Della Maiolo non si butta via niente

Vergogna Equa e Solidale: dividiamo tra tutti quella di uno che dovrebbe provarne troppaVergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.

Antefatto: il 14 dicembre 2004, non lontano da casa del sottoscritto, una ragazza rom di origine rumena cerca di recuperare una coperta da uno dei cassonetti gialli in cui si deposita il vestiario usato che poi la Caritas spartisce ai poveri. La piccola saracinesca del cassonetto si chiude sulla sua testa, lei resta incastrata, poi soffoca. Altre versioni dicono che le taglia la gola. Di certo c’è che muore.

“Sono d’accordo con la pietà, ma basta con i pietismi: Milano non è una città in cui si muore di fame o di freddo”.
(Tiziana Maiolo, Corriere della Sera – ed. Milano, 16/12/2004)

Che per carità, uno può anche dire “santoddìo questa televisione moralista modello Robin Hood ha stancato”, ma ad essere “Le Iene” la si prendeva, la si legava ad un palo, poi si tornava con calma la mattina seguente per raccogliere una confezione famiglia di “Quattro salti in padella” al gusto ex-rifondarola.

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26 Comments

  1. Si potrebbe anche dire “Sono d’accordo con la pietà, ma basta con i pietismi: l’Italia non è un paese in cui si muore di fame o di freddo”.
    Come i due bambini morti di fame e di freddo e di ossido di carbonio in una Baracca di Puglia…

  2. No, beh, Milano è nota per il clima subtropicale, oserei quasi dire subsahariano, in alcuni giorni particolarmente caldi. Soprattutto in dicembre.

  3. che poi la caritas faccia dei cassonetti di raccolta indumenti per i poveri e li assicuri con delle trappole a prova di povero . . sembra una barzelletta di quelle che racconta silvio..

  4. “Come i due bambini morti di fame e di freddo e di ossido di carbonio in una Baracca di Puglia…”
    Appunto, si parlava di Milano…

    Detto questo non mi pare che la Maiolo abbia detto: “E’ morta una rom, chissenefrega!”. I centri di accoglienza dove poter trovare rifugio a Milan ci sono. Gli indirizzi, per chi come noi non li conosce perché fortunati non ne abbiamo bisogno, sono sul sito internet del comune:

    http://www.comune.milano.it/webcity/documenti.nsf/0/8fe6e96097dd6e13c12568db004531b7?OpenDocument&ExpandSection=4%2C8

    Chi è “del giro” invece li conosce (evitiamo squallide polemiche della serie: chi è senza tetto non ha un computer!). Ma è anche noto che molti senzatetto non vogliano andare in quei posti. E basta guardare una puntata di “Gli Invisibili” per rendersene conto.
    Concordo comunque con BEF: che mettano delle tagliole per impedire che qualche indigente rubi vestiti donati appunti gli indigenti sembra una barzelletta.

  5. Pietà per la Maiolo e per la sua pochezza di spirito.
    Dignità per chi non muore di freddo o di fame in una città come Milano, ma è costretto a mendicare per sopravvivere.

  6. Mi chiedo come si possa giudicare lo stato d’animo di chi decide di non avvalersi della carità istituzionale.
    Mi chiedo sinceramente come si possa colpevolizzare chi trovandosi in difficoltà, non riesce a scendere a compromesso anche con la propria dignità oltre che con il proprio stomaco.
    Mi chiedo cosa ne sarebbe di uno come te Salvio e di quelli che ritengono si tratti di pietismo e non pietà, se domani venissero buttati in mezzo alla strada senza nessun aiuto se non quello che mendicando, si può ottenere da una qualsiasi associazione di volontariato.

    Mi chiedo se questo è il grado di civiltà di cui andiamo vantandoci per il mondo.

  7. Io trovo che sia normale che si proteggano tali contenitori contro chi, invece di prendersi quello di cui ha bisogno, si appropri di tutto a discapito degli altri.
    Mi dispiace per i signori moralisti qui sopra, ma piaccia o no l’assistenza deve essere regolamentata perché sia efficace. Che poi nessuno abbia pensato che un meccanismo di sicurezza potrebbe diventare una tagliola per un essere umano, è criminale.

    Il che non sminuisce la tragedia di una morte orrenda, anzi vorrebbe salvarla da pelosi moralismi e da chi fregandosene altamente se ne serve per pontificare con i vari “proprio alla vigilia di Natale quando tutti dovremmo essere più buoni” o “ancora si devono vedere queste cose nel 3o millennio”, e amenità varie.

  8. vis, sinceramente a me il fatto che in una società ci siano organizzazioni sovvenzionate dallo stato per raccogliere vestiti ed altri beni e distribuirli ai poveri, sembra un buon segno di civiltà. Non perfetto, non sufficiente, ma nella direzione giusta.

    Se tu vedi alternative realistiche (legalizzare il furto per chi ha un reddito inferiore ad X?) fatti avanti invece di affliggerci con le tue domande retoriche.

  9. la Maiolo s’è dimostrata per quel che è: una poveretta. grazie a neri che ce l’ha ricordato.

  10. Ultimoarrivato, l’alternativa a sparare cazzate come ha fatto la Maiolo, è quella di un pietoso e rispettoso silenzio.
    Cosa a cui anche tu, non avendo compreso il mio intervento e il mio questio finale, potresti adeguarti senza rimpianto alcuno.

    Le parole della Maiolo sono un insulto alla nostra civiltà.

  11. @salvio e c.
    appunto, continua a guardare invisibili…
    in ogni modo, quelle che tu chiami tagliole e dici che sembra una barzelletta non sono altro che strutture mobili di sicurezza che servono a non far estrarre gli indumenti prima di averli STERILIZATI E CONTROLLATI, per motivi sanitari e di sicurezza che forse puoi capire anche tu, ammesso che in tv ci sia una trasmissione che ne parla…

  12. Mi pare di capire che la Maiolo, per non essere presa per il culo, avrebbe dovuto dire una cosa tipo: “Milano è una città dove a milioni muoiono di fame tutti i giorni. Indigenti, prendete le armi! I diritti si prendono, non si chiedono!”

  13. per non essere presa per il culo avrebbe semplicemente dovuto dire qualcosa di sensato, se le sue mire erano minimizzare avrebbe potuto dire qualcosa come è un episodio sgradevole ma un episodio, se avesse voluto fare il suo lavoro avrebbe potuto dire indagherò e relazionerò nelle sedi opportune, invece vuol fare la diversa, anche nella CdL, sulla pelle degli altri

  14. vis, correggimi se sbaglio la tua interpretazione.

    Tu interpreti le parole della Maiolo come le parole di qualcuno che non capisce che un indigente trovi troppo umiliante rivolgersi all’aiuto istituzionalizzato piuttosto che arrangiarsi da solo o morire di stenti.

    Io lo posso capire, e penso anche chiunque che abbia visto qualche puntata di Invisibili. Che avrà anche capito spero, che il bene più prezioso per un essere umano, ancora di più che cibo e vestiti, è la sua libertà di scegliere. E ci sono persone che fanno la scelta difficile ma rispettabile di rifiutare l’aiuto istituzionalizzato, e di vivere al di fuori di esso.

    Ma io ti chiedo: hai alternative all’aiuto istituzionalizzato? Perché un politico di questo si deve occupare, e non di dire in tv generiche banalità umanitarie per far contenti tutti. Quel poco che ho letto della Maiolo (alias quello riportato dal Neri, maestro di decontestualizzazione), ha il solo torto di non solleticare sentimentalismi da 4 soldi e analisi sociologiche da strapazzo.

  15. Mi pare di capire che la Maiolo, per non essere presa per il culo, avrebbe dovuto dire una cosa tipo: “Milano è una città dove a milioni muoiono di fame tutti i giorni. Indigenti, prendete le armi! I diritti si prendono, non si chiedono!”

    Avrebbe potuto dire :”che cazzo me ne frega, io manco la conoscevo quella zingara di merda, spero che tutti i suoi compari facciano la stesa fine ”

    Ma a volte non è meglio tacere ?????

  16. Ultimoarrivato,
    sono assolutamente d’accordo con l’istituzianlizzazione degli aiuti, tant’è vero che non ho trovato niente da ridire sul fatto che i cassonetti per la raccolta di indumenti abbiano una sorta di protezione per evitarne il furto (anche se a questo punto direi eccessiva e pericolosa).
    Ciò detto la colpa della Maiolo non è stata quella di non solleticare sentimentalismi da due lire ma di liquidare frettolosamente e superficilamente una faccenda comunuqe pietosa.
    A Milano non si muore ne di fame ne di freddo, è vero, come è vero che non si muore neanche per un cinque a scuola ma alcuni ragazzini più fragili di carattere, per un cinque si buttano da una finestra.

    Per quella ragazzina rom probabilmente non si poteva fare assolutamente niente di più di ciò che è stato fatto, però si poteva evitare di condannare con l’insinuazione, le scelte che l’avevano condotta ad infilarsi dentro ad un cassonetto.

    Nessun pietismo ma un pietoso silenzio sarebbero stati sufficienti.

  17. …la frase della Maiolo esprime una distanza dalla realtà, dagli uomini e dalle donne, dalla conoscenza dei processi economici reali che sembra addirittura voluta e provocata come adesione ad una bandiera!
    Lei è rappresentante istituzionale di un partito che non conosce limiti nel rubare ai poveri per dare ai ricchi! Ultima invenzione la riduzione delle tasse: quali tasse! quelle del lavoratore dipendente? o dell’interinale?! NO CERTAMENTE, quelle le continuano a pagare per intero!!!
    e l’evasione? .. a loro non risulta! Dico questo anche perché questo è un modo per indebolire lo stato sociale; e quindi anche ridurre i bilanci di chi si occupa delle persone (che si chiamano ancora classe sociale!) in difficoltà. Leggiamo i dati ISTAT: dicono che la soglia di povertà si sta innalzando, anche al nord e, se non sbaglio, Milano ne è la “capitale”.
    Auguro alla maiolo di provare “quella non vita” solo per qualche giorno. Le farebbe solo bene vista la mole.
    Tiziano Lavis (Trento)

  18. vis,

    io non so in che contesto la Maiolo abbia detto quelle parole, nè so se siano le parole precise visto che mi baso esclusivamente su quello che scrive il Neri a scopo polemico.
    Non so con che silenzio avrebbe dovuto rispondere, visto che sicuramente si sarà trovata a dover rispondere al solito giornalista che voleva trarre da questa tragedia un pezzo strappalacrime natalizio, con sottofondo polemico sulla nostra civiltà consumistica etc etc. Lei ha parlato di pietà, e ha messo in guardia dal trarne un’accusa ingiusta per una città che ha (buono o cattivo, sicuramente perfettibile) un sistema istituzionale per distribuire beni di prima necessità a chi ne ha bisogno e non si senta umiliato ad accettarli.

  19. Ult (scusa l’abbreviazione ma sei davvero impronunciabile!),
    le parole della Maiolo non sono parole del Neri ma del Corriere della Sera, il resto, le ipotesi sul giornalista che voleva scrivere l’articolo strappalacrime, sono solo insinuazioni strumenatli a giustificare un atteggiamento insensibile e meschino.
    Direi che sulla base degli elementi forniti e pur nell’ipotesi che la sua risposta sia stata sollecitata da una domanda, il suo richiamo ad un eventuale pietismo era assolutamente fuori luogo.

  20. Ola!Sou Vitor Maiolo,moro em barra bonita, sou do Brasil, e quero conehcer melhor a história da minha familia.
    Tenho várias curiosidades e por favor me envie um e-mail para mim contando tudo sobre a história da familia Maiolo.
    Muito obrigado.

  21. Hola! no se si tiene que ver con esta pagina o tengo que ir por estos rumbos, mi apellido es maiolo y me gustaria saber si conocen a familias con apellido maiolo o Costa. mis abuelos eran italianos.
    Gracias … Valeria Maiolo

  22. Olá, amigos minha mãe é maiolo, e nos moramos em Dois Córregos – SP Brasil, Estou procurando informações sobre a chegada da Familia Maiolo no Brasil, minha Mama é natural da cidade de Vera Cruz cidade que se desenvolveu através da cultura do café. por favor me ajudem. um abraço Marcos

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