Gianluken Schwarzen

Ein italienischer Blogger gibt das US-Militär und die Geheimdienste der Lächerlichkeit preis.

Doch leider beziehungsweise dummerweise wurden die Textstellen eben nicht auf Papier geschwärzt, sondern nur im Adobe-Format. Und wie der Blogger Gianluca Neri sehr schnell herausfand, genügt es ihm Adobe-Reader, die Textauswahl zu aktivieren, um dann ganzen Text zu markieren. Dann lässt sich auch der geschwärzte Text beispielsweise in einem Open Office-Dokument lesbar “einkleben”.

Traduzione libera:

Un blogger italiano sbertuccia i militari US e i servizi segreti.

Sfortunatamente, anzi incredibilmente, gli omissis non sono stati fatti su carta, ma sul documento PDF. E come ha potuto scoprire velocemente il blogger Gianluca Neri, è sufficiente selezionare l’intero testo con l’Acrobat Reader (sic!). Dopodichè il testo selezionato si lascia incollare senza gli omissis in un documento Open-Office.
(letto sulla Home Page del Portal intern.de, anche qui con link a Macchianara)
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31 Comments

  1. A’ Gianlù e basta un pò! Guarda che gonfiare l’ego fa malissimo.
    (però sei stato bravo … grande gneri … come con la lista dei massoni … bravo bravo)

  2. Se volete ecco un’altro scoop.
    Le strisce della bandiera americana sono degli omissis.
    Il signor Gianluca Neri è pregato di fare copia e incolla!

  3. A parte la disonesta’ dei quotidiani italiani che non citano mai le fonti, qui siamo arrivati alla sagra del millantato credito. Non sapremo mai di chi e’ la paternita’ della scoperta, se di Neri o dello studente greco di Bologna che giustamente protegge il suo anonimato, citato dall’ANSA. Ma c’e’ perfino il dubbio che si tratti di una colossale bufala visto che i documenti di quel genere non si trovano cosi’ facilmente in rete…

  4. A parte la disonesta’ dei quotidiani italiani che non citano mai le fonti, qui siamo arrivati alla sagra del millantato credito. Non sapremo mai di chi e’ la paternita’ della scoperta, se di Neri o dello studente greco di Bologna citato dall’ANSA che giustamente protegge il suo anonimato.

  5. Che stress, si impalla sto server e non si capisce se il messaggio è partito, e poi mentre ne approfitto per limarlo parte due volte. Vabbe’ Gianlu’ se semo capiti.

  6. Perché “Sic”? Non si può negare che basti il Reader invece della “versione professionale etc. etc.” di cui si parlava nell’articolo originale di Gianluca. Molti giornali on line e non hanno utilizzato quest’ulteriore semplificazione per arrivare al fatto che “la notizia” era “copiare / incollare” da Acrobat Reader e non eseguire una complessa procedura informatica etcetera etcetera. Ancora bravo a Gianluca, anyway.

  7. ma sbaglio o sull’Avvenire di oggi (sì, lo so che non è il giornale che leggi sempre!) c’è la foto del Neri con la didascalia…sul ragazzo greco rimasto anonimo? ;)

  8. Neri, bravo, hai avuto anche fortuna l’abbiamo capito, ma varia un pochino!
    E in genererale, non ho capito se da qualche mese è in atto una lenta trasformazione del blog in un coacervo di post e commenti di “opinionisti” semi-anonimi (e dunque mi sono adeguata da subito) e spesso semi-anarchici (se si parla di Berlusconi ovviamente) o se ti manca il tempo, la voglia e la libertà di azione.
    Insomma, succede di tutto ogni giorno al mondo e questo blog non ne è più neanche sfiorato!

  9. Non è che ci stiamo un po’ montando.. basta… manco sei stato ilprimo, poi.. vai a farti un giretto sull’ansa…

    Luk

  10. Io prima di pronunciarmi sul Neri, aspetto di sentire quello che dirà in tv da Vespa, da uno mattina, da Costanzo, da Biscardi e dalle varie buone domeniche.
    Aspetto, ascolto e condanno x i fatti miei.

  11. Dimenticavo, ma un bel banner sull omissis non c è la fai propri a pubblicarlo ?
    A me manca molto!

  12. scusa Giamluca, ma qui dice che sei arrivato molto dopo, almeno a stare ai tempi che hai dato tu
    chi troppo in alto volò…

    http://italy.indymedia.org/news/2005/05/784665_comment.php#785024

    Rapporto Calipari; i blogger millantano, i media abboccano come al solito
    by mazzetta Tuesday, May. 03, 2005 at 11:58 AM mail:

    Nel deserto delle competenze la verità si perde.

    Ieri abbiamo assistito al trionfo dei blogger, o meglio di 1 blogger che ha fatto il diavolo a quattro per rivendicarsi lo svelamento del rapporto su Calipari.
    Ovviamente i media, dall’inizio persino increduli di fronte ad altri blogger che pressavano redazioni ed agenzie, non hanno creduto alla cosa, salvo riempire poi i lettori della storia del bloggerista che ha gridato più forte degli altri.
    In realtà il rapporto stava qui:
    http://italy.indymedia.org/news/2005/04/783084.php
    da poco dopo la mezzanotte del primo maggio:
    Rapporto Calipari NON censurato

    by Rihaz Lubojo Sunday, May. 01, 2005 at 12:36 AM

    Quindi la primogenitura, stando agli orari della scoperta dichiarati dagli stessi blogger, spetta a Rihaz Lubojo, o chi si è -protetto- con questo nick.

    Inutile dire che come i blogger hanno visto questo post, così potevano fare le decine di giornalisti che ogni giorno lurkano indymedia per cercare qualche scorcio diffamante, così attenti ai fotomontaggi sul papa, così sensibili al primo cretino che scrive 10-100-1000, si sono fatti sfuggire questo “piccolo particolare” e poi hanno abboccato all’autoproclamazione del primo che passava.

    Giusto per sottolineare ancora una volta come la stampa nazionale sguazzi nell’approssimazione e nella totale incapacità, incapaci di comprendere quello che c’è oltre il loro naso, incapaci di accedere alla conoscenza perchè troppo ingessata in riti troppo uguali a se stessi e a paure figlie della dipendenza da altri.
    In ogni caso bravi i blogger che han spinto la faccenda, a parte quelii che han fatto a coltellate per vincere la medaglia del primo arrivato dopo, anche se un blogger deve possedere un minimo di egocentrismo per esistere.

    Ancora una volta la rete diventa sussidiaria e alternativa all’informazione commerciale; ancora una volta la rete è informazione ed il mainstream disinformazione.
    Una situazione penosa, non facile da risolvere, ma che mostra tutti i limiti delle perverse dinamiche che informano quello che un giorno qualcuno ebbe il coraggio di chiamare “quarto potere”.

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