Magari non “grande”. Di certo il “migliore”

Dopo un annetto preso a prendere le misure col mondo romano papalino, il Papa appena scoparso si lanciò in quella che per me rimane la sua opera migliore; quella per la quale sarà ricordato; quella che non deve dividere con Gorby e Reagan: la riabilitazione di Galileo.
Dette più di dieci anni di tempo ad una commissione interna per analizzare tutti i casini di una Chiesa che per secoli si era eretta a paladina non del Vangelo, ma del sussidiario di Scienze.
E ne usci, nel 1992, con una delle più pesanti abiure (il termine mi gusta proprio) dei due millenni di storia Vaticana.

I teologi del tempo in maggioranza, non percepivano la distinzione formale tra la Sacra Scrittura e la sua interpretazione, il che li condusse a trasporre indebitamente nel campo della dottrina della fede una questione che di fatto apparteneva alla ricerca scientifica.

Direte voi: bella forza, dopo quattrocent’anni, streghe e roghi. Beh, per chi conosce Roma e il potere papalino, quello rimane il più grosso boccone da mandare giù. Per migliaia di porporati che nel tempo si erano presi, senza merito, una posizione di privilegio nella scienza, è stato l’inizio della fine.

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9 Comments

  1. Dall’intervista di Arosio a Galimberti su l’Espresso:

    Cosa si aspetta dal prossimo papa?
    «(…) Infine, per ciò che riguarda le scuse rivolte alla scienza, vorrei che il prossimo papa non chiedesse scusa su Galileo, ma sulla genetica».

  2. Su questo argomento è molto interessante leggere quello che dice Karl Popper, in “scienza e filosofia” chiarisce che la posizione della chiesa era molto meno banale di quanto possa sembrare , e allo stato attuale delle conoscenze non del tutto infondata.
    Ciò che contrapponeva Galileo alla Chiesa, non era la verità o falsità delle ipotesi di Galileo, ma la pretesa, poi risultata falsa alla luce delle teorie della fisica contemporanea che le sue scoperte descrivessero la realtà, e non fossero solo uno strumento matematico utile a prevedere il moto degli astri.
    La meccanica quantistica, su cui si basa il funzionamento del 100% delle apparecchiature elettroniche è semplicemente una teoria strumentale e non è in grado di descrivere alcunchè di reale, solo di prevederne il comportamento.
    Quindi la Chiesa ha riabilitato Galileo quando la scienza l’ha dimenticato, non mi sembra granchè come rivoluzione.

  3. Beh Peitro, questa e’ la questione delle questioni. Su cui anche nel 1992 la Chiesa non si e’ poi sbilanciata molto.
    PS: La tua affermazione che la scienza abbia dimenticato Galileo pero’ mi sembra un po’ forte.

  4. Secondo me la cosa piu’ scandalosa e di cui la Chiesa dovrebbe scusarsi, piu’ che per la condanna di Galileo, e’ il concetto stesso di indice… Questo indipendentemente da chi avesse ragione nella contesa tolemaico-copernicana (sullo svolgimento della quale ancora non sono riuscito a capire chi dice la verita’, anche se non propendo per i cattolici).
    La cosa che mi colpisce comunque e’ che questa cosa l’ha digerita il Papa, ma c’e’ un sacco di gente a cui ancora non va giu’!

    Pintecaboru

    P.S. Non voglio dire che sia come Zichichi, ma a leggere un po’ in giro sembra che la fama di Popper sia legata piu’ al suo metodo espositivo con “linguaggio comune” che gli ha garantito molta audience, piuttosto che a grandi meriti epistemologici… al contrario, i suoi lavori presenterebbero gravi lacune logiche. Uso i condizionali perche’ non sono un epistemologo…

  5. Tralaltro gli verrà intitolata la stazione termini. Io lo dicevo che dio è uno e treno.
    Tralaltro mo il problema è che se uno si dice prima sì e poi no non si potrà più dire “contraddizione in termini” ma “contraddizione in giovanni paolo II”

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