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Archivio per maggio, 2005

Giorgia Surina /9-10

mag 28 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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10 commenti

Si può fare tutto? Sì che si può.

mag 28 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il mio problema, a parte trovare un costoso centro estetico che si degni di eternare la bellezza delle mie unghie prima di luglio, è convincere un gruppo di magazzinieri e due gemelle terribili dell’amministrazione che la rete è una cosa bellissima. Che in rete si può fare tutto, che la rete è assolutamente friendly oltre che incredibilmente, incredibilmente easy.

Per chiarire il concetto pensavo di mostrare loro questo.

E magari anche questo. E a proposito di quest’ultimo soprattutto i commenti.

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Il mio Tratto Libero

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

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la vignetta.



Da oggi, fino all’8 giugno, invitato insieme a Vauro, Altan, Mannelli, Elle Kappa, Staino, a comporre il gruppo italiano, espongo alcune mie vignette ed illustrazioni in quel di Parigi alla mostra “Traits Libres”. “L’esposizione, organizzata dal Comitato Florence Aubenas & Hussein Hannoun, è una mostra itinerante di opere originali realizzate da oltre 60 illustratori e disegnatori della stampa internazionale, come espressione di solidarietà nei confronti degli ostaggi, per la difesa della libertà d’informazione. e per incoraggiare l’azione governativa francese tesa a rendere possibile la loro liberazione.

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www.ilgiornale.it

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Da oggi. Credo fosse l’ultimo quotidiano d’Italia a non essere online.

61 commenti

The numbers are bad

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Televisione

Oceanic Airlinesico-exploreaustralia.gifA’ J.J. Abrams, sai cosa?
Cazzo te credi, de sta’ a ffa’ Alias?

Comunque, ho una compagnia aerea da consigliarvi: vi porterà in posti che non avete neanche immaginato.


P.S.: Complimenti alla Touchstone per avere già solo pensato di realizzare il sito e di specificare che “tutti i voli sono stati cancellati”. Nella seating chart dell’aereo, se cliccate sui numeri maledetti (non ve li ricordate? Cliccate e trascinate il mouse da qui |4, 8, 15, 16, 23, 42| a qui) e avrete il promo della prossima stagione. Va da sé che non è consigliato cliccare se non volete avere anticipazioni o non siete ancora arrivati a vedere l’ultima puntata (la venticinquesima).

12 commenti

Star Pow(d)er

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Premetto che non ho la più pallida idea di chi sia Charung Gollar, e, qualora esista, ha un nome e un cognome da hobbit. Da quel che si dice in giro — la storia circola da diversi giorni su Internet e a me è arrivata oggi per posta elettronica — pare che Gollar sia un diplomatico norvegese
cui è stato chiesto di presentare alle Nazioni Unite un grafico che mostrasse i principali problemi nel mondo nel 2004. Pare che Pollar
abbia presentato un set composto da 8 slide intitolato “Il potere delle stelle” e che sia stato applaudito per la semplicità e, aggiungerei, per l’efficacia della sua idea.
Ammesso che Gollar esista, complimenti. Altrimenti: complimenti uguale.

Il potere delle stelle

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I dubbi della bioetica: se l’embrione è un essere umano, perché somiglia tanto a Sandro Bondi?

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Paginatré

Aspetto molliccio, testone glabro, incapacità di vivere e di pensare autonomamente: difficile riconoscere dignità umana a un essere siffatto, specie se fa pure il coordinatore di Forza Italia. Anche il neobigotto Giuliano Ferrara si schiera in difesa del concepito: “Un feto di ventun giorni ha un’anima: io la mia l’avevo già venduta a due settimane”. Buttiglione minimizza l’importanza delle cellule staminali, in grado di trasformarsi a seconda delle necessità: “Noi diccì lo facciamo da sempre, e non abbiamo mai guarito nessuno”. Chiamati a scegliere tra fecondazione medicalmente assistita e sterilità religiosamente imposta, gli italiani cominciano a invidiare gli embrioni: non fanno un tubo, non pagano tasse, e I politici si fanno in quattro per loro. Il ministro Pisanu annuncia nuove misure per scoraggiare il turismo procreativo: negli aeroporti verrà installato il “fetal detector”, per smascherare le italiane che tornano dall’estero dopo un concepimento in provetta. Intanto gli scienziati digiunano contro l’informazione carente sui referendum del 12 giugno, ma il governo fa spallucce: “Dopo i nostri tagli alla ricerca, per loro morire di fame è un’abitudine”.

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Giorgia Surina /7-8

mag 27 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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La finale di Coppa Italia

mag 26 2005 Inviato da nella categoria Libri

E cosa le devo dire signora? Il ragazzo scrive bene, si informa. Però..
Però?
Vede, lui scrive proprio bene, ma proprio proprio bene. E io come professoressa di Italiano dovrei giudicare solo quello. Ecco, lui descrive le situazioni in cui si trova in modo magistrale. Questa tesina sull’ONU su tutte. I fatti elencati, le insufficienze e i rigidismi dell’organizzazione, gli scandali e la mancanza di volontà internazionale. Scritta proprio bene. Me la sono letta in una serata.
Ma che cos’ha il mio Christian?

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Quel che si dice “essere troppo avanti”

mag 26 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Giorgia Surina e le veejay di MTV su Max di GiugnoConsiglio a chi non l’avesse ancora fatto di trascinare le proprie stanche membra presso un’edicola ed acquistare l’ultimo numero di Max.
Il servizio di copertina è imperdibile. Si intitola: “Come giocarsi a giugno quello che poteva tornare buono come calendario per dicembre”.

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Che la vita sia di destra?

mag 26 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Dibattito: i bambini sono di destra o di sinistra? Fermi, sappiate che non esistono dibattiti scemi: esistono solo dibattiti che abbiano trovato un pretesto per dilagare impuniti. Il nostro pretesto è che dei bambini di destra o di sinistra ha parlato il Corriere della Sera dell’altro ieri, una grandiosa apertura a otto colonne con affianco due trafiletti su una bambina sepolta viva a Miami e sul piano Blair per i mutui dimezzati, e il pretesto del Corriere è che ne parlato l’Espresso di questa settimana, e il pretesto dell’Espresso è che ne aveva parlato il comico Claudio Bisio durante i suoi spettacoli. Nel complesso ci è sufficiente: non cerchiamo che una scusa per parlare e scrivere di spettacolari cazzate, agogniamo pulpiti molto alti per temi molto bassi, è il declino dell’Occidente, bellezza.

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Giorgia Surina /5-6

mag 26 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Guerra totale allo stato laico

mag 25 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Milano è tappezzata di cartelloni che invitano all’astensione, come se l’astensione fosse davvero una scelta. In Tv impazzano preti, cardinali e ciellini. Tutte le forze cattoliche sono mobilitate, come non si vedeva da decenni. Qui si va ben oltre la fecondazione assistita, questa è una prova di forza totale, vogliono capire quanto in là possono spingersi nella guerra alla laicità. Se la spunteranno, è inimmaginabile quello che tenteranno di fare dopo. Loro hanno consensi e lobby ovunque: per noi non è certo tempo di essere divisi.

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Lettera aperta a Riccardo Orioles (il formaggio e le pere)

mag 25 2005 Inviato da nella categoria Opinioni

Caro Riccardo (Orioles, n.d.r.),
sappi che, dopo i tuoi commenti a due-post su Macchianera, ho in mente di scrivere questa lettera aperta da due giorni. Come ho già avuto modo di dire, capita che un post ti riesca meglio pensato sul posto di lavoro, durante una riunione, in macchina, al cesso, piuttosto che quando hai una tastiera sotto le dita. L’ho pensato perfetto, e poi non ho colto l’attimo: quando ho avuto occasione di collegarmi s’erano già fatte le cinque del mattino, e allora puoi immaginare: la botta di sonno, la stanchezza della giornata, un filo di senso di responsabilità nei confronti dei colleghi che si sarebbero svegliati di lì a poco sono bastati perché il “carpe diem” se ne andasse a farsi fottere e il “post perfetto” s’annebbiasse assieme a tutti gli altri pensieri in concomitanza con l’inizio della fase REM. Quindi metto le mani avanti: non garantisco sul risultato. E nemmeno sono in grado di promettere che seguirò la traccia.
Però dico questo – e lo dico, questo spero tu lo sappia, nutrendo un’immensa stima per quel che hai fatto e continui a fare, tra immense difficoltà che io conosco e magari altri no -: non sono d’accordo su quasi tutto (il che è più che normale, dal momento che tu stesso per primo hai espresso il tuo dissenso su Macchianera).
Dici che non ti è piaciuto lo scherzo del sito sequestrato. Cito:

Il “pesce di maggio”, ovvamente, non m’è piaciuto affatto. Intanto perché c’è di mezzo un Luca Sofri, che per me è semplicemente un pezzo di Ministero della Comunicazione (il fatto che faccia blog anche lui, che usi il nostro linguaggio, che ci sia simile sociologicamente, non mi commuove affatto); eppoi perché mi lascia capire che l’istinto nostro sarebbe di andare avanti a feste della matricola e casomai qualche volta occasionalmente anche a manifestazioni per il Vietnam Libero o Contro i Padroni. Invece qua c’era – e c’è – la possibilità di sostituire Repubblica o il Tg1 o Berlusconi, di cominciare a far vivere, al di fuori dell’industria del consenso, proprio l’informazione. Scusate il vocabolario retrò, ma oggi sono proprio incazzato e quindi esco proprio al naturale.

Non sei il solo a non aver apprezzato l’iniziativa: sei in compagnia di tanti che ci sono cascati e stavano per dare la notizia, o di quelli che han sempre pronto in tasca il “non si scherza su queste cose”. A me invece piace non piacere, e piace proprio perché qualcuno non lo sopporta. Un po’ come accade alla satira, insomma, quando è fatta bene, quando arrivano le lettere di protesta di quelli che non hanno capito, e le lettere di quelli che hanno capito benissimo.
Decidere di fare uno scherzo è un po’ come essere schiavi del gusto della battuta: sai che qualcuno se la prenderà, ma pensi sia bella e quindi nessuno ti può trattenere. Poi lo fai perché sei un po’ stronzo, questo va da sé. E qualche volta – lo ammetto: solo in parte – perché è un buon mezzo per comunicare un pensiero.
C’è una cosa che ti è sfuggita, Riccardo, una cosa che invece credo di essere riuscito bene a spiegare ai ragazzi di “Articolo 21“: che le leggi citate nel contesto di quella burla erano tutte vere. E dicevano una cosa semplice semplice: che se a rivelare il contenuto degli omissis del rapporto USA sul caso Calipari fosse stato un cittadino americano – anche uno in buona fede, come me, o il greco dell’ANSA, o il messinese di Repubblica, e mi fermo qui, perché manca “il marsigliese” e poi la Banda della Magliana è al completo – sarebbe stato a tutti gli effetti considerato persona condannabile ad una pena che va “da dieci anni alla pena di morte” per aver compromesso la sicurezza nazionale, rivelato importanti informazioni militari al nemico e tradito il proprio paese. Un terrorista, insomma. Anzi, senza “insomma”: un terrorista e basta.
Questo ti è sfuggito, Riccardo.
Poi, francamente, non capisco il riferimento a Luca Sofri. Anzi, a dire il vero, non capisco tutta questa retorica del “noi” e “loro”. La comprendo poi ancora meno se applicata a Luca Sofri in particolare. Se si continua a parlare di blog, “dell’internet” (come dici tu) non è solo merito dei gianlucaneri che provano a fare i copia&incolla su un documento o dei gianlucaneri che si divertono a fare scherzi idioti, ma anche – e direi soprattutto – dei lucasofri che ne parlano alla radio, dei filippofacci che ne scrivono sui giornali, delle selvaggelucarelli che vanno a fare le opinioniste all’Isola dei Famosi. E poi, sì, alla fine anche dei beppegrillo che ne parlano a teatro.

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La notte dei lunghi rutelli

mag 25 2005 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareLA BUFFA SINISTRA ITALIANA CHE APPOGGIA RUTELLI • E’ PER LE MULTINAZIONALI, ORA, CHE LA CINA E’ VICINA • SGALAMBRO, IL FILOSOFO CHE PARLO’ BENE DELLA MAFIA, OGGI INVITA I CATANESI AD ANDARSENE • LETTERA A SILVIO BERLUSCONI

• La cosa più semplice sarebbe dire che sono diventati matti tutti quanti e che, altro che congressi, qua non resta altro da fare che chiamare il manicomio. La seconda ipotesi, ovviamente, è che li paga Berlusconi. La terza, quella buona, è che semplicemente la posta in gioco s’è alzata troppo e che le buone maniere, in questo poker finale, sono diventate veramente un lusso.

La posta non è più solo politica, fare un governo. E’ determinare chi paga la sopravvivenza del paese – se sopravvive – nei prossimi vent’anni. Potrebbero pagarla Tanzi e Tronchetti, razionalizzando il sistema. Potrebbe pagarla Fantozzi, ma in questo caso bisognerebbe thatcherizzare il paese a un livello terrificante. Quel che non si può fare è continuare così. Ricordate la furberia più furba degli ultimi vent’anni, il “sommerso”? Fare un sacco di sghei lavorando in nero, abolendo gli scioperi, senza sindacato? Il mitico nordest, i padroncini? Bene. Funziona benissimo. Ma non qui. Funziona in Cina, dove però i “sommersi” sono due miliardi, con metà delle multinazionali del mondo (italiane comprese e compresi i nordestini) a dargli manforte e con noi come obiettivo finale: vendere panettoni cinesi a Milano e pizza di Shangai a Mergellina.

Sono già sulla buona strada, perché è dai tempi di Craxi che il concetto di “made in Italy” (cioè di marchio, cioè di niente) ha sostituito il concetto di produzione e non possiamo pretendere ancora a lungo che la borsetta firmata (e prodotta in Cina) valga duecento euri mentre quella identica non firmata (sempre prodotta in Cina) ne valga venti.

Ecco: il punto a cui siamo è questo e le ricette intermedie, dopo trent’anni di sogni allegri e di addormentamento industriale, sono a zero. Adesso: o si portano gli operai italiani quasi a livello cinese, con tante belle chiacchiere vaselinose ma sostanzialmente col bastone. O si portano imprenditori e manager a livello civile, senza permettergli ulteriormente il lusso di disperdere in investimenti “politici”, intrallazzi di borsa, rendite parassitarie, criminalità finanziarie, improfessionalità e tangenti le risorse che a questo punto sono vitalmente indispensabili per l’investimento e la ricerca. Il Pil, liberato da tutto ciò, *forse* sarebbe sufficiente. E forse no. Una parte della classe dirigente, comunque, ritiene che valga la pena di provare. Un’altra parte, o per egoismo o per thatcherismo convinto, ritiene che è tempo perso e che serve un governo forte che imponga i “sacrifici” verso il basso.

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