La nostra Guantanamo

Brad Pitt e Matt Damon intervistati da Mara Venier a “Domenica in” e ospiti di Serena Dandini a “Parla con me”; Danny De Vito spalla di Massimo Boldi dalla Ventura a “Quelli che il calcio…” ma, soprattutto, Woody Allen ostaggio del cast di “Buona Domenica”.

Lunedì verrà fuori che nascondiamo armi di distruzione di massa, o un qualsiasi altro comprensibilissimo pretesto per raderci al suolo.

(Visited 17 times, 1 visits today)

28 Comments

  1. ma perché quando parli delle donne gnocche metti le foto e quando parli degli uomini belli non metti nessuna foto? non dico di quei due bruttoni di brad pitt e matt damon, ma almeno le foto di danny de vito e woody allen….

  2. COncordo con Marinamaris: almeno la foto di quel cesso di Brad Pitt potevi metterla! Con lui il post è più interessante, più culturale insomma..

  3. Qualcosa, non so cosa, mi dice che stavolta é la volta buona.
    Lo so, lo sento.
    Woody Allen ha fatto un film non-brutto.
    (o almeno lo spero, che cazzo)

  4. Darkripper: tu mi parli di “Donnie Darko” come un capolavoro, e poi mi dici che Woody Allen ha fatto film brutti? E “Manhattan”? E “Zelig”? E “Annah e le sue sorelle”? E “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”? Cioè, voglio dire, Burt Reynolds con la tutina bianca e la codina da spermatozoo, la supertetta intrappolata dal super reggiseno, lo psichiatra innamorato con una pecora che, quando lei lo lascia, si ubriaca col Woolite… E potrei continuare per un’enciclopedia e mezza. // Selvaggia: De Niro che discorre con Urbani me lo sono perso e, anzi, mi chiedo come possa essere potuto succedere tutto ciò. Insomma, il tipo rinuncia all'”Ambrogino d’oro” perché consegnato da Albertini, per paura di rovinare le elezioni a Kerry, poi si stravacca sul divano con Urbani? E poi? Un aperitivo di Al Pacino con Dell’Utri? Previti e Scorsese che fanno la sauna assieme? Quentin Tarantino con Barbara Bouchet? (no, questo è successo).

  5. Gianluca: mi riferivo al trend ultimo, decisamente imbarazzante. Il sottoscritto é un fan di Allen (ho letto anche i suoi libri quando avevo dieci anni).
    Guarda agli ultimi anni: a parte Harry a Pezzi e La Dea dell’amore, i suoi film sono andati dal mediocre al raccapricciante.

  6. Woody Allen ha cominciato a diventare imbarazzante quando nei suoi film insisteva ad accoppiarsi – lui, vecchiotto, bruttarello congenito, insicuro – con fulgide figliole nel fiore degli anni.

    Quando nel mondo reale le fulgide figliole che si accoppierebbero con Woody Allen (se non fosse Woody Allen ma Allen Katzenberg o come cavolo si chiama, ma solo uno dei suoi personaggi traboccanti insicurezza) sono molto, ma molto poche.

  7. Giulia: ma a questo punto anche in gioventù, cosa ci trovavano i personaggi di Diane Keaton, Charlotte Rampling, Mia Farrow, Meryl Streep, etc?
    Ma soprattutto, cosa ci trovavano le attrici Mia Farrow, Diane Keaton, etc?
    C’é un’unica spiegazione: Woody Allen ha la fava grossa. ;)

  8. Probabilmente Woody è uno che con “la fava” ci parla, magari ci si confida, ci gioca, ci piange e ci ride su.
    E questo conta molto più delle dimensioni della medesima.
    “le fave” serie, quelle sempre tutte ordinate e disciplinate, sono niose.

  9. Mah, in gioventù poteva fare tenerezza. Sicuramente era cerebrale, complicato, giocoso ma non troppo.
    Poi si è messo a fare foto erotiche alla figlia adottiva della moglie, e di lì a poco è stato divorzio e ri-matrimonio.
    È stata la fine del mito dell’intellettuale. E l’inizio della mezza età (anche se tecnicamente la mezza età era bella che andata, all’epoca dell’entrata in scena di Soon Yi).

  10. Non mi risulta che gli intellettuali per essere tali non debbano scattare foto porno alle figlie adottive della moglie.
    Come non mi risulta che il genio di un artista si misuri da quello che combina nella sua vita privata.

  11. Infatti mica ho detto questo (casomai ho detto il contrario: iniziano le foto erotiche, finisce il mito – fra virgolette – dell’intellettuale). E comunque, il declino della sua vita artistica è iniziato proprio negli anni in cui ha lasciato Mia Farrow per Soon Yi. Uno può essere un pessimo uomo ma un grande artista, e non è detto che lui non fosse pessimo anche prima, come uomo. Diciamo che la crisi di mezza età-tre quarti di età non gli ha fatto chissà che bene.

  12. Scusa, mi era sembrato di leggere nelle tue parole che quando Allen si è messo a fare foto erotiche alla figlia adottiva della moglie e poi ha divorziato e si è sposato, allora era stata la fine del mito dell’intellettuale.

    E infatti un intellettuale è sempre un intellettuale, a prescindere dalla sue perversioni e da come la gente lo consideri.

    E la fine della creatività artistica, secondo me, non è iniziata con la fine della storia con Mia, che tra parentesi era stata una storia sempre molto in superfice (leggere autobiografia di Mia Farrow).
    Quando la cosa tra loro era già finita ha fatto film come Pallottole su Broadway o Accordi e disaccordi e perfino Anything else, che non sono inferiori a Zelig, a La rosa purpurea del Cairo e a Manhattan.

  13. Azzardo un’ipotesi, da un intellettuale ti aspetti che anche il sesso sia vissuto con l’intelletto anzichè con nella banalità di carne giovane da fotografare.

  14. No, beh, il sesso si fa con altre cose che non sono l’intelletto. Più che altro, a me dopo un certo punto è sembrato evidente (come a molti critici cinematogafici americani, del resto) che la sublimazione nevrotica che Allen opera da sempre con il suo cinema avesse preso la piega un po’ triste dell’ultracinquantenne-sessantenne che si circonda di squinziette o comunque di donne molto giovani e molto belle. A prescindere da Soon Yi, con la quale mi risulta sia tuttora sposato, alla fine della fiera.

  15. Giulia stai dicendo più o meno la stessa cosa.
    Diciamo che da Woody ci saremmo aspettati una reazione alla crisi di mezza età,un po’ diversa da quella di Alvaro: camionista impavido delle autostrade europee e pioniere del calendario tette-culo-figa.

  16. Vis il sesso vissuto con l’intelletto non è sesso, ma perversione, perché il sesso si fa con il corpo e non con la mente.

    Poi che molti intellettuali lo facciano con l’intelletto, questione di gusti.

  17. A proposito di perversioni, affermare che il sesso si fa col corpo e non con la mente è necrofilia.

  18. Allen, vis, non è l’unico artista che dopo una certa età ha amato donne più giovani. Anzi ce n’è una caterva. Alcuni continuano a creare capolavori, altri non hanno più nulla da dire.
    Come pure ci sono artisti vecchi che restano con la stessa donna per tutta la vita. Alcuni continuano a creare capolavori, altri non hanno più nulla da dire.

    E ci sono pure artisti vecchi che non hanno una donna. E il discorso è sempre lo stesso.

  19. rina, non lo faccio apposta, ma è un periodo nel quale fatico a concordare con te.

    Il periodo “Io e Annie”/”Mariti e mogli” (ultimi ’70-primi ’90) di allen non ha paragoni all’altezza nella sua opera, nè rpima nè tantomeno dopo. Dopo, in particolare, ha fatto roba di mestiere, gradevole e neanche sempre, ma non memorabile.

    Nel periodo c’oro ha girato: Io e Annie, Manhattan, La rosa purpurea, Broadway Danny Rose, Crimini e misfatti, Mariti e mogli, Un’altra donna, Zelig: autentici capolavori o al minimo, film bellissimi (più altri non male ma non a tale livello: Radio Days, Alice).
    Il periodo iniziale fu divertente, specie Il dittatore dell stato libero di bananas, ma nulla più. L’ultimo diverte poco e colpisce meno.
    Purtroppo, te lo dice un fan di antichissima data di Woody

  20. Piti, secondo me alcuni di questi film che tu citi come capolavori non lo sono poi tanto. Zelig, per esempio che mi pare troppo intellettualistico. Mariti e mogli è un po’ troppo formalmete sciatto e forse risente del periodo difficile della vita privata di Allen e diventa troppo nevrotico, cioè Allen non riesce a sublimare la nevrosi. A me è piaciuto Pallottole su Broadway, che mi è sembrato un film molto sentito. E la scorsa stagione Anything else mi è sembrato uno dei miglior film dell’anno, il ritratto d’un America che impazzisce.
    Ma è una questione di gusti. Quello che a me provoca emozioni, a te può provocare il silenzio assoluto. E viceversa.

Rispondi