Effettivamente.
Nel senso: anche se da un pezzo non posto resto uno della torbida compagnia macchiata, uno che magari non legge le mail ma a certe cose ci pensa, e che cazzo se sente nell’aria un premio non vede l’ora di perderlo.
Dunque eccoci.
Tanto per non perdere l’allenamento: Facci non fare l’asino, Neri sei un ricco di merda, Proserpina fammi una raspa.
Finiti i soliti atti dovuti, largo alla forza del pensiero. Altro che Vattimo e altri quattro depressi postfordisti ora passati al lexus. Pensavo, giusto questa mattina, scrivendo questo e quest’altro e quest’altro ancora, che c’è qualcosa che non quadra nella nostra vita, e dico nostra perché troppo sarebbe dire mia. Com’è che uno che ha amato tanto una tale, una qualunque delle tali, e ha pensato di sposarla e di farci dei figli, e magari di morire prima di lei per non soffrire troppo, a distanza di dieci anni neanche ci pensa più?
Cioé: è andata così, non vi siete capiti, vi siete lasciati, ma insomma vi volevate bene davvero.
E invece via, il tempo ha spazzato baci e cassetti, deliri e prometti (quello che vuoi, basta che sia per sempre). Il dubbio, allora, è che se domani finisse con il tuo grande amore, quello che hai sposato, quello che ti ha dato i figli e che per ora non te li ha tolti, finirebbe allo stesso modo.
Niente, gelo, dimenticanza.
Che senso ha restare comunque insieme?