E’ la dura legge del post

Max Pezzali: clicca per ingrandireDal momento che sono apparse e quasi subito scomparse, ho come l’impressione che sia necessario svelare l’arcano della pubblicazione delle immagini del photoblog “Una al giorno“, quotidianamente curato da Max Pezzali, anche come rubrica all’interno di Macchianera.
Un giorno (il secondo, per la cronaca), Max si è svegliato e ha lasciato un commento in cui, sostanzialmente, diceva che “non ci stava capendo un cazzo” e che non capiva il motivo del mirroring del suo photoblog anche su Macchianera, che un contenuto creato per un sito di propri fan non può essere accessibile a tutti, e che non aveva dato l’autorizzazione.

Ora, perché sia chiaro: Max Pezzali, ovviamente, sapeva. Che poi si sia accorto solo in seguito che stava magari violando un accordo con la sua casa discografica o che si sia spaventato per aver lanciato le noccioline ai commentatori di questo luogo ameno, non è dato saperlo.
Fatto sta che nessuno, da Macchianera, si sarebbe mai sognato di prelevare foto da un blog e trasferirli su questo senza la preventiva autorizzazione dell’autore o di chi ne cura il sito. Per questo motivo (e perché ci sembrava bello farlo, perché le immagini erano belle e perché era anche curioso osservare un cantante che spia il mondo e non viceversa) sono stati presi contatti con un responsabile di maxpezzalinetwork.com (Fabio, nella fattispecie, che ringraziamo ancora) per poter rendere disponibile in parte anche su Macchianera il photoblog di Max Pezzali.

E’ successo che, dopo la pubblicazione dei primi due post, sono naturalmente fioccati i commenti. Critici, polemici, inutili, antipatici (non eccessivamente, diciamo solo abbastanza, partendo dal presupposto che “abbastanza” è una misura intollerabile per chi non vi è abituato).
A Max e ai suoi fan, cui alcuni commenti presenti su Macchianera hanno dato fastidio. Eppure, dico io, non avrebbero dovuto preoccuparsene.
Un qualsiasi autore che pubblichi su internet, che sia di destra o di sinistra, famoso o meno, ironico o serio, incazzato o accondiscendente, si porta dietro il suo carico di rompicoglioni.
Succede a tutti gli autori di Macchianera (i polemici di professione sono come la nuvoletta della pioggia di Fantozzi: ti seguono ovunque tu vada), così come presso qualsiasi altro luogo di aggregazione online. Fanno parte della natura, credo, e spesso, a giudicare dal livello di utilità di ciascuno, se ne deduce che rappresentano un fenomeno da studiare: l’anello di congiunzione tra noi e il calcare.


E mica per niente su Macchianera si è sempre scritto un gran bene non solo del photoblog di Max Pezzali, della qualità e della poesia delle immagini, ma anche di Max Pezzali stesso (qui, ad esempio, o anche qui, o qui.

Ha ragione Max quando dice che una cosa prodotta per i fan (e quindi per una ristretta cerchia di persone che si è certi apprezzino il proprio lavoro) è diverso che offrire qualcosa al mondo intero, senza mediazioni.
Però è anche vero che le immagini di Max (la storia che si può immaginare dietro a ciascuna di esse, e – parere personale – tante altre cose che ha fatto Max anche senza avvalersi di una macchina fotografica) sono cose che forse non tutti meritano, ma che sarebbe un peccato non offrire a quelli che le apprezzano pur non essendo fan.

Chiudo con qualche esempio. Nei commenti su Macchianera ai due defunti post ho letto che due blasonati scrittori ambirebbero a scrivere una biografia dell’ex 883, e già questo dovrebbe essere sufficiente a quelli cui piacerebbe presentarsi come “intellettuali” dal padiglione auricolare troppo delicato per poter sopportare “Come mai”: gli intellettuali veri si sperticano in lodi. Punto. Tanto basta. O sarebbe dovuto bastare.

Poi, nascoste tra le cose cattive scritte, ne ho lette anche parecchie buone. Erano tutte provenienti da persone che magari non si potevano annoverare tra i regolari fan di Pezzali, a cui Max però piace, e che di Max apprezzano il lavoro, la genuinità, il modo che ha di dire le cose (io per primo che ho iniziato ad apprezzarne la semplicità quando, chiamato come presentatore ad un concorso trasmesso in tv, fece partecipare come giuria tutti i vecchi amici del baretto pre-fama, il “Jolly Blu”).

Poi ci sono i commenti così e così, come quello che riporto di seguito, che però – non so a voi – a me fa una gran tenerezza e contiene una semplice morale: non si può piacere a tutti come artisti, ma si può essere apprezzati – e tanto – come persone. Trascrivo fedelmente: “Max, ciao! Ammetto non ho mai potuto soffrire le tue canzoni, se guido e alla radio ne passano una, rischio un frontale, ma devo cambiare stazione. Questo però non mi ha impedito di vederti una sera di mille anni fa in un locale e di avvicinarmi con altri amici che erano con me. Abbiamo passato venti minuti, mezz’ora piegati dal ridere, perchè sei simpatico, pronto e brillante. Firmato: Ancadestra.

Ora la rubrica è stata rimossa, post e commenti compresi. Da oggi in poi chi vorrà ammirare le immagini quotidiane del photoblog di Max Pezzali potrà trovare esclusicamente presso l’indirizzo del sito originale (e quasi sembra di fare una violenza, a questo punto, esponendo il link alla mercé di qualsiasi utente di passaggio con le balle girate perché ai tempi del duo PezzaliRepetto dedicò “Una canzone d’amore” alla propria “Regina del Celebrità”, e lei non lo cagò neanche di striscio).
Resta inteso, ovviamente, che Max (o chi per lui) ha la password di Macchianera, e potrà farne quello che desidera. Persino venire qui, scrivere qualcosa e provare a stupire tutti, strasbattendosene del contesto. Io ho perorato la causa e tentato di convincere lui e i suoi fan che sarebbe bello lasciare la rubrica al suo posto. E non è vero (come Pezzali stesso ha sostenuto) che una foto scattata per i propri fan non possa essere considerata “come un pezzo di fondo su Repubblica. A volte potrebbe riuscire persino meglio, ma nessuno, a parte la ristretta cerchia che si spertica in lodi per fede e ha già accettato il dogma, se ne accorgerebbe.

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26 Comments

  1. A parte il caso specifico, non capisco però la logica tipica di _Macchianera_ in cui contenuti presenti su altri blog vengono copiati (con autorizzazione, per carità) invece di essere linkati, citati, collegati o cose simili. Dovrebbe essere il web, e dovrebbe essere fatto di collegamenti.

    Cioè, la logica la posso anche capire, ma sento nella mia testa la parola “portale”, che speravo di non dover sentire più.

  2. Vado su Adunanza, scarico tutta la produzione musicale di Max Pezzali e la commento con Carlo Sini, docente di filosofia alla Statale di Milano. Così va meglio?

  3. Davvero un peccato che ancora una volta le logiche discografiche abbiano avuto la meglio su una buona idea. E qualsiasi cosa si pensi nella blogosfera di Max Pezzali, bisognerebbe ringraziarlo per aver creato delle canzoni d’amore che sono state causa e sottofondo di tante trombate… :)

  4. Non sono una fan degli 883 ma ho un loro cd, non l’ho mai incontrato in un locale ma Pezzali mi sta pure simpatico, essere l’anello di congiunzione tra l’uomo e il calcare è una prospettiva che mi affascina e mi stimola.
    Però.
    Parlo da neo commentatrice di questo blog (anche i nei spuntano senza un perché e se non sono proprio maligni tocca pure tenerseli), qui non ho mai letto niente né su, né di Max Pezzali, poi un giorno arrivo e trovo una sua foto e il giorno dopo ne trovo un’altra.
    Due foto e un breve commento.
    In un altro blog avrei potuto chiedere all’autore o al padrone di casa che significato avessero, ma qui mi pare che non sia consuetudine interloquire con gli autori e non trovo sul blog neanche niente che mi spieghi il significato delle foto.
    Le due foto, a questo punto, decontestualizzate dal loro habitat naturale e senza uno straccio di post che aiutasse i miseri viandanti di questo blog ad inquadrare il tuo progetto, non avevano molto senso se non per il fatto che fossero di un cantante famoso.
    Neri se ti invio una gran bella foto del mio portone di casa e sotto ci aggiungo due righe parlando del duro lavoro del falegname, tu non la pubblichi certo su questo blog perché io sono decontestualizzata dalla testa ai piedi.
    E allora può capitare che arrivando qua e trovando una foto e due paroline a firma di Max Pezzali, si pensi che l’unico senso di quel post sia proprio la firma di Max Pezzali.
    Scusami se te lo dico ma se tu questo post, magari in forma un po’ diversa, lo avessi fatto prima di pubblicare le foto, probabilmente quei post avrebbero avuto un’accoglienza diversa.

  5. Le foto sono meglio delle canzoni, in un certo senso. Mi spiace che il dottor Pezzali non le posti più su Macchianera.

  6. Io invece voglio scrivere una mitopoiesi degli 883 che li trasfiguri in quanto vessillo di un era post-ottanta ma non ancora pre-qualcosa. Voglio scrivere un Underworld in cui protagonisti siano Max e Mauro, Gigi Sabani e Mixo di Tmc2.
    (Genna magari ci si mette daccordo)

  7. Questo è uno dei post più saggi ed onesti che abbia lmai letto non solo su Macchianera ma sopratutto in rete. E’ vero ed ha ragione Gianluca quando dice che stare in rete e, soprattutto avere un blog, ha le sue ‘controindicazioni’ ma va bene così, purchè se ne parli, nel bene o nel male. Ad ogni modo, questo post spiega chiaramente e in maniera non fraintendibile cosa sia accaduto per coloro che non abbiano letto i commenti ai due post lasciati da Max Pezzali. Credeteci che non sono fandonie!

  8. Se è vero che il Pezzali sapeva (tant’è che possiede la password di macchianera) del cross-posting.
    Beh, ha fatto veramente la figura del coglione con quel commento.

  9. Possiamo considerarlo “distratto”? Ad ogni modo è andata così:sono sorte delle incompatibilità, nolenti o volenti, e delle divergenze d’intesa. La spiegazione scritta da Gianluca è chiarissima(tanto più che il Neri non è uno scemo da beccarsi una querela per import/export di blog o photoblog di personaggi del mondo dello spettacolo senza autorizzazione o informazione preventiva). Fatto sta che è veramente fastidioso non sentirsi accettati fin dall’inizio, ancor prima di capire il meccanismo delle cose, del sistema o di questo ‘luogo ameno’ :), indispettisce e allontana le persone, così come è successo con Max Pezzali, cosa che a me dispiace da un punto di vista umano :( perchè anche se non sono una sua fan ci sono alcuni pezzi suoi che veramente meritano da un punto di vista della melodia e dei testi, almeno x me, dato che mi hanno suscitato delle emozioni. Inoltre, ero curiosa di vedere come avrebbe interagito con noi altri su Macchianera. Peccato! Occasione mancata e persa :(

  10. Sarò noioso, pedante e banalotto, ma se telefonassi ad un certo bolognese-ubriacone per pregarlo ad inviarti una foto al mese, non sarebbe tutto molto più suggestivo? Poi è chiaro che le foto, pur se a cadenza gucciniana, sarebbero un po’ sempre le stesse: il mulino, il mulino, il mulino, il mulino e qualche spinaiolo.

    Si era capito, vero, che l’ubriacone era questo?

  11. Sarò stordito, ma io pensavo che le foto le postasse Pezzali stesso e che questa iniziativa nascesse dalla voglia di interagire con un pubblico più eterogeneo della cerchia dei suoi fans. Mi sembrava un gesto clamorosamente in controtendenza rispetto allo snobismo di certi suoi colleghi, e invece.

  12. Era ciò che avevo pensato anch’io: credevo che a Pezzali fosse stata semplicemente data la password di Macchianera.

  13. L’avete fatto scappare! E ora magari arriverà Cremonini! Così imparate a criticare i bravi cantanti (senza ironia, ripeto che a me le sue canzoni piacciono)

  14. “perché ci sembrava bello farlo, perché le immagini erano belle e perché era anche curioso osservare un cantante che spia il mondo e non viceversa”

    Oh bella e da quando Macchianera è il mondo?
    Io di tutta la spiega contorta non ho capito l’unica cosa importante: l’autorizzazione piena dell’autore c’era o no?

    Comunque fraintendimenti a parte bravo a Pezzali per difendere l’idea che esistano ambiti specifici , cornici, comunità in cui le comunicazioni e i contenuti acquistano un senso e un valore diverso, senza necessariamente dover essere ‘esposte’ e replicate ovunque.

    Un altro paio di cose: era meglio riportarlo il commento di Pezzali, anche se si è cancellato il relativo post.

    E:
    “A volte potrebbe riuscire persino meglio, ma nessuno, a parte la ristretta cerchia che si spertica in lodi per fede e ha già accettato il dogma, se ne accorgerebbe.”
    non mi sembra molto rispettoso dei fan del nostro.

    bye

  15. Ringrazio personalmente Gianluca per il post riassuntivo e saluto provando solo pena per utenti come OVERLAND che continuava a postare cercando di alzare chissà quali polveroni, parlando dall’alto quando alla fine utilizzava un indirizzo email completamente falso.
    Complimenti ancora OVER.. un vero signore…
    Purtroppo la gente inutile vive ovunque…

  16. Forumizzo. In effetti wu-ping non hai capito molto, e non credo che la colpa sia l’autore del post, scusami.
    “un cantante che spia il mondo”: evidentemente Gianluca sta parlando delle foto, non di macchianera.
    Inoltre non vedo come l’ultima frase sarebbe un affronto ai fan, al limite e’ una critica allo scarso coraggio e intrapredenza di Pezzali.
    E cmq se poche critiche e commenti scherzosi, misti tra l’altro a dichiarazioni di stima, fanno fare marcia indietro cosi’ velocemte.. bahh… Spero davvero che dietro ci siano motivi contrattuali. Tra l’altro il fotoblog e’ molto carino.

  17. “Fanno parte della natura, credo, e spesso, a giudicare dal livello di utilità di ciascuno, se ne deduce che rappresentano un fenomeno da studiare: l’anello di congiunzione tra noi e il calcare.”

    Neri, ma noi chi? no perche’ uno potrebbe pensare qualsiasi cosa, tipo ‘la merda’: “l’anello di congiunzione tra noi (la merda) e il calcare.”

    e in questo caso una via di mezzo tra la merda e il calcare e’ tutto di guadagnato

  18. Comunque quello che conta sempre e comunque, soprattutto se si ha una posizione che permette di farlo, è classificare chi la pensa diversamente (non importa che lo esterni in modo educato o no) come “polemici”, “rompicoglioni” ecc. Mi raccomando, eh, che non accada mai che si prendano spunti di riflessione dalle critiche negative, così, magari per non annoiarsi, per non sbrodolarsi addosso, una volta tanto….e soprattutto, per favore, niente ironia.

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