Schengen mon amour

Se avete un minutino di tempo mi rispondete ad un paio di domande, voi indignati dal mancato raggiungimento del quo-rhum:
dove l’avete vista a sud del Brennero questa nazione laica che si mobilita per un temi di alto valore morale? La percentuale degli astenuti più quelli del no al referendum sul divorzio è molto diversa da quella di domenica scorsa?
E perchè non ne traete le consequenze? C’è Schengen, potete vivere e lavorare senza alcun impedimento in una quantità industriale di paesi europei. Se avete problemi con la lingua ce ne abbiamo uno che ha come lingua un nostro dialetto e due che utilizzano la stessa matrice latina. Fate le valigie e confrontatevi con paesi dove i Ruini non dettano legge.
Vi piace il verde? Andate in Germania. Senza il mare non potete vivere? Sud della Spagna o Portogallo. La montagna è la vostra vita? Beccatevi l’Austria. Le bionde vi fanno trasecolare? Danimarca, Svezia o Finlandia. Con l’inglese ve la cavate? UK, Irlanda o Olanda.
E non accampate scuse sulla scuola dei bimbi, sull’asilo, sul partner che non vuol venire. Due mesi dopo il trasloco vi ringrazieranno. Trust me.

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21 Comments

  1. Fabrizio, significa che te ne stai andando o che te ne sei già andato?
    No, perché nel secondo caso questo tuo post somiglierebbe molto a quello che ha fatto Berlusconi con i risultati del referendum: già che sono all’estero per i cazzi miei (lavoro, ricerca, moglie, quel che è) e visto l’andazzo, sai cosa? dico che ci sono andato perché l’Italia è un Paese clericale.

  2. Joe, la vita non è in bianco e nero. Me ne sono andato, così per provare. E non tornerei neanche sotto la minaccia delle armi.
    Joe, una nazione così come una donna, agiscono come una droga. Ti danno assuefazione. La differenza la scopri quando ti sei disintssicato.
    Per cui sì, hai ragione. Me ne sono andato perchè è un paese clericale, perchè c’è il nano e giulianone, perchè la ricerca scientifica è presa a pesci in faccia, per i condoni e perchè le bionde sono mejo delle brune. E me ne sono accorto dopo che me ne sono andato che me ne ero andato per questi motivi, e che per questi motivi non sarei rientrato. Embe? Come facevo a saperlo, vivendo sotto bombardamento mediatico-modistico-clericale?
    Forse ora il post lo capisci. Era un invito ad uscire dal tunnel. Visto che con Schengen l’uscita è aperta.

  3. Emigrate tutti a Napoli! Non avete bisogno del passaporto, è vicino all’Italia, se parlate italiano a volte vi capiscono pure, c’è il sole, il mare, la pizza e il mandolino. In più siamo tutti cattocomunisti. Però quando scendete in stazione mettete i soldi nelle mutande altrimenti ve li scippano!

  4. Beh, mi sembra scontato, ma forse non e’ inutile ricordare che la cosa e’ estremamente soggettiva. E sicuramente bisogna uscire per un lungo periodo e provare, staccarsi, per capire quanto sono forti le proprie radici.
    Non e’ solo questione di Berlusconi o di certe difficolta’ di lavoro che ci sono oggi, i fattori sono ovviamente molteplici, e ognuno ha le sue priorita’. Ci sono tante cose che si prendono in considerazione (oltre le ragioni economico/professionali) e che per alcuni contano di piu’ per altri di meno, non ultime il clima e i paesaggi, la mentalita’ della gente, la gastronomia, le tradizioni, i trasporti e le distanze, o anche la possibilita’ o meno di visitare l’Italia facilmente (oggi incredibile se si sta in Europa). E su questo tra Paese e Paese c’e’ una differenza abissale, ve lo dico io che sono in Australia.

    E non accenno nemmeno ai legami sentimentali, per carita’…

    E poi non diciamo solo che e’ per colpa della Politica che ci si sposta, perche’ e’ una mezza verita’, se non proprio una cazzata.
    A me tutto quello che succede in Italia indigna, per carita’, ma personalmente io voto sempre, non seguo il calcio e non compro i giornali che ne parlano, non guardo la tv e non compro certi prodotti e gadgets pubblicizzati dall’ultima moda, non compro giornali e riviste che come mezzo di pubblicita’ usano tette e culi. Quindi fosse per me tanti coglioni che la fanno da padroni sarebbero falliti.
    In piu’ mi informo e cerco di informare gli altri, e manifesto quando mi pare il caso di farlo. Piu’ di cosi’, per ora non so che fare.

    L’Italia e’ un bellissimo Paese, e francamente mi auguro proprio di rimanerci. Poi chiaro, se uno magari non e’ molto influenzato dai fattori che ho detto, e magari -che so- fa ricerca e non ha fondi da noi, chiaro che si sposta piu’ facilmente tipo in Irlanda o in Svizzera come Fabrizio (c’ho preso?), o altrove. Tra l’altro oggi tornare in Italia dall’Inghilterra o Francia(per fare solo un esempio) come tempo e denaro e’ paragonabile ad uno spostamento Milano-Napoli, se non Milano-Roma.

    [Quindi ad ognuino la sua scelta, e magari, se proprio volete emigrare, iscrivetevi all’AIRE e votate contro il Berlusca anche da fuori, grazie.]

  5. vorrei cortesemente osservare che anceh la svizzera ha approvato l’adesione al trattato di schengen.
    con un referendum! ironia della sorte…

  6. Fabrizio: non capisco se questa vuole essere un’altra provocazione tipo quella delle particelle quantistiche oppure un discorso serio.
    Se quando sei qui non ti rendi conto di vivere in un Paese governato da un monopolista delle comunicazioni, un Paese che ospita lo stato della Chiesa, che alla televisione trasmette Buone Domeniche Amici e Costantini vari, che si spranga allo stadio, che scatta sull’attenti se Ruini dice di non esercitare un diritto democratico, che preferisce andare al mare piuttosto che esprimere la sua posizione, che truffa le assicurazioni eccetera eccetera eccetera…
    Se mentre eri qui non te ne rendevi conto, se ti è servito andare all’estero per capirlo, allora hai fatto bene: perché non ti saresti reso conto nemmeno del fatto che non di solo Berlusconi e Prodi è fatta la classe politica, che alla tivvù c’è anche SuperQuark Report e Correva l’anno, che nonostante la chiesa e ruini c’è un sacco di gente (10 milioni) che al suo diritto non rinuncia e che, magari incazzata, è già pronta per la prossima battaglia, eccetera eccetera eccetera

  7. Sottoscrivo appieno l’ultimo post di Aboriggeno, sintesi matura e intelligente del pensiero dei tanti che non si arrendono e che riescono comunque a guardare fuori dalla finestra con un sorriso.

  8. Fabrizio, certo che uno si distrae un attimo dalle sue personalissime battaglie e gli avversari subito ne approfittano.
    Cosa cazzo vuol dire una nazione così come una DONNA agiscono come una droga?
    Perchè, non vorrei insistere, ma fino a quando sono le basi ad essere contaminate dai pregiudizi, non ci sarà mai nessun progresso, nessuna innovazione, nessuna possibilità di cambiamento.
    Poi ci meravigliamo che vinca l’astensione ad un referendum nel quale la saluta della donna/droga, viene assolutamente sottovalutata.
    E adesso non dirmi per favore che era una battuta come dire che gli albanesi sono tutti delinquenti e i negri puzzano.
    …e io che me la prendo con mia mamma che ha votato no.

  9. Ma quale unione europea e palle varie!
    Deportiamoci tutti quanti in un bel paesiello dell’Africa, tipo il Congo, la Somalia o (perche’ no?) l’Italia del nord in Etiopia e l’Italia del sud in Eritrea…
    tra fame, guerra civile, schiavitu’ e pestilenze varie, magari ci rendiamo conto che possiamo bellamente fottercene di diritto al voto, del trattato di schengen, del raggiungimento del quorum et simila… ed anche (anzi, soprattutto)della genetica.

  10. L’Italia non sarà quel gran Paese che i suoi governanti spacciano che sia. Però non ci si sta male. E quando tutta questa massa di rompicoglioni se ne sarà andata via, si starà molto meglio.

  11. Sono partito dall’Italia finite le elementari. Ho vissuto 6 anni in Belgio, ho fatto la maturità a Lussemburgo e poi ho preso un diploma a Parigi. Sono tornato in Italia per la laurea, a Milano, e poi sono ripartito a lavorare all’estero: ho iniziato a Londra e, ormai da tre anni, sono a Zurigo. Non mi considero un cervello in fuga, almeno non più di tanto.
    Vuoi sapere perché si resta in Italia? Leggi Cesare Pavese: perché una terra ci vuole, perché in Italia riposano i miei vecchi, e un giorno anche le mie ossa. Perché è l’unica terra che difenderei con la vita, come mi ha insegnato mio padre, quando da bambino mi portava a vedere le croci e mi spiegava che lì fucilavano i partigiani. E se a volte non la pensano tutti come me, non fa niente: la democrazia è meno efficiente di un despotismo illuminato. Ma è più giusta. La democrazia è un valore, non un sistema.

  12. Non per tirarmela, ma che Schengen non c’entra un accidente l’avevo scritto alle 13.28 del 15.06…
    Schengen mon amour? “Le droit communautaire, cet inconnu…” sarebbe senz’altro un titolo più azzeccato.

  13. Dev’esserci stato un malinteso, allora… Ma francamente non saprei come altro interpretare una frase come “C’è Schengen, potete vivere e lavorare senza alcun impedimento in una quantità industriale di paesi europei”.
    E poi, in tutta onestà, se mi dici Schengen io penso a trattato, accordo, convenzione o una roba del genere… Mi pare sia una normalissima associazione… Il colosso di Schengen, l’oracolo di Schengen o il mastino degli Schengen sono opzioni che nemmeno considero….
    Ma so benissimo che il tema del post era un altro, perciò non facciamone una tragedia…

  14. Anch’io vivo in Australia ed ho anche vissuto in Gran Bretagna da dove, fiducioso, ero tornato in Italia. Poi ci fu il G8 di Genova. Cominciai allora a pensare che il mio Paese non facesse piu` per me e la mia famiglia. Poi mi resi conto in Italia non si cambia mai: a parte la politica a livello nazionale ci sono anche: politichetta, mafietta, scambiucci di favorucci, leccatine di culetti, clientes e protettori. Come al solito. Allora sono andato in Australia, avendo moglie Australiana. In Italia ci vengo in vacanza almeno una volta l’anno. La Toscana, Cinque Terre, Umbria, Sardegna, Sicilia…Bellissimo! In vacanza.

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