Don Vincenzo e Berlusconi

Oggi sono tornato alla vecchia enoteca di Don Vincenzo a Pescara. Don Vincenzo ha 87 anni e continua a fare questo lavoro perché senza il suo vecchio bancone morirebbe. Ero in compagnia di un amico emigrato da anni a Londra, esterefatto per l’aumento incredibile dei prezzi. Abbiamo chiesto a Don Vincenzo perché una bottiglia che pagavamo 9000 lire adesso costasse 13 euro e 50. E’ partita una delle più lucide analisi sullo stato del paese che io abbia mai sentito, terminata così:
“ Guardete, guardete qui giovini che vi faccio vedere le fatture, ‘spettate nu mumente. Ecco qua, guardate, le tengo apposta. Tre anni fa io sto vino malefico lo pagavo 7000 lire la bottije. Adesso guardate qua, 9 euro lo pago io oggi. 9 euro. è 18000 lire.”

Don Vincenzo tira il fiato e prosegue

Ora scusate la parola, ma che cazzo ci hanno messo dentro che da un momento all’altro costa più del doppio? Lo stesso vino, con le stesse uve? Ma come diavolo è possibile? Altro che palle questi sono ladri e basta! ”.

Poco prima il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato in una conferenza internazionale con il premier inglese Blair che in Italia si sta benissimo e la ricchezza aumenta a dismisura. A riprova di questo incontrovertibile dato di fatto ha riportato una eloquente prova del nove:“ Noi italiani siamo dei playboy, e ogni giorno mandiamo dieci sms alle nostre tante ragazze”.
Tanti messaggi, tanto traffico telefonico, tanto PIL e ricchezza aggiuntiva generata tramite una indiscutibile passione nazionale per la gnocca.

Ora, è assurdo pensare che dei due è Don Vincenzo il quasi novantenne. I discorsi da vecchio rimbambito non li fa certo lui

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17 Comments

  1. Se l’economia italiana è in cancrena, Berlusconi è la goccia di pus infetto che stilla per prima dal bubbone.
    Prodi è la garza…non sterilizzata.
    Buonanotte (buongiorno?)

  2. e c’era bisogno di andare a rompere i maroni ad un ottuagenario, tal Don Vincenzo Da Pescara, per sapere una cosa del genere? L’amico inglese è esterefatto? per che cosa? Ma dove vive a Londra,in uno squat? Sì perchè sono venti anni che capitando occasionalmente da quelle parti mi faccio sistematicamente derubare.

  3. Dunque, facciamo due conti spicci in tasca a don Vincè (spicci perchè io non so far altro, di queste cose non me ne intendo, e insomma al massimo mi correggerete voi). In epoca a.E. (avanti Euro) l’ottuagenario pagava quella bottiglia di vino 7.000 lire, e la rivendeva a 9.000. Secondo me non è realistico che fosse così, e don Vincè come minimo ricorda male (87 anni sono 87 anni per tutti); ma diamo il fatto per buono. Quindi il venditore guadagnava 2.000 lire per ogni bottiglia. Oggi invece la paga 9 Euro (18.000 lire) e la rivende a 13.50 Euro (27.000 lire). Dunque ci guadagna 4,50 Euro, cioè 9.000 lire. Io da questi due conti sono tentato di trarre quanto segue: che in questi tre anni il costo della bottiglia è aumentato per lui del 157% circa, ma il suo guadagno (sempre per bottiglia) è aumentato addirittura del 350%! E insomma, chissà se nel vino ci hanno messo dentro qualcosa di diverso, come dice lui, ma chissà anche se lui nel frattempo si è messo ad incartarvi la bottiglia nell’oro. Questo nel particolare. In generale, invece, credo voglia dire che don Vincenzo ha partecipato come tutti al grande banchetto dell’Euro, al quale solo i titolari di redditi da lavoro dipendente e i pensionati non sono stati invitati.

  4. M.B. mi ha levato il commento di bocca.
    Magari il produttore che prima vendeva a 7000£ e poi è stato “costretto” a passare a 9 € si lamentava dicendo: “Emaccheè, ste bottiglie di vetro prima le pagavo 200£ ed adesso mi costano 50Cent l’una, e di chessoffate, d’oro??” E così via ….

  5. Perfetto, appurato che Don Vincenzo è un paraculo tra i tanti e che l’Euro è una sòla, all’estensore del post resterebbe da spiegare cosa c’entri Berlusconi. Ma poichè temo che direbbe “il governo doveva controllare e/o calmierare i prezzi”, facciamo che basta il pensiero…

  6. Massì, torniamo alla lira, così possiamo ricominciare a svalutare per fare la concorrenza ai cinesi! Sarebbe una discesa ripida verso il crack più doloroso degli ultimi cinquant’anni, altro che Argentina!
    La mentalità perdente è che sono tutti convinti di poter ancora reggere un’economia sull’abbigliamente e altre cazzate simili, e di conseguenza si investe sempre meno in ricerca e sviluppo, che tanto le scarpe e i ninnoli non hanno bisogno di scienziati.
    @De Collibus: potresti darmi dei riferimenti per questa enoteca, che sto da quelle parti e se mi capita ci faccio un salto?

  7. Ragazzi, prima di dare al mitico Don Vincenzo del paraculo, vi premetto che non tutti i vini erano aumentati del 300 per cento. C’erano pure alcuni casi (documentati dalle bolle) di vini che costavano 9000 lire e adesso costano 4 euro e 50.

    La cosa che mi ha fatto pensare è che trovi un vecchio matusalemme mezzo ubriaco che dice cose lucidissime sui nostri problemi reali, e dall’altra parte un presidente del consiglio che spara stronzate allucinanti con tranquillità, come se dicesse le cose più ovvie del momento. Non volevo certo costruire un monumento ai commercianti.

    :GEPS l’enoteca è in via Cesare Battisti, all’altezza del mercato coperto- via dei mille. Chiedi in giro di Don Vincenzo, immagino lo conoscano tutto.

  8. insomma chi ha uno stipendio fisso lo pija in culo.bene o male i commercianti ammortizzano

  9. De Collibis, non volevi fare un monumento ai commercianti? E perchè no? Saresti stato almeno originale? Ti sei mai chiesto perchè il vecchietto (e tanti altri come lui) ad 80 anni suonati venda ancora bottiglie di vino? Te lo dico io perchè, per via della sua pensione che è realmente di euro 600 – 700.
    Le sue bottiglie sono aumentate? Allora anche gli stipendi, prima, chi prendeva un milione, oggi percepisce addirittura 1.000 euro,il doppio!!! Proprio come il vino di Don Vincenzo.
    Riguardo i poveri pensionati, leggevo che 7 su 10 hanno meno di 50 anni.Una gran parte di loro lavora ancora, naturalmente in nero, e alla fine del mese guadagna come 4 enoteche del Don Vincenzo. Sragionare sulle cifre per categorie è facilissimo e per questo è pratica molto diffusa. E a tal proposito, De Collibus, il tuo stipendio ante e post euro? :)

  10. M.B. Il problema è un’altro.
    Di quelle bottiglie Don Vincè oggi ne vende una quantità pari a un terzo. Questo è il vero problema, chiamala pure se vuoi recessione. I commercianti e le aziende in assenza di una corretta informazione (ci mancherebbe sono un bel serbatoio di voti per chi sta ai comandi del vapore)pensavano di arricchirsi più in fretta arrotondando gli “euri” sulle vecchie lire.
    L’hanno fatto spudoratamente e inverosimilmente fino al punto che la bottiglia di vino molta gente non se non se la più permettere e …non la compra.

  11. siamo un popolo di poeti, santi e navigatori… se un modo di dire così poco “concreto” ci rappresenta da un bel po’ ci sarà un motivo. e l’effetto crestone-sull-euro è solo l’ultimo esempio per una nazione che ormai si fonda sulla finanza, sul prezzo, sull’immagine (made in italy… ma COSA?!??!) e non sul prodotto.
    io ho appena scritto all’Università di Urbino chiedendo perché, oltre a Valentino Rossi, non danno un laurea ad honorem alla Franzoni, mi sembrerebbe parimenti giusto.

  12. Pico, in ogni caso è evidente che il signore dell’esempio ha avuto la possibilità di reagire (lasciamo stare i discorsi di causa ed effetto, per semplicità e perchè altrimenti non ci salviamo più), ed oggi, verosimilmente non guadagna meno di un paio d’anni fa, o più probabilmente guadagna di più. E’ per questo che quando si guarda ai titolari di redditi da lavoro dipendente, e solo a quelli, si parla di categorie “socialmente sottoprotette”.

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