Sui relativismi e su Benedetto XVI (o Celestino VI, fa lo stesso)

Joseph RatzingerDiego BrugnoniAllorquando, tra sbornie sponsorizzate, entrava in scena il governo revolucionário del compagno Joseph, io ero lì a persuadermi che sarebbe stato igienico saperne qualcosa in più (mica tanto, appena l’essenziale): iniziai leggendo quello che avevo attorno su papi e Chiesa, leggiucchiai decine d’interventi (da sermoni stantii agli scritti di Hans Kung e Max Planck), tentai perfino di abbracciare il pensiero di Joseph Ratzinger.
Ecco, completato l’anfrattuoso cammino, ne sono uscito pure malconcio dacché l’obiettivo era uno, unico: decifrare e cercare un barlume di verità nell’accezione forte dell’anti-relativismo, quella che svende il “suo nemico” come un «lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina». Il cavallo di battaglia di chi Regna oggi sulla Chiesa.

Alcune irrinunciabili premesse di carattere personale, come se bastassero ad evitare fraintendimenti orticanti: in primo luogo, in neppure una fase della mia vita sono stato pervaso da acredini antipapali e – di più – posso dirmi senza vergogna un retaggio del comunismo cattolico (che fu maestro di Enrico Berlinguer); in secondo luogo, ho sempre creduto di poter cercare negli altri un pezzo di verità, evitando adesioni dogmatiche a qualsivoglia credo od ideologia; in terzo luogo, last but not least, «quando è merda è merda, non ha importanza la specificazione».

Ciò detto, prestatemi aiuto ed avvisate quando sbaglio. Perché Benedetto XVI – successore di San Pietro per gli intonati o, semplicemente, Joseph Ratzinger – ai miei occhi incarna appieno un volere comune alle gerarchie vaticane: non c’è spazio per apertura alcuna, con tanti saluti all’ultimo Wittgenstein e al suo anti-universalismo. E non mi si venga a dire, scimmiottando Vespa-Bruno, che è gente di destra che fa riforme di sinistra: la più immonda fesseria della storia dei proverbi.
Allora mi chiedo, da relativista, dove sia l’inganno; mi chiedo se il relativismo, in fondo, non sia una grossa vaccata o, differentemente, cerco le ragioni di una chiusura della Santa Sede ad una Religione soggettivista, intesa come “cosa del soggetto”. Cerco, ma non trovo. Trovo altro.

Il relativismo da una parte può apparire come positivo, in quanto invita alla tolleranza, facilita la convivenza, il riconoscimento fra culture, fino al punto di ridimensionare le proprie convinzioni e riconoscere il valore degli altri relativizzando se stessi: è un passo positivo. Ma se si trasforma in un assoluto, il relativismo diventa contraddittorio in se stesso, distrugge l’agire umano e in ultima istanza mi sembra una mutilazione della nostra ragione. Ragionevole viene considerato allora soltanto ciò che è calcolabile e falsificabile o provabile nell’esperimento del grande settore, settore ammirevole, delle scienze.
(Joseph Ratzinger, 4/11/2004)

Dice: il relativismo, solo se degenera in un’impostazione assoluta, diventa ostacolo che canalizza arbitrariamente la perenne e naturale trasformazione delle cose, chiave di un sano relativismo. Relativismi nemici di relativismi, chioso io.
Ma il punto è proprio questo: la santissima fermezza nel difendere una “verità integrale” – qualunque essa sia – annulla le sfumature degli altri trasfigurandole in un blocco monolitico di punti deboli. Non è così che funziona? Non è questo che insegna la storia?
Allora, il relativismo si sdoppia tra Bene e Male – quando va bene – solo nei dotti confronti filosofici o quando c’è da rinsaldare il dialogo interreligioso (purché gli uni non tocchino la dottrina degli altri, sia mai; sincretismo diabolicum est); diventa uno ed unico, nemico e «moda del pensiero», allorché ci si interroga su tematiche attuali, sulle revisioni di una dottrina stanca, sulla necessaria transizione della Chiesa dal ruolo di un legislatore morale al ruolo – atavico – d’evangelizzatore dinamico.

Parlatene con Hans Küng, consigliere nel Concilio Vaticano II ma poi censurato a causa del rifiuto della dottrina dell’infallibilità del Papa (uno di quei “decreti” che, assieme allo Spirito Santo nel Conclave, faccio fatica ad assorbire).
Parlatene con il dissidente Küng, secondo cui – a torto o a ragione – «per Ratzinger, oggi esiste al mondo un unico buon teologo: Joseph Ratzinger».

Lo scisma tra un relativismo sano ed un relativismo assoluto, per farla breve, è una favoletta. Da raccontare solo quando serve. Con juicio.

Ma io, gente, sono un portatore sano di relativismo – anch’esso sano – e lascio sempre aperte le porte del giudizio: infilerò là-in-basso il mio deviazionismo, dovessi sbagliarmi. Perché la verità s’impone da sé e se sbaglio capirò. Io.

E se Dio fosse uno di noi / solo e perso come noi / anche Lui con i suoi guai / nessuno che Lo chiama mai / solo per dire: «come stai?» / e invece chiedono attenzioni / di far miracoli o perdoni / oppure dare assoluzioni…
(Eugenio Finardi, “Uno di Noi”)




* La caricatura del compagno Joseph esce, fresca-fresca, dalla matita di un eccelso caricaturista-vignettista brasiliano, un amico: Rapha. Ne sentirete parlare.
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23 Comments

  1. La chiesa ha sempre fatto i suoi interessi, o meglio gli interessi di chi era ai vertici.
    http://katapekkia.altervista.org/?q=spezzati_lanello_e_il_sigillo_di_giovanni_paolo_ii.htm
    L’interessamento degli ultimi vent’anni da parte del Papa per i giovani non è del tutto disinteressato: la religione cattolica ha sempre fatto proselitismo, e chi non meglio dei giovani può essere portatore della fede cattolica? Purtroppo anche alcuni giornalisti ed esponenti della destra (ad esempio Benvenuti), drogati dalle parole dei Pap(i), decidono di scagliarsi contro chiunque faccia satira sulla chiesa! e quale potrebbe essere capro espiatorio più adatto di un giornale libero come indymedia?
    http://katapekkia.altervista.org/?q=societ_katapekkia_nella_lista_siti_demoniaci.htm Il PM Vitiello decide la chiusura per vilipendio alla religione cattolica e alla figura del Papa. Notare, il papa è l’unico personaggio pubblico (capo di uno stato estero) ad avere una legge che lo protegge dal vilipendio! Sarà che io non capisco nulla di giurisprudenza….

  2. E’ molto semplice. Il pensiero critico (che è qualcosa di emglio del relativismo) deve contemplare ANCHE la possibilità che esistano verità assolute. Laddove invece la loro esistenza venga esclusa apriori, si cade nella dogmatizzazione del relativismo (che, in quanto -ismo, tende a essere un dogma).
    Quali siano queste verità assolute, naturalmente il pensiero critico non può saperlo. Tuttavia una istituzione, come il cattolicesimo, che ci ricordi che le verità assolute POTREBBERO esistere, ha la sua utilità.
    Inoltre, il cattolicesimo presenta le sue verità/opinioni, e le presenta in maniera netta: “il tuo si sia si e il no no”. Non siamo obbligati ad accettarle, ma simile franchezza è apprezzabile.
    Lamentarsi invece mi pare vuoto e infantile. Che si controargomenti, semmai.

  3. Ma no, lascialo quel “San Paolo”. Lo trovo assolutamente chiaro nel descrivere la profondità delle tue “leggiucchiature”.
    A proposito, hai davvero un’idea chiara di quello che significhi “infallibilità del Papa”? Ti consiglio una ricerca su Google con le parole chiave “ex cathedra”. Dovresti riuscirci anche tu.

  4. Odio l’estensore di questo post. Di un odio sano e netto. Odio il suo modo di scrivere virgolato, la mancanza di un pensiero riassumibile, quell’icona da gesuita in alto a sinistra. Odio i cattocomunisti, rovina del pianeta.

  5. Continua l’equivoco (non casuale, voluto) in cui si incorre negli ultimi tempi, parlando del nuovo Papa. Il Cattolicesimo è un sistema religioso: in quanto tale, lo si accetta o non lo si accetta, e, naturalmente, entrambe le scelte sono del tutto legittime. Ciò che però sarebbe assurdo, se non fosse, semplicemente, strumentale, è la pretesa di interferire con le sue dinamiche interne per cambiarle come più ci piace. Benedetto XVI, con ogni probabilità, rimarcherà le stesse posizioni di GPII, di cui fu, tra l’altro, amico e coadiutore. Sarà forse conservatore, come dice la sua fama: sarà, in pratica, il Papa. Il Papa, però, va bene quando avversa la guerra in Irak; non va bene, invece, quando condanna il preservativo.

  6. DIO: Parto di fantasie malate. Abitatore di cervelli senili e impotenti. Compagno e confortatore di spiriti rancidi nati alla schiavitù. Cocaina per isterici. Pillola per menti stitiche chiuse al sapere. Marxismo per cuori rammolliti.

  7. mah, io tutto questo scandalo per le parole di Ratzinger non lo capisco. la chiesa è sempre stata contro il relativismo, contro l’accettazione di un’altra verità che non fosse quella dogmatica. legittimamente e ovviamente, oserei dire. e penso anche che il papa abbia ragione da vendere quando parla di fede adulta, di fede che richiede sacrificio (l’esempio di Cristo).

    e visto che nessuno obbliga nessuno a essere un cattolico, se non vi sta bene potete sempre fare come abbiamo fatto in molti: smetterla di dichiararci cattolici e vivere bene uguale.

  8. Giordano, se il Papa si occupa di faccende umane come guerra e preservativi, è come tutti gli umani sucettibile di critiche o lodi.
    Nessuno si sogna di mettersi a disquisire sul valore artistico del Padre Nostro o sulla scelta dei termini per l’Ave Maria, ma se si torna tutti sulla “terra”, Papa compreso, tutti comuni mortali siamo.

  9. Sì, ma io l’ho scritto: «avvisate quando sbaglio». Grazie Gabriele.

    In fondo-in fondo, però, era un omaggio al santo più citato dai cattocomunisti. Me la passate?

    @F.F.: odiamoci, sanamente e nettamente. Come si fa?

  10. Sì Vis, è evidente come chiunque sia lodabile o criticabile da parte di chiunque. Però, nel caso del Papa, c’è a mio avviso di più, visto che è una figura seguita da milioni di persone. C’è un tentativo di strumentalizzazione a fasi alterne, che ha a che vedere anche con aspetti che sono costitutivi della vita della Chiesa e delle sue leggi. E comunque la distinzione tra cielo e terra va bene per me o per te, non per una religione.

  11. Boh… ho letto troppi avverbi in questo post, e i testi pieni di avverbi non mi piacciono.

    Riassumendo, la mia formazione cattolica – rinnegata – si basa su questo:

    * Dio è infallibile. Non si discute. Punto è stop. Se una cosa è giusta, lo è, se è sbagliata, lo è.

    * L’uomo è libero di scegliere, e dunque anche di sbagliare. Se avverte il peccato e se ne libera (non la colpa, il peccato), è perdonato da Dio.

    * Dire che una religione – qualunque – ammetta il relativismo sulle “cose di dio” (tra cui il Bene e il Male), è un ossimoro

    Su Ratzinger si sbaglia di nuovo.
    Lo citi da Cardinale, da Teologo e da Mangiatore di Krauti ma lo Spirito Santo lo ha chiamato ad essere il successore di Pietro, ed è abbastanza intelligente da anteporre la Chiesa alla dottrina.
    Il Papa non è il presidente del consiglio dei cattolici mondiali e dunque espressione di una maggioranza: ne è la guida spirituale, il padre, e lo è di tutti, del clero e dei laici (nel senso originario, ossia il popolo), dei probi e dei peccatori. Non è una dittatura di Ratzinger, egli non comanda, esegue soltanto. E mi pare, così, che sia una persona che sappia mettere questo suo nuovo ruolo davanti a tutto, anche e sopratutto alle sue idee, per il bene di Cristo e della Chiesa.

    Minchia che pippone che ho scritto!

  12. Non c’entra niente però dovete leggerla:

    “USS Lincoln contro A-853…”

    Conversazione realmente registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 a largo della costa di Finisterra (Galicia), tra galiziani e americani, il 16 ottobre 1997.

    SPAGNOLI: (rumore di fondo) … vi parla l’A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisione con noi. Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche.

    AMERICANI: (rumore di fondo) … vi suggeriamo di
    virare 15 gradi nord per evitare la collisione.

    Spagnoli: Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione.

    Americani: (un’altra voce) Vi parla il Capitano di una nave degli Stati Uniti d’America. Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione.

    Spagnoli: Non lo consideriamo nè conveniente nè fattibile, Vi suggeriamo piuttosto di virare di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi.

    Americani: (tono accalorato) VI PARLA IL CAPITANO RICHARD JAMES HOWARD, AL COMANDO DELLA PORTAEREI USS-LINCOLN, DELLA MARINA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, LA SECONDA NAVE DA GUERRA PIU’ GRANDE DELLA FLOTTA AMERICANA.CI SCORTANO 2 CORAZZATE, 6 DISTRUTTORI, 5 INCROCIATORI, 4 SOTTOMARINI E NUMEROSE ALTRE NAVI D’APPOGGIO. NON VI “SUGGERISCO” , VI “ORDINO” DI CAMBIARE LA VOSTRA ROTTA DI 15 GRADI NORD. IN CASO CONTRARIO CI VEDREMO COSTRETTI A PRENDERE LE MISURE NECESSARIE PER GARANTIRE LA SICUREZZA DI QUESTA NAVE. PER FAVORE OBBEDITE IMMEDIATAMENTE E TOGLIETEVI DALLA NOSTRA ROTTA !!!

    Spagnoli: Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre, e un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l’appoggio della stazione radio “Cadena Dial de La Coruña” e il canale 106 di emergenza marittima. Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla TERRA FERMA E SIAMO NEL FARO A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea
    di che posto abbiamo nella classifica dei fari spagnoli. Potete prendere le misure che considerate opportune e fare quel ***** CHE VI PARE per garantire la sicurezza della vostra NAVE DI ***** , che si sfracellerà sulla roccia. Comunque insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata : cambiate la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione.

    Americani: Bene, ricevuto, grazie.

  13. non solo non c’entra niente, è pure una barzelletta vecchissima in versione inutilmente prolissa.

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