Helping Hand (or CPU)

L’Università di Oxford, England, e la National Foundation for Cancer Reasearch, chiedono la collaborazione di tutti per portare avanti le loro ricerche su alcune proteine.
Lo scopo è quello di trovare il prima possibile cure importanti per il cancro.
Un po’ come funzionava per il progetto Seti@Home, questi ricercatori vi chiedono di condividere i cicli inattivi delle vostre CPU per aiutare appunto la ricerca.
Il progetto si chiama Grid.
Fullo, ha già due team attivi su questo progetto, ma ognuno potrebbe crearne uno nuovo.
Perché non aderire in massa?
Per coloro, come la sottoscritta, che fossero possessori di un Mac, per il quale non è stato ancora realizzato un demone specifico per il progetto GRID, è possibile comunque dare una mano alla ricerca attraverso Folding@home, progetto dell’università di Stanford che si occupa di Alzheimer, Parkinson, BSE e altri terribili mali.
Insomma, un pensierino ce lo possiamo pure fare, no?
Oltretutto, vi assicuro, guardare la vostra proteina che si muove sullo schermo, ha un che di emozionante.

(via KillSapo!!)

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9 Comments

  1. Anzi, sarebbe il caso che i blogger diffondessero la notizia. Questa è una cosa seria.

  2. ma siamo sicuri che non sia quella finaziata dal ministero della difesa usa che poi lo usano per fare armi?
    ne parlava un blog la sett scorsa. non ricordo chi.
    ora cerco se trovo riposto.

  3. E’ un ottima iniziativa, partecipo anch’io. Hai fatto bene a postarla.
    Solo un appunto. il progetto si chiama Cancer Research Project.
    Grid è soltanto il “contenitore”.
    Grid.org infatti è un sito che si occupa di progetti di ricerca non-profit. Al momento sta portando avanti anche altre iniziative oltre a questa.
    Un saluto a tutti.

  4. Rhadamant grazie dell’appunto.

    Gio per quanto mi renda conto che dalla difesa Usa ci si possa aspettare un po’ di tutto mi risulta che questo sia un progetto serio. In caso foste invece in possesso di notizie diverse, sarà il caso di approfondire.

  5. Tornando ai dubbi sulla validità della ricerca mi pare che le pagine web che spiegano il progetto rispondano un po’ ad ogni dubbio.
    Nel caso si può approfondire la ricerca di riscontri controllando (io l’ho fatto in parte) sui siti istituzionali delle varie organizzazioni che partecipano (come l’università di Oxford).
    Spiegazioni in merito si possono trovare qui.

  6. Gio per quanto mi renda conto che dalla difesa Usa ci si possa aspettare un po’ di tutto mi risulta che questo sia un progetto serio. In caso foste invece in possesso di notizie diverse, sarà il caso di approfondire.

  7. Ma tanto è l’argomento “calendari” a tirare di più tra i nostri super-tecnologici blogger

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