Esportare la democrazia (con le bombe)

Questo fine settimana ricorre, un po’ dimenticato, il sessantesimo anniversario del bombardamento di Dresda. Quell’attacco, insieme a quelli altrettanto devastanti applicati a tutte le maggiori città tedesche e giapponesi, con bombe convenzionali o no, è a tutti gli effetti il primo esperimento impreciso di esportazione della democrazia con l’ausilio dell’aviazione.
Impreciso forse è dir poco, visto il numero enorme di vittime civili. Però di esportazione si è trattato. E, giudicati i risultati a sessant’anni di distanza, le democrazie si sono impiantate con radici solide. Fa male a dirlo, fa veramente male; il suolo europeo trattato in quel modo, tesori artistici, chiese e palazzi incantevoli per sempre distrutti. C’era un altro modo? C’è un altro modo indolore di cacciare puzzoni, baffetti e saddammi?

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2 Comments

  1. nel caso non si fosse capito neanch’io piango per le vittime civili di Dresda

    Però, Slow, non sono d’accordo, l’episodio di Dresda è stato DEL tutto particolare
    Churchill etc…non erano dei sanguinari, certo,
    ma se tu leggi qualcosa dai link che ho riportato ti rendi conto che non c’era nessuna motivazione per il bombardamento della città
    ed inoltre le modalità sono tragiche
    leggi Messori sono impressionanti
    secondo me in quell’occasione si è andati ” oltre ”
    tu dici che bisognava prevenire un eventuale sollevazione della popolazione? bene, le leggi di guerra dell’epoca imponevano che i civili si dovessero evitare, A MENO CHE NON SI SOLLEVASSERO
    DOPO,però, non prima
    e la discussione sull’inutile bombardamento di Dresda interessa anche inglesi ed americani, perchè non la dovremmo affrontare noi?

    Si può e si deve inquadrare l’episodio nel contesto, ma non si può assolvere un episodio se questo ci appare discutibile

    e valutare Dresda come un errore non sposta di un millimetro le ragioni degli alleati
    fine davvero, ora

  2. Ok, fine davvero… mi resterà solo un dubbio: se neanche tu piangi per le vittime di Dresda, che cosa ti cambia il fatto che il bombardamento fosse o meno “discutibile”?
    Puro nozionismo storico? Oppure mero esercizio di antiamericanismo gratuito?
    Alla prossima.

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