Affari nostri

Fuoco Amico 2 - di VauroGli americani sostengono che i militari che hanno sparato sulla macchina che riportava a casa la Sgrena sono innocenti: Calipari non li avvisò del proprio passaggio davanti al check-point perché aveva fretta di mostrare l’ostaggio liberato nel corso del Festival di Sanremo.
Un altro pacco di Bonolis.

“Vari ex agenti della Cia ed ex ufficiali delle forze armate danno per certo che l’intelligence Usa sia in possesso delle comunicazioni tra Calipari e i sequestratori di Giuliana Sgrena, nonché tra Calipari e Roma, e conosca chi catturò la giornalista e chi mediò per la sua liberazione. Riferiscono che è prassi comune della Cia e della Dia, lo spionaggio del Pentagono, controllare anche gli alleati. […] altre telefonate dimostrerebbero che l’agente del Sismi aveva una grande fretta di fare partire subito la giornalista. Addirittura una delle intercettazioni, afferma qualcuno, indicherebbe che si voleva presentare Giuliana Sgrena al Festival di Sanremo in corso in quei giorni, o per lo meno farla parlare in video”.
(Ennio CarettoCorriere della Sera, 27/4/2005)


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15 Comments

  1. Se è vera la storia di Sanremo, questo è davvero l’ultimo pungno di terra nella fossa di questo paese del menga.

  2. Fosse mai vera questa storia… gli ideatori di tale trovata dovrebbero stare al posto del povero Calipari, dove giace ora!!
    Di certa merda la nostra società non ha bisogno.

  3. “gli ideatori di tale trovata dovrebbero stare al posto del povero Calipari, dove giace ora!!
    Di certa merda la nostra società non ha bisogno.”

    MA IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PURTROPPO SI’. Se fossero riusciti a strumentalizzare la liberazione e a spettacolarizzarla addirittura sul palco dell’Ariston, SAREBBE STATO LO SPOT ELETTORALE MEGLIO RIUSCITO DI TUTTI I TEMPI.

  4. l’ho letta ieri su dagospia, esattamente come deve aver fatto il neri e mi chiedevo quanto venderebbe un giornale che riportasse solo gli articoli che non vengono cagati di striscio.

  5. se continuano cosi’, il dover ponderare cio’ che i media ci propinano non sara’ piu’ prerogativa delle persone che sanno che i giornalisti dovrebbero quasi tutti quanti smettere il loro lavoro, ma anche della gente che crede al maestro do nascimento…

    Non siamo noi i feticisti-pubblicita’-durante-il-superbowl, per quanto vogliamo dare importanza alle nostre manifestazioni….

    In ogni caso, Nicola Calipari e’ un uomo che merita rispetto, e su chi marcia sopra il suo nome, dobbiamo scatarrarci sopra.

    Perdonatemi il francesismo.

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