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Archivio per gennaio, 2005

ThirtySomething meno uno

gen 20 2005 Inviato da nella categoria Personale

You Are 29 Years Old
Under 12: You are a kid at heart. You still have an optimistic life view – and you look at the world with awe.

13-19: You are a teenager at heart. You question authority and are still trying to find your place in this world.

20-29: You are a twentysomething at heart. You feel excited about what’s to come… love, work, and new experiences.

30-39: You are a thirtysomething at heart. You’ve had a taste of success and true love, but you want more!

40+: You are a mature adult. You’ve been through most of the ups and downs of life already. Now you get to sit back and relax.

Di test come questo (francamente inutili e, diciamolo, tediosi) è piena internet e sicuramente vi sarete imbattuti in altre centinaia di diverso tipo.

Questo, però, vai a sapere perché, l’ho fatto. Ed è venuto fuori che la mia anima non si sente ancora trentaqualcosa, mentre il mio corpo è trentaqualcosa già da tre anni e mezzo.

Resti tra noi, ma immaginavo un conflitto interno più accentuato. Non da dover indire delle primarie, insomma, ma quasi: in Puglia, per dire, gli exit poll davano erroneamente il corpo in netto vantaggio sull’anima.

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Il triangolo no!

gen 20 2005 Inviato da nella categoria Televisione

Infatti, a Berlusconi, la Lecciso e la Venier, a Palazzo Grazioli, si è aggiunto Lui.

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Giorgia Palmas /3

gen 20 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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La Forza della Carota

gen 19 2005 Inviato da nella categoria satira

”E’ giunto il momento della diplomazia. I nostri rapporti con il resto del mondo debbono essere improntati al dialogo, e non a un monologo”. Lo ha detto Condoleeza Rice, segretario di Stato Usa in pectore nella sua prima audizione davanti al Senato.

Più prosaicamente: ‘Yuppie! E’ arrivato il momento di incassare!’.

”Dobbiamo usare la diplomazia americana per aiutare a creare un bilanciamento di poteri in quella parte di mondo che favorisce la democrazia”, ha aggiunto la Rice, sottolineando che gli Stati Uniti non avranno mai successo se opereranno da soli.

Una teoria interessante, la sua.
In realtà l’amministrazione Bush non ama agire da sola: succede che non c’è mai un cane su cui puoi scaricare le colpe.
Un ‘cane’ in senso metaforico, altrimenti è fin troppo ovvio che Rumsfeld andrebbe benissimo.

”Le alleanze e le istituzioni multilaterali possono moltiplicare la forza delle nazioni che amano la liberta” ha poi continuato la Rice.

Questa è la classica frase utile a protrarre il lasso di tempo che va dalla prima domanda dell’interrogazione di geopolitica a quando troverai l’ispirazione per fingere una colica renale con versamento di sangue.

Pensateci e rileggetela con calma; in confronto Berlusconi sembra avere l’onestà intellettuale di un socratico. Lui almeno ha il coraggio delle sue stronzate; dice di crederci con forza, tentando poi di correggersi goffamente solo per le pressioni di chi gli cura l’immagine.

Fosse per lui avremmo ancora Gladio e i finanziamenti della CIA, che, fra le altre cose, sarebbero utili a rendere più credibile la Finanziaria.

Invece la Rice pretende pure di farci la supercazzola.
‘Le nazioni che amano la forza della libertà’: chissà perchè quando un americano parla di ‘forza della libertà’ la mia mente corre subito a un B52. Da questo punto di vista ammetterete che quel ‘moltiplicare’ non aiuta.

Poi, le alleanze sono una cosa, le istituzioni multilaterali un’altra. E spesso si collocano agli antipodi.

Il Patto d’Acciaio era un’alleanza, non un’istituzione multilaterale; lo sarebbe stata se avesse indetto un referendum europeo chiedendo ai cittadini di mezza Europa: gradireste un’invasione di forze nazional-socialiste sul vostro territorio?
Dubito che qualche nazione avrebbe visto vincere il ‘Sì’, a parte la Polonia.
Un polacco lo freghi sempre, se gli chiedi le cose gentilmente.

Nel suo discorso, la Rice e’ sembrata voler ammorbidire l’immagine di un’amministrazione finora improntata al ”con noi o contro di noi” come si e’ verificato per la guerra in Iraq, posizione che ha alienato agli Stati Uniti alcuni tradizionali alleati e in generale l’opinione pubblica mondiale.

Il nuovo slogan mi lascia un pò perplesso:
“Scegliete pure chi vi pare, ma prima vi consigliamo di consultare i nostri cataloghi”.

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Caserma di Bolzaneto, Italia, luglio 2001

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

  • TORTURATO n° 1 (italiano)
    Percosso in cella con un forte pugno allo stomaco, percosso al passaggio in corridoio con pugni, schiaffi e calci.
    Ingiuriato col ritornello “Uno, due, tre viva Pinochet e irriso facendo suonare la suoneria del cellulare con il motivo “Faccetta nera”.
    Costretto, con violenza e minacce, a dire Che Guevara, figlio di puttana”.
    Insultato con epiteti quali: “Zecca, figlio di puttana, stronzo, comunista di merda, bombarolo di merda, devi morire lurido comunista”.
    Gli sbattevano la testa contro il muro prendendolo per i capelli lunghi e lo colpivano con calci alle gambe e schiaffi.
  • TORTURATO n° 2 (italiano)
    Percosso con pugni in faccia e calci alla schiena prima di entrare in cella e poi in cella con pugni alle costole.
    Veniva ancora percosso ad opera di agenti che stringevano ancora più forte i laccetti ai polsi, lasciati ingiustificatamente mentre si trovava all’interno della cella.
  • TORTURATO n° 3 (italiano)
    Insultato in cella con sputi e epiteti del tipo: “Negro di merda, schifoso, comunista di merda”.
    Percosso in cella e nel corridoio mentre veniva portato al fotosegnalamento.
    Percosso ancora in infermeria con un pugno allo stomaco.
  • TORTURATO n° 4 (italiano)
    Percosso nel cortile all’ingresso con calci e insultato ripetutamente.
    Percosso durante i passaggi nel corridoio con calci e pugni e sgambetti.
    Percosso in cella dove riceveva un calcio ai testicoli, pugni alla schiena, ai reni e calci ai fianchi.
    Ingiuriato in cella con epiteti del tipo “comunista e frocio”.
  • TORTURATO n° 5 (italiano)
    Gli hanno afferrato le dita della mano sinistra e poi tirate violentemente in senso opposto in modo da divaricarle. Lesioni riportate: ferita lacero contusa di 5 cm. tra il terzo e quarto raggio della mano sinistra.
    Minacciato: “Se non stai zitto, ti diamo le altre” mentre gridava per il dolore in seguito alla mancata anestesia durante la sutura della lacerazione “da strappo” alla mano.
  • TORTURATA n° 6 (italiana)
    Insultata in cella con epiteti del tipo “zecche”, “Ne abbiamo ucciso uno ma ne dovevamo uccidere 100″, nonché con epiteti e ritornelli come “Uno, due, tre viva Pinochet.
    Ripetutamente percossa con calci e insultata nel corridoio della scuola Diaz.

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L’onda lunga di Israele

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareQuando i comunisti mangiano i bambini e Israele provoca lo tsunami. La vera domanda da porsi è: perché tanta gente in buona fede considera subito credibili accuse così gravi?

Mario wrote:

Mi puoi dire qualcosa in più su questa notizia riportata dal Jerusalem Post secondo cui il maremoto che ha prococato 160.000 morti non è stato provocato dal terremoto ma da esperimenti atomici nella zona condotti da Israele e India? Io ci credo anche perché se ci facciamo caso si è parlato solo del maremoto, case e palazzi e alberghi distrutti dal terremoto nei filmati e secondo i racconti dei testimoni non ce ne sono e inoltre tutti i filmati amatoriali sono stati girati dai piani alti di alberghi e palazzi perfettemante integri.
E perché questa notizia del Jerusalem Post non è stata riportata da altri giornali e vari Tg delle Tv italiane? Grazie per la risposta, ciao.

Caro Mario, siccome l’ipotesi è “politica”, e andrebbe abbastanza abbastanza d’accordo con le mie idee, debbo essere particolarmente diffidente e attenermi alla regola del dubbio per tutto ciò che non è provato. Di prove scientifiche non mi sembra di vederne finora.
Perciò, ora come ora, non ci credo. Restano tuttavia due riflessioni.
La prima: perché tanta gente considera subito credibile un’accusa così grave? Ti ricordi i comunisti che mangiavano i bambini? Molti anticomunisti ci credevano in buona fede. Ovviamente sbagliavano, ma il loro errore era molto facilitato dall’esistenza dei gulag, che “giustificava” emotivamente ogni altra possibile nefandezza. I gulag di oggi (i bombardamenti, le invasioni, ecc.) aiutano a pensare che “gli occidentali mangiano i bambini”. La seconda: è improbabile che qualcuno si metta a provocare artificialmente terremoti per biechi motivi politici. Ma è abbastanza possibile che, anche per i terremoti, vi siano concause oggettive (esperimenti nucleari compresi) non volute, non determinanti, ma in qualche modo concorrenti. Se ne parlò già ai tempi di Mururoa, e le coincidenze statistiche fra esplosioni sotterranee e incrementi di attività sismiche sono effettivamente impressionanti. La verità è che conosciamo ancora pochissimo il pianeta in cui viviamo ma lo trattiamo come se ne sapessimo tutto.
Questo è il vero “complotto” di cui aver paura.

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Ora che Bush lo dice e Sullivan lo ripete, Camillo ci crede

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Torture ad Abu GhraibSono successe cose tremende, dicono i rapporti dell’Amministrazione Bush. Ci sono stati 5 morti, si legge. Gente che è entrata viva ed è uscita morta. Su altri 23 casi c’è ancora un’inchiesta. Ci sono stati casi di prigionieri picchiati duramente, offesi sessualmente e religiosamente, alcuni anche sodomizzati con i manganelli. Sono stati usati cani per intimidire e alcuni prigionieri sotto interrogatorio sono stati lasciati nudi con le loro feci. Cose vergognose e indegne dell’America. Queste cose, però, va ricordato ogni due minuti, le sappiamo perché le inchieste sono state avviate dall’interno del Pentagono, della Cia e dell’Fbi. Cioè, è la stessa America che ha gli anticorpi giusti, scopre i terribili reati, processa e punisce i colpevoli.
(Christian Rocca, Il Foglio, 15/1/2005)

Sempre Rocca – ma otto mesi fa – citando Rumsfeld che citava Ulysses Grant:

In Iraq ci sono stati e ci saranno errori e grandi difficoltà ma, secondo il segretario alla Difesa, i soldati americani “un giorno si guarderanno indietro e saranno orgogliosi di quello che hanno fatto e diranno che ne è valsa la pena”.
(Christian Rocca, Il Foglio, 14/5/2004)

Retroscena: Christian Rocca mi ha tolto il saluto (che paraltro era già un semplice “buongiorno e buonasera”) il giorno in cui, discutendo via mail, ebbi l’ardire di affermare che a Saddam, di Al Qaeda, non avrebbe potuto fregare di meno. Delinquente e terrorista, insomma, ma non fanatico religioso. Lui rispose che non capivo un cazzo del mondo arabo. Io replicai di non dire fesserie: avendo una madre italiana nata in un paese arabo, era l’ultima critica che avrebbe potuto farmi. Poi la cosa è morta lì ma, prima, Camillo fece un gesto epocale, coraggioso, dovuto e benedetto da Dio: eliminò (addirittura!) il link a Macchianera dal suo blog. Ora chiedo a Rocca (il quale ignorerà, ma fa niente): prove, che Saddam – oltre che un criminale assassino – fosse un fanatico adepto di Al Qaeda e abbia finanziato il terrorismo per motivi religiosi piuttosto che per tornaconti di diverso tipo?

Detto questo, su una cosa Rocca ha ragione da vendere. Sono serio: nella maggior parte dei casi (aggiungo io: spesso grazie alla stampa americana) gli USA condannano i propri colpevoli. E le autorità magari non se ne assumono pienamente la responsabilità ma, almeno non negano l’avvenuto.

Qui è diverso.

Torture a GenovaLuglio 2001, caserma di Genova Bolzaneto, Italia:
  • TORTURATA n° 81 (straniera)
    Subiva minacce anche a sfondo sessuale da persone che stavano all’esterno: “Entro stasera vi scoperemo tutte!”. Percossa da parte di agenti al suo passaggio nel corridoio. Colpita con violenza con una manata sulla nuca. Costretta contro la propria volontà a firmare i verbali relativi al suo arresto mostrandole le foto dei suoi figli, prospettandole che se non avesse firmato non li avrebbe rivisti.
  • TORTURATO n° 11 (italiano)
    Percosso con calci e pugni alla schiena e insultato. Costretto a stare coricato a terra prono con gambe e braccia divaricate e testa contro il muro. Ingiuriato con frasi, ritornelli ed epiteti tipo “comunisti di merda”, “vi ammazzeremo tutti”. Percosso al passaggio nel corridoio e insultato anche con sputi. Costretto a stare a carponi da un agente che gli ordinava di abbaiare come un cane, e di dire “Viva la Polizia Italiana.
  • TORTURATA n° 21 (italiana)
    Percossa nel corridoio durante l’accompagnamento ai bagni. Le torcevano il braccio dietro la schiena e la colpivano con schiaffi e calci. Insultata con epiteti rivolti a lei e alle altre donne presenti in cella: “Troie, ebree, puttane”. Ingiuriata con sputi al suo passaggio in corridoio. Minacciata di percosse e di essere stuprata con il manganello. Costretta a rimanere numerose ore in piedi senza ragione plausibile.
(Chi desiderasse approfondire gli accadimenti nella caserma di Bolzaneto,
la Abu Ghraib nostrana, trova l’elenco completo cliccando qui).

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La Tv che si appropria del Borsellino

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiarePadre Puglisi e Borsellino sono diventati “Gli Incredibili”, eroi del grande (o piccolo) schermo, quasi di fantasia. E nel frattempo i mafiosi tornano al potere. In silenzio.

• Bello anche il film su padre Puglisi (dopo quello su Borsellino): bello e dannoso. E’ diventato una storia dolcissima, praticamente virtuale.
Chi, dove, quando, come, perché?
Da qualche parte. Non a Palermo (questa Palermo), non in Italia (questa Italia), non qui e ora. Nella Palermo di padre Puglisi – quella vera – i mafiosi sono tornati a comandare.
Nell’Italia di Borsellino – quella vera – le interviste di Borsellino vengono censurate alla tv.
Questi bei film si fanno in un paese in cui fra i personaggi che comandano c’è un mafioso come Dell’Utri. Ma questo non si dice. E dunque si dice male tutto il resto.

“Disoccupato lettore…”. Si festeggia la nascita di don Chisciotte, l’anziano rompicoglioni che s’affacciò al mondo esattamente quattro secoli fa, nel 1605, “en Madrid, en casa de Francisco de Robles, librero”. Il primo volume era dedicato all’on. Bejar, un Vip dell’epoca: dedica quanto mai opportuna, per lo speranzoso autore, ma purtroppo inutile, poiché nè Sua Eccellenza nè altri politici si degnarono d’accorgersi della novità. Il Nostro se ne andò dunque in giro per il mondo, da solo. Anzi, solo no: aveva un amico, che è più di quanto normalmente tocchi ai Vip, e da questo amico imparò probabilmente tutto ciò che poi passò alla storia come “donchisciottismo”, tranne l’autoironia. Quella no, era proprio sua: a cinquant’anni, difatti, o impari a sorridere (e a ridere) di te stesso, o è meglio che ti butti dal primo ponte che trovi.
E dunque se ne vanno così, il contadino Sancho che s’è ribellato a tutto e finalmente ha deciso “riprendiamoci la vita”. E l’intellettuale Quijote, che per un programma così semplice ha tuttavia bisogno di sogni, fantasie, ideologie, cose “nobilitanti”. Se ne vedono di cose, in un viaggio così. Alla fine, è l’intellettuale a cedere, a ridiventare normale e “buono”. E’ l’altro a riprendere Ronzinante – anche se Cervantes, intellettuale, non lo dice – e a rimettersi per la strada. Così, da qualche parte, incontrerete un panzone dall’aria rozza su un cavallo bellissimo, per quanto vecchio, da cavaliere: se lo incontrate seguitelo, perché da qualche parte vi porta.


“Cervantino”: aggettivo intraducibile, proprio dello spagnolo. Consiste di ironia e dignidad.
E’ cervantino Che Guevara, quando sorride dei propri sogni sul vecchio diario, in Bolivia, la sera. Oppure il mio amico Vanni Stagno, che aveva investito la liquidazione in un gregge di pecore – era stato operaio in una fabbrica, tutta la vita, un capo di lotte e scioperi, un lottacontinua – e lo incontravo lungo la spiaggia, in riva al mare, con le sue venti pecore avanti e lui dietro. E sorrideva ironico, da militante scettico, senza illusioni, sempre pronto.
Oppure… Insomma, c’è molta Mancha nella sinistra vera, quella che abbiamo conosciuto.
Ora, proprio in questo momento, mi sta chiamando Fabio da Catania (“Fabio, vedi di riorganizzarti anche tu, ché quest’anno si ricomincia!”), e quindi interrompo un attimo per parlare con lui.


“En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un companero…”

Nota della redazione di Macchianera: ancora un grazie per le donazioni alla causa di “Tanto per abbaiare”. Un grazie a chi ha dato e darà quel che può come contributo ed incentivo alla stampa libera. Riccardo, che ne è una delle bandiere, riceverà mensilmente da Macchianera tutto quanto deciderete di investire in pluralismo dell’informazione. Qui i dettagli.

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Apparato Ingerente

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Strips

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Giorgia Palmas /2

gen 19 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Piatto Baricco, mi ci ficco

gen 18 2005 Inviato da nella categoria Libri

Siccome Gianluca ha trovato lavoro e io no, gli dò una mano a infoltire le pagine macchiate di nero con sapidi gossip di cui non frega niente a nessuno, tranne che allo stesso Gianluca e per motivi che fanno tremare i polsi al ricordo (;-D).
E’ di oggi la notizia che Rosaria Carpinelli, direttrice editoriale di Rizzoli Libri, abbandona la seconda poltrona dell’editoria italiana. Va infatti a dirigere Fandango, che affianca con rinomata letteratura la produzione cinematografica targata Domenico Procacci. Ne segue una voce incontrollata: Alessandro Baricco pubblicherà da Fandango, lascia anche lui Rizzoli e si lancia in un’avventura che sembra già destinata a mutare i contorni del panorama editoriale nostrano.
Nel caso, però, per specificare, la verità sarebbe che Carpinelli segue Baricco, e non viceversa [nella foto, Baricco inzieme Procacci].
Le medesime voci non danno affatto in ascesa le quotazioni di Elisabetta Sgarbi, direttrice di Bompiani, che sarebbe il naturale sostituto di Carpinelli. Invece di Baricco non c’è naturale sostituto.
Dopo la dipartita di Ferruccio De Bortoli, presidente di Rizzoli Libri ora approdato alla poltrona di direttore del Sole 24ore, che è riuscito a strappare a Mondadori un libro del Papa, per Rcs Libri si annuncia un dopo-tsunami di difficile gestione.
Ripeto: sono solo voci, recapitatemi via telefono. L’attendibilità circa le faccende baricchiche non è garantita. Il tempo dirà, anche se temo che la stia già dicendo.

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Guardare lontano

gen 18 2005 Inviato da nella categoria Strips

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Miseria, terrore e morte.

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dal blog di Franceschini

gen 18 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

L’on. Dario Franceschini (Margherita) non si occupa solamente della tutela della cucina tipica ferrarese (memorabile l’incipit: «C’e` un imbarazzo non trascurabile nel descrivere l’anima della cucina e delle ricette di Ferrara e della sua terra.»). Sta infatti presentando un progetto di legge per ridurre al 4% l’IVA sui dischi e inserire la detraibilità degli acquisti fino a 250 euro, inasprendo al contempo le pene contro la pirateria.
Peccato che se uno va a guardare un po’ in giro potrebbe scoprire che la UE ha già detto che l’IVA sui dischi non si può ridurre, e che la versione originale del testo non parlava di fine di lucro, ma di profitto, in pieno assenso con la legge Urbani.
Fin qua nulla che ci possa sconvolgere. Ma visto che Franceschini ha un blog e ci commenta persino su, magari qualcuno tra il colto pubblico può essere interessato a confrontarsi urbanamente con il Nostro…

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Il vero post è solo “precox”

gen 18 2005 Inviato da nella categoria Senza categoria

Uno avrebbe in mente da due mesi almeno due o tre post di quelli che si potrebbero definire “epici”, di quelli che ci tieni, di quelli che hai in mente sin nella punteggiatura. Epperò succede che arriva un nuovo lavoro (uno di quelli che alla fine ti piace pure, e comunque resta sempre valido il termine di paragone della miniera); che ti ritrovi impegnato a mettere a posto l’arredamento delle tue giornate; che tenti di accettare la convenzione del fuso orario in vigore da questa parte del globo. Eppoi resta sempre da dar da mangiare al gatto; coltivare quel tanto di vita sociale che ti sei riconquistato; e poi mangiare tu, che a volte persino te ne scordi, e allora vai di tramezzino confezionato o, se va di lusso, Quattro salti in padella.

Niente post epici, quindi, un po’ per tutti questi motivi e un po’ per uno più ameno: un post covato troppo diventa come la prima pagina di un libro: ci tieni, insomma, e non va bene. si chiama “Blocco del blogger”.

Niente post epici, dicevo, ma solo questo, scritto comodamente sdraiato sul letto, sotto il piumino, fiero possessore di un nuovo Pocket PC / Telefono che (avendo Bluetooth e Wi-Fi nonché qualsiasi altra opzione wiress incorporata) permette di farlo.

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Giorgia Palmas /1

gen 18 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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