21 Comments

  1. AB parla con esempi, avanti. Invece di fare satira mettimi davanti esempi concreti. Io te li ho messi ora tocca a te. Fino ad ora la tua è solo propaganda perchè non ho visto prove. Quanto alle leggi di Berlusca che hai citato, si salva solo quella sulla successione, non ho problemi a dirlo. Io posso ammettere gli errori che fanno Forza Italia, liberali e radicali (i partiti che supporto). Voi riuscite ad ammettere che Cuba è un inferno, che Guevara era un terrorista, che i giornali e la cultura sono manipolati dalla sinistra? Non mi sembra proprio. Vedo che l’anello si è chiuso alla maniera dei rapsodi.

  2. Certo che a questi Cuba gli rode proprio di brutto! :-)
    Ce l’hanno lì davanti a casa, l’avrebbero rasa volentieri al suolo, ma dopo cinquant’anni sono ancora lì. Uno dei più colossali fallimenti della CIA. Che si è vendicata su Che Guevara.

    A occhio e croce hanno uccisi più civili innocenti (tra cui donne e bambini, e anche un italiano visto che ci siamo) i marines amerciani in un anno e mezzo di “guerra preventiva” a Bagdad, che Castro in cinquant’anni di dittatura. Ma ovviamente lo scandalo è Cuba.

  3. Ab, mettiamoci d’accordo, tu commenti il matino e io il pomeriggio o viceversa.
    ….è per rubare solo mezzo stipendio :-)))

  4. Low resolution continui a dare prova di somma intelligenza. C’è una cosa che a voi fascio-comunisti non entra proprio in testa: anche per liberare l’Italia dal nazismo sono morte delle persone: italiani innocenti ed americani difensori della patria (Italia come Iraq). Ma grazie a questo tu ora festeggi il 25 aprile come me (non proprio perchè io festeggio gli alleati, tu i partigiani fascisti rossi). Non una parola sui soldati alleati morti in Italia, come sui Marines e i carabinieri morti in Iraq (a parte 10, 100,1000 Nassirya). Se poi sei così viscido da dire che gli USA hanno ucciso più gente di Castro (sicuramente uccidendo per incidente mentre loro stessi morivano per la libertà di un altro Paese) allora che mi dici dei milioni di persone trucidati da Stalin e compagnia per realizzare il vostro paradiso marxista? Secondo avvertimento: voi comunisti non cercate di giocare alle verginelle tirando fuori i numeri, perchè se i numeri li mostro io vi seppellisco vivi. Ovviamente poi quando equipari lo “scandalo” dei civili morti per la libertà di una dittatura a quelli massacrati da Castro perchè oppositori politici o perchè gli rodeva, sei ai massimi storici di follia. Quasi quasi meriti di passare una giornata nelle carceri cubane, che secondo l’associazione Nessuno tocchi Caino (lo so ce l’abbiamo con Cuba chissà perchè) non sono questo paradiso terrestre. Ma chi lo sa, magari potresti trovare interessanti anche quelle, o addirittura migliori di quelle americane, perchè in America un poliziotto ha ammanettato una bambina, a Cuba come in Cina ti becchi una pallottola in testa sul posto e senza processo perchè sei NEMICO DEL POPOLO: l’unico reato.

  5. L’episodio della bimba è appunto solo un episodio isolato o meno.
    Tra Nord Corea e USA tutti sceglierebbero gli USA, però leggendo il libro “Senza patto né legge” di Filippo Manganaro si scoprono tante di quelle magagne documentate sugli USA che poi si fa fatica a difenderli a spada tratta, non si riesce più ad essere manichei (io perlomeno non ci riesco più e mi dispiace perchè adoro musica-cinema-letteratura-amici statunitensi). E poi mi infastidisce il fatto che proprio gli americani siano i più carichi nel definirsi “faro della democrazia”. per fortuna che non esiste dio altrimenti sarebbe stata una nazione fulminata dalla presunzione.

    Ultima nota: L’Iraq di oggi non è l’Italia/Europa della 2°GM. Da noi fascismi e nazismi furono una tragica parentesi fra tradizioni liberali, semi-liberali o comunque culturalmente avanzatissime. In Iraq purtroppo no: dopo il boom iniziale del pensiero nell’Islam (penso a matematici, medici ecc) non si è prodotto più niente di utile ai popoli mussulmani. Gli USA hanno enormi difficoltà nel fare attechire la nostra democrazia laggiù, dove oggi i partitti si identificano pur sempre o nell’area sciita o sunnita.

  6. Finalmente trovo qualcuno che pur pensandola in maniera distante dalla mia, sa esprimere giudizi democraticamente critici. Una nota dolente: purtroppo Giulio credo che qui dentro non tutti sceglierebbero USA.

  7. Comunque, onde non essere scambiato per uno dell’UDEUR, preciso che sono un fan accanito del fu Renzo Novatore aka Abele Ferrari.
    In sua memoria sto realizzando un sito che spero vedere/vedrete presto on-line…sto pazientemente raccogliendo i materiali semi-distrutti durante il ventennio fascista!

  8. Scusa Robert, piu’ che giudizi critici, un paio di domande naif…

    Il fatto che gli USA instaurino, sostengano e abbattano dittature a seconda del paese e del momento storico, non fa vacillare almeno un po’ l’immagine degli USA come faro di democrazia?

    Con tutta la gratitudine possibile per averci salvato dal nazismo, non credi che gli USA non avessero altra scelta? Che un Europa unita sotto il nazismo sarebbe stata una macchina bellica capace di impensierirli? Non hanno guadagnato nulla dall’intervento in Europa?

    Non ti sfiora il dubbio che in Iraq, piu’ che una democrazia, vogliano instaurare un caposaldo per tenere aperto uno spiraglio nell’ultimo mercato possibile per il capitalismo, ora che la Cina minaccia di prendersi tutto?

    Scusa il qualunquismo delle espressioni “gli USA vogliono”, lo so che ne’ i soldati in Iraq ne’ quelli della II Guerra Mondiale “volevano”, ma il concetto e’ chiaro lo stesso.

  9. Una serie di risposte alle domande naif.
    Non credo proprio che l’esportazione della democrazia sia un fatto che permetta la critica sul modello politico ed istituzionale degli States. Ripeto, se al potere ci fossero stati i libertarians non avremmo visto guerre preventive, ma gli USA sarebbero stati comunque un grande modello di democrazia. Il modello americano è indipendente dalla politica neocon, che a mio parere è comunque la giusta via per una pace stabile e sicura nel mondo. Semmai la critica può essere fatta sul perchè non facciano nulla in altri Paesi dove c’è la dittatura, sul perchè non siano più energici contro Corea del Nord e compagnia bella, ma il discorso è lungo e complicato, ad esempio potrebbe essere dato dal fatto che la Corea è isolazionista, l’Iraq di Saddam non lo era. Fatto sta che anche se gli americani avessero nutrito interessi petroliferi sull’Iraq (nessuno fa nulla per nulla), non si può scendere in piazza comunque contro una guerra di libertà e ancor peggio senza aver mai speso una parola contro Saddam. Come si chiede Massimo Teodori, bisognerebbe interrogarsi su quali siano le ragioni storiche dell’antiamericanismo, ragioni che ad esempio il professor De Marchi indica nei rigurgiti di chi non vuole accettare il trionfo del capitalismo. Credo che gli USA avrebbero potuto starsene pacificamente a guardare nella IIGM: i non interventisti erano numerosi. Gli USA sono entrati in guerra solo nella fase finale. Anche Stalin era pericoloso, ma non è stato attaccato. A mio parere nessuna guerra viene fatta da alcun paese per pura filantropia, ma l’errore più grave è quello di fermarsi sui presupposti e non sulle conseguenze. Bush ha sbagliato perchè ha inventato il presupposto finto delle armi di distruzione di massa, ma non era necessario. Bastava dire: liberiamo l’Iraq da una dittatura anti-occidentale, prendiamo il petrolio per risarcirci le spese. Sarebbe stato criticabile? Sì, ma solo dai pacifinti amici di Saddam e nemici dell’occidente. Perchè parliamoci chiari: “chissene frega” del petrolio, a me importa del fatto che ci sia un dittatore di meno, che Israele sia più sicuro, che il Medio Oriente venga democraticizzato. Chi ignora tutto questo nascondendosi dietro una bandiera arcobaleno fa il gioco dei terroristi, che chiedono infatti proprio di manifestare contro la guerra e la libertà dell’Iraq. La Cina va arginata diplomaticamente con embargo a più livelli, con dazi ragionati e severi contro chi calpesta i diritti umani. Vanno tarpate le ali di questo Paese politicamente scorretto. Che sia l’attacco economico e diplomatico alla Cina un presupposto per la liberazione dell’Iraq, ben venga tutto ciò: due piccioni con una fava. Grazie della cordialità comunque.

  10. In effetti, io mi riservo il diritto di criticare il modello politico e istituzionale degli Stati Uniti, in quanto appositamente studiato per arricchire i ricchi e ridurre i poveri all’impotenza, ovvero per preservare il modello borghese di societa’ fondata sulle classi, *a prescindere* dal suo imperialismo belligerante, che ne e’ solo una conseguenza necessaria.
    Eh si’, perche’ saro’ naif ma le frasi fatte oramai le conosco, da una parte e dall’altra. E come ho gia’ detto so cos’e’ una petitio principii. Se usiamo la terminologia poco sopra esposta, il discorso prende rapidamente una piega favorevole ai comunistacci pacifistacci.
    Quindi non cercare di convincermi che la guerra in Iraq sia giusta chiamandola a ripetizione “guerra di liberta’”, “esportazione della democrazia”, etc., perche’ non sono argomenti, e’ propaganda.
    Poi, se uno stupratore ti salva da un assassino per inculartisi, puoi anche essere grato e pensare che glielo devi, ma anche no…

  11. VIS, io sono 8 ore avanti per via del fuso, quindi quando in Italia e’ sera, dopo le 16-17 difficilmente posso commentare. Che ne dici?
    ;-)

    ROBERT, guarda, io scrivo sempre con umilta’, e cerco per quanto possibile di essere aperto al dialogo. Di esempi ne ho gia’ fatti molti.
    Ma su cosa ne vuoi altri? sugli americani? sul Berlusca?
    Io non ho problemi ad ammettere che certe dittature sono dittature, con tutte le sfumature del caso. Non capisco perche’ non posso aspramente criticare gli States per certe politiche, a ragione veduta e non certo per partito preso. La presidenza Clinton per esempio, pur perfettibile, non mi sembrava niente male, e rispetto ai 3 mandati Bush sr e Bush jr era un paradiso.
    Sui giornali italiani non c’e’ dialogo Robert.

    http://www.flipnews.org/Archivio/giornale%2040/chi_possiede_eo_controlla_la_st.htm

    -Il Giornale ha 3 cognomi “erlusconi”+ Confalonieri nel CDA.
    -La Padania si commenta da sola.
    -Il Carlino (=il giorno=la nazione) e’ diventato una cosa ridicola, solo foto e articoli di cronaca, e la politica e’ ridotta a beceria da bottega
    -Libero, beh dai, mica mi vorrai far parlare di Feltri?
    -Il Secolo d’Italia e’ di AN (editore Fini!!)
    -Il Folio a quanto so e’ legato per proprieta’ al Berlusca, ma non sono sicuro del tutto.
    -Il Corriere e’ abbastanza nel mezzo, e cmq e’ della RCS, di cui sono proprietari dei gruppi industriali, tra cui Fiat, Mediobanca, Gemina, Pesenti, Generali, Pirelli, Comit ed altri. Non certo comunisti.
    -La Stampa e’ della Fiat al 100%
    Il sole 24 ore di Confindustria (al 90%).
    -La Repubblica puo’ essere considerata di sinistra, ma da’ tutte le notizie, e non le deforma certo come fanno i primi quotidiani che ho citato.
    -L’UNITA’, LIBERAZIONE, Il RIFORMISTA, si riconducono a dei partiti, quindi e’ evidente che siano di Sinistra.
    -Il Manifesto e’ di sinistra, indipendente come editoria (tant’e’ che fallisce continuamente, e non ha quasi pubblicita’) e si occupa molto anche di notizie dal mondo, con una visione alternativa.
    Non conosco bene tutti gli altri (messaggero e quelli minori) e non ho citato quelli di ispirazione cattolica.

    ECCO ORA DIMMI DOVE CAZZO E’ QUESTO CONTROLLO DA PARTE DELLA SINISTRA!! TI RICORDO CHE IL BERLUSCA POSSIEDE TUTTO! COMPAGNIE ASSICURATIVE, TELEVISIONI (CCON CONTROLLO TRAMITE PARLAMENTO E LECCACULISMO ANCEH SULLA RAI), COMPAGNIA EDITRICE, COMPAGNIA DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA ETCETERA ETCETERA ETCETERA

    Come vedi replico coi fatti, caro mio.
    Guarda anche qui sotto!!

    saluti

    [questi i giornali e riveiste del Presidente:
    – Gruppo Fininvest-Berlusconi
    Silvio, Marina, PierSilvio (gruppo Sbe-Silvio Berlusconi editore, Fininvest spa, Mondadori, Paolo Berlusconi finanziaria):
    Il Giornale – Chi – Confidenze – Donna moderna – Grazia – Guida Tv – Panorama – Sorrisi e Canzoni tv – TelePiù – CasaViva – Ciak – Cucina moderna – Marie Claire – Panorama travel – Sale e Pepe – Auto oggi – Casa Facile – Star Bene – Tutto – Y&S
    – Mondadori
    (ex-Proprietà famiglia Mondadori Leonardo e Mondadori Editore)
    Il Giornale – Men’s Health – Auto Oggi – Cosmopolitan – Focus – Men’s Health – Top Girl – Pc Professionale – ZeroUno – Espansione – Viaggiare.it – ee – Vera]

  12. e cmq, ti faccio presente Robert, tanto per fare un banale esempio, che il TG4 (il tg4 dico!) e’ seguito, mediamente, da piu’ di un milione di persone, mentre il Corriere della Sera che e’ il quotidiano piu’ venduto, raramente supera le 800mila copie. Questo per farti capire la potenza dei mezzi televisivi, du cui il Cavaliere e’ il monopolista assoluto.
    Se poi questo lo vuoi negare (pensa a cosa sono diventati il tg1 e tg2, molto peggio del tg5!! Pensa a quel leccapiedi di Vespa, che inaugura i suoi libri a braccetto con Silvio), e sostieni ancora che in tv si puo’ dire quel che si vuole e che i giornali sono di sinistra, beh, allora smetto del tutto di sforzarmi di parlare con te, che gia’ faccio un gran fatica Robert.

    cari saluti

  13. AB, la presidenza Clinton ha fatto una guerra analoga a quella dell’Iraq, appoggiata da D’alema e dal suo governo, ma anche da Berlusconi, con grande responsabilità a differenza dell’attuale opposizione, escluso Mastella. Allora veniamo ai giornali:
    Il Giornale: leccaculo di Belusconi (siamo tutti d’accordo)
    Il Foglio: non c’entra nulla con Berlusconi, anzi spesso lo critica per il suo operato. Ora è accusato di flirtare con Prodi (prof. Luogo De Marchi).
    L’Opinione: molto più vicino al panorama Laicon, è spesso contrario alla politica della CdL e assai vicino a quella dei radicali e dei liberali. Vende 3 copie…
    Libero: Feltri ieri sera parlava con Tremonti e non mi sembrava affatto un leccaculo. Laicon di nicchia. (3 copie)
    Il secolo d’Italia: giornale di partito (comunque poco diffuso)
    Giorno e compagnia: come hai detto tu giornali che stanno scomparendo.
    La Padania: giornale leghista ridicolo.
    Panorama: leccaculo di B. Ma non è un quotidiano
    Tempo: come locale vende meno copie del Messaggero comunque.

    Sinistra:
    Manifesto: cerebrolesi che attaccano Berlusconi pure quando si parla di Inter-Milan. (Quando è stato fatto Ratzinger titolavano infelicemente: Il pastore tedesco… Che tristezza assoluta, non c’è rispetto manco per il papa)
    Liberazione: giornale di partito
    Repubblica: giornale critico nei confronti di B.
    Unità: giornale di partito secondo cui il padre di Storace, noto ragazzino di Satana, picchiava gli Ebrei a 12 anni.
    Riformista: unico giornale obiettivo di sinistra. Stranamente vende tre copie.
    Avanti: social democratico: 3 copie.
    Europa: giornale di partito della margherita.
    Espresso:… leccaculo sinistra, ma non è un quotidiano.
    Messaggero: sinistra
    Veniamo al punto dolente.

    La Stampa è della Fiat: ecco perchè è un terzista finto sempre più contro Berlusconi che contro la sinistra.
    Il corriere: terzista fasullo sempre un po’ orientato vs B.

    Ora vatti a vedere le cifre e capirai molte cose.
    I restanti giornali citati non si occupano di politica, quindi non li considero minimamente.
    Le reti Mediaset non sono controllate direttamente da Berlusconi, come ricorda a tutti anche Arturo Diaconale. Ed infatti sono più gli oppositori che gli amici (ridotti ormai a Fede a Mike Bongiorno). Nella musica Gigi D’alessio, unico di destra, è stato ghettizzato dagli altri musicisti italiani che si sono rifiutati di suonare con lui ad un festival, perchè non appartenente alla corrente politica presente nell’ambiente musicale (parole di Pino Daniele).
    Prendi le riviste specializzate: Rock Sound, Metal Hammer. Scompaiono categoricamente i nomi dei musicisti di destra, come Burzum, Ian Stuart… Chiediti perchè? Continui riferimenti a vicende comuniste. Nessuna band conservative punk citata. Lemmy the Bastard preso sempre quando non ha le svastiche attaccate. Perchè? Io sono un musicista e ti dico che l’ambiente della musica è pervaso e dominato dalla sinistra.
    Mondo del fumetto: tutti comunisti. I salti mortali pur di non dire che Leiji Matsumoto è “di destra” e che Phantom Harlock era un pilota dell’Asse. Il mondo dell’arte: manco a parlarne. MTV: i dj indossano magliette di Che Guevara (ti ricordo che è la tv che fa più presa sui giovani). Chiudo con questo articolo tratto dall’Opinione.

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    Il centrodestra di fronte al monopolio dell’informazione
    di Paolo Della Sala

    In questi giorni molti si affannano a cercare difetti nel governo del centrodestra: Lega, conflittualità esasperata, o un eccesso del vecchio clericalismo, così apprezzato da qualche statalista di Udc e An.
    Qui si parlerà dell’incapacità di rovesciare i messaggi che le sinistre lanciano all’opinione pubblica, decidendo, nei fatti, ciò di cui si deve parlare, e come. Occorre fare riferimento a una tecnica di propaganda, il Turnspeak (o Rovesciamento del messaggio).
    Si tratta di una tecnica che consiste nell’attaccare qualcuno e contemporanemente rovesciare il discorso proclamando di essere attaccati. Siccome la verità è l’opposto dell’informazione intorbidita, il Turnspeak è difficile da contrastare in quanto accresce la confusione.
    In una tempesta informativa basata su turnspeaking ci si sente psicologicamente fragili e si ha l’impressione di non riuscire a controllare i propri messaggi. Ci si ritrova sotto una coltre di segnali di disturbo, non si riesce a essere chiari.
    Secondo Joan Peters, consulente della Casa Bianca per il Medio Oriente, il termine è stato inventato per definire la propaganda nazista al tempo dell’invasione della Cecoslovacchia (marzo 1939). Per assicurarsi il placet dell’opinione pubblica, i nazisti accusarono i Cechi di voler coinvolgere in un conflitto l’intera Europa pur di difendere la propria indipendenza. Il resto dell’Europa credette alla bugia. I maggiori leaders del mondo pensarono che si dovesse a ogni costo preservare la pace, e che i ceki erano degli egoisti.
    Lo scrittore William Shirer, al tempo reporter in Europa, disse con semplicità ciò che stava succedendo: “La situazione della minoranza tedesca in Cekia fu soltanto un pretesto per cucinare amici e nemici e velare i reali propositi hitleriani: distruggere lo stato cecoslovacco e prenderne il territorio”. Allo stesso modo oggi gli integralisti (e i pacifinti) definiscono “nazisti” gli ebrei: per oscurare la verità storica, cioé l’alleanza tra i leader arabi con Mussolini e hitler. In particolare il Gran Mufti’ di Gerusalemme, parente di Arafat, abitò a Berlino a casa di Ribbentrop, raccomandò e curò “l’efficienza” dei lager, diede alla luce alcune divisioni di SS arabe, guidò rivolte anti-inglesi e pogrom antiebrei in Palestina. Non pago, successivamente alla guerra collaborò con organizzazioni filo-naziste come i “Fratelli Musulmani” in Egitto, dai quali deriva una buona parte dei “resistenti” sparsi nel mondo…
    Uno dei più feroci turnspeak in uso oggi è quello contro Berlusconi e il suo monopolio nei media. Apparentemente, si tratta di una verità “acclarata”. Tuttavia, nonostante il leader della CdL abbia la proprietà di 3 reti televisive (quelle Rai contano solo per i totalitaristi che considerano le reti pubbliche come prebenda del potere), egli non ha affatto il monopolio della informazione. Una legge antitrust sull’Informazione, per essere chiari, non dovrebbe soltanto tenere conto della proprietà dei canali informativi, ma anche dei contenuti veicolati. Tramite la corporazione dei giornalisti e l’alta sindacalizzazione del settore, si è creato un fantasma che andrebbe rovesciato, derivato dal comunistissimo odio nei confronti della proprietà privata, né più né meno.
    Ai gestori del turnspeak in Italia (Prodi-De Benedetti-De Mita-Scalfari-…) interessa azzerare il nemico per tutelare se stessi, applicando al settore dell’informazione la stessa normativa che si applica alle fabbriche di scarpe. Ma questo non va bene, soprattutto in un paese nel quale giornalisti e dipendenti sono organizzati in modo da controllare e decidere -non solo il contenuto del Messaggio- ma anche i ricavi (ad esempio col blocco della diffusione successivo alla stampa).
    Un ciclo di produzione tradizionale può essere sintetizzato così:
    Proprietà->Azienda e Lavoro->Stipendi->Prodotto->Ricavi->Proprietà…
    Mentre un modello comunicativo avrà:
    Emittente ‡ Messaggio->Codifica ‡ Canale ‡ Segnale ‡ Decodifica ‡ Ricevente.
    (L’insieme di regole che codifica e decodifica si chiama Codice; il Canale è il mezzo di trasmissione del messaggio codificato, soggetto a “Rumore” (o Disturbo) e a Saturazione, quando un numero troppo alto di messaggi non può più essere smistato dal sistema comunicativo. Si ha comunicazione bidirezionale quando il ricevente è in grado di invertire la direzione del Messaggio, tramite una Risposta).
    Un operaio esegue un paio di scarpe secondo le direttive avute. Il giornalista fa un lavoro diverso: prende direttive da se stesso, dagli eventi, dal Redattore capo. Di fatto, l’Emittente di ogni articolo è il redattore, garantito nella sua libera espressione di pensiero. Il proprietario governa il giro investimenti/ricavi, ed è padrone del Canale, ma è alquanto escluso dal controllo dei singoli messaggi prodotti dalla sua azienda.
    Anche perché nel settore dell’informazione interviene una terza figura dotata di potere: il pubblico. Non a caso Berlusconi mantiene Le Jene (mentre ha “bruciato” Santoro in Rai): non si può permettere di alienarsi metà della audience. Eppure le Jene fanno più ascolto del Tg4 e sono importanti nell’orientare il voto contro il loro datore di lavoro, perché si rivolgono a un pubblico giovane e usano gli stilemi della satira.
    Quindi il Messaggio non dipende dal proprietario del Canale, quanto dall’Emittente (il giornalista) e dal Ricevente (il pubblico). Tutto questo è molto bello e democratico, salvo in un punto: bisognerebbe lanciare un grido di allarme.
    C’è davvero una posizione dominante da parte di Berlusconi? Dopo il ragionamento fatto la risposta sembrerà meno automatica.
    Conviene anzi porsi il problema opposto: chi governa l’opinione pubblica -attraverso redazioni politicizzate e sindacati- ha la vera posizione dominante. C’è di più: i Gran Mufti’ del Monopolio dell’informazione hanno in mano una gran parte dei media. Ma -dato che la Legge è fatta per i furbi- gli stessi personaggi non hanno concentrato il potere in una sola mano: così ci sono le Marcucci, i Caracciolo, i De Benedetti, gli Agnelli… Pluralismo degli Uguali, che sembrano vittime di una situazione della quale sono invece i primi beneficiari. Si atteggiano a Galileo Galilei della verità mentre ne sono i Torquemada. Sanno usare i turnspeak, appunto.

    (Paolo Della Sala è autore del blog http://leguerrecivili.splinder.com)

    APRI GLI OCCHI.
    Ciao a tutti io scendo qui.

  14. Talmente patetico che non vale nemmeno la pena di replicare.
    Il foglio non c’entra niente con Berlusconi?
    a me risultava che la maggioranza delle azioni dell’editore fosse di proprietà della signora Veronica; e se l’orientamento del Foglio è antiberlusconiano allora Emilio Fede è un trotzkista;
    perchè tra gli esempi del turnspeak non è stato citato l’episodio del “verme bavoso”? Che dovrebbe anche illuminare sull’antiberlusconismo di Feltri o sulla sua neutralità (e poi Libero vende fin troppe copie)…
    L’articolo riportato dimostra l’equilibrio dell’Opinione.
    Anche i giornali non politici che tu liquidi in due parole servono a veicolare una certa immagine del suo editore e della sua parte politica (sorrisi e cazzoni vende 2 milioni e mezzo di copie…)
    non ho tempo per proseguire…

  15. Io sinceramente ti ho citato fonti autorevoli (prof. De Marchi) che si interrogavano (su Radio Radicale) sul fatto che Ferrara stesse tentando l’ennesimo cambio di rotta. Quanto alla tua sparata sulle azioni ti ricordo che Veronica Berlusconi, che non è Silvio Berlusconi, spesso e volentieri non segue il centro destra: pensiamo alla fecondazione assistita ad esempio. Il Foglio è un giornale che tiene una linea teocon: non mi sembra che sia uguale a quella di Berlusconi… Troppe le copie vendute da Libero: io personalmente non ne ho mai vista una, pur prendendo la metropolitana ogni giorno, mentre numerose sono le copie del Manifesto e di Repubblica che girano, ma ovviamente io vado all’università e l’ambiente dunque non è propenso al giornale Libero (quindi la cultura è di sinistra). Se poi dici che essere liberale e conservatore equivale ad essere berlusconiano, non mi stupisce affatto che tu possa pronunciare sentenze così azzardate sull’Opinione, tra l’altro senza sapere minimamente di cosa parli. Straw man argument direbbero negli USA (la versione nord-coreana non la so, quindi arrangiati). A differenza di quanto dici tu, lo sanno tutti che Diaconale, da laico, spinge per la formazione del terzo polo fatto da partiti veramente liberali ed è spesso critico nei confronti di Berlusconi. Non ci vuole molto ad ammettere che in Italia come negli States la cultura è in mano alla sinistra. Solo che negli USA, come puoi leggere tranquillamente sulla rivista Ideazione, la cultura è in mano alla sinistra Liberal (es: scandalo ha fatto l’autore di South Park quando ha dichiarato “odio i conservatori, ma ancora più fottutamente odio quelli di sinistra… Il popolo di Michael Moore si è gelato realizzando che South Park era in mano ai Libertarians e che il controllo della cultura di massa era svanito), qui in Italia è in mano alla sinistra radicale. Che l’Opinione ammetta ciò è a mio parere logico. Giusto il Manifesto può dire il contrario. Basta andare in qualunque ambiente culturale, dall’università al concerto di qualunque musicista, per rendersi conto che non sparo cazzate.
    APRI GLI OCCHI.
    Un patetico realista.

  16. “Le reti Mediaset non sono controllate direttamente da Berlusconi, come ricorda a tutti anche Arturo Diaconale. Ed infatti sono più gli oppositori che gli amici (ridotti ormai a Fede a Mike Bongiorno)”
    guarda, le tue parole mi confermano che a questo punto non vale piu’ la pena che io spenda tempo a replicare, e tu nemmeno, tanto siamo su due punti inconciliabili, come temevo.
    Solo un’ultima cosa: sulla musica, non leggo molto le riviste, su quelle forse hai ragione. Vai pero’ ad ascoltare gli artisti e quello che dicono loro. Perche’ non si sentono quasi mai, o comunque sono in minoranza netta, artisti (anceh di teatro) d’accordo con Berlusconi? Cosa vuoi poi che le riviste invece siano di destra?
    cmq non condivido assoutamente la tua analisi sui quotidiani. Se poi Ferrara e Feltri li consideri persone nemiche di Berlusconi solo perche’ ogni tanto fanno finta di criticarlo…beh, dai lasciamo perdere.
    Sono evidentemente offuscato dalla stampoa di sinistra. Devo evidentemente ascoltare di piu’ gli UNICI (ahahahah) due amici di Silvio, Fede e Bongiorno.

    Chiudo e scendo anch’io, vi lascio a tutti con una filastrocca, scherzosa ma significativa:

    >>> “Salve, mi chiamo Felice.
    Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano, in un’azienda di cui è azionista principale il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco al lavoro, è del Presidente del Consiglio, così come è del Presidente del Consiglio l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado da quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un supermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende del Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala di un circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e/o distribuito da una società del Presidente del Consiglio. Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo le TV del Presidente del Consiglio, dove i film sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto, guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo le TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet con il provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è del Presidente del Consiglio. Naturalmente, giustamente, come in tutti i paesi democratici, anche in Italia è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono poi approvate da un Parlamento dove la maggioranza è saldamente in mano al Presidente del Consiglio. Che ovviamente governa nel MIO esclusivo interesse.

    saluti
    abbo

  17. Abboriggeno non stare a replicare a certi elementi…ho letto alcune perle di Robert che mi bastano e avanzano….

  18. Anche noi, anche noi!!!
    TORINO – Una bambina di appena undici anni è stata ricoverata nel repartino psichiatrico dell’ospedale Molinette. È, forse, la prima volta che, a 27 anni dalla legge 180 che ha sancito il superamento dei manicomi, un paziente così giovane entra in una struttura contenitiva per malati di mente, il cosiddetto Spdc, “servizio psichiatrico diagnosi e cura”. Antonella (nome di fantasia), è rinchiusa in quel repartino da tre giorni.
    A chiederne il ricovero agli esterrefatti psichiatri delle Molinette sono stati gli specialisti della neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico torinese, il Regina Margherita. Ma per capire come una bimba di 11 anni possa essere finita in un repartino psichiatrico, bisogna fare un passo indietro.
    La piccola, accudita e amata dai genitori, ha iniziato a manifestare disturbi del comportamento fin dai primi anni delle scuola elementare. Il Tribunale per i Minorenni, coinvolto dalla stessa struttura scolastica, aveva disposto, alcuni mesi fa, il suo trasferimento in una comunità protetta nella quale la giovane paziente potesse essere educata e curata. Ma sabato scorso Antonella è stata ricoverata nel reparto di endocrinologia dell’Infantile per essere sottoposta ad alcuni esami e per essere controllata dai neuropsichiatri. Il suo ricovero, però, ha da subito creato un problema in quell’ospedale, tanto che i medici del Regina Margherita domenica scorsa hanno chiesto ai loro colleghi delle Molinette di ricoverare la bambina nella loro psichiatria.
    La risposta dal repartino psichiatrico è stata un secco rifiuto: “Tenetela là – hanno detto – verremo a visitarla, in consulenza, lunedì”. Domenica notte, tuttavia, Antonella ha manifestato tutto il suo disagio con comportamenti anche aggressivi che hanno indotto gli specialisti della neuropsichiatria universitaria del Regina Margherita a caricarla in ambulanza e “spedirla” al pronto soccorso delle Molinette con una richiesta scritta di ricovero motivata da un “qui non siamo in grado di gestirla. Pensateci voi”. Inutile è stato il tentativo dei medici di questo ospedale di opporsi: il padre della piccola ha firmato una autorizzazione scritta.
    Il magistrato di turno della procura torinese, interpellato, s’è dichiarato incompetente. Il Tribunale per i Minorenni, allertato via fax martedì mattina, non ha neppure risposto. Così, agli psichiatri delle Molinette non è rimasto altro che ricoverare Antonella, dopo averle predisposto una cameretta tutta per lei, trasferendo alcuni malati in altre stanze. Da tre giorni la bimba si trova là, in attesa che qualcuno decida del suo futuro. In questo periodo, non le è stata somministrata alcuna terapia.
    Antonella, appena arrivata nel repartino, lunedì mattina, s’è addormentata e ha dormito a lungo, esausta dopo la notte difficile trascorsa al Regina Margherita. Nelle ultime ore è uscita dalla sua stanzetta, s’è guardata intorno stupita di trovarsi in quel luogo. Ha parlato con alcuni pazienti. È coccolata dagli infermieri. È visitata dai genitori. Ha avuto una crisi, scalciando e urlando, dalla quale s’è poi ripresa.
    Il suo, dicono gli psichiatri, è di certo un caso complesso, difficile. Antonella è stata ricoverata in psichiatria con la diagnosi di “disturbo della condotta”. Non collabora, rifiuta il dialogo, si oppone a qualsiasi richiesta. A volte manifesta comportamenti violenti. Ma è sufficiente questo per segregare una bambina undicenne in un reparto psichiatrico?

  19. mamma mia…
    e’ incredibile cmq che gli pasichiatri facciano da scarica-barile in questo modo.
    Io credo che anche a 11 possa capitare di aver bisogno di aiuto psichiatrico, ma che degli psicolog o addirittura degli psichiatr non sappiano che fare?? E’ il loro lavoro quello? Che devono fare i genitori, mandarla dal veterinario??
    E cmq la “detenzione” e’ sempre discutibile…

  20. LA COSA CHE MI RENDE TRISTE E’ VEDERE L’ODIO TRAPELARE DA PERSONE COMUNI NEI CONFRONTI DI BERLUSCONI, CRITICANDOLO DANDOFLI ADDOSSO COME SE LORO FOSSERO TUTTI SANTI

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