Crociate e chi è crocefisso

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la vignetta.

Liberiamo Giuliana Sgrena. L’appello di Peacelink: – Giuliana e’ stata per anni i nostri occhi nei paesi piu’ martoriati del mondo arabo, prima l’Algeria, poi l’Afghanistan ora l’Iraq; attraverso i suoi articoli abbiamo capito, ci siamo indignati ed emozionati. Giuliana è una donna di pace: i suoi resoconti sulle guerre non erano freddi racconti perchè lei, come noi, considera la guerra la peggiore aberrazione dell’operato umano. Giuliana è una donna che ha descritto le sofferenze delle donne, è uno stupendo essere umano che ama gli esseri umani: vogliamo che presto continui a aiutarci a vedere, capire, amare con i suoi fantastici articoli.
Nello Margiotta Peacelink

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21 Comments

  1. Giuliana Sgrena è una cittadina italiana e come tale va liberata col massimo sforzo possibile da parte dello Stato. Punto e basta. Ogni specificazione, ogni valutazione circa il particolare del suo essere in un modo o nell’altro, ora, ha il sapore di una discriminazione in positivo o in negativo nei confronti di chiunque si trovi nella sua condizione o vi sia trovato o vi si troverà in futuro. Non è che si deve essere più dispiaciuti o indignati nel caso ci siano piaciuti i suoi articoli, oppure perchè ad alcuni di noi possa apparire come una – rieccoci – donna di pace che perciò meriti maggiormente la liberazione rispetto ad altri. Altrimenti, se si entra nello specifico, si permette di farlo anche a chi viveversa può strumentalizzare il fatto che proprio una donna di pace sia stata rapita. In Irak, tutt’ora, di rapiti ce ne sono ben 33. Altri 43 li hanno già uccisi. E i corpi di Enzo Baldoni e Ayad Wali non sono ancora tornati. Rispetto le senz’altro buonissime intenzioni di chi ha scritto il post, ma troppe volte ho avuto l’impressione che ci si volesse lottizzare persino i rapiti. Giuliana Sgrena è una cittadina italiana e ciò mi basta. Non m’interessa in particolare neppure che sia una mia collega.

  2. assolutamente d’accordo con il Facci.
    (e direi anche con chi l’ha rapita visto che lo ha fatto in barba alla convinzioni politiche dell’ostaggio)

  3. Facci curatelo questo fegato che prima o poi l’itterizia ti scoppia. Almeno prenditi una damigiana di Valium così forse dici qualche stronzata in meno. Saresti stato una camicia nera perfetta!

  4. Niente “excusatio non petita”, ma per mio piacere dirò di più: le mie scelte per vigne e post sono (nel 90% dei casi) rivolte ad avvenimenti e fatti spesso dimenticati o ai margini dell’informazione (a prescindere dalle convinzioni politiche e/o dalle nazionalità dei protagonisti). Un esempio su tutti vicino a questo ultimo accadimento: http://www.macchianera.net/archives/2004/10/italia_iraq.html . Quindi niente serie A e B (e C). Il messaggio, oltre l’affetto per Giuliana in primo piano, è quello della vignetta, che parla di tutte le vittime, nello spirito del messaggio di Peacelink col ripudio della “guerra, la peggiore aberrazione dell’operato umano”. Pax et bonum.

  5. “prova ne sia che quando Barenghi disse che preferiva gli americani ai terroristi, quasi lo dilapidavano”

    lapidare, non dilapidare….

  6. Sul mio blog: http//coal.splinder.com analizzo il rapimento di Giuliana, cercando di leggere cosa davvero è il fenomeno dei rapimenti e se questo giova o meno al futuro delle nostre truppe in iraq….lasciate un pensiero, una parola, o un commento anche per slidarizzare con quanti vogliono rivedere presto Giuliana.

    dudu2004

  7. Vorrei capire perchè Neir vuole ridurre il umero dei visitatori sul suo sito ospitando i pregevoli appelli dei nazisti che annusano in queste ore l’odore del sangue di una compagna, una di meno nel loro grandioso progetto di egemonia culturale della destra….

  8. Vorrei capire perchè Neri vuole ridurre il umero dei visitatori sul suo sito ospitando i pregevoli appelli dei nazisti che annusano in queste ore l’odore del sangue di una compagna, una di meno nel loro grandioso progetto di egemonia culturale della destra….

  9. E’ ufficiale, ve lo dico: Natalino si è giocato la seconda possibilità, per la reiterazione di battute e affermazioni di cui lui stesso chiede scusa, ma poi ripete.
    Tutti i suoi commenti, anche passati, sono stati cancellati.
    E se a qualcuno non va bene, se a qualcuno sembra censura, aria. Che internet è grande.

  10. Non ho capito, FF dice che si discriminano gli altri rapiti se si dice che la giornalista era una donna di pace e chiude con “Giuliana Sgrena è una cittadina italiana e ciò mi basta” passando così alla discriminante della nazionalità. “Non m’interessa in particolare neppure che sia una mia collega”: spero che non sia vero.

  11. Chedduepalle Facci. Vabbene l’appello riportato da Biani è un po’ su un filone retorico-resistente. Ma non è che ogni questione la si deve stracuocere per farla diventare insipida. Il governo si deve adoperare per ogni suo cittadino a prescindere da ogni altra considerazione, ma che cazzo per il resto saremo liberi di esprimere delle posizioni senza questo plumbeo perpenismo politically correct, e nella fattispecie un po’ specioso?
    Dei quotidiani sequestri che per primi interessano i cittadini iracheni parla sul tuo giornale se ti interessa fare qualcosa di utile.

  12. Biani ha capito assai meglio di te quqllo che volevo dire, testa di cazzo. Per il resto io scrivo quello che posso dove posso, e sul ‘mio’ Giornale il seguente l’ho scritto mercoledì:

    “Fatelo anche voi: l’ostaggio americano

    C’è da ridere? Certo che c’è da ridere: del feroce saladino che vuole terrorizzare l’Occidente con un pupazzetto, dei guerrieri di Allah che passano dal kamikaze all’harakiri, dei Mujaheddin incapaci di capire quanto una burla maldestra possa trasformarli d’un canto in talebani della sfiga, col sito arabo in questione – quello che ha pubblicato la foto tarocca – messaggiato da fanatici che invocavano la decapitazione di un soldatino di plastica: prodotto dalla Dragon Models, Usa. E si può ridere del villaggione mediatico che in tre secondi sparava il soldatino nell’etere mondiale, dell’incolpevole Gheddafi che chiedeva il rilascio di un pupazzo, di un superesperto in terrorismo (consulente Fbi e Cia) che chiedeva tempo per analizzare con dovizia una foto della cui falsità si sarebbe accorto anche Stevie Wonder. Ridere al pensiero di un rivenditore di giocattoli della California, sbigottito, che telefona al responsabile della Dragon Models e gli dice tutto agitato: ehi, ma l’ostaggio della Tv non è un tuo pupazzetto? E poi smettere di ridere, d’un tratto, pensando che possa covarci una metafora terribile, lo spettro del nostro lento abituarci a umani pupazzi che ormai alla televisione paiono tutti uguali, già visti, finti, omini, soldatini, questo mentre di ostaggi veri, sospesi tra la vita e la morte, in Irak, tutt’ora, ce ne sono ben 33. Altri 43 li hanno già uccisi. E i corpi di Enzo Baldoni e Ayad Wali, intanto, non sono ancora tornati.

  13. Il valore di un essere umano è il medesimo a prescindere dal sesso, l’attività professionale, la nazionalità e persino, si dice, il colore dei capelli.
    Fingere di non comprendere questo concetto e attaccarsi malamente ai coglioni del Facci per prendersi la quotidiana dose di vaffanculo, mi pare una provocazione a dir poco infantile.
    Il Facci, sono sicura, è disposto ad affanculare chiunque anche per provocazioni più intelligenti.
    Suvvia, potete fare di meglio.

  14. Esaltarne l’estraneità alla guerra e il merito “umanitario” del suo lavoro è sensato (l’ha fatto anche Fini ieri) e umano. Questo non vuol dire che la giornalista meriti di più la liberazione degli altri ostaggi: non credo che il pezzo di Biani potesse ispirare questa discriminazione tra ostaggi buoni e cattivi.

  15. Non lo esprimeva Biani come a maggior ragione non lo esprimeva Facci che anzi nel sottolineare il fatto che prima di tutto è una cittadina italiana, voleva proprio evitare delle discriminazioni di merito che in queste circostanze suonano sempre come un incentivo a fare di più.
    Sei stato tu Giovanni con quel tuo sottolineare che al Facci poco importava addirittura la professione dell’ostaggio a dare un tono affatto diverso alle parole del Facci.

  16. Vis, non ho capito una mazza di quel che hai scritto, se non il fatto, ribadito in 3 messaggi, che sei d’accordo con FF. Ripeto: il pezzo di Biani, come molti degli appelli letti in favore della giornalista rapita, non mi sono sembrati discriminatori nei confronti degli altri rapiti (davvero , non riesco a capire come si possa dirlo) e neppure mi sembra che chi chiede la liberazione di questo o quello voglia “lottizzare i rapiti”. Quanto al commento “Non m’interessa in particolare neppure che sia una mia collega”, è una frase buttata li a dimostrare la coerenza di quel che ha scritto: mi è sembrato tanto certi temi al liceo, quando per sostenere il filo logico del proprio discorso si finiva con lo scrivere grandi cazzate. Non ti sembra un atteggiamento un po’ da ragazzini?

  17. Guadra Giovà, io e Achille stiamo andando al cinema a vedere Catene con Amedeo Nazzari, vieni con noi?
    Un filmone d’Amore!

  18. No grazie, trovo i film di Amedeo Nazzari troppo violenti. Comunque apprezzo l’invito. Molto. Che se fosse stato un film con Doris Day, avrei fatto volontieri uno strappo alla regola che mi impedisce di andare al cinematografo con una sconosciuta.

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