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Archivio per giugno, 2005

Kate Beckinsale /13-14

giu 25 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Un commento

Xeno-hysteria

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Personale

sottotitolo: chi mi piglia pe’ francésa, chi mi piglia pe’ spagnola…

Roma, Stazione Termini. In un giorno non meglio precisato (stamattina presto), faccio la fila alla cassa di un bar non meglio specificato per pagare un cappuccino-da-portar-via prima di andare da mia mamma (che è in ospedale, in questo momento sotto ai ferri per un’operazione agli occhi.). Effettivamente il mio aspetto non è fresco e riposato (forse perché, tra l’altro, non ho dormito un granché.). Fa un caldo della material girl e ho i capelli legati alla bell’e meglio. Indosso dei jeans un po’ consumati (ma niente buchi) e una maglietta rossa con sopra il faccione di Winnie-the-Pooh, perché è la prima cosa pulita che mi è capitata sotto mano aprendo l’armadio e avevo fretta di uscire. Ho bisogno di quel cappuccino, almeno mi sveglio un po’.

Arriva il mio turno, chiedo il mio cappuccino-da-portar-via. La cassiera mi guarda storto e dice “ma vattene, va’!“.

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Fatto bua

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Senza categoria

Finalmente, Silvio Berlusconi rivela le origini della sua avversione: da ragazzino i comunisti lo malmenarono.
Un po’ come nei fumetti, quando il cattivone in vantaggio, invece di finire l’eroe legato e imbavagliato davanti a lui, parte con il trauma infantile “quand’ero piccolo tutti mi scherzavano, ma ora che m’impadronisco del mondo gliela faccio vedere”, dando di fatto all’eroe la possibilità di lacerare i legacci con la scheggia di un bicchiere transitante casualmente da quelle parti.
Comunque: stando ai suoi racconti di ieri, pare che una sera un manipolo di bolscevichi nostrani abbia rovesciato la scala sulla quale il dodicenne Silvio attacchinava manifesti elettorali della DC. Secondo le sue stesse parole, Silvio torna a casa pesto e sanguinante, e racconta l’accaduto alla madre. E siccome la signora Rosa è una che conosce i suoi polli e ci vede lontano, sente puzza di balla e lo malmena pure lei.
Ecco, scusi se mi permetto, signora B, ma ho prole anch’io e due paroline di metodo, mi consenta, io le avrei dette volentieri anche a lei: dove s’è mai visto un dodicenne che se ne va in giro col buio a occuparsi di politica? L’avesse tenuto a casa a giocare alle costruzioni o a Monopoli (come fan tutti, così da placare certe pulsioni all’età giusta) oggi una cinquantina di milioni di italiani avrebbe un paio di grattacapi in meno.

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Niente di nuovo sotto al solleone.

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Datosi che da più parti si auspica che i blog comincino a contare (così al prossimo referendum si fa il 27%) qua tocca fare il salto di qualità. Ora, visto e considerato che i vecchi media esistono, tanto vale usarli, giusto? E cosa meglio di una bella campagna pubblicitaria in tv e sui giornali per lanciare finalmente la blogosfera come consumer-item per il grande pubblico? Al di là della discutibile moralità dll’operazione (ma checcenefrega a noi della moralità? I blogger sono immorali sterminatori di embrioni, è assodato), i lettori più attenti staranno già pensando: sì bravo, e chi lo paga il conto di questa tua fantasiosa trovata? Qua viene il bello: nessuno! Basta trovare un blogger di medio calibro disposto a scendere in strada e a trucidare a colpi di machete il primo passante che incontra e BOOM! Blogger Assassini, vi rendete conto? L’estate dei Blogger Assassini! Lucignolo come minimo ci fa uno speciale di quattro puntate. Serve solo un volontario. Anyone?

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Spies like Google

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

A proposito di satelliti-spia, qui se ne parlò moooolto tempo prima che Keyhole e poi Google Earth e Google Maps facessero capolino nelle menti di Larry Page e Sergey Brin.

Sul Portale Cartografico Nazionale gestito dal Ministero dell’Ambiente, la base americana di Camp Darby è stata frettolosamente photoscioppata con larghe pennellate di macchia mediterranea copiate chissà da dove e lì incollate per censurare un’installazione già da tempo smascherata da GlobalSecurity.org, “pirati spaziali” che acquistano e mettono sulla rete foto delle basi più segrete scattate dai satelliti commerciali.
Nell’immagine cliccabile a lato, la comparazione.
E, no: la notizia qui non sta nel fatto che esiste un servizio per visualizzare casa vostra dall’alto.

Per la cronaca, il Portale Cartografico Nazionale, a quei tempi e per motivi che mi sfuggono, decise di photoscioppare anche l’ospedale di Niguarda, con il risultato che qui, a due passi da casa, sembrava crescessero rigogliosi pini, abeti e faggi all’interno di un’area sterminata nel bel mezzo di Milano. Ora hanno rimesso l’ospedale al suo posto.

Quanto a Camp Darby nello specifico, riporto il pezzo del Corriere della Sera che citai allora:

A Camp Darby ci sono enormi depositi sotterranei refrigerati, per proteggere dal calore gli apparati più sofisticati destinati ai caccia e ai bombardieri. Furono costruiti negli anni Settanta ma hanno cominciato presto a mostrare problemi strutturali. Dieci anni dopo i tecnici della base li hanno rinforzati con lastre d’ acciaio: un intervento che forse ha peggiorato la situazione. Le crepe si sono allargate, inesorabilmente. Nel maggio 2000 pezzi di cemento cominciano a cadere dal soffitto sulle armi e ingenieri fanno scattare l’ allarme. Con cautela estrema tra giugno e luglio vengono sgomberati dodici bunker, contenenti 100 mila ordigni con 23 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale. L’ operazione viene descritta come delicatissima dagli stessi esecutori, che l’ hanno realizzata utilizzando robot telecomandati: nella loro rivista la chiamano «un piccolo miracolo». Nessun pericolo, quindi. Ma anche nessuna informazione alle nostre autorità: in genere in Italia si fanno evacuare aree gigantesche solo per disinnescare un residuato bellico con una carica di pochi chili. Che precauzioni sarebbero state adottate per muovere migliaia di ordigni a ridosso delle spiagge più affollate? [...] Ma la funzione principale resta quella di santabarbara: l’ unica fuori dai confini nazionali dove mezzi e munizioni vengono custoditi insieme. In pratica, un’ intera brigata corazzata americana può volare fino al Kuwait senza portarsi dietro nemmeno un calzino di ricambio: tutto il necessario – dai cannoni alla biancheria, dal cibo ai lubrificanti, dai tank alle razioni, dai camion alle gavette – viene trasbordato sulle navi dal molo di Camp Darby, riducendo di un terzo il tempo necessario al trasferimento dagli Usa. Quanto ad armamenti per aerei, invece, le dotazioni sono sterminate: tutta la riserva pensata a suo tempo per sostenere la guerra con l’ Urss sul fronte europeo.

(Gianluca Di Feo, Corriere della Sera – 13 gennaio 2003)

Sulla riforestazione di un pezzo di Toscana, invece, un parere autorevole:

Ciao, sono Maurizio Crozza e voglio dirti una cosa… Ogni anno la Toscana è depredata della sua terra stessa. Ogni giorno un po’ di Toscana muore… Forse per gli incendi? No, no, no, no. Forse per i saccheggi? No, no, no, no. Forse perché… No, no, no, no. La Toscana muore perché ogni giorno qualcuno porta via un sasso. Se ognuno di noi portasse via un sasso, la Toscana si espanderebbe in tutto il mondo, e nessuno potrebbe riconoscere più la Toscana, che sarebbe ormai in tutto il mondo, quindi tutto il mondo si potrebbe chiamare Toscana. Quindi la Toscana non esisterebbe più. Non portare via un sasso dalla Toscana, perché altrimenti non sappiamo più dov’è la Toscana. Quest’anno la Toscana è 52 metri sotto il livello normale della sua Toscanità, perché i sassi sono stati portati in tutta fretta così, come se nulla fosse. Non portare via il sasso dalla Toscana. E’ una campagna per la Toscana in Italia.

(Maurizio Crozza, Elio e le Storie Tese – “Shpalman”)

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Interrogatorio Moro /4: I finaziamenti alla D.C.

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

(COMM. MORO, 164; COMM. STRAGI, II 275-276; NUMERAZIONE TEMATICA 4)

Il memoriale Aldo MoroLa risposta è positiva. I finanziamenti alla D.C. (ma non solo ad essa) sono venuti, oltre che da sinceri estimatori ed amici, anche esercenti attività economiche, in genere dall’attività economicamente più prospera, quella industriale. Nei primi tempi del dopoguerra Costa soleva sovvenire senza mistero attraverso le risorse dell’industria privata. Egli dava a De Gasperi come capo di coalizioni di governo ed egli distribuiva agli altri secondo un rapporto fiduciario che corrispondeva ai vincoli ed all’esigenza della collaborazione politica. Poi i rapporti si sono fatti più sofisticati e meno personalizzati. Pare evidente dalle cronache che vi abbia parte, secondo i suoi compiti, il segretario amministrativo. Non credo entrino spesso in gioco altre persone, anche se ovviamente ce ne sono. Dopo il voto della legge sul finanziamento dei partiti, la situazione si è fatta ovviamente più stretta. Gli elargitori sanno che vi è una chiara qualifica d’illiceità e sono più cauti. Credo che la Cia abbia avuto una parte soprattutto in passato, in un contesto politico più semplice sia in Italia sia in America. Non mi risulta che oggi ciò avvenga ancora. Il Presidente americano dovrebbe pensarci bene. Per quel che mi risulta anche il viaggio dell’On. Pisanu in Usa non aveva finalità di finanziamento, ma di allacciamento di rapporti, per lanciare anche in America Zaccagnini come uomo nuovo. Credo che offerte possano essere venute dalla Germania, ma sono state congelate, tra l’altro, dagli sviluppi politici. Per le correnti tutto è molto più fluido. Immagino che, se qualcosa ancora avviene (ma si deve tenere presente la decadenza delle correnti), avviene con i rispettivi dirigenti. Son convinto però che oggi, se qualcuno vuol dare qualcosa, lo dà al partito, non alla corrente, priva ormai di ogni vigore, salvo che la persona non sia in condizione di trattare questioni economiche di rilievo.

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Natalie Portman /3-4

giu 24 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Ora capisco tutto

giu 23 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Era appena dodicenne, poverino’s.

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34

giu 23 2005 Inviato da nella categoria Personale

34

…e raggiunti senza nemmeno essere crocifisso.

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Interrogatorio Moro /3: La riforma dei Servizi Segreti

giu 23 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

(COMM. MORO, 163; COMM. STRAGI II 270-274; NUMERAZIONE TEMATICA 3)

Il memoriale Aldo MoroLa ristrutturazione dei servizi segreti fu posta dal Governo della non sfiducia sull’onda delle critiche e delle polemiche sul funzionamento dei servizi segreti del passato. Prima che uno scontro di persone, vi fu comprensibilmente uno scontro di amministrazioni; in definitiva tra l’ambiente militare che con i servizi segreti della difesa deteneva quasi il monopolio dell’informazione riservata ed il mondo della polizia che aveva avuto prima gli affari riservati e poi, dopo varie polemiche, i servizi di sicurezza, a base, in verità, più modesta. Si è oscillato per qualche tempo tra servizio unico e servizio plurimo. Con gli accordi di luglio si optò per i due servizi, ponendo con ciò il problema non solo dei compiti, ma anche del personale. Indubbiamente il personale più numeroso e più qualificato era quello dell’Ufficio D (ridotto negli ultimi tempi alla quasi totale inerzia) e da quello entrambi i nuovi servizi aspirano a prelevare il loro migliore personale. Ma ovviamente non si tratta solo di questo. Si tratta del predominio politico in un settore così delicato che il Ministro della Difesa ed il Ministro dell’Interno vorrebbero entrambi conseguire. La cosa è più delicata per il fatto che, essendo potenzialmente più consistenti le strutture militari, quanto a funzioni, obiettivamente, considerati i moderni sistemi di spionaggio, il servizio di sicurezza civile ha compiti di maggior rilievo di quello militare. Sta di fatto però che, avendo presente il numero e la qualità del personale disponibile, sono i carabinieri ad avere, anche in rapporto alla loro specializzazione, una posizione dominante, sottolineata dalla nomina del dinamico generale Grassini a capo del servizio di sicurezza civile. Le nomine, quali sono risultate, non sono quelle in un primo tempo avute di mira. A parte il generale Genovesi che, per l’esperienza fatta nel famoso ufficio D del Sid era naturale designato alla direzione dell’organismo militare, si era pensato per l’ufficio di sicurezza civile ad un ufficiale, sempre dei carabinieri, di grande prestigio, il Gen. Ferrara, attuale vice Comandante Generale dell’Arma. Ma proprio la struttura composita ed un po’ macchinosa dei due organismi, privi di agilità operativa e di efficace cooperazione, ha indotto il Gen. Ferrara a rifiutare l’incarico. Parimenti egli ha rifiutato di assumere il compito di coordinamento, che è stato invece affidato ad un anziano ed esperto funzionario dell’Amministrazione dell’Interno con l’effetto di creare almeno così un certo equilibrio tra mondo militare ed Amministrazione dell’Interno.
In realtà quindi la partita si è giocata tra i ministri competenti ed il Presidente del Consiglio. Altri esponenti politici, come l’On. Rumor o chiunque altro, non avrebbero potuto averne parte. Naturalmente esce rafforzata la posizione del Presidente del Consiglio, perché è il responsabile del servizio, è il responsabile del segreto e media tra i due ministri. A mio parere però ha un qualche vantaggio, nell’attuale struttura, il Ministro dell’Interno per il fatto che non viene nominato, come pure la legge prevederebbe, un Sottosegretario per il coordinamento. E’ evidente che esso avrebbe dato ombra al Ministro dell’Interno ed avrebbe interferito nella sua azione. I compiti infatti sono difficilmente divisibili. Quindi del Sottosegretario si è fatto a meno. Il Dominus resta il Presidente del Consiglio, anche se l’autorità è temperata da una Commissione parlamentare, presieduta dall’On. Pennacchini, alla quale si riferisce dei relativi problemi e che si occupa, per così dire in sede d’appello, del Segreto.

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Jennifer Love Hewitt /3-4

giu 23 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Interrogatorio Moro /2: Strategia della tensione e Piazza Fontana

giu 22 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

(COMM. MORO, 161; COMM. STRAGI, II 256-257; NUMERAZIONE TEMATICA ASSENTE)

Il memoriale Aldo MoroMi rendo conto delle accuse rivoltemi. Per quanto riguarda la strategia della tensione, che per anni ha insanguinato l’Italia, pur senza conseguire i suoi obiettivi politici, non possono non rilevarsi, accanto a responsabilità che si collocano fuori dell’Italia, indulgenze e connivenze di organi dello Stato e della Democrazia Cristiana in alcuni suoi settori. Benché fossi in quegli anni prevalentemente all’estero per il Ministero che ricoprivo, mi ha fatto molta impressione il c.d. caso Giannettini, la rivelazione improvvisa ed inusitata per la forma dell’intervista del nome del collaboratore fascista del Sid che, collegata con presumibili insistenze dell’On. Mancini e con la difesa strenua fatta dal parlamentare socialista del Gen. Maletti, insistentemente accusato al processo di Catanzaro, dà al caso il significato invece che di un primo atto liberatorio fatto dall’On. Andreotti di ogni inquinamento del Sid, di una probabile risposta a qualche cosa di precedente, di un elemento di un intreccio certo più complicato, che occupa ora i giudici di Catanzaro e Milano.

(COMM. MORO, 161-162; COMM STRAGI, II 254-255; NUMERAZIONE TEMATICA 2)

Certo è un intrigo difficile da districare e le cui chiavi presumibilmente si trovano in qualche organizzazione specializzata probabilmente di là del confine. Si tratta di vedere in quale misura nostri uomini politici possano averne avuto parte e con quale grado di conoscenza e d’iniziativa. Ma, guardando al tipo di personale di cui si tratta, Fanfani è da moltissimi anni lontano da responsabilità governative ed è stato, pur con qualche estrosità, sempre lineare. Forlani è stato sul terreno politico e non amministrativo. Rumor, destinatario egli stesso dell’attentato Bertoli, è uomo intelligente, ma incostante e di scarsa attitudine realizzativa; Colombo è egli pure con poco mordente e poi con convinzioni democratiche solide. Andreotti è stato al potere, ha origini piuttosto a destra (corrente Primavera), si è, a suo tempo, abbracciato e conciliato con Graziani, ha presieduto con indifferenza il governo con i liberali prima di quello coi comunisti. Ora poi tiene la linea dura nei rapporti con le Brigate Rosse, con il proposito di sacrificare senza scrupolo quegli che è stato il patrono ed il realizzatore degli attuali accordi di governo.

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Castrare

giu 22 2005 Inviato da nella categoria Strips

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Jennifer Garner /25-26

giu 22 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Interrogatorio Moro /1: La crisi del ’64 – Segni e De Lorenzo

giu 21 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

• (COMM. MORO, 125; COMM. STRAGI, II 381-383; NUMERAZIONE TEMATICA 1)

Il memoriale Aldo MoroIl tentativo di colpo di stato nel 64 ebbe certo le caratteristiche esterne di un intervento militare, secondo una determinata pianificazione propria dell’arma dei Carabinieri, ma finì per utilizzare questa strumentazione militare essenzialmente per portare a termine una pesante interferenza politica rivolta a bloccare o almeno fortemente dimensionare la politica di centro sinistra, ai primi momenti del suo svolgimento. Questo obiettivo politico era perseguito dal Presidente della Repubblica On. Segni, che questa politica aveva timidamente accettato in connessione con l’obiettivo della Presidenza della Repubblica. Ma a questa politica era contrario come era (politicamente) ostile alla mia persona, considerato a quella impostazione troppo legato. Egli colse l’occasione di alcune polemiche giornalistiche (l’On. Nenni sull’Avanti), polemiche le quali avanzavano qualche sospetto sulla tenuta costituzionale dello Stato, per chiedere al Capo di Stato Maggiore della Difesa di difendere la legalità, mentre si sviluppava l’azione dei Gruppi di Azione Agraria, ostili alla politica del centro-sinistra e ad ogni politica democratica. In quel settore c’era confusione mentre la sinistra era ferma, ma tranquilla (comizio di Togliatti a San Giovanni). In tutti l’udienza straordinaria concessa a De Lorenzo e l’anticipato annuncio dettero l’impressione di un intervento ammonitore, cui non erano estranei molti nostalgici della politica centrista, che erano consiglieri del Presidente e gli presentavano artatamente a fosche tinte l’avvenire dello stato.

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