Darei quasi ragione all’onorevole La Loggia, se non fosse che quel che pretende in realtà è improponibile. Siamo tutti d’accordo che questa tornata elettorale non s’intitolava “Berlusconi si, Berlusconi no”. Ma è altrettanto vero, e l’onorevole La Loggia lo sa meglio di chiunque altro, che gli italiani non hanno idea di cosa accada in Regione. E per questa ragione il voto espresso è squisitamente politico. Anche i referendum, in Italia, sono squisitamente politici.
Gli italiani non sanno votare, e non sanno votare perché nessuno li informa e qualora fossero informati non capiscono. E non si può nemmeno dal loro torto. L’Italia è fatta di nuclei familiari che pensano all’affitto, alle tasse all’aumento degli asparagi. Questo universo statistico non capisce e nemmeno ritiene importanti figure politiche differenti da quelle che invadono il loro televisore un giorno sì e l’altro pure. Che se si presentasse Bruno Vespa, dio non voglia, si mangerebbe i Fassini in un boccone.
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Lo dico, prima che capiti: alla gogna colui che balbetterà un qualsivoglia legame tra i risultati delle Regionali e la morte di un Papa.
Che poi alla gogna ci potrebbe finire ugualmente.
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Capisco l’esigenza di mostrare al mondo (?) il proprio disappunto per la copertura mediatica che sta ricevendo la morte del Papa. Capisco anche il fastidio che si può provare accendendo la TV e trovarsi su cinque reti nazionali la diretta di una messa. Capito tutto questo, credo che si possa anche spegnere il televisore ed andar fuori a prendere un po’ d’aria buona. Se poi il problema è che non puoi vedere il Gran Premio di Formula 1 o che senza il campionato di calcio ti senti smarrito, beh, questo non lo capisco proprio.
E se vuoi menarmela con tutto ciò che di sbagliato c’è stato (e ci sarà, tranquilli) nella dottrina della Chiesa o nel pontificato di Giovanni Paolo II, oltre che banale è anche un po’ gratuito.
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Luca Sofri lo trova troppo lungo, ma è indubbio che il pamphlet di Filippo Facci su Riccardo Muti abbia le stimmate della straordinarietà; in parte perché testimonia la caduta di un mito, in parte per la scrittura viva, brillante, efficace, in parte proprio per il suo essere senza precedenti: chi ci ha provato, finora, non è rimasto vivo abbastanza per raccontarlo.
Una vigorosa stretta di mano a Facci, dunque.
Ma, visto che ci legge o ci leggeva, anche una domanda.
Perché constatare un’assenza di retroscena – e stigmatizzare ideali, orrendamente dietro/ideologiche altrui parole verso l’Italia, paese in cui ogni retroscena sarebbe esclusivamente politico – e non scegliere, invece, di essere credibili e outspoken al 100%?
Perché ridurre tutto, proprio tutto, a una faccenda di egomania ed evidente caratteraccio di una mono-adunco-persona quando è altrettanto evidente che la questione nasce e prospera in un clima che con una pentolata di understatement potremmo definire “molto caratterizzato”, e che coinvolge appieno gli interessi dei reali padroni di Milano?
(Filippo, va’ là che la risposta la conosciamo tutti e due. Comunque complimenti).
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Ma quelli che hanno installato i quattro maxi-schermi con le immagini fisse sulla tua stanza, quelli no. Non mi mancheranno.
Non che notizie del genere sconvolgano più di tanto il sottoscritto, però la fuori c’è tutto un mondo fatto di persone e media che si indignano di fronte a fatti di questo tipo.
Ebbene, già da parecchie settimane prima che fossero palesi le condizioni disperate di Giovanni Paolo II, un sito inglese (di cui è disponibile anche la versione italiana) ha iniziato a raccogliere scommesse sul successore. Anzi, sul papabile, come usa dire in questi casi, e in questo in particolare.
Il sito, piuttosto popolare, si chiama BetFair: dalla pagina principale scegliete la lingua italiana, poi dalla colonna destra ignorate ippica, calcio, poker e cliccate su “Scommesse speciali”, “Generali” e, infine, “Papato”.
Oppure, molto più semplicemente, posate la freccia del vostro mouse sul capture screen qui sotto.
Clicca qui per visualizzare la pagina di betfair.com che raccoglie scommesse sul Papa. |
Per la cronaca, D. Tettamanzi (ITA) viene dato per favorito a 4.5. Seguono: Francis Arinze (NIG) e O. Rod. Maradiaga (HON) secondi a parimerito a 5.4; quarto, ad una certa distanza dal gruppo al comando, J. Ratzinger (GER), quotato 8.8; all’inseguimento: Claudio Hummes (BRA) a 13.5, J.M. Lustiger (FRA) a 16.5, Godfried Danneels (BEL) e Tarcisio Bertone (ITA) a 22, JM. Bergoglio (ARG) a 23, G. Battista Re (ITA) a 25, Giacomo Biffi (ITA) a 36, Crescenzio Sepe (ITA) a 38 e JL. Ortega y Alamino (CUB) a 42.
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