Er Banana

Non so se lo sapete, ma er banana è indagato per l’ennesima volta.
Propongo di stampare tanti tanti tanti adesivi d’attaccare ai semafori, alle fermate del tram, e in ogniddove, con su scritte tutte le sentenze definitive che ha sul groppone er banana. magari compresi i reati prescritti. (forse avremo dei problemi sulla dimensione dell’adesivo)
Propongo di fare una operazione 1984-orwelliana, ovvero di smettere di scrivere, sillabare, pronunciare il nome e il cognome der banana. poi assoldiamo qualche genio di perl che ci scriva l’espressione regolare per eliminarne il nome e il cognome da tutti i siti e gli hard disk e in ogniddove.
Poi oggi il senato ha buttato a mare un pezzo di costituzione.
Io protesto, cazzo.

Quello che parla è Arsenio Bravuomo. Io lo starei ad ascoltare.

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20 Comments

  1. Vediamo un po’ le assunzioni di questo Bravuomo, e di tutta la “società civile” dei miei stivali -e non è poca-:

    – essere indagati è qualcosa di riprovevole, a priori;

    – avere un capo d’imputazione prescritto è riprovevole, a priori (corollario: molti della “società civile”, tra cui l’ex ministro della giustizia Diliberto, credono che la prescrizione presupponga colpevolezza, quindi non sono poi così civili come si pensa);

    – la Costituzione è qualcosa di sacro, il cui cambiamento è riprovevole, a priori.

    Benissimo. Siete dei macellai ignoranti come delle capre. Nota Bene: io non sto difendendo Berlusconi, non sto dicendo che non abbia commesso niente di male (non lo so) non sto dicendo che questo specifico cambiamento della Costituzione sia giusto o meno (non ho informazioni e competenze necessario): non essendo schiavo delle infime pulsioni che vi spingono a scrivere e supportare simili baggianate, io sto parlando di questioni ultime e di principio, delle quali, a cominciare dall’essenza di uno Stato di diritto, chi scrive e supporta come Bravuomo è totalmente, indifendibilmente, desolatamente digiuno. Peggio, si pretende persino di insegnare altrui cos’è e cosa non è un bravo cittadino.

    Complimentoni. Siete il male dell’Italia come e più del berlusconismo. Come e più.

  2. Aiuto.
    Arsenio Bravuomo scrive un post di protesta per una situazione che a chiunque non si sia ancora fatto rincoglionire da Mediaset, dal Banana e dai suoi giri di parole senza senso sembra disperatamente reminiscente del Ventennio. Per non dire del tracollo argentino, come vi potrà dire qualsiasi economista che non abbia il culo incollato a una sedia in Parlamento.

    Un post personale, di disagio, di rabbia e di angoscia.

    Guardate le risposte, e smettete pure di chiedervi come abbia fatto il Berlusca a vincere in un paese civile.

  3. lasciate perdere questo discorso. A me tocca votare per Burlando, anche lui pluri indagato e ancor più plurisfigato. Ho già la mano che mi trema.

  4. E dopo aver letto di rincoglionimenti, ventennio e Argentina, non posso non rinnovare i complimenti al raffinato scienziato della politica Bravuomo, a chi ha segnalato il suo post e a chi lo legge e lo prende sul serio.

  5. Ventennio?
    Cioè? Proprio quel Ventennio?
    Quello dove ammazzavano i parlamentari che denunciavano brogli e violenze? Quello dell’olio di ricino e dei manganelli? Quello delle leggi razziali? Quello di “vietato l’ingresso agli ebrei”? Quello dell’Impero? Quello delle colonie? Quello dei giovani balilla? Quello delle botte a Gobetti? …(continua tu)

    Tu che non sei rincoglionita da Mediaset e dal Banana, mi spieghi in cosa “questa situazione è disperatamente reminiscente del Ventennio”?

  6. Censura di stampa e media. Epurazione degli “sgraditi” dai mezzi di comunicazione. Propaganda politica tesa ad identificare nell’opposizione un nemico antipatriottico. Leader che si rifiutano di riferire in parlamento dopo aver annunciato (e ritrattato) un ritiro da una campagna di guerra che non so a te, ma a me sa tanto di Abissinia. Alleanza con un invasore di uno stato sovrano, invasione basata su una supposizione di innocenza. Disprezzo della Costituzione e delle leggi dello Stato. Apologia di reato (“E’ morale non pagare le tasse”). Dichiarazioni altisonanti e populismo estremo. Disonestà. Collusione con la Mafia (Sì, proprio quella simpatica istituzione pacifica che non ha mai ammazzato nessuno). Adesso, al posto degli ebrei ci sono gli arabi. Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.

    E adesso vattene pure a mettere la crocetta sul tuo candidato di Forza Italia preferito.

  7. Inizio dal fondo, che mi ha fatto davvero ridere.
    “E adesso vattene pure a mettere la crocetta sul tuo candidato di Forza Italia preferito.”
    vorrebbe essere un insulto o ironia da quattro soldi?
    Boh, perché non sai nulla di me, non sai chi voto, non sai come la penso: davvero un bell’esempio di demonizzare l’avversario, in questo caso uno che ti sta dicendo – esplicito per tua comodità – che del Ventennio non sai un granché visto che lo paragoni alla situazione di oggi.

    Propaganda politica. Rubrico sotto questa definizione anche dipingere “el banana” come il Duce. Per antipatico quanto possa essere, alle prossime elezioni *deve* essere rivotato, se vuole restare lì. D’altronde tu stessa parli di crocette sulla scheda, no?
    Ma le tue idee su democrazia e dittatura devono essere oltremodo confuse, se ritieni che l’invasione (concordo su questo termine) di uno stato sovrano come l’Iraq sappia tanto di Abissinia, dimenticando (ops) che l’Iraq prima dell’invasione era un paese fralgellato da una dittatura sanguinaria che ha fatto centinaia di migliaia di morti, dove le elezioni si tenevano sì, ma con risultati non a caso definiti “bulgari”, dove le minoranze etniche venivano massacrate a forza di gas, dove il suo dittatore poteva decidere di invadere uno stato confinante, non per liberarlo ma per impossessarsene, eccetera eccetera.
    Davvero curioso che tu ti lamenti di essere in una situazione simile al fascismo qui in Italia, dove tra una settimana andremo LIBERAMENTE a votare (truffe sulle firme a parte, che comunque c’erano anche prima del “banana”), e dopo un mese ci torneremo per un referendum, mentre tu ritenga un’operazione illiberale, fascista e colonialista, consentire a milioni di cittadini di uno stato ora DAVVERO sovrano di poter fare lo stesso.

    Ora vai pure a mettere la crocetta sul candidato che ti piace di più del partito che ti piace di più, perché PUOI, anche se forse preferiresti di no. Almeno i tuoi sproloqui sul Ventennio avrebbero un qualche senso.

  8. Sono fantastici.

    Inorridiscono di fronte al “Comunisti!” di Taormina, ma appena provi a dire qualcosa che non risponda ai loro indimostrati postulati, sei un berlusconiano, un forzitaliano, uno che si fa prendere in giro, un rimbambito. Non sanno chi sei, ma lo sei. Qualcuno mi spieghi la differenza con l’atteggiamento di Taormina.

    Predicano il rispetto delle istituzioni dileggiate, ma queste istituzioni, dalla giustizia al parlamento al significato dei termini tecnici, desolatamente ignorano.

    Si permettono di fare della satira (che tale non è, peraltro), non già perché eredi di Giovenale, ma semplicemente perché di trattare seriamente gli argomenti, a partire dai cambiamenti della Costituzione, non sono minimamente all’altezza.

    E allora cambiare la Costituzione, essere indagati, essere prescritti, inviare l’esercito da qualche parte diventano tutte turpitudini a priori.

    A priori, perché il ragionamento non sta a casa loro.

    Complimentoni, Giulia Blasi. Complimentoni, Arsenio Bravuomo. Complimentoni, di loro simili.

  9. Questo commento è abbastanza tipico. Non dire niente, ma dirlo in tantissime parole. Così sembra che si sia detto un sacco di cose intelligentissime e puntute.

    Cambiare la Costituzione in questo modo non è solo sbagliato, è anche potenzialmente disastroso per l’economia.
    Che il Primo Ministro sia indagato e prescritto è cosa turpe da qualsiasi parte la si guardi.
    Inviare l’esercito in uno stato sovrano è contro la nostra Costituzione, che del resto per voi è carta straccia, a quanto pare.

    Quello che ho scritto è successo.
    Ho un’opinione: che questo paese sia nella merda.
    Se ho torto, sarò felice di darvi ragione.
    Ma se ho ragione io, siete dei fessi senza speranza.

  10. Toh, strano, Giulia.
    Tanto per stupirmi una volta di più hai usato quel “voi” che tanto ti garba per accomunare chi non la pensa come te in un magma di idioti, e seconda cosa, hai cambiato discorso: non una parola sulle sciocchezze che hai detto sul Ventennio.

    “Ho un’opinione: che questo paese sia nella merda”, può darsi, ma non dipende certo dal fatto che si sia in un regime fascista. Perché non vi siamo affatto, anche se quello che dici è successo davvero.
    Ah, solo una cosa, la nostra Costituzione dice cose un po’ diverse da quelle che sostieni.
    Poco sul Ventennio, ma poco anche sull’educazione civica, mi sa.

  11. Non una parola?
    La lista di somiglianze che ho citato non è sufficiente?
    La solita tecnica di aggressione volta a dimostrare che l’interlocutore ha torto marcio e tu ragione da vendere. Sì, in questo senso fai decisamente parte di un magma: quello dei “contro a tutti i costi”, contro anche alle legittime preoccupazioni e alle valutazioni altrui. Un magma di preoccupante consistenza.

    Rileggi il mio commento con meno pregiudizi destrorsi e torna a dirmi che ho detto delle stupidaggini. Altrimenti ammetti che la tua è solo aggressività fine a se stessa e tanto machismo malriposto.

  12. Machismo, pregiudizi destrosi, aggressività.
    Bevuto troppo o manie di persecuzione?
    Prendo atto che le uniche somiglianze che ritieni ci siano tra il Ventennio (di cui ribadisco sai *veramente* giusto qualche luogo comune ideologico) sono quelle che avevi citato già all’inizio.
    E’ più che sufficiente per dare il giusto peso a quello che dici.
    Stammi bene.

  13. Io “pregiudizi destrorsi” proprio non ne ho, Se ho dei pregiudizi, sono sinistrorsi.
    E ti lo dico tranquillamente, senza volontà d’offenderti che hai scritto delle stupidaggini. Credimi non cerco la polemica, se la cercassi troverei qualcosa di meglio di un discorso recitato centinaia di volte.
    Viviamo in un paese con gravi problematiche. Vero. Alcune delle normali garanzie -scritte e non- proprie delle democrazie occidentali sono stressate. I costituzionalisti parlano spesso della costituzione come di un elastico. E’ teso al limite, forse anche oltre (ma da ben prima dell’avvento dell’unto del Signore).
    Ciò detto, anzi proprio in virtù di quanto detto ossia riguardo una situazione tanto seria qualunque seppur vaga similitudine/comparazione con il fascismo è semplicemente ridicola, prima ancora che offensiva (e inutile).
    Non abbiamo squadracce che stuprano, uccidono, massacrano o bruciano vivi gli oppositori. Non abbiamo ancora il pensiero unico ne tantomeno colpi di Stato. Le elezioni ci sono e sono libere (si vince e si perde). La stampa è in libertà condizionata ma di certo non mi sembra timorosa (Almeno i giornali che leggo io rep. corsera sole non lo sono) e così via. La costituzione viene modificata secondo le procedure previste con tanto di referendum etc.
    E io mi vergogno per il dover fare discorsi così stupidi; stupidi nella misura in cui riducono tutto a burletta demagogica, persino vent’anni di oppressione e dittatura. spero anche voi.

  14. Scusa Paradosso, se mi permetto di insegnarti cosa è e cosa non è un bravo cittadino, cosa è bene e cosa è male (d’altronde chi meglio di me potrebbe?). E’ senz’altro errato dire che una prescrizione presuppone colpevolezza, come affermi tu. Nel senso però, è bene precisarlo, che una prescrizione verificata e dichiarata a seguito di un grado di giudizio, soprattutto quando appare maturata (anche) in conseguenza della concessione di attenuanti, non “presuppone” la responsabilità penale. La accerta.

  15. Mi fa piacere leggere che ben 3 commentatori (vorrei sperare di convizioni politiche non necessariamente uguali) reagiscono a certi paragoni stupidi. E reagiscono alla superficialità di un gruppo di commentatori che non si rendono conto dell’insulto che è comparare gli eccessi e i limiti e la mediocrità dell’attuale scena politica a torture e violenze “fisiche” del Ventennio (e non i soliti piagnistei da lesa libertà di stampa quando i vari Repubblica, Unità, Corriere, Espresso, Manifesto etc etc sono liberi di scrive quello che pare loro, e meno male!).
    Ed è un insulto anche per il coraggio di quelli che a quel tempo malgrado tutto la pensavano e agivano e scrivevano diversamente, rischiando di perdere ben più di qualche minuto strappato all’ozio o al lavoro davanti al pc, ma la propria pelle, per qualcosa che assomigliasse anche solo vagamente alla libertà di cui godiamo ora, tutti.
    I vari Bravuomo e simpatizzanti hanno bisogno di inventarsi un regime giocattolo che dia loro status di “resistenti/liberi pensatori/eroi del pensiero”. Il tutto a buon mercato: bastano un po’ di slogan, paragoni approssimativi, nessuno studio approfondito dei periodi storici di cui parlano, nessuna argomentazione razionale, molto sentito dire ripetuto e rimasticato da altri. Non occorre coraggio, visto che nessuno verrà a torturarli o a metterli in galera per quello che pubblicano sui loro blog. Non occorre neanche studio, visto che a loro basta l’approvazione altrettanto superficiale e irrazionale dei compagni di ideologia.
    Questo basta a loro per sentirsi superiori, moralmente ed intellettualmente, e sono intrappolati in un conformismo quasi peggiore di quello della famosa massa rimbambita dalla televisione.

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