Ci vuole metodo

di Tittyna

È arrivato il momento di regolamentare gli eventi. Non è più accettabile, agli albori di questo nuovo secolo interattivo, che le cose accadano così, casualmente, senza una logica precisa e per di più, inaspettatamente. La necessità di sfruttare appieno tutte le risorse e, di conseguenza, in ambito televisivo e giornalistico, tutti gli avvenimenti mediatici di rilevanza assoluta, impone che le cose accadano, sì, ma sottostando alla regia dell’uomo che può e deve organizzare questi eventi in maniera tale che nulla, immagini, parole, commenti, spot pubblicitari, vada perduto.
Uno dei grandi insegnamenti che ci ha regalato la morte in diretta mondiale del Papa, è proprio questo. Sapere che un determinato evento sta per accadere offre la possibilità concreta di sfruttare ogni singolo momento al massimo. Nel momento in cui egli, rifiutando le cure e tornando a San Pietro, ci ha offerto la certezza che l’evento stava per compiersi, abbiamo potuto assistere a tre giorni di celebrazioni e cronaca diretta per una morte che non era ancora sopravvenuta ma che, tuttavia, sarebbe comparsa con matematica certezza. Immaginiamo se fosse stato possibile organizzarsi in tempo per lo Tsunami dello scorso dicembre, sapere in anticipo lo svolgersi dei fatti così da poter piazzare telecamere nei punti cardine, comprese quelle subacquee per osservare da vicino, da ogni angolo e posizione, quell’immane tragedia, magari raccontandola attraverso i volti di chi non era riuscito a fuggire in tempo e annaspava sott’acqua senza riuscire più a risalire.
In questo senso gli americani ci hanno insegnato molto, organizzando le ultime guerre sempre in orari adatti ai palinsesti televisivi, e mettendo in moto, con il giusto anticipo, la macchina mediatica. Ecco, questo principio va esteso a tutti gli avvenimenti. Non è più accettabile, oggigiorno, che debbano morire nel corso dello stesso anno 5, 6 personaggi di spicco dello scenario musicale mondiale mentre poi, l’anno successivo magari ne muore soltanto uno. Una morte rilevante ogni tre mesi, ad esempio, consentirebbe di avere il tempo necessario alle celebrazioni e agli speciali dedicati, senza inutili soste, passando da un morto all’altro senza stravolgere le programmazioni e senza pause.
Non si può più permettere che i fatti accadano per caso. Il Fato deve smetterla, una buona volta, di fare come cazzo gli pare.

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12 Comments

  1. Sono quasi commossa nel leggere riflessioni che oltre a trovare la mia assoluta condivisione, hanno il profumo delle pulizie di primavera che anche se oggi tira un po’ di vento ghiaccio, è un vento che passando di qua, porta un aroma nuovo.
    Nel giro di una settimana ci siamo giocati il Papa, il Principe Ranieri, il matrimonio di Carlo e la malattica del Principe di Hannover, tutte cose che getite con il dovuto ordine, ci avrebbero consentito di sostare per mesi su futili dettagli il cui accavallamento ci ha oltretutto impedito di goderci il risultato delle elezioni con il dovuto riguardo.

    Cartucce sparate a raffica come orgasmi adolescenziali. Che il fato, una buona volta, si dedichi a del sano autoerotismo prima di dare appuntamento ad una signora così esigente come l’informazione.
    Che anche lei, sofisticata figura avvolta nel mistero, ha un marito palinsesto da cui tornare a casa la sera e render conto della giornata.

  2. cavolo, in effetti tutte questi decessi sono uno sbattimento: chi cavolo metto nella lista dei dieci, per il TotoMorte del 2006?..

  3. Tittyna, ascolta.

    Quando dici: “In questo senso gli americani ci hanno insegnato molto, organizzando le ultime guerre sempre in orari adatti ai palinsesti televisivi, e mettendo in moto, con il giusto anticipo, la macchina mediatica. Ecco, questo principio va esteso a tutti gli avvenimenti.” .ecc.

    Non so come si messa in politica delle comunicazioni, ma a me risulta una totale censura in Afganistan, al punto tale che chiunque giornalista esporta informazioni da quell’area diventa “deparesidos”. Non solo, ma qui da noi, specialmodo in Italia, è stata ripescata una legge militare che vieta a qualsiasi giornalista o cittadino di dare notizie vere di guerra. Chi si permette tanto, è passibile di severa condanna da parte del Tribunale Militare (Ministero della Difesa).

    Palinsesto?
    Ti metto a testimonianza di come vanno le cose in Iraq.
    La strage contro gli insorti iraqueni continua e con la partecipazione dei nostri “fucilieri dell’aria”.
    Te lo hanno mai detto in televisione quanto morti facciamo al giorno?

    Hai mai sentito in televisione del perchè i Bersaglieri a Nassiria, che portano la democrazia, rientra dall’Iraq per lasciare mano libera alle falangi dei Paracadutisti italiani che li sostituiranno? Quando entrano in scena le falange dei Parà (assaltatori e guastatori) vuol dire che vanno giù duro… molto duro.

    Altra dimostrazione di come i Media ti prendono in giro fu la prima “Guerra del Golfo” dove ci facevano vedere i bombardieri alzarsi dai deserti… balle!!

    Venivano dalla base Klark nelle Isole Filippine e la base logistica era in Polonia.

    Altro esempio di dire balle in televisione (sempre da Desert Storm) è la strage dei Cormorani finito nel mare in inquinato di petrolio fatto esplodere dai dagli Iraqueni. (poi si venne a sapere che fu opera dei piloto inglesi)

    Però sappi che, in Iraq, a gennaio, e febbraio non ci sono i cormorani (emigrano a novembre per tornare in primavera e non certamente sotto le bombe)

    Tutto ciò lo chiami “palinsesto?”

    io la chiamo per il culo? … fa tu…

    Su questo tema (palinsesto intelligente) c’è molto da smascherare .

    ciao

  4. Giulio, sono undici anni che metto il Papa in quella lista (e dieci che perdo..), al prossimo pontefice darò un vantaggio di almeno cinque anni..

  5. Più che altro Enea, penso che il post di tittyna avesse tutto un altro significato.
    Che la televisione ci mostri solo immagini che non scuotano troppo la nostra coscienza lasciandoci nel tropore della Fattoria, credo che sia piuttosto evidente a tutti.
    La televisione produce finti reality per distrarci da quelli autentici.

  6. Si, Enea, le bugie se ne dicono tante. Il post di Tittyna e’ sicuramente ironico.. Sarebbe comunque interessante se ogni giornalista dovesse difendersi (davanti ad un tribunale internazionale ed imparziale), difendere cioe’ la fondatezza delle proprie asserzioni durante il loro “normale” lavoro quotidiano “da cronista”. Probabilmente molti “giornalisti” sarebbero condannati – per aver deliberatamente diffuso delle menzogne e per aver disinformato il pubblico assetato di verita’ o per aver fantasiosamente inventato o modificato le storie da raccontare, mentre dovevano semplicemente limitarsi a riferire i fatti, a descrivere la realta’. Ed e’ per questo che e’ stata inventata la televisione alla fin fine, non certamente per asservire il potere che non ne ha bisogno di questo strumento per oprimere i popoli. Un articolo interessante in propopsito e’ possibile leggere qui: ” xoomer.virgilio.it/svjetomir/articles/en_kosovo.html “. :)

  7. X SPAD: però c’è sempre la storiella del papato lungo-papato breve per controbilanciare, sto pensando a un Papa Luciani bis…però sì, mi pare eccessivo.
    Che ne dici di un Castro? Oppure un Ciampi?
    O un Castagn..ops :(

  8. Giulio, se fa come Papa Luciani, avrei dovuto metterlo nella lista del 2005.. vabbè menar sfiga, ma così.. Castro nella mia lista c’è.. Ciampi no, ma ho messo la Carrà.. (ho giocato con uno spagnolo, non potevo mettere Mike..) e per giocarmi la sorpresa, ho messo pure Britney Spears.. ma sta tardando.. (questo commento è da “vergogna equosolidale”, i know..)

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