45 Comments

  1. Nessuno è responsabile della morte di Calipari. Anzi: Calipari è responsabile principale della sua morte. Magari ora gli americani pretenderanno delle scuse dal Governo italiano, dai nostri servizi segreti e dai familiari dello stesso Calipari. Ma quando avremo una nostra politica, un nostro modo di agire, di fare inchieste seriamente? Quando taglieremo definitivamente questo cordone ombelicale con gli Stati Uniti che non fa altro che soffocarci?

  2. Ma, sinceramente chi dovremmo incriminare?
    una pattuglia di sfigati che in zona di guerra ha sparato, di notte, ad una macchina che non si è fermata ad un segnale di alt procedendo in totale tranquillità convinta, grazie ad un fantomatico accordo, di trovarsi sull’autostrada del sole? Ma non scherziamo.

  3. bravo gianfi. e il sei gennaio arriva la befana. la lettera a babbo natale l’hai gia’ scritta?

  4. Durante i suoi funerali, i politicanti hanno definito Nicola Calipari come un “servitore dello Stato”. Con questa definizione infamante si è pensato di rendergli onore. Però c’è stata molta coerenza: infatti da quando in qua un servitore ha dei diritti? Chi può voler giustizia per un servo? Ce lo vedete George Washington che si preoccupava per la morte di un suo servo?

    PS: ieri sera, in antitesi con lo sceneggiato di De Gasperi, mi sono guardato “Segreti di Stato” sull’eccidio di Portella della Ginestra. Eeeh, quanta fiducia nelle commissioni d’inchiesta…

  5. Come pensavate che potesse finire una storia simile… gli americani non hanno mai colpe…
    pensate se anzichè loro, ad uccidere Calipari fosse stata un autobomba kamikaze irakena…
    chissà il nostro caro Gianfilippo cosa avrebbe detto…

  6. Ragazzi, occorre rassegnarsi e guardare in faccia la realtà.
    All’epoca del fatto il Nostro fece la faccia accigliata (non troppo, per non sciupare il lifting e la ricrescita) e pretese spiegazioni: il che sottintende che – una volta trovato il colpevole – qualcuno avrebbe pagato.
    Non resta che punire in modo esemplare (ché altrimento Bush si incazza) il collega di Calipari.
    Non vedo altra soluzione.

  7. Caro Gianfilippo,
    condivido, perchè evidentemente è andata così.
    Vale la pena ricordare le prime dichiarzioni della Sgrena al Corriere “nella macchina c’erano decine di proiettili”.
    Basta questo per aprire e chiudere una qualsiasi commissione d’inchiesta.
    I bossoli rimangono ai piedi di chi spara e il proiettile, dopo il foro, si dilegua. Ergo, cosa ha visto la Sgrena?
    Una banda di sfigati, probabilmente in preda a qualche sostanza. Vent’anni, in guerra, non deve essere così semplice. Hanno sparato.
    Ma qualcuno dei nostri amici crede che in guerra si recitino i bla-bla che continuamente escono dalle loro bocche.
    Va punita la pattuglia e tagliato il cordone ombelicale che ci lega agli Usa. Capito?
    Non ci vuole l’algebra per capire che Calipari è il solito pretesto. Solo non riesco a capire perchè si vergognino a dire “Siamo antiamericani”.
    O
    Punto.

  8. Ernie, tu che possiedi la Verità, mi diresti qualcosa sulla strage del Cermis e sul successivo processo?

  9. Non mi aspettavo una sentenza diversa. Perchè in guerra, lo sanno anche i bambini, si spara anche “a cazzo di cane”. E quella è una guerra. Questa è una guerra, perchè anche il nostro paese è in guerra laggiù.
    Ritiro. Subito.

  10. Siamo solo sudditi di quello schifoso paese a stelle e strisce ormai da anni….che ci siano governi di dx o di sx, questo ormai è assodato.
    Il problema che non abbiamo 1 giornalista che faccia informazione come si deve, che scriva sui quotidiani o dica al tg tutta la merda che gli yankee hanno fatto e stanno facendo nel mondo. Sono loro i primi terroristi, poche balle.
    Andate a informarvi sul passato di John Negroponte e dei suoi simili…Wolfowitz alla Banca mondiale….da brividi….

  11. Zephir, perdonami, cosa c’entra il Cermis? E’ stato appurato che una banda di dementi sfrecciava con i propri jet sotto i cavi di una funivia. Colpevoli. Agli occhi di tutto il mondo. Il fatto che non siano stati adeguatanmente puntiti non li rende meno colpevoli.
    Il fatto che per un cavillo della Cassazione mezza mafia italiana sia esentata dall’ergastolo rende i picciotti meno colpevoli?
    Il fatto è che una pattuglia che spara in un “teatro” di guerra, non è evidentemente paragonabile a fatti del genere. E’ per questo che tali obbiezioni puzzano molto di antiamericanismo a prescindere.
    E comunque non mi pare di aver usato la parola verità.

  12. All’indomani dell’inizio solenne del Pontificato, Benedetto XVI ha ricordato di fronte ai suoi connazionali rimasti a Roma alcuni sentimenti che lo animavano durante il conclave da cui è uscito eletto. A un certo punto ha raccontato: «Lo sviluppo delle votazioni faceva capire che lentamente la “ghigliottina” si avvicinava e mirava a me». La ghigliottina è un colpo secco. Non so se qualcuno l’aveva mai usata come metafora per indicare un’azione dello Spirito Santo. Si era parlato di colombe, di lingue di fuoco, di venti e venticelli (…)

    Di ghigliottina non mi pare. Eppure il Papa – questo che non è un poeta come il predecessore – ha subito coniato un’immagine originale, dato il contesto a cui si riferisce. C’è dell’ironia, certo. Ma Benedetto XVI non è tipo da parlare a vanvera. Se dice ghigliottina indica qualcosa di estremo. Qualcosa da comprendere meglio. Proviamoci. L’esperienza di essere a un punto della propria vita irrevocabile l’abbiamo fatta tutti. Trovarci a un limite, superato il quale le cose cambiano. Sono i momenti del rischio, e della solitudine. Vi aveva alluso lo stesso Papa, qualche giorno fa, durante l’omelia in Piazza san Pietro, evocando l’enorme solitudine che sta alle sue spalle, ma aggiungendo che non si tratta di vera solitudine. Perché ci sono le schiere dei santi, perché c’è l’amicizia della Chiesa. Il corpo di un uomo solo è diventato un corpo condiviso. Niente è come quell’amicizia, niente unisce come quell’unità, nemmeno il sesso. La ghigliottina dello Spirito Santo ha separato con un colpo netto la vita di Joseph Ratzinger da quella, nuova e con nuovo nome, di Benedetto XVI. Anche Giovanni Paolo I aveva usato parole simili, riferendo del suo tremore, al momento di accettare. Ma la ghigliottina è un taglio secco, segna una differenza. Dunque che razza di ghigliottina è quella di cui parla il Papa? È la fede.
    Come lui stesso ha infatti ricordato, in quel momento di tensione suprema, ha accettato l’invito dei signori cardinali anche perché un suo collega gli aveva mandato un bigliettino ricordandogli una certa cosa. Ovvero che Ratzinger medesimo aveva parlato della fede di Wojtyla, al grande funerale, contrassegnata dalla parola «seguimi». La ghigliottina è quell’invito. Quel commovente, eccezionale invito. Non si ha fede perché si è bravi. Si ha fede perché si segue un incontro che cambia la percezione della vita e il giudizio su di essa. Molti pensano che la fede sia una specie di test di capacità morali. Se raggiungi un certo punteggio hai fede. No, la fede è un evento, una differenza che entra nella vita innanzitutto come coscienza che non si è più soli e persi. Che non si è inutili. Nessuno. Non si è più persone qualunque, con un destino di creature finite. Si è figli desiderati. La fede è riconoscere che Dio ti da del tu, e dice: il tuo cuore, la tua persona intera sono fatti d’eterno. La fede è un colpo che separa dalla presunzione di salvarsi da soli. Di essere padroni di sé. Infatti, non i farisei, non i bravi, seguivano Gesù, ma coloro che sapevano d’esser poveretti. Poveri di vita, di significato adeguato al vivere.
    Il Papa è colui che segue per primo. Intorno alla Chiesa se ne sentono di tutti i colori. E intorno a quel che dovrebbe fare il nuovo Papa, pure. Come se avesse anzitutto i problemi di un grande gestore contabile, di un condottiero di uomini puri e forti. Invece si tratta della fede. Della sua e del suo popolo. Lo ha detto più volte. Si tratta di incontrare ogni giorno una presenza eccezionale e di seguirla. In quanti intorno a noi desiderano quel colpo di ghigliottina, questa scelta senza condizioni che Dio compie? Nella Chiesa che il grande “ghigliottinato” ora guida con il suo sorriso serio e lieto, non si indugi su questioni secondarie. Non si inviti a «fare i bravi». Non ci si vergogni di Cristo. Si mostri, cioè, cosa significa lasciarsi prendere, e seguire Colui che solo dà la vita desiderata.

    Andrea Claudio Galluzzo

  13. Noel, quei terroristi 50 anni fa grazie alla loro mania di interventismo sono venuti a farsi massacrare in Normandia e un po’ dappertutto dalle nostre parti.
    E questo per rimediare (con la loro barbara e morbosa mania di fare guerre a destra e sinistra, invece che di trattare pacificamente con il Sig. Hitler, come avevano fatto fino al ’39 le nostre evolute nazioni europee) a una guerra scatenata da due individui che riempivano le piazze di Roma e Berlino di cittadini festanti e adoranti. Senza contare che con intrallazzi vari ci hanno pure impedito di diventare un grazioso satellite dell’URSS, come saremmo diventati grazie (ancora) a quelle stesse folle festanti.

    Avevano i loro interessi, certo. E’ un buon motivo per non sentire della riconoscenza?

    Con questo non voglio dire che nel nome di quella riconoscenza si debbano ingoiare le peggiori porcate made in USA ad infinitum (prima tra tutte, la guerra in Iraq). Ma che almeno gente come Noel ci pensi due volte prima di permettersi di pontificare su terrorismi e di bollare come “sporchi yankee” (con un razzismo che rivolto verso qualsiasi altro popolo farebbe ululare di sdegno i vari commentatori) un popolo cui dobbiamo molto.

    In primis, la libertà di poterli mandare affanculo ad alta voce.

  14. “In primis, la libertà di poterli mandare affanculo ad alta voce.”
    mmmhh… però se uno lo fa viene bollato come antiamericano dal Ferrara di turno.
    Il Cermis non è assolutamente paragonabile all’episodio della morte di Calipari, ma è esemplificativo del modo che hanno (troppo) spesso gli americani di gestire le loro vicende all’estero: loro non hanno mai colpe.
    Che si tratti di far cadere una funivia o di sparare su un agente italiano o torturare e ammazzare civili iracheni o sostenere qualche dittatura sanguinaria…
    Gli dobbiamo molto? Certamente! Ma ad esagerare con l’americanismo si finisce con il diventare anti-italiani.

  15. Rimaniamo appecoronati alle decisioni made in USA, allora, in nome di una eterna riconoscenza che ci vedrà sempre inginocchiati (o se meglio desiderate, piegati a 90 gradi) al volere/potere dei paladini del pianeta terra.

  16. Ultimo, fammi vedere dove ho scritto “sporchi yankee”.
    Di riconoscenza per la liberazione ne abbiamo data fin troppa. Ora bisogna pensare al presente, non ci si può sempre mettere a 90 perchè 60 anni fa ci hanno liberato.
    Siamo stati liberati per diventare loro sudditi? Non mi pare proprio. Perciò, visto che la loro politica estera fa schifo, visto che fomentano guerre civili nel mondo, che destituiscono presidenti democraticamente eletti con colpi di stato (ti devo elencare quelli dell’america latina?), che fanno guerre per il petrolio massacrando donne e bambini, che non si prendono le loro responsabilità quando ammazzano la gente tranciando i cavi delle funivie coi loro aerei.
    Allora, io sinceramente non mi faccio + condizionare da quello che hanno fatto 60 anni fa e mi permetto, da libero cittadino, di criticare fortemente la loro politica imperialista e di guerra.
    Ma forse tu sei uno di quelli che ancora crede che un barbone saudita dall’afganistan possa aver tirato giù le torri gemelle. Ma chissà chi ci ha guadagnato dopo quel crollo??
    Per favore…

  17. Noel ti racconto una storiella breve:
    Mio zio, nel lontano 1981, salvò in mare un bambino che stava annegando.
    Oggi, primavera 2005, mio zio non si sogna neppure lontanamente di chiedere all’ormai uomo adulto di dovergli necessariamente tutto per riconoscenza.
    Anche Madre Teresa ha salvato tanta gente… non ha mai rinfacciato nulla.
    La differenza è tanta…

  18. I fans sfegatati degli USA (soprattutto quelli dell’ultima ora che si divertono a sventolare straccetti a stelle&striscie) non sapendo più cosa argomentare sfoderano la sottile trappola psicologica che, spogliata di tutti gli orpelli linguistici, risulta essere: se non ti va bene essere un satellite degli USA, se non approvi la loro politica, allora vai a vivere in una dittatura.
    Questo è un magnifico modo (usato anche da Berlusconi) per troncare il discorso e per zittire le critiche.
    Molti difensori della causa americana non conoscono (per tornare sul discorso “la libertà di poterli mandare affanculo ad alta voce”) la storia di come è stato brutalmente trattato nel passato chi si opponeva e contestava gli USA dall’interno…non farò la lista qui, basterà citare la deportazione di sindacalisti in aree desertiche tramite vagoni piombati presidiati da vigilantes privati armati sino ai denti: analogie con alcuni metodi mussoliniani? Si parlerà di “villeggiatura”?

  19. Vorrei che la gente si prendesse la briga di leggere gli interventi prima di criticarli.

    Se lo avessero fatto, avrebbero letto che il mio attacco era diretto a chi appiattisce in slogan e insulti il proprio dissenso. Dissenso che io approvo, ma sotto altre forme. La riconoscenza per me si esprime in questo modo, e non certo accettando passivamente tutto quello che arriva dagli USA.

    Certo che Madre Teresa ha aiutato un sacco di gente senza chiedere nulla in cambio ma: 1) Madre Teresa ha deciso di dedicare la vita agli altri, e non è il caso degli USA, e 2) se uno di quelli da lei beneficati la chiamasse “troia albanese invasata di fondamentalismo cattolico”, permettetemi di reagire con un moto di disgusto, che è tutto quello che ho fatto.

    Zephyr: eh certo, gli antifascisti e i nazisti imprigionati e torturati per quello che osavano dire o scrivere erano proprio delle mezze seghe… ma chi sono in confronto di noi che dal baluardo dei nostri PC difendiamo eroicamente a sprezzo de pericolo di farsi beccare dal capuffucio la Verità contro il mostro Yankee??

  20. scusate, ovviamente nel mio post precedente volevo scrivere “antifascisti e antinazisti”.

  21. Ultimo, nessuno ha usato le parole che continui a scrivere, a questo punto mi viene il dubbio che tu possa aver bisogno di una visita oculistica.
    Ho detto e ripeto, “schifoso paese a stelle e strisce” perchè questo per me è in realtà.
    Un posto pieno di miliardari dove ci sono tra un pò più barboni che in africa, dove se non hai i soldi in ospedale non entri, comandato da multinazionali del petrolio e non solo che scaricano bombe dappertutto.
    Devo andare avanti? spero che tu abbia capito che il mio attacco non è agli “abitanti” degli Stati Uniti.
    altrimenti provo a farti un disegnino, magari capisci meglio

  22. Noel, veramente io tacevo perché trovavo che attaccarsi al fatto che hai detto “solo” “paese schifoso” e “yankee” mi sembrava une difese penosa.

    “Yankee” se non lo sai è un insulto per buona parte della popolazione americana. Se vuoi fare i distinguo parla di “governo”, perché per me un paese è fatto da _tutta_ la gente che ci vive, e se gli dai dello schifoso io mi sento chiamato in causa perché di quella gente un po’ ne ho frequentata.

    Il resto del tuo post è una collezione imbarazzante di stereotipi che mostrano solo la tua superficialità, paragonabili a quelli che fanno di tutti gli italiani dei mafiosi. E lo dice qualcuno che in quel paese ci ha vissuto un po’, e che è stato ben contento di rientrare in Europa. Comunque consolati, sei in numerosissima compagnia.

  23. Molto di felice di pensarla diversamente.
    Pensa pure che siano tutti stereotipi, io di certo non sono quello che può cambiarti il cervello.
    Problema tuo

  24. Gli Stati Uniti e l’Italia sono nazioni amiche. E’ questa la nostra punizione per aver perso la guerra.

  25. Balthazar, se ad ucccidere Calipari fosse stata una bomba irakena,non se ne sarebbe proprio parlato.Immagina invece se nella sparatoria, fosse stata uccisa la Sgrena. Vedo già i titoli. “TEstimone di inaudite torture e massacri,giornalista italiana, cade in un agguato, e viene orrendamente trucidata.I partigiani patrioti resistenti, confermano : sapeva troppo.” A seguito una dozzina di istant books,il consueto sceneggiato in due puntate su rai tre, naturalmente censurato e quindi visto un anno dopo alle 3 di notte. Successivamente film -low budget, girato ad Abbiategrasso con Laura Morante e Silvio Orlando.

  26. Gianfilippo sei, come titola il post, non un antiamericano ma un anti italiano, veramente poco patriottico. Contento te, ridiamo pure sugli italiani-mandolino che non sono Veri Guerrieri, ma solo poveri saltimbanchi della fetida sinistra. Tu comunque rimani anti italiano, negando perfino l’attendibilità di un maggiore del sismi. Contento te.

  27. Caro Gianfilippo, come fai a dire un’assurdità del tipo che se ad uccidere Calipari fosse stato un terrorista irakeno non se ne sarebbe parlato… ma dove vivi ???
    “Balthazar, se ad ucccidere Calipari fosse stata una bomba irakena,non se ne sarebbe proprio parlato”.
    Se ne è parlato di Nassirya ????
    Dov’eri ??
    Io stò dalla parte della verità sempre !
    Se gli americani hanno sbagliato devono pagare, dove sto sbagliando io a pensarla così ???
    Sei irrecuperabile..

  28. Balthazar, stare sempre dalla parte della verità non credo sia un compito facile, richiede un notevole impegno o perlomeno alcuni accorgimenti, ad esempio l’eliminazione di un accessorio molto comune, il paraocchi.
    In quanto alla tua domanda “se gli americani ….
    ecco appunto, se.
    E ribadisco quindi il mio umile parere: gli americani, anzi per correttezza, la pattuglia americana, ha probabilmente, ma non è sicuro,commesso un errore per la quale potrebbe essere punita. In quanto al titolo del post: non credere alla Sgrena rende antitaliani? Avere dubbi sul Sismi ( per anni sport nazionale della sinistra italiana), è antipatriottico? E invece sputtanare quotidianamento il paese, il governo ministri e presidenti cos’è? Alto senso civico?

  29. Caro Gianfilippo,
    il problema (molto grosso) è dato dal fatto che il paese viene quotidianamente sputtanato nel mondo dal nostro governo, ministri e presidenti degni soltanto dei lavori forzati.
    Capo in primis.
    Anzi, no, per lui in un altro paese civile ci sarebbe stata la galera

  30. No Gianfi, anzi è orgoglio democratico. Come quelli che alla manifestazione per liberare la Sgrena strillavano “Berlusconi pezzo di merda!”… Ma cosa c’entrava? Vabbè che ogni occasione è buona per urlare contro l’odiato cav., però un po’ di vergogna non fa male a volte. Parlando poi dei film low budget dimenticavi uno dei pezzi forti del cinema trash: Rocco Papaleo. Con il baffetto avrebbe potuto cimentarsi nel ruolo drammatico interpretando il sopravvissuto Calipari.

  31. Va bene mi arrendo Gianfilippo e Robert hanno ragione.
    Calipari si è sostanzialmente suicidato, coprendo con il proprio corpo quella di una giornalista (di guerra) COMUNISTA, la pattuglia americana non ha nessuna colpa.
    Gli italiani hanno agito con la loro solita superficialità.
    Per cui io mi attendo che Berlusconi chieda scusa all’amico George W. per la perdita di tempo.

  32. Pensate un pò se in Italia sparassero a tutti quelli che infrangono il codice per eccesso di velocità come e successo al povero Calipari. Il deserto. Invece di sparare non era più semplice fargli una multa?

  33. E’ il solito gioco di chi detiene il potere, indipendentemente dallo schieramento. L’amministrazione USA frequentemente nega, meno frequentemente minimizza, a volte identifica un capro e attende che si calmino le acque (Abu Ghraib docet…).
    Il punto è che non possiamo pagare gli interessi del piano Marshall all’infinito: quando c’è da ringraziare, si ringrazia e possibilmente ci si sdebita; quando c’è da chiarire, bisogna farlo. Fino in fondo, senza per questo intaccare la Santa Alleanza.

  34. Io sono antiamericano sara perche’ ho vissuto li 2 anni e devo dire che e’ una merda, ma sopratutto perche vivo in giappone dove il governo pur essendo la seconda economia del mondo e’ un microbo politico.
    Qui ogni settimana c’e’ un casino con i militari americani, stupri, omocidi, incidenti in macchina.
    loro non hanno mai responsabilita’ non sono processabili perche militari americani, vengono subito trasferiti e chi si e’ visto si e’ visto.
    Non odio gli americani ho tanti colleghi a stelle e strisce ma odio la loro mentalita’ e il prodotto sociale come individuo spesso burino ignorante e non umano.

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