Ehi, grazie! :-)

Tanto per abbaiareBah, ci si rivede un’altra volta. Debbo dire che per essere dei lettori non vi siete comportati male. Anzi, tutto sommato, sapete che vi dico? Che quasi quasi vi rimpiangerò. Ok, buon anno a tutti, occhio a quel che leggete e non dategliela vinta a Berlusconi. D’accordo?

• Con questo numero si conclude, dopo cinque anni, la mia collaborazione con Clarence. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con noi in questi anni, contribuendo direttamente o indirettamente al successo di Tanto per abbaiare. Ringrazio soprattutto i lettori, e in particolare quelli loro che pur non condividendo le mie idee mi hanno tuttavia seguito con civiltà e simpatia.

E’ un buon auspicio: la libertà d’informazione, nel nostro paese, è infatti ormai affidata quasi esclusivamente al pubblico dei lettori. Non esistono praticamente più meccanismi economici o professionali o sindacali su cui si possa contare per difendere questo bene essenziale, da cui dipendono tutti gli altri. Il lettore avvertito, qualunque sia la sua idea politica, secondo me dovrebbe riflettetterci su e, ciascuno a suo modo, tenerne conto.

Il nostro appuntamento continuerà peraltro regolarmente e, per chi lo vorrà, ancora più direttamente: invierò infatti la mia e-zine settimanale, con i consueti argomenti, a tutti coloro che me la richiederanno scrivendo a riccardoorioles@libero.it (ma su Macchianera la rubrica “Tanto per abbaiare” continuerà ad essere pubblicata).


E questo è tutto. A concludere, però non voglio essere io: perciò cediamo la parola a qualcuno migliore di me, al mio marestro, Giuseppe Fava. A tutti voi l’augurio sincero di un felice – e utile, e coraggioso, e allegro – anno nuovo.


Giuseppe Fava, “Lo spirito di un giornale”, 11 ottobre 1981

Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. pretende il funzionamento dei servizi sociali. tiene continuamente alrerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.

Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane. Persone uccise in sparatorie che si sarebbero potute evitare se la pubblica verità avesse ricacciato indietro i criminali: ragazzi stroncati da overdose di droga che non sarebbe mai arrivata nelle loro mani se la pubblica verità avesse denunciato l’infame mercato, ammalati che non sarebbero periti se la pubblica verità avesse reso più tempestivo il loro ricovero. Un giornalista incapace – per vigliaccheria o calcolo – della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze. le sopraffazioni. le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere. Il suo stesso fallimento!

Ecco lo spirito politico del Giornale del Sud è questo! La verità! Dove c’è verità, si può realizzare giustizia e difendere la libertà! Se l’Europa degli anni trenta-quaranta non avesse avuto paura di affrontare Hitler fin dalla prima sfida di violenza, non ci. sarebbe stata la strage della seconda guerra mondiale, decine di milioni di uomini non sarebbero caduti per riconquistare una libertà che altri, prima di loro, avevano ceduto per vigliaccheria.

E’ una regola morale che si applica alla vita dei popoli e a quella degli individui. A coloro che stavano intanati, senza il coraggio di impedire la sopraffazione e la violenza, qualcuno disse: “Il giorno in cui toccherà a voi non riuscirete più a fuggire, nè la vostra voce sarà così alta che qualcuno possa venire a salvarvi!”

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2 Comments

  1. Uhm… avrò sbagliato qualcosa?

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