Intervista a Sandro Mayer (*)

Sandro Mayer, direttore di 'DiPiù'Buonasera, direttore.
Buonasera.
Il direttor Mayer ci accoglie nel suo studio, nonostante l’ora tarda. Sorriso e occhiale, ciascuno al proprio posto. Si accomoda dietro una scrivania e attende, pacioso. Dietro di lui incombono, incorniciate, le più belle copertine di “Dipiù”.
Direttore, perché si è negato al telefono, in questi giorni?
Ho avuto parecchio da fare. Vede, la chiusura del giornale, le ospitate in televisione. Sono cose che portano via tempo, sa?
E la politica?


Che c’entra la politica? Noi non facciamo politica. Se mai informazione. A modo nostro.
A modo vostro, certo. Lei ha scritto sul primo editoriale di Dipiù: «Conservate questa rivista e fatela prendere ai vostri amici. Diventerà un documento storico, qualcosa da tramandare ai figli e ai nipoti perché più passa il tempo più acquista valore». Lo pensa ancora?
Certamente. Noi raccontiamo quello che la gente ha diritto di sapere, lo facciamo in modo pulito, trasparente e senza rinunciare al gusto per il pettegolezzo. Cos’è, in fondo, la notizia, se non un pettegolezzo gonfiato? In futuro ciò sarà chiaro, e sarà ancora più chiaro il valore di Dipiù.
Anche quando fa politica?
Ancora con questa storia? Non facciamo politica.
E il servizio sulle tasse? Quello di Luigi Colmegna, alias Gabriele Villa?
Informazione. Abbiamo solo riportato i punti di vista di La Russa e Fassino sulla questione. Il primo vuole tagliarle, il secondo no. Sono cose note.
Talmente note che ci si può prendere la briga di pubblicare un pezzo sotto forma di domanda-risposta senza aver fatto davvero un’intervista?
Guardi, non vorrei parlare di questo argomento. Ma non mi pare di aver travisato le posizioni di nessuno.
Probabilmente no, ma non sarebbe stato più corretto scrivere allora un pezzo informativo? Senza colorire addirittura i concetti con battute finte?
La forma dialogica è perfettamente lecita nella comunicazione, così come quella strettamente giornalistica. Un pezzo può anche essere finzione: i colori fanno felici i lettori; l’importante è che siano salvi i contenuti.
E lo sono?
Lo chieda ai diretti interessati.
Fassino, scrive “la Repubblica”, andrà per avvocati.
Non leggo quel giornale
E La Russa, anche se non disconosce, nega di aver rilasciato l’intervista. Dice che può aver parlato un suo collaboratore.
Vede? Perché La Russa è uomo di mondo e sa come vanno certe cose. Le opinioni di un uomo sono come le sue scarpe: lo connotano ovunque esso vada, e sono sempre riconoscibili.
E si possono cambiare a seconda delle stagioni, no?
Se crede la faccio parlare con il mio portavoce. Le dirà le stesse cose che le ho detto io. Siamo una grande famiglia, noi.
No, grazie, può bastare. Gentilissimo. Arrivederci.
Si figuri. Alla prossima.

(*) Ovviamente, domande e risposte sono frutto della fantasia di chi scrive, che non ha MAI incontrato nè parlato con Sandro Mayer o con un suo portavoce. Se volete, e se perdonate il paragone improprio e irriverente, quanto avete letto fa parte del filone le interviste impossibili. Perfettamente in linea con quanto pubblicato dal settimanale Dipiù.

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23 Comments

  1. Mayer è quel coglione che fu cacciato (giustamente) dalla Rai perchè intervistò a Domenica in un bambino appena rilasciato dopo un sequestro dalla ndrangheta e gli chiese: “ti mancava la mamma?” ????

    Se è lui… ah!… che giornalista!

  2. RADIODUE: UNO SPECIALE SUI BLOGGER AD ‘ATLANTIS’ (ANSA) – ROMA, 2 DIC – ‘Atlantis’, programma condotto da Lorenzo Scoles, in onda domani alle 24 su Radiodue, proporra’ uno speciale sui blogger, gli autori di giornali di bordo leggibili su Internet. Interverranno in diretta alcuni blogger tra cui Macchianera, The Petunias, Personalita’ Confusa, Magenta, Woland, Wittgenstein, Labranca,e Sestaserasonoqui.(ANSA).

  3. Non giudico di solito ki non conosco ma sto mayer io proprio non lo reggo, poi con i suoi completi beige mi sa proprio di vecchio e da quando sta a buona domenica è proprio antipatico!!!

  4. “Fassino, scrive “la Repubblica”, andrà per avvocati.”

    Eppure le “interviste impossibili” e i “virgolettati impossibili” sono proprio il pezzo forte de La Repubblica…

  5. Ciao, ti ho mandato una mail che non c’entra niente con questo post potresti darci un’occhiata? Grazie e scusa il disturbo ma il fine è nobile :D

  6. E’ inammissibile che Alberto non abbia ancora avuto commenti negativi. La carriera e il successo di un autore di Macchianera si basano sulle quantità di insulti che riceve.
    Ergo: Alberto, vaffanculo.

  7. AIUTOOOO. Scusate, ma non so dove scriverlo. Sto tentando di ascoltare i Bee Jees da Windows Media Player ma non riesco a non sentire quella di sottofondo che c’è qui.
    Qualcuno sa dirmi come posso fare?

  8. Ma Puliafito aveva già la password di Macchianera o è l’esordio ufficiale? Perché nel caso dobbiamo festeggiare.

  9. MA COS’è SCIOPERO RITARDATO QUI A MACCHIANERA?

    che uomo laido meyer, viscido come una lumaca(senza voler offendere la lumaca!)…

  10. che qualcuno per favore posti qualcosa sullo “scherzo” alla BBC su Bhopal. Che chiunque sia stato è un genio.

  11. Avete visto le locandine e la copertina del nuovo numero della rivista (troppo vista) DI PIU?
    Per pubblicare le foto di un minore occorre il consenso della famiglia. Se vivo. La foto del visino di un bimbo morto forse è “res nullius”?
    So che il sig. Mayer non incorre in alcun reato, non è una foto “raccapricciante” per cui non incorre nel codice penale, non è un minore “vivo” per cui non occorre liberatoria… ma quanta indignazione genera (indignazione non quella vuota dei politici ma quella che intorcina le budella e sgrugna lo stomaco) il sapere che il fratello del bimbo ucciso vedrà quella foto fuori ad ogni edicola, così gli altri parenti, e questo per dare un po’ di denaro e successo a cotanta persona che è Sandro Mayer? Che il visino di quel bimbo (morto) è impaginato tra la signora Lecciso e tali “Pasquale e VIttoria” (non so chi siano) che, udite udite, si sono lasciati???
    Se non facciamo qualcosa vorrà dire che siamo gente che si merita malfattori (in senso eimologico, non voglio querele) come cotal signor (a quando “onorevole”?)Sandro Mayer.
    Se possiamo, parliamone in giro.
    Io farò il possibile.

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