non si assiste ad una medesima attenzione, passione e riflessione rivolta verso il terrorismo islamico, verso i paesi islamici totalitari, ecc. e seppure ciò avviene, forse ciò non assume le proporzioni di quanto si fa e si dice argomentando sugli Stati Uniti,nemmeno da parte di quelle persone, cioè i musulmani, che avrebbero maggiore interesse a farlo, per prendere nettamente e collettivamente le distanze dai tagliagole-attentatori-suicidi, facendo a tutti noi tirare almeno un sospiro di sollievo.

  10. armando, come vuoi che questo succeda? (almeno collettivamente, poi individualmente ci sono sempre delle eccezioni).

    L’idea dominante nel mondo occidentale ostaggio dei propri sensi di colpa è che sia tutta colpa nostra, meglio degli Americani (che si stanno sporcando le mani – a mio avviso in modo disastroso – per modificare equilibri geopolitici potenzialmente catastrofici anche per l’Europa) e che gli attentatori hanno le loro buone ragioni. Loro ci buttano addosso le bombe intelligenti da 1 M$ l’una? e noi massacriamo i bambini e tagliamo le gole e pubblichiamo il filmino su internet, è una cosa equa e normale, dolorosa ma assolutamente comprensibile. E soprattutto più economica delle bombe.

    L’Occidente ragiona in buona parte così, da anni ragiona così in relazione alla causa israelo-palestinese, esso stesso non riesce a prendere le distanze dai terroristi, e ti aspetti che lo faccia il mondo musulmano?

  11. Molti non colgono il nesso fra immigrazione e terrorismo.
    E’ giusto: che c’entra la gente comune coi fanatici? Niente. Gli immigrati sono per lo più persone in cerca di maggiori opportunità. E’ pacifico che quasi ognuno di noi, preso singolarmente sia una brava persona. Tuttavia la Storia non è “finita”, e nonostante la maggiore consapevolezza moderna l’Uomo seguita ad agire, credo, secondo gli schemi di sempre. E’ palesemente esistita, ed esiste ancora un’aggressività (è dir poco!) dell’Occidente verso il resto del mondo, che si è manifestata in campo economico, politico, demografico e militare. Aggressività che abbiamo chiamato guerra, invasione, sfruttamento, colonialismo, imperialismo ecc. tutte cose che abbiamo imparato a rifiutare. Dobbiamo però imparare anche a leggere allo stesso modo i segnali che ci arrivano dal mondo islamico, e che sono appunto di vera e propria “aggressività”, considerato anche che si ha a che fare nella quasi totalità con governi assoluti.
    I segnali sono ad esempio, in campo economico attraverso la leva del petrolio.
    In campo politico penso a tutte le occasioni in cui, nei consessi internazionali i governi islamici fanno fronte comune. Si può pensare che ciò sia normale, ma cosa diremmo se tutti i paesi “Cattolici” oppure “Protestanti”, si riunissero IN QUANTO TALI, per stabilire delle politiche comuni? Gli stati musulmani lo fanno, ed hanno, per esempio, stilato una “Carta dei Diritti dell’Uomo nell’Islam”. Buono o Cattivo che sia tale documento, lo cito per evidenziare che mentre noi Occidentali cerchiamo un approccio più “ecumenico”, gli Islamici a torto o a ragione ci tengono a marcare le differenze.
    L’emigrazione e l’esplosione demografica, al di là delle storie dei singoli, è il segnale di un Islam che vuole espandersi, e lo fa sulle gambe dei suoi emigranti, ovviamente inconsapevoli.
    Infine il terrorismo, al di là di Bin Laden o altri, rappresenta l’offensiva militare (iniziata ben prima dell’11 settembre) che non può essere manifestata attraverso i canali tradizionali, vista anche la capacità bellica attuale dell’Occidente, e che quindi “colpisce alle spalle”, in maniera subdola, e colpisce TUTTI, perché tutti i non-islamici e chi si mescola con loro sono nemici, senza distinzione di sesso, età, ceto, opinione ecc.
    Per loro nessuno è innocente, e se dovesse morire qualche fratello musulmano pazienza. Se è un bravo fedele riceverà la sua ricompensa, altrimenti…peggio per lui.

  12. Dal discorso che ho fatto prima ecco la mia idea: dobbiamo sospendere Shengen e rifiutare ulteriori ingressi di immigrati.
    Questo perché:
    1) l’Italia è un paese sovrappopolato e sovrasfruttato.
    2) Per bloccare i collegamenti transnazionali dei terroristi.
    3) Perché l’emigrazione, soprattutto se clandestina, è un dramma per tutti, soprattutto per gli stranieri.
    4) Per far capire che non siamo disposti a farci invadere.
    Si temono manifestazioni razziste verso gli immigrati: pericolo secondo me lontano, ma da non sottovalutare.
    Nessuno passa la giornata tranquillo se sa di aver scordato aperta la porta di casa.
    Allo stesso modo, ed al contrario di quanto dice Fassino, se sappiamo che i nostri confini sono “porosi”, poco tutelati e controllati, molti cittadini non sono affatto tranquilli, e possono in situazioni di crisi, esplodere in manifestazioni di intolleranza verso chi viene percepito come “invasore”.
    Viceversa, sapere che le porte del paese sono “chiuse” o almeno “vigilate”, può aiutarci ad affrontare questi tempi bui con maggiore serenità, anche di fronte ad un rischio attentati.
    Credo sia davvero il primo passo per affrontare in maniera assolutamente “pacifica”,
    questo confronto\scontro dell’Occidente (o almeno dell’Italia) con l’Islam.

  13. Trovo giusta la scelta fatta dalla Francia, se non altro avrà l’effetto sedativo sui movimenti migratori verso quel paese. L’annuncio da parte del governo italiano di rifiutare categoricamente ogni controllo ulteriore alle frontiere, avrà invece l’effetto contrario. Se prima si accoglieva ogni forma di immigrazione ora la si incentiva. Se fossi nato sull’altopiano di Nullanulla nel paese di Noncenè prendendo mazzate a ogni manifestazione della mia esistenza; scavalcherei montagne, attraverserei mari e fiumi con annessi squali e coccodrilli. Se questo significasse arrivare nella terra promessa. Dove nessuno si cura del tuo passato. Dove ti danno da mangiare, un posto per dormire, un ospedale che ti può curare, degli abiti per vestirti, un prete per confessarti, se lo meriti un sussidio, i diessini che ti tutelano e se va male un volo aereo di ritorno…il tutto gratis. QUESTA E’ LA TERRA PROMESSA!!!

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