Scontro a Bologna, Trenitalia si giustifica: “Colpa dell’asse terrestre spostato”

Il presidente dell’ente ferrovie Elio Catania: “Il sistema di segnalazioni sulla linea Bologna-Verona è tarato sull’assetto della Terra precedente al maremoto asiatico, se non fosse per lo tsunami quel treno merci sarebbe stato fermo alla stazione di Mirandola”. Ad aggravare la sciagura, l’imprevedibile fenomeno della nebbia in Valpadana. Ma, secondo Catania, dietro l’alto numero di vittime potrebbe esserci un errore umano: “I viaggiatori avrebbero dovuto scegliere un Eurostar invece che un pulcioso interregionale”. La politica dei “rami secchi” ha fatto il suo tempo, oggi Trenitalia preferisce far secchi i passeggeri. Berlusconi esprime il suo lutto alle famiglie: “Grazie ai miei tagli fiscali, non dovrete lesinare sulle corone funebri”. Centrosinistra, salta accordo sul cordoglio, l’Udeur di Mastella presenterà condoglianze separate. Il leghista Roberto Calderoli si scaglia contro il cantautore Francesco Guccini: “La sua Locomotiva ha sconvolto la mente di troppi macchinisti”.

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28 Comments

  1. Ti sembra divertente ed ironico un commento così? Ironia su una tragedia? Posta anche un commento sul maremoto in Asia allora…di materiale ne avresti…caduta di stile che mi lascia, decisamente, deluso…

  2. Ma nessuno che ti vuole un po’ di bene ha mai cercato di spiegarti che non fai ridere, mai, nemmeno un po’?

  3. C’è più pietà qui dentro che in mille falsi annunci di aumento della sicurezza, nelle bugie e scuse vergognose di Lunardi. Per non parlare della pornografia della mappa di Berluconi che da Vespa prometteva la rivoluzione, un nuovo Eldorado delle infrastrutture, del paese ma in verità pensava solo a fare il falso teatro, il falso nuraghe, il falso lago e la falsa grotta nella villa in Costa Smeralda. Mentre le strade e le ferrovie, gli aeroporti, peggiorano sempre più. Ma gioite gente, quelli con lo stipendio oltre i 70.000 euro forse guadagneranno qualche euro in più, a conti fatti, tra il taglio delle tasse e l’aumento di tutto il resto, per tutti gli altri: “Io so io, e voi non siete un cazzo”.

    La tua ironia, Lia, è come aria pura! :)

  4. “solitamente pallidi, temono i malanni di stagione”, mi faresti l’oroscopo per il 2005? mi piace da morire il tono :-)

  5. Per Enzo Coffani, e per chi la pensa come lui, spero che a nessuna persona che conoscete capiti qualcosa…per poi ritrovarvi a leggere banali post (si è banale e scontato quel post) in cui qualcuno, che viene definito “grande”(!), si diverte ad “ironizzarci” sopra.
    Cosa aspetti Lia a mettere su post “ironici” per tutti quelli che muoiono di cancro, di aids, di malnutrizione, in incidenti stradali, di overdose e di altre 1000 cause?

  6. Ogni volta a spiegare che la satira non se la prende con le vittime, ma con ciò che ha causato l’assurdo sacrificio. L’ironia non è contro i morti (ma siete pazzi? E perchè poi si dovrebbe? Satanismo o che?) ma contro chi ha responsabilità del degrado, dell’indifferenza, dell’arretratezza. E’ un sano esercizio che l’uomo pratica da quando esiste la scrittura e forse da prima. I politici di ogni epoca ci hanno fatto i conti, solo quelli di epoche di basso impero, dittatoruncoli ecc… vi si sono scagliati contro e hanno cercato di soffocarla, come sta facendo oggi il nostro governo. In epoche bieche come questa, la satira opera il ribaltamento di senso per immunizzarsi da un mondo già di suo insensato. Un mondo dove si va ai 120 all’ora su binario unico, in mezzo alla nebbia, senza sistemi di sicurezza. Bene fa la Celi a tirare in ballo il vomitevole teatrino delle dichiarazioni da telegiornale (rileggete: è quello il bersaglio del post, non la tragedia ferroviaria), delle giustificazioni ad uso di battaglia di potere. E’ un modo di tenere su la testa, di non cedere alla follia di questi tempi che chiedono il silenzio ipocrita davanti alle bare per poi tornare, cinque minuti dopo, a fottersene del destino di tutto ciò che è pubblico, compresi i treni pendolari.

  7. Brava Lia…è un ottimo post pieno di civile indegnazione. Il resto sono solo inutili chiacchiere di gente pronta a spaccare in quattro un filo d’erba per farci della polemica.
    Carlos

  8. per un attimo ho tremato, pensando che fosse una notizia vera…. ma comunque il dichiarare “errore umano” non appena pubblicizzato l’incidente non si discosta molto da varianti più succose e meno credibili come questa….

  9. beh, il “vero” lunardi che un attimo dopo la tragedia afferma che la colpa è del centrosinistra non è forse più tragicamente satirico del “falso” catania che afferma che la colpa è dello spostamento dell’asse terrestre? e il centrosinistra che si divide pure sul cordoglio? e calderoli che se la prende con guccini? lo scenario descritto da lia celi è talmente realista che se fosse firmato “ansa” nessuno avrebbe da obiettare e siccome non se la prende assolutamente con i macchinisti o con i morti o con i pendolari, ma con i potenti (siano essi il ministro delle infrastrutture piuttosto che quello delle riforme piuttosto che il presidente di trenitalia e la sua politica dei trasporti) ecco che siamo di fronte a un articolo di satira. quella vera.

  10. Su tante (troppe) cose su cui si potrebbe fare satira, scegli sempre le peggiori. Non riesco a ridere quando muoiono delle persone, mi dispiace.

  11. A me ciò che ha scritto Lia è piaciuto, per quanto conti la mia opinione…
    Se vi fosse stata derisione delle vittime e del dolore dei parenti sarei stato il primo a indignarmi. Invece mi pare di scorgere solo paradossi indirizzati verso tutti quelli che hanno mostrato il solito cordoglio di circostanza, messo da parte trenta secondi dopo. Non credo sia così difficile capire dove si situa l’ironia e il paradossale, e chi è l’obiettivo della satira: ovvero tutti quelli che hanno potuto ma mai hanno fatto nulla per evitare la tragedia, tutti quelli che ora approfittano delle carni dei cadaveri e del dolore delle famiglie per mettere su nuove e inutili beghe destra/sinistra. Nulla di irrispettoso s’è letto sulle vittime.
    Ammetto, però, che questa è la mia visione e che fondamentalmente tutto può essere letto e rigirato…a questo punto, se ho compreso le intenzioni dell’autrice mi complimento con lei, in caso contrario mi rimangio senza problemi ciò che ho scritto.

    Saluti

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    “But the paradoxical is not the unthinkable; on the contrary, without paradox, thinking would be impossible.”
    (Eric Gans, “Mimetic Paradox and the Event of Human Origin”)

  12. Mi stupisce che tanti si indignino per queto post, più che per le parole del ministro Lunardi subito dopo l’accaduto.

    Mi stupisce che tanti si indignino per questo post più che per il fatto che nel 2005 (duemilacinque signori) il destino di un treno carico di passeggeri su una tratta a binaro unico sia affidato a un solo essere umano che deve vedere in tempo un semaforo nella nebbia.

    Come sempre lo stolto guarda il dito…

  13. Lo stolto guarda il dito … e non si accorge dove si va ad infilare.

    Non ci si dovrebbe indignare dei contenuti del post, che possono essere leggittimi, ma della forma del post stesso in cui si evince la difficoltà ad essere spontanea dell’autrice, protesa nello scrivere a tutti costi per assemblare un pezzo a cui appiccicare l’etichetta “satira”.

  14. forse faccio una cavolata, forse sono nel giusto… mi pare solo che la risposta di Lia sul suo Blog sia assolutamente importante per far capire che spirito è presente nella satira di Lia Celi.

    “….non voglio far ridere sulle disgrazie e non sono nemmeno cinica. Per me le battute, la satira, sono solo un modo di ragionare sulle cose, di combattere il senso di impotenza e di paura paralizzante che mi procurano certi eventi – e il modo in cui ce li presentano i mezzi di comunicazione. Una volta vivevi solo il lutto della tua famiglia e dei vicini, ora siamo minuziosamente informati su stragi vicine e lontane, partecipiamo del dolore di tante famiglie sconosciute, senza poterlo metabolizzare in modo sano, senza poter consolare né altri né noi stessi. Attraverso questo blog cerco di condividere questa mia forma di “self-help” mentale ed emotivo con altre persone. Non sempre mi riesce, certe volte sembra umorismo sforzato – e lo è, perché mi ci vuole uno sforzo per trovare un po’ di distacco. L’obiettivo è proprio questo, mettere un po’ di distacco fra me e l’orrore, perché bisogna continuare a vivere e pensare, e a prendere treni e aerei, e a sognare di andare in Sri Lanka, e a non vedere sempre dietro ad ogni angolo una morte assurda e atroce per noi e per i nostri cari.” – Lia Celi

    mi pare che possa essere la migliore risposta.
    Alex

  15. Non mi da fastidio lo scherzare su una tragedia, ma il citare la politica in questa faccenda. Mi da fastidio che questo fatto di cronaca venga usato per criticare il governo o meglio, per criticare Berlusconi. Ora mi allaccio una scarpa, mi si sarà slacciata x colpa del governo probabilmente…

  16. Posso?
    Mi piace un sacco il post. Come sempre. E come sempre ci sono i moralisti della domenica (scusate, non offendetevi) che arrivano a criticare.

    Posso?
    Son fratello, figlio, nipote, e bisnipote di ferrovieri. E la mia famiglia è di Crevalcore.
    Qualche anno fa hanno tolto le vecchie segnalazioni in previsione di “quelle nuove”, perchè quelle vecchie non erano più sufficienti. Quelle nuove credo che siano state posizionate all’ingresso della sala mensa del Parlamento, dove insomma l’afflusso è più trafficato.
    Con l’ultima finanziaria, mentre prima sui merci si viaggiava in due macchinisti, ora si viaggia da soli, così si risparmia. Mio fratello, quando faceva servizio merci, i primi anni aveva un cellulare di servizio. Ora, quando capita.
    Un segnale giallo nella nebbia che c’è da queste (quelle) parti è visibile quanto per Ferrara è visibile il suo stesso pisello.
    Qui si sorride per non piangere, e per ricordare perchè qualcuno non finirà più di piangere.

  17. Acutissimo, classico e raffinato. Purissimo e generoso. Un bellissimo pezzo che mi fa sciogliere di nostalgia. Mi ha riportato alla memoria quanto l’incontro con la tua satira abbia combiato il mio sguardo sulle cose.
    Un abbraccio

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