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Lunedì 31 Gennaio 2005

sacripante1.jpgPuò anche darsi che il nome di questa rivista letteraria non prometta nulla di buono; o magari a chi legge fra le righe promette tutto e anche di più. Quel che c'è da sapere è che esiste, è elettronica, è scritta interamente da blogger, ha un suo blog, non minaccia, almeno per ora, versioni cartacee(*) e - apriti, cielo! - il sottoscritto la trova pure scritta bene e piacevole da leggere. Al punto da rubare un po' della vostra attenzione su questi lidi per segnalare l'uscita del primo numero.

(*)Per la precisione, una minaccia c'è, ma è per la fine dell'anno, riguarda un'antologia, non inficia il contenuto e stava nell'editoriale. Questo vizio di non voler leggere le prefazioni, le introduzioni, tutto ciò che sta prima, mi costerà caro, lo sento.

da: WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 GENNAIO 2005
di Pietro Ricca

Trascinato via dalla polizia, fermato per due ore e mezza e diffidato. Questo mi è accaduto ieri a Milano. Motivo? Criticai Berlusconi. Ormai è chiaro: nell'Italia di Berlusconi è riconosciuto solo il diritto all'applauso. Ne ho avuto conferma alle 15 di ieri, sabato 29 gennaio, quando sono stato spinto in un'auto da diverse persone qualificatesi come agenti di polizia, e portato a forza in un commissariato del centro di Milano, da cui mi hanno liberato due ore e mezza dopo. Alle 15 mi trovavo davanti al palazzo delle Stelline in corso Magenta, dove stavo per entrare a un convegno organizzato dalla Fondazione Craxi (ero già stato in mattinata a quel convegno e - tranne qualche domanda importuna di alcuni agenti della Digos - avevo potuto partecipare tranquillamente e prendere appunti per un articolo che ho in mente di scrivere per una testata on line). Torno per la sessione pomeridiana, e trovo nell'atrio un ampio schieramento di forze dell'ordine. E' atteso Berlusconi. Un agente all'ingresso mi chiede il documento, glielo do. Mi chiedono di uscire in strada. Esco. Dopo dieci minuti mi dicono che devo "seguirli in commissariato per accertamenti relativi alla mia identità".

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Domenica 30 Gennaio 2005

Titoli ad effetto a parte - alzi la mano chi si autodefinisce blogger come altra gente si autodefinisce ingegnere o giornalaio o idraulico - da più parti arriva la segnalazione che anche Beppe Grillo ha un blog. Un blog curiosamente sottotono rispetto alla sua personalità da palcoscenico, ma uguale per funzionamento a qualsiasi altro. Ci sono i commenti (muniti di potente disclaimer), ci sono i post e ci sono i feed. E c'è anche una definizione di blog per i profani del mezzo.

Il RiformistaAl di là delle imprecisioni, inevitabili quando quelli da questa parte - quelli che dovrebbero rispondere a precise domande - fanno i vaghi o negano, insomma, quando le voci iniziano a girare, beh, un filo di piacere lo si prova nello scoprire che esistono delle voci e che, per l'appunto, stanno girando.
Vi evito - perché non è questo il punto, eppoi perché testé si diceva che quelli da questa parte devono fare gli gnorri - gli "è vero", i "non è vero", i "magari", e i "sicuro". Da me arriverà un unico commento: ho come l'impressione che Cairo si chiami Urbano e non Alberto.

Progetti. Già undici numeri zero. Due grandi editori ci stanno pensando. IL CUORE DELLA SATIRA PREPARA UN QUOTIDIANO
Al cuore non si comanda. E nemmeno ai suoi discepoli, epigoni o ultimi protagonisti ansiosi di far battere nuovamente l’antico muscolo della satira di sinistra: Cuore, appunto. Naturalmente con un altro nome e con un altro segno, anche rispetto ai diversi tentativi più o meno autorizzati di imitazione: da Boxer all’ultimo nato Par condicio. Stiamo parlando della satira cattiva, ma talmente cattiva da non essere né di sinistra né di destra. Per molti è semplicemente di cattivo gusto, come nel celebre titolo: «Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito». Uno stile riconoscibilissimo nei ben undici numeri zero già sfornati dal folto gruppo di autori che da oltre un anno e mezzo lavorano al progetto, come dimostra il terribile titolo pensato già per la morte dell’avvocato Agnelli: «Si è spento all’improvviso, proprio come una Duna». Ma chi potrebbe mai pensare di pubblicare un quotidiano satirico che si spinga sino a questo punto?

MassoneriaCi pensavo ieri, analizzando distrattamente il riquadro dei post più commentati, nella colonna qui a sinistra. E forse ho capito.
Sapete il motivo per cui sia su Cuore che qui su Macchianera la divulgazione dell'elenco degli oltre trentamila massoni italiani è stata sospesa sotto il peso di centinaia di ingiustificate minacce di querele poco dopo la pubblicazione dei primi nominativi?
Non tanto per la paura di quelli che c'erano, quanto di quelli che pensavano di esserci.
Ed erano liste vecchie di dieci anni, piene zeppe di ultracentenari, fessi incappucciati che non siete altro.

di Riccardo Orioles

Tanto per abbaiareUno alla destra non chiede gentilezza o democrazia, ma cose che stanno sopra la politica sì. Tipo prendere una posizione decisa nella lotta alla mafia. Oppure andare a cercare Cuffaro e schiaffeggiarlo. Perché i dubbi sono leciti, quando Borsellino e Report vengono censurati dalla Rai.

Report• Certo, Cuffaro ha tutto il diritto di protestare contro Report perché "diffama la Sicilia". Sarebbe stato rimproverato dai mafiosi se non l'avesse fatto. Mica è una novità. Quando uccisero Giuseppe Fava il sindaco Munzone "Vi giuro sul mio onore - proclamò commosso - che a Catania la mafia non esiste". Munzone, Cuffaro e gli altri sono semplicemente il personale politico di questo strano sistema di governo della Sicilia, basato parte sul clientelismo e parte sull'omicidio. Fanno il loro mestiere.
Non servirebbe a niente bruciare per tre volte di seguito lo stesso locale dello stesso commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo, se poi la tv ne deve fare un eroe. Dunque bisogna ordinare ai politici di far casino contro la tv, non tanto per ottenere la "trasmissione riparatrice", quanto per lanciare chiaro e forte l'avvertimento: di mafia, nella televisione italiana, non se ne deve parlare.
L'avvertimento è reso eloquente dal fatto che la Sicilia, a parte la Colombia e a parte le zone di guerra, è il luogo dell'occidente in cui sono stati uccisi più giornalisti: almeno otto.
La gentilissima signora Gabanelli di Report e i suoi stimabili collaboratori - questo è il messaggio - non vorranno certo essere il numero nove, dieci e così via. Quando Claudio Fava risponde - col disprezzo che merita - al portalettere dell'apparato, non sono due politici in cortese dibattito: da un lato c'è il giornalista sfuggito a un attentato mafioso, figlio di un altro giornalista ucciso dagli imprenditori mafiosi. Dall'altro c'è Cuffaro, Munzone, i vecchi e nuovi cavalieri, Ciancimino: tutto il sistema che governava, e governa, la Sicilia. Par condicio.



Questa è la normalità, giù in Sicilia, e tocca principalmente a noi siciliani fare i conti con essa. Con due note, che non riguardano più i politici ma ciascuno di noi direttamente.
Prima di tutto: non ho letto niente da parte di Veneziani, che rappresenta la destra "colta" nel comando Rai. La politica è politica, non pretendo che si sia gentili, democratici e liberali. Però alcune cose stanno sopra la politica, la lotta alla mafia per esempio. La lotta alla mafia è anche belle parole, "ideali politici" come gli altri. Ma è anche gente concreta, carne e sangue, persone. Borsellino che fa il suo ultimo discorso in assemblea. Non lo dice, non è il suo stile: ma a un certo punto questa percezione riempie la sala, palpabile come una cosa, e tutti a ciglia asciutte raccolgono il testamento del nostro giudice, dell'uomo dei siciliani, di Borsellino. Oppure il proprietario Piazzese fra le macerie del suo locale, con le cambiali da pagare e i figli da mandare a scuola; e la decisione da prendere - uomo o quaquaracquà - nel giro di dieci minuti. Sia Borsellino che Piazzese non hanno diritto di parola in Italia. Vengono censurati da Cosa Nostra e dalla destra.

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Punxsutawney PhilLo faccio ora, altrimenti Luca Sofri, come ogni anno, mi batte sul tempo, e il film è nella mia top ten di sempre.
Beh, io, se fossi una radio, una qualsiasi radio, mercoledì mattina farei iniziare tutte le trasmissioni con "I got you babe" e:
"In piedi, campeggiatori, camperisti e campanari! Mettetevi gli scarponi! Oggi fa freddo! Qui fa freddo ogni giorno! Fa freddo! Non siamo mica a Miami Beach, sai? Sì, infatti, tanto è vero che in tarda mattinata dovete aspettarvi un viaggio difficile, perché... c'è una bufera in arrivo! Una bufera in arrivo? Già! Aspetta un momento che leggo le previsioni... Dunque... il servizio meteorologico nazionale prevede... Una grossa bufera in arrivo! E' vero! Ad ogni modo c'è un altro motivo che rende questa giornata particolarmente... particolarmente fredda... sì, fredda ma emozionante! La grande domanda sulle labbra di tutti... Sulle labbra screpolate... E va bene: quando Phil la marmotta verrà fuori, vedrà la sua ombra? Punxsutawney Phil! In gamba, marmottini e marmottoni, oggi è: il giorno della marmotta!"

(Lo dico sempre a Luca Sofri ma anche a tutti gli altri che, come il sottoscritto, sono vittime della scimmia di Ebay: sappiate che esiste un vasto e proficuo commercio che ha per oggetto Phil la marmotta).
Sabato 29 Gennaio 2005
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Venerdì 28 Gennaio 2005

Geniale! Splendido cartoon di Nicola Brusco: io, Presidente che son io...

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Giovedì 27 Gennaio 2005
di lia

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Dal Manifesto del 22 gennaio:
Un paio di mesi fa è apparso nelle librerie un romanzo. [...] L'altra sera Porta a porta ha deciso di celebrare il compleanno, ottantesimo, di don Gelmini con una sorta di beatificazione in terra del sacerdote che ha creato la comunità Incontro. Cerimonia televisiva con il presidente del consiglio in veste di officiante. «Fino ad oggi avevo deciso di non svelare i tratti autobiografici, reali, di un romanzo che è anche costruito su spunti di fantasia - dichiara Marco Salvia - ma sono rimasto scioccato da questa celebrazione perché la realtà è ben diversa dal ritratto edulcorato realizzato nella trasmissione, mi sono intristito e avvelenato». Sostiene Salvia: «Uno dei protagonisti chiave del romanzo è don Luigi, il prete fondatore della comunità di San Modestino. Per la creazione del personaggio mi sono ispirato direttamente a don Gelmini, dal momento che ho frequentato la sua comunità all'inizio degli anni `80. Ricordo bene don Gelmini urlare come un folle al minimo accenno di dissenso, il lavaggio del cervello, i soprusi.

Il romanzo è Mara come me - Omicidio in comunità, di cui io ho parlato qui e qui ma altri hanno parlato qui e qui. Lui stesso ne parla in quest'intervista a Radio Radicale.
E questo post è la segnalazione di un coming out senza rete.

L'autore continua:
Non è stato di impulso. Le persone che potrebbero parlare o sono troppo deboli, o non ci sono più, o non vogliono affrontare queste cose. Avrei potuto stare zitto, ma allora sarebbe stato inutile tutto quel che ho scritto. Ma, senza esasperare, sentivo di dover fare qualcosa. Altrimenti altra gente pagherà e passerà per quello che io ho passato a 18 anni. Ora ne ho 40 e dico queste cose, ma non ho spirito di vendetta, credo solo che persone come don Gelmini e Muccioli siano quelle che hanno fatto più male per cercare vie d'uscita alla tragedia della droga. L'omaggio dell'altra sera è un segno evidente e deciso di come la percezione del reale sia totalmente distorta.

Io l'ho saputo in anteprima per email, che Salvia aveva preso questa decisione: "Ormai non penso più a proteggermi, è un paese davvero allo sfacelo. Mi sento molto stanco e avvilito, triste."

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"Durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale. La storia dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata e offesa dalla mancanza di attenzione di storici e studiosi: ancora oggi la documentazione risulta frammentaria e la relazione dei fatti lacunosa. Eppure l'argomento dovrebbe suscitare interesse anche solo per il fatto che la persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere l'unica, ovviamente con quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto " razza inferiore" destinata, secondo l'aberrante ideologia nazionalsocialista, non alla sudditanza e alla servitú al Terzo Reich, ma alla morte." (continua qui). Documento audio: "Porrajmos" (la distruzione).
ico-domaninipertesto.jpgSi fa un gran parlare, mi sembra, del nuovo libro di Igino Domanin, "Filosofia dell'ipertesto", scritto assieme a Paolo D'Alessandro.
Mantellini e Sofri non si lasciano sfuggire l'occasione per prenderlo per i fodelli, come solitamente accade da qualche anno a questa parte. E, del resto, non sono stati mica loro a mandare alle stampe questa introduzione:
Ci si chiede, però, non tanto se si possa comunicare il pensiero, mediante il "contenitore"? elettronico-digitale, quanto piuttosto se si possa elaborare pensiero con il nuovo medium della scrittura elettronica. Insomma, s'intende portare l'attenzione e la critica teoretica all'utilizzo del medium nelle sue specifiche caratteristiche e non semplicemente quale simulatore e riproduttore di scrittura alfabetica.
Succede l'impensabile: che qualcuno prende a difendere il buon Igino.
Nei commenti al post di Mantellini, per dire, Alessandro Longo scrive: "Beh, scrive in modo involuto, ma comuqnue comprensibile a chi ha studi filosofici alle spalle. Ci sono libri di filosofia scritti in modo molto più complesso, per esempio Deleuze e Guattari", dando per scontato che la Filosofia debba essere incomprensibile ai non iniziati; alle timide critiche poste alla precedente affermazione risponde bgeorg: "Se leggi un testo di fisica atomica e poi un testo sul concetto di potenza in aristotele tu li capisci al primo colpo. non so se invidarti o preoccuparmi per te"; la chiosa è di Shangri-La: "Se uno studente di filosofia di primo pelo e fresco di liceo allargasse le braccia sconsolato di fronte a questo semplice testo, potrebbe allegramente far fagotto seduta stante e andare a fare altro, nella vita. L'unica cosa che distingue quello studentello da voi è che lui deve muovere il culo, far funzionare il cerebro e non stare troppo a far lagne, se vuol passare l'esame. Invece voi, complice il gusto di sbertucciare Domanin, mollate il colpo al primo paragrafo. Tutto qui. (Per la cronaca: D'Alessandro è il docente preferito degli studenti meno dotati e i suoi libri sono tra i più semplici che uno possa trovarsi a leggere durante il corso di studi)".

Dico la mia, per quel che può valere (e non me voglia Igino, che è un amico).
C'è in giro questa credenza che scrivere semplice rappresenti un'abiezione. Ora, Alberoni a parte, semplice non è affatto sinonimo di banale, come molti sembrano credere.
E dico che non è un problema di filosofia o di fisica atomica, ma di scrittura.
E poi, oltre che di scrittura, di comprensibilità.
A questo aggiungo che una frase che non si sappia fare comprendere, in qualsiasi campo; una frase che contenga un codice massonico da iniziati; una frase che faccia le capriole su sé stessa solo per il gusto di farlo, di spiazzare il lettore, di farlo sentire ignorante, non è una frase, ma masturbazione.

Per dire: arrivo io, prendo una bomboletta di vernice spray e scrivo su un muro La Grande Risposta A Tutte Le Domande. Problema: ho una calligrafia incomprensibile e, per quanto mi sforzi di far capire che quel concetto è la panacea per tutti i mali, la gente attorno a me non riesce a leggerlo, e lo ignora.
Ora, chi è l'idiota: loro che non riescono a decifrare ciò che ho scritto, o io che l'ho scritto male?

Ne cercavo il testo da un po', lo ammetto: internet sembrava volerselo nascondere in grembo o tenerselo per sé.
Sante parole, insomma, ma mica legate ad una storia o un momento: sante parole eterne. Che io - chissà perché, chissà grazie a quale cluster non danneggiato della memoria - ricordavo.

E cerco le sue labbra
che cercano le mie
ma mi risveglio, sono fantasie
tu forse cerchi troppo
l'amore e l'utopia
ma l'importante è una che ci stia
con tutti i suoi casini
e tutte le manie
l'amore sono solo le bugie.
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Mercoledì 26 Gennaio 2005

Ogni giorno la mia casella di posta si riempie di centinaia di lettere di affezionati lettori, che m'interrogano su svariati argomenti.
Escludendo le missive in cui mi si chiede perchè non abbia ancora deciso di allungarmi il pene (non vi nascondo il fastidio che la cosa mi provoca, oltretutto, rovinandomi ogni santa giornata), di comperare quattro taniche di steroidi al prezzo di due, o di connettermi a un server neozelandese per guardare le foto piccanti di Sheila McPussy, scattatele di nascosto durante quella famosa festa studentesca, a Kansas City, in cui mi pigliai una sbronza colossale (possibile che vada sempre a finire così? non ricordo nemmeno di essermi mai iscritto al college, non ricordo nemmeno il viaggio di ritorno dagli Usa; quanto diavolo posso aver bevuto, quella sera?), insomma, escludendo tutte queste curiosità morbose, oggi mi sono giunte queste lettere, a cui rispondo con gioia.

Caro Dr.Strangeblog,
da qualche tempo mi chiedo come può Dio, se davvero esiste, passare tutto quel tempo da solo, là fuori, senza compagnia, senza nessuno con cui poter fare qualcosa.
Sì, insomma, la mia domanda è questa: secondo te lui si masturba? (Andrea, Monza)

Caro Andrea,
questo dubbio perseguita anche me, e da molti anni.
Per questo evito di catturare i fiocchi di neve con la lingua.

La versione di Movable Type installata su BlogNation è stata aggiornata e dotata di alcuni nuovi plugin. Le funzionalità di alcuni di questi interessano tutti, altri solo ai tenutari di weblog sul presente server. Può accadere che, invece, non ve ne freghi niente. Non vi preoccupate: è normale. Addirittura sano, per certi versi.

Il primo dei nuovi plugin installati si scarica da qui e riguarda la guerra allo spam: i motori di ricerca Google, Yahoo! e MSN Search hanno annunciato il proprio supporto all'iniziativa (lanciata non si capisce bene da chi) di introdurre una nuova variabile per la parte di codice html che contraddistingue i link.
Si chiama rel="nofollow": i suddetti motori di ricerca (e altri in futuro, si immagina) si impegnano a non visitare e non indicizzare i link contraddistinti da questa dicitura.
Se ne deduce che, facendo in modo che qualsiasi link presente nei commenti e nei trackback di un blog ce l'abbia, si vadano a colpire gli spammers sul vivo: se lasciano commenti pieni di link sul vostro blog non è tanto perché desiderano che i vostri utenti visitino quei siti, quanto per aumentare la propria visibilità sui motori di ricerca ed apparire nelle prime pagine. Questo accade, da oggi, automaticamente, su tutti i blog ospitati da BlogNation.
Va anche detto che all'introduzione di rel="nofollow" è seguito il canonico strascico di polemiche: malgrado quasi tutte le software house che producono strumenti per bloggare e quasi tutte le community abbiano annunciato il proprio supporto all'iniziativa, alcuni blogger sostengono che, in questo modo, l'impatto della blogosfera sui motori di ricerca sarà estremamente ridotta. In sostanza, qualcuno afferma: "Se Google si è visto sputtanare il suo algoritmo del PageRank dallo spam, non per questo ci devono rimettere i blog".
Non può dimostrarsi il gancio da knock-out, ma rappresenta sicuramente un discreto colpo sotto la cintola degli spacciatori di Viagra e Cialis.

Il secondo plugin installato (scaricabile qui o direttamente dal sito dell'autore, invece, fa in modo che ad ogni vostro commento su Macchianera (e degli altri blog su BlogNation che vorranno implementarne il codice) appaia l'iconcina del vostro sito.
Ciò accadrà esclusivamente se, nella form dei commenti: a) non vi dimenticherete di indicare la url della pagina principale del vostro blog, preceduta da "http://"; b) se sul vostro sito esiste la cosiddetta "favicon" (ovvero un'icona in formato .ico o .png di 16×16 pixel, posizionata nella cartella principale del vostro blog e chiamata con il nome "favicon.ico").

Le "favicon" (favorities icons), per farla breve, non sono altro che quelle immaginine che appaiono accanto alla barra degli indirizzi quando visitate un sito e state utilizzando Firefox, Internet Explorer (ma qui, inspiegabilmente, il supporto è limitato fino a quando non cancellate la cache), Konqueror o Galeon. Oppure quelle accanto agli indirizzi nei menu a tendina della BlogBar o della mozBlogBar.

Title TrashcanTitle Trashcan: raccolta differenziata di titoli ignobili scartati per questo post
• Analizzami questa favicon
• Una beata favicon
• Non ci ho capito una favicon
• La rava e la favicon
Esiste la credenza che non si possa cambiare la favicon del proprio blog nel caso in cui si sia ospitati presso i server di una grossa comunità (diciamo Splinder o Blogger, ad esempio) e non si possiede un indirizzo web personale. Niente di più sbagliato: inviate la vostra icona dove volete, poi entrate nel template della pagina principale del vostro blog e, prima della chiusura della tag </head>, aggiungete questa riga:
<LINK REL="SHORTCUT ICON" HREF="http://www.mydomain.com/myicon.ico">
laddove, ovviamente, "http://www.mydomain.com/myicon.ico" va sostituito con la url completa per raggiungere la vostra favicon.
Nello spazio dei commenti del blog, invece (è bene ricordarlo) va inserito solo l'indirizzo principale del vostro blog. Sarà il plugin, visitando la vostra pagina, a scovare la favicon e metterla a corredo del vostro commento.
Ulteriori informazioni sull'implementazione delle favicon possono essere trovate qui, qui, qui e un po' ovunque, insomma.
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Banane “etiche” col bollino blu? Lo crede possibile “Gdoweek”, settimanale per operatori della grande distribuzione italiana che a novembre ha assegnato a Chiquita l’Ethic Award per la categoria “Personale e processi interni”. Il premio -organizzato con Kpmg Consulting Business Advisory Services (nota società di consulenza e revisione contabile)- è andato alla multinazionale di Cincinnati per la responsabilità d’impresa: “Per il forte impegno di ‘grande rispetto’ adoperato a livello mondiale per superare il passato, attraverso diverse modifiche strutturali”, con particolare riferimento alla certificazione Sa 8000 ricevuta da sue piantagioni in Costa Rica, Colombia e Panama.
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Martedì 25 Gennaio 2005
MILANO. Come dimezzare gli effetti delle polveri sottili sull'apparato respiratorio senza paralizzare la viabilità e le attività produttive: un rebus insolubile per tutti gli amministratori pubblici, ma non per la città più intraprendente e dinamica d'Italia. Basta con le domeniche appiedate e con la discriminazione a giorni alterni contro innocenti numeri di targa: il Comune di Milano, cancellate con un colpo di spugna tutte le tradizionali misure anti-inquinamento, stamane ha emanato un provvedimento che obbligherà tutti i residenti a usare un solo polmone al giorno. Si parte con quello sinistro, poi sarà la volta del destro, e così via. Multe salatissime per chi verrà sorpreso a riempirsi d'aria entrambi i polmoni (i ghisa sono stati già provvisti di speciali apparecchi a raggi X per individuare i «furbi»). Sono previste deroghe per categorie speciali, a cominciare da anziani, bambini e malati: a loro sarà vietato anche l'uso di un solo polmone, per limitare al massimo l'assorbimento dei gas così nocivi alla salute. (23 gennaio 2002)
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Lunedì 24 Gennaio 2005
di Giorgia

Da qualche giorno gira su internet (*) la canzuncella della metropolitana di Londra, che, come ormai sanno tutti, è una, ehm, cover/parodia di Going underground dei The Jam.

Comunque, la notizia è questa: la sopramenzionata canzuncella fa parte di un album, Fitness to practice, scritto, suonato e cantato da due studenti di medicina dell'Imperial College di Londra, Adam Kay e Suman Biswas. L'album è in vendita a 5 sterline e mezza e il ricavato della vendita andrà in beneficenza (al Macmillan Cancer Relief).

(Rimango dell'idea che qualcuno dovrebbe scrivere una cosa simile in onore della metro di Roma...)

  • Ne ha parlato anche Simona su Euston Station, ma non funzionano i permalink...comunque è il post del 14 gennaio.