Tanto per abbaiareIl primo giorno di primavera Fini inaugura il primo carcere “privato” italiano. Lo chiamano “struttura di rieducazione”. E sapete chi è il privato che lo gestisce? La Fondazione San Patrignano. Sì, quella dove è avvenuto un omicidio. E tanto altro ancora.

Altre primavere. Il 21 marzo viene inaugurato dal prossimo (secondo lui) presidente del consiglio Fini il primo carcere privato italiano, a Castelfranco Emilia. Formalmente non è un carcere ma una “struttura di rieducazione” (anche i campi di concentramento, formalmente, sono “centri di accoglienza”) per tossicodipendenti e la ditta che ha avuto l’appalto è la San Patrignano. E’ un punto d’arrivo: molti anni fa, di fronte all’alternativa fra stroncare il traffico d’eroina (gestito da Cosa Nostra) e perseguitare i tossici, la società italiana scelse la seconda strada. Furono pochi, e per lo più preti, quelli che in quest’occasione mostrarono un minimo d’umanità per i “drogati”. Gli altri preferirono curare le tossicodipendenze a cazzotti “paternalistici” o a galera. Nella comunità di Muccioli si arrivò perfino a un omicidio. Ma ciò non impedì la sua trasformazione in azienda, sempre più manageriale e sempre più riconosciuta dallo stato. Adesso, naturalmente, con uno stato che da un lato vuole arrestare chi si fa una canna e dall’altro si fa di coca nei ministeri, San Patrignano è il modello vincente: di morale, d’umanità, di gestione violenta della gente “strana”. E forse, a poco a poco, anche di società. Un Panopticon quotato in Borsa. Una battuta? Non tanto: in America le aziende carcerarie in Borsa ci sono già.

Lodeserto? Un perseguitato!” ha detto, con innocente sventatezza, il vescovo o il cardinale di Lecce. Mi dicono che anche altri, vescovi di altre chiese, abbiano preso le difese del responsabile del “centro d’accoglienza”. E che ha fatto, in fondo? Ha impedito di uscire alle “accolte”? Figurarsi: ex puttane. Ha dato qualche manganellata, l’ha fatta dare? Ma quanno cce vuo’ cce vuo’, signora mia; del resto, se anche l’ha fatto, l’ha fatto per il loro bene.
Infatti. E’ almeno dal Settecento che i poveri non vengono più picchiati se non, illuministicamente, per il loro bene. I poveri, gli emigranti, le donne, i giovani pre-integrazione. Per il loro bene.

Stiamo esportando la democrazia in mezzo mondo, giusto? “Per il loro bene”. Esportare, letteralmente: la prendono qui dove si trova, la smontano, l’imballano e se la portano via. E poi la scaraventano laggiù, dove arriva arriva.

Cuba. Duri atti d’accusa di Amnesty International contro le due dittature dell’isola. In una, con capitale l’Avana, ci sono almeno settantuno prigionieri politici, e “la libertà d’espressione è un reato”. Nell’altra, con capitale (o sub-capitale) Guantanamo, c’è anche la tortura.

Anche in Italia, a Genova - i giudici hanno appena finito di accertarlo - è ritornata quattro anni fa la tortura. Eppure il sole splende, noi camminiamo tranquillamente e i torturtatori, come in Bielorussia o in Argentina, continuano serenamente la carriera.


• Raccolta di firme per Elio Toaff, ex rabbino capo di Roma e grandissimo esempio di umanità, tolleranza e spirito realmente religioso. Vorremmo che Ciampi lo nominasse senatore a vita. Dico “vorremmo”, perché mi ci metto anch’io.

• La signora A., che è tanto simpatica, fonda (con altri signori meno simpatici) un fascio per vedere se stavolta si riesce a far meglio che negli anni Trenta. Il signor B., che è di sinistra, firma per lei per mettere in difficoltà il proprio avversario C., che è di destra. Il signor C., che è tanto simpatico anche lui e sorride sempre, sguinzaglia non si sa bene chi per scassinare i registri dei firmatari. Il signor D., che di mestiere fa il giudice ed è al di sopra delle parti, decide che la signora A. non può andare alle elezioni. Il signor E., dello stesso partito di C. e anche lui avversario di A., decide che il giudice D. è un grand’uomo e lo nomina cavaliere. In quel felice Paese si parlava moltissimo di democrazia.

Primarie 1. Nel centrosinistra, grande successo del candidato Portafoglio che - minacciando diversamente di non dare più una lira di pubblicità - è riuscito a far cacciare il direttore (troppo “movimentista”) dell’Unità Colombo e quindi a spostare la linea politica del principale giornale ufficiale dell’Unione da un lato all’altro: e tutto a colpi di euri.

Primarie 2. A Catania, unico comune grosso in turno elettorale, scelti finalmente i candidati di centrosinistra e centrodestra. Per il centrosinistra: Enzo Bianco, ex ministro dell’interno, famoso per aver mandato all’ospedale ottanta dimostranti a Napoli, qualche mese prima dell’analoga (ma stavolta di destra) performance di Genova. Per il centrodestra: Umberto Scapagnini, medico personale di Berlusconi, con specializzazione geriatrica e anti-invecchiamento. Mr Manganello vs/ Doctor Viagra.

Primarie 3. “Qui giace Starace/ vestito d’orbace/ vorace rapace/ di tutto capace”. Non è un refuso: è un ministro di AN degli anni Trenta (allora non c’era bisogno di trovare i miliardi per la campagna elettorale perché delle elezioni se ne faceva direttamente a meno).

Il colpevole. Il capitano della corvetta della Marina Italiana Sibilla, che il 28 marzo 1997 speronoò, mandandola a fondo, la nave clandestiana albanese Kater I Rades, mandandola a picco. A bordo c’erano almeno centoventi emigranti, di cui almeno ottantaquattro morirono annegati. Gli albanesi, per scappare, si misero a zigzagare. Gli italiani, in un’accostata, li presero dritti di prua: “tragedia del mare”.
Che cosa sarebbe successo se il comandante Laudadio, vista la situazione, avesse ordinato invece la ritirata? “Non potevo insistere con le accostate - si sarebbe giustificato alla base - Rischiavo di mandarli a fondo”. “Lei aveva ordini precisi - gli avrebbero sisposto i superiori - Lei pretende di saperne di più di chi glieli ha dati?”.

Gli ordini, di bloccare con decisione - e a costo di rischi - la rotta della nave “illegale”, venivano dagli ammiragli, e a questi dal ministero, e al ministero dal governo. Al governo allora non c’era ancora Berlusconi, ma Prodi. Che era convinto di dovere bloccare gli sbarchi di “clandestini”, per non turbare l’opinione pubblica, in quel periodo ancora particolarmente egoista. Erano i giorni di Pasqa di otto anni fa. Adesso, condannato il colpevole, possiamo goderci quest’altra Pasqua in santa pace.

Commercialisti. “Non si può affidare l’Italia a un professore!”. Neanche un condominio, neanche una scuola. Nell’atavica guerra fra Dott e Prof, i commercialisti ormai sono all’assalto finale. Uno di loro, manager di un istituto tecnico a Cosenza, per rendere il più difficile possibile l’accesso all’odiata categoria, ha messo l’obbligo di dare le impronte digitali all’ingresso per bidelli e prof. Quelli si sono ribellati e sono passati in clandestinità. Adesso le lezioni d’italiano si fanno attorno a un bivacco nascosto, su per i monti.

Commercio. Ciancio, fra i soci, è proprietario al 19,5 per cento. Poi c’è la signora Valeria - sua moglie - con un altro 13,5 per cento. Poi qualche politico, qualche manager, tutti amici. Di che giornale stiamo parlando, di che tv? Su quali nuovi media ha messo le mani il monopolista dell’editoria siciliana? Sorpresa: stavolta niente giornali, ma centri commerciali: il più gigantesco della Sicilia, lo farà una ditta (l’Icom) che è quella di cui parlavamo all’inizio e lo farà - duecentoquarantamila metri quadrati - in una zona di verde pubblico, di verde a uno agricolo e non commerciale.
Scusa: ma come si può costruire un centro commerciale (e che centro!) sul verde agricolo? Neanche a Catania una cosa del genere si può fare! Infatti: non si può fare. Perciò il comune, il 25 febbraio, ha fatto un’opportuna delibera e voilà, ciò che era verde agricolo diventa istantaneamente zona commerciale. Mercurio batte Cerere uno a zero. E i giornali? Le tv? Muti: centri commerciali (dello stesso padrone) anche loro.

Droghe. I “bambini iperattivi” - quelli che una volta si chiamavano monelli - in America vengono “curati” col Ritalin, uno psicofarmaco a base di metilfenidato che in Italia, fino all’altro giorno, era classificato fra le sostanze stupefacenti e perciò vietato. Adesso però il ministero della salute ha invitato Novartis Inc, che lo produce, a commercializzarlo anche in Italia, dove i bambini e adolescenti “iperattivi” sarebbero ormai troppi. Il farmaco, che secondo diversi scienziati genera una vera e propria assuefazione, negli Stati Uniti avrebbe causato alcuni milioni di giovanissimi Ritalin-dipendenti. “Siamo certi - chiede il professor Luigi Cancrini - che questi bambini di otto anni a cui diamo il b a sedici anni non lo prendano per loro conto e non diventino tossicomani?”. Proteste dei genitori (anche una manifestazione a Roma, ieri) e allarme di molti medici.
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Bestseller. Su “Segno” (la rivista antimafia di padre Fasullo: esce da 31 anni) di febbraio le motivazioni integrali della sentenza della Corte di Cassazione sul processo Andreotti. Una secca e inequivocabile antologia dei rapporti fra mafia e politica negli anni ‘70-’80.
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Cronaca. In tutto l’anno, solo tre casi di estorsione denunciati dai commercianti di Trapani alla polizia.

Cronaca. Rivolta popolare a Cercola (Napoli) per l’abbattimento di un Padre Pio abusivo eretto dai pensionati del paese.

Cronaca. Nessun incidente a Colleferro (Roma) durante la manifestazione dei no-global contro la fabbrica Rimmel, produttrice di elementi per bombe a grappolo (cluster-bombs). Nessun ferito, nessun contuso, nessuno neanche un po’ ammaccato. Qualche centinaio di morti ammazzati, naturalmente, quando le bombe a grappolo saranno lanciate.

Varietà. Palermo. Monito del cardinale ai politici: “Combattete la mafia e la corruzione”.

Ambra Jovinelli. Repliche di “Le dimissioni”, con Totò, Peppino e Calderoli.

Trionfale. “Mi ritiro, anzi no” con Rascel, Macario e Berlusconi.

Les miserables. Torino. Spacciatori adolescenti utilizzano i cunicoli delle fogne (altezza un metro e mezzo, con un metro d’acqua sul fondo) per sfuggire ai poliziotti attraverso la città. Si entra al Valentino, si fuoriesce a Porta Nuova.

Amnesty International wrote:

Dal 13 marzo oltre 1.000 persone di diverse nazionalità sono sbarcate sull’isola di Lampedusa, arrivate probabilmente dalla Libia. Il 17 marzo, 180 persone sono state prelevate dal Centro di Lampedusa e inviate a Tripoli, in Libia, scortate dalla polizia italiana. Sembra che siano imminenti ulteriori deportazioni. Amnesty teme che alle persone che abbiano necessità di protezione internazionale non venga assicurato l’accesso alle procedure di richiesta d’asilo e alle informazioni sui loro diritti fondamentali di richiedenti asilo. Coloro che sono stati inviati in Libia, cittadini libici o di altra nazionalità, potrebbero trovarsi a rischio di detenzione arbitraria, o di detenzione sulla base di accuse che includono effettivi o presunti ingresso e uscita illegali dalla Libia, e di maltrattamento in detenzione.
Il 15 marzo, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dei rifugiati ha richiesto di accedere al centro di Lampedusa per esercitare il proprio mandato al fine di garantire che i rifugiati avessero la necessaria protezione, ma la risposta è stata negativa: nessuna organizzazione non governativa specializzata sui diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo è stata autorizzata ad entrare. Tuttavia, negli ultimi giorni, funzionari della Libia, che non è Stato parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, si sono recati a Lampedusa, e si crede siano entrati nel Centro. Questo fatto rappresenta un’ulteriore preoccupazione per l’incolumità dei richiedenti asilo qualora fossero inviati in Libia.

Per chiedere spiegazioni al governo: redazionetecnica@mininterno.it

• Stefano wrote:

“Io non considero l’Iraq affar suo ma anche nostro. Se non abbiamo interessi economici da salvaguardare, abbiamo quello umano di aiutare un paese ad uscire dai guai”.
Beato te che ci credi (senza alcuna ironia e con grande rispetto). Penso invece che il rimedio sia stato peggiore del male, non richiesto da nessuno e non intendo farmi carico di questa responsabilità. E sono anche stufo del dover stare per forza da una parte o dall’altra, che i miei hanno sempre ragione ed i vostri fanno cazzate dalla mattina alla sera. Rivendico il diritto di dire a mio padre, che rispetto ed amo, stai sbagliando di grosso e in questa cosa non intendo seguirti.

f-costa@email.it wrote:

A me questa cosa delle firme di Alternativa Sociale autenticate da esponenti del centrosinistra non piace proprio per niente, e per tre motivi: primo, perchè è chiaramente una furbata elettorale, e nulla valgono i tentativi del centrosinistra di fare spallucce. Secondo, perchè hanno autenticato delle firme palesemente false (nelle liste c’era Ornella Muti, persone nate il 31 Febbraio, eccetera). Ora, dato che la falsificazione di firme e documenti è una pratica a cui fanno ricorso tutte le formazioni politiche italiane, tanto vale abolire la raccolta di firme e trovare una maniera migliore per legittimare la candidatura di una lista elettorale. Terzo, perchè credo che autenticare le firme di Alternativa Sociale non sia semplicemente un atto burocratico, ma una attestazione ufficiale della legittimità di un partito politico estremista, razzista e sessista, vicinissimo a movimenti neofascisti, xenofobi e violenti quali Forza Nuova: non so voi, ma io con certa gente non scambierei nemmeno il saluto.

Maria Di Rienzo (nbawac@tin.it) wrote:

Dov’è andata la bambina senza volto?
L’aquila le regalò una piuma,
e dal profondo vennero polveri d’opale e cristallo,
così che lei potesse disegnarsi gli occhi.
Il fiume portò a riva una coppa,
il cielo la riempì di sole,
e lei intinse la piuma nei papaveri,
e si disegnò le labbra, per poter bere.

Dov’è andata la ragazza senza corpo?
Ha raccolto meloni e rose selvatiche,
rami duri e morbide foglie,
ha respirato fumo di salvia,
di zafferano, di lavanda.
Ora è un canestro di vuoto e pieno,
come la terra sua madre.

Dov’è andata la donna danzante?
Nella spirale ha incontrato altre mani.
Come stelle si avvolgono,
galassia di luce che ruota,
e gli astri ridono come ridono i vecchi,
con la furbizia di chi ha già visto,
e ridono come ridono i bambini,
di pura meraviglia….