Dopo il relativo successo dei post tradotti dal weblog di Alan Boyle, lo science editor di MSNBC.com, eccoci ad un nuovo argomento da lui presentato nei giorni scorsi: la dipendenza dall petrolio ed il modo di uscirne attraverso l’immagazzinamento dell’energia eolica nell’idrogeno. Per chi non ne fosse addentro, ricordo che l’idrogeno non è come la benzina per i motori a scoppio, ma è un vettore trasportatore di energia; per cui si deve sempre accoppiare ad un sistema di produzione dell’energia medesima; in questo articolo si parla appunto della coppia generatore eolico più idrogeno.
PS: Le traduzioni continueranno, sempre che vi piacciano. Fabrizio.

Ciò di cui l’America ha bisogno è un programma simile a quello dell’Apollo (ndt: quello che portò l’uomo sulla luna) per incoraggiare lo sviluppo di fonti di energia alternative - in parte anche permettendo ai combustibili fossili di divenire più costosi. Almeno questo è il punto di vista di un ricercatore che ha effettuato un’analisi sugli aspetti economici dell’energia eolica e dell’idrogeno.
“C’è assoluto bisogno di impegnarsi in un programma simile all’Apollo perchè, sebbene il costo di installazione delle turbine a vento sia comparabile con quello di una centrale a carbone o a gas naturale, non c’è alcun incentivo a sostituire queste ultime con l’energia eolica”, afferma Mark Jacobson, un fisico dell’atmosfera dell’Università di Stanford, in una lancio collegato ad un suo studio pubblicato su Science.
Jacobson e i suoi colleghi di Stanford, Whitney Goldsborough Colella e David Golden, hanno proposto un sistema energetico in cui le turbine eoliche sono usate per produrre elettricità a sua volta da usare in un sistema di conversione acqua-idrogeno. L’idrogeno potrà poi a sua volta essere utilizzato per le automobili di prossima generazione.


“La conversione delle attuali autovetture in macchine ad idrogeno, prodotto a sua volta dall’energia eolica, potrà salvare ogni anno tra le 3000 e le 6000 vite umane nei soli Stati Uniti, e potrebbe essere realizzato a costi per l’utente simili a quelli della benzina” afferma Jacobson.
Lo scienziato dice di non avere alcun interesse commerciale in questi nuovi sistemi - a parte la sua casa (alimentata a celle solari) e la sua macchina (l’ibrida Toyota Prius). Ma nello studio su Science, questo sistema eolico-idrogeno è risultato globalmente il miglior sistema alternativo fra altri quattro, da quello dei combustibili fossili ad uno con l’idrogeno prodotto con il gas naturale (metodo attualmente molto in uso) o con il carbone.
Il team di Stanford arriva ad un costo dell’idrogeno che va da 1,12$ ad 3,20$ per energia equivalente ad un gallone di benzina/diesel (ndt: da 0,23€ a 0,67€ al litro). Ma afferma anche che la benzina ha un costo nascosto da 0,29$ a 1,80$ al gallone (ndt: da 0,06€ a 0,38€ al litro) per i danni collaterali alla salute e l’elevato inquinamento ambientale. Quindi lo studio presenta un costo effettivo per gallone dei combustibili fossili da 2,35$ a 3,99$ (ndt: da 0,50€ a 0,83€ al litro), di gran lunga superiore a quello dell’idrogeno ottenuto con l’energia eolica (ndt: la benzina è in generale molto più economica negli Stati Uniti; costa all’incirca 50-60 centesimi di Euro al litro).
Il problema rimane il notevole investimento iniziale. Per Jacobson l’infrastruttura per un sistema eolico di produzione dell’idrogeno può arrivare a costare fino a 20 miliardi di dollari, il costo del gasdotto tra l’Alaska e gli Stati Uniti continentali. Cioè circa un quinto del costo equiparato ad oggi del programma Apollo, secondo le stime dell’analista di astronautica di NBC, James Oberg.
Jacobson è inoltre del parere che i costi del combustibile fossile debbano riflettere i reali “costi sanitari ed ecologici”, che significherebbe la fine dell’attuale sistema di regolamentazione ambientale. Questa pubblicazione su Science rappresenta un notevole passo in avanti in questo tipo di analisi, e Colella ha uno studio simile in preparazione per il Journal of Power Sources. Insomma c’è una discussione molto accesa sul bilancio energetico, sulla fine dell’economia basata sul petrolio, sui cambiamenti climatici e sulle prospettive di aumento di produzione proveniente dall’energia nucleare.
Per ulteriori analisi sulle alternative energetiche consultate il report Green Machines e leggete anche l’articolo dello scorso anno sull’odissea dell’energia ad idrogeno del collega Miguel Llanos.