SMS ricevuto da anonimo
31 gen
Può anche darsi che il nome di questa rivista letteraria non prometta nulla di buono; o magari a chi legge fra le righe promette tutto e anche di più. Quel che c’è da sapere è che esiste, è elettronica, è scritta interamente da blogger, ha un suo blog, non minaccia, almeno per ora, versioni cartacee(*) e – apriti, cielo! – il sottoscritto la trova pure scritta bene e piacevole da leggere. Al punto da rubare un po’ della vostra attenzione su questi lidi per segnalare l’uscita del primo numero.
(*)Per la precisione, una minaccia c’è, ma è per la fine dell’anno, riguarda un’antologia, non inficia il contenuto e stava nell’editoriale. Questo vizio di non voler leggere le prefazioni, le introduzioni, tutto ciò che sta prima, mi costerà caro, lo sento.
31 gen
da: WWW.CENTOMOVIMENTI.COM – 30 GENNAIO 2005
di Pietro Ricca
Trascinato via dalla polizia, fermato per due ore e mezza e diffidato. Questo mi è accaduto ieri a Milano. Motivo? Criticai Berlusconi.
Ormai è chiaro: nell’Italia di Berlusconi è riconosciuto solo il diritto all’applauso. Ne ho avuto conferma alle 15 di ieri, sabato 29 gennaio, quando sono stato spinto in un’auto da diverse persone qualificatesi come agenti di polizia, e portato a forza in un commissariato del centro di Milano, da cui mi hanno liberato due ore e mezza dopo.
Alle 15 mi trovavo davanti al palazzo delle Stelline in corso Magenta, dove stavo per entrare a un convegno organizzato dalla Fondazione Craxi (ero già stato in mattinata a quel convegno e – tranne qualche domanda importuna di alcuni agenti della Digos – avevo potuto partecipare tranquillamente e prendere appunti per un articolo che ho in mente di scrivere per una testata on line).
Torno per la sessione pomeridiana, e trovo nell’atrio un ampio schieramento di forze dell’ordine. E’ atteso Berlusconi. Un agente all’ingresso mi chiede il documento, glielo do. Mi chiedono di uscire in strada. Esco. Dopo dieci minuti mi dicono che devo “seguirli in commissariato per accertamenti relativi alla mia identità”.
31 gen
ingrandire la vignetta. |
31 gen
Clicca qui per aprire il wallpaper,poi tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome…” quando appare l’immagine. (Formato .jpg – 1600 x 1200) Info: |
30 gen
Titoli ad effetto a parte – alzi la mano chi si autodefinisce blogger come altra gente si autodefinisce ingegnere o giornalaio o idraulico – da più parti arriva la segnalazione che anche Beppe Grillo ha un blog. Un blog curiosamente sottotono rispetto alla sua personalità da palcoscenico, ma uguale per funzionamento a qualsiasi altro. Ci sono i commenti (muniti di potente disclaimer), ci sono i post e ci sono i feed. E c’è anche una definizione di blog per i profani del mezzo.
30 gen
Al di là delle imprecisioni, inevitabili quando quelli da questa parte – quelli che dovrebbero rispondere a precise domande – fanno i vaghi o negano, insomma, quando le voci iniziano a girare, beh, un filo di piacere lo si prova nello scoprire che esistono delle voci e che, per l’appunto, stanno girando.
Vi evito – perché non è questo il punto, eppoi perché testé si diceva che quelli da questa parte devono fare gli gnorri – gli “è vero”, i “non è vero”, i “magari”, e i “sicuro”. Da me arriverà un unico commento: ho come l’impressione che Cairo si chiami Urbano e non Alberto.
Al cuore non si comanda. E nemmeno ai suoi discepoli, epigoni o ultimi protagonisti ansiosi di far battere nuovamente l’antico muscolo della satira di sinistra: Cuore, appunto. Naturalmente con un altro nome e con un altro segno, anche rispetto ai diversi tentativi più o meno autorizzati di imitazione: da Boxer all’ultimo nato Par condicio.
Stiamo parlando della satira cattiva, ma talmente cattiva da non essere né di sinistra né di destra. Per molti è semplicemente di cattivo gusto, come nel celebre titolo: «Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito». Uno stile riconoscibilissimo nei ben undici numeri zero già sfornati dal folto gruppo di autori che da oltre un anno e mezzo lavorano al progetto, come dimostra il terribile titolo pensato già per la morte dell’avvocato Agnelli: «Si è spento all’improvviso, proprio come una Duna». Ma chi potrebbe mai pensare di pubblicare un quotidiano satirico che si spinga sino a questo punto?
30 gen
Ci pensavo ieri, analizzando distrattamente il riquadro dei post più commentati, nella colonna qui a sinistra. E forse ho capito.
Sapete il motivo per cui sia su Cuore che qui su Macchianera la divulgazione dell’elenco degli oltre trentamila massoni italiani è stata sospesa sotto il peso di centinaia di ingiustificate minacce di querele poco dopo la pubblicazione dei primi nominativi?
Non tanto per la paura di quelli che c’erano, quanto di quelli che pensavano di esserci.
Ed erano liste vecchie di dieci anni, piene zeppe di ultracentenari, fessi incappucciati che non siete altro.
30 gen
Uno alla destra non chiede gentilezza o democrazia, ma cose che stanno sopra la politica sì. Tipo prendere una posizione decisa nella lotta alla mafia. Oppure andare a cercare Cuffaro e schiaffeggiarlo. Perché i dubbi sono leciti, quando Borsellino e Report vengono censurati dalla Rai.
• Certo, Cuffaro ha tutto il diritto di protestare contro Report perché “diffama la Sicilia”. Sarebbe stato rimproverato dai mafiosi se non l’avesse fatto. Mica è una novità. Quando uccisero Giuseppe Fava il sindaco Munzone “Vi giuro sul mio onore - proclamò commosso - che a Catania la mafia non esiste”. Munzone, Cuffaro e gli altri sono semplicemente il personale politico di questo strano sistema di governo della Sicilia, basato parte sul clientelismo e parte sull’omicidio. Fanno il loro mestiere.
Non servirebbe a niente bruciare per tre volte di seguito lo stesso locale dello stesso commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo, se poi la tv ne deve fare un eroe. Dunque bisogna ordinare ai politici di far casino contro la tv, non tanto per ottenere la “trasmissione riparatrice”, quanto per lanciare chiaro e forte l’avvertimento: di mafia, nella televisione italiana, non se ne deve parlare.
L’avvertimento è reso eloquente dal fatto che la Sicilia, a parte la Colombia e a parte le zone di guerra, è il luogo dell’occidente in cui sono stati uccisi più giornalisti: almeno otto.
La gentilissima signora Gabanelli di Report e i suoi stimabili collaboratori – questo è il messaggio – non vorranno certo essere il numero nove, dieci e così via. Quando Claudio Fava risponde – col disprezzo che merita – al portalettere dell’apparato, non sono due politici in cortese dibattito: da un lato c’è il giornalista sfuggito a un attentato mafioso, figlio di un altro giornalista ucciso dagli imprenditori mafiosi. Dall’altro c’è Cuffaro, Munzone, i vecchi e nuovi cavalieri, Ciancimino: tutto il sistema che governava, e governa, la Sicilia. Par condicio.
30 gen
Clicca qui per aprire il wallpaper,poi tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome…” quando appare l’immagine. (Formato .jpg – 1600 x 1200) |
30 gen
Lo faccio ora, altrimenti Luca Sofri, come ogni anno, mi batte sul tempo, e il film è nella mia top ten di sempre.
Beh, io, se fossi una radio, una qualsiasi radio, mercoledì mattina farei iniziare tutte le trasmissioni con “I got you babe” e:
29 gen
Clicca qui per aprire il wallpaper,poi tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome…” quando appare l’immagine. (Formato .jpg – 1600 x 1200) |
28 gen
Geniale! Splendido cartoon di Nicola Brusco: io, Presidente che son io…
28 gen
Clicca qui per aprire il wallpaper,poi tieni premuto il tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome…” quando appare l’immagine. (Formato .jpg – 1600 x 1200 px) |
27 gen
![]() Clicca per ingrandire la vignetta. |
Il romanzo è Mara come me – Omicidio in comunità, di cui io ho parlato qui e qui ma altri hanno parlato qui e qui. Lui stesso ne parla in quest’intervista a Radio Radicale.
E questo post è la segnalazione di un coming out senza rete.
L’autore continua:
Io l’ho saputo in anteprima per email, che Salvia aveva preso questa decisione: “Ormai non penso più a proteggermi, è un paese davvero allo sfacelo. Mi sento molto stanco e avvilito, triste.”
27 gen
ingrandire la vignetta. |
“Durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale. La storia dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata e offesa dalla mancanza di attenzione di storici e studiosi: ancora oggi la documentazione risulta frammentaria e la relazione dei fatti lacunosa. Eppure l’argomento dovrebbe suscitare interesse anche solo per il fatto che la persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere l’unica, ovviamente con quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto ” razza inferiore” destinata, secondo l’aberrante ideologia nazionalsocialista, non alla sudditanza e alla servitú al Terzo Reich, ma alla morte.” (continua qui).
Documento audio: “Porrajmos” (la distruzione).
aldo moro alitalia attrici barack obama blog blogfest blogosfera brigate rosse crisi dissapore elezioni facebook grande fratello il meglio della settimana isola dei famosi italia lettere luca sofri macchianera macchiaradio makkox matteo bordone memoriale Musica natale notizie partito democratico politica politichese prigione del popolo radio rai razzismo reality riva del garda satira scuola serie tv silvio berlusconi tremonti usa vignette walter veltroni webradio x-factor
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.
L’alunna X viene ripresa per essere in classe con auricolari e lettore cd, sostenendo di avere l’apparecchio acustico.
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)
