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Venerdì 31 Dicembre 2004
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Salviamo i bambini dell’Asia”.

Maurizio CostanzoAvete presente Cicciopanzo, quello che dice di aver rinunciato al proprio talk show serale per colpa dei volgari reality che sforavano e lo costringevano a tarda notte; il titolare di una società che ne produce almeno 5, di reality, con a carico una moglie che ne conduce tre?

Bene, è martedì mattina. Mi sveglio presto (o, per lo meno, presto per quelli che sono i miei canoni). Accendo la tv. Càpito su "Tutte le mattine", puntata speciale dedicata all'emergenza Tsunami, in un insensato delirio di ospiti: dal conduttore di "Gaia" a Giobbe Covatta, da Laura Freddi a Katia e Ascanio.

E' martedì mattina, dicevo, e Cicciopanzo ad un certo punto gongola. Vorrebbe dire e non dire, ma alla fine dice.
"Io vorrei ringraziare i telespettatori, che domenica pomeriggio hanno premiato la nostra scelta di modificare lo spettacolo per dare spazio alle notizie che provenivano dall'Oceano Indiano. E' stata premiata la nostra scelta di privilegiare l'attualità e la solidarietà invece che quella della concorrenza di fare finta di niente. E lo dico io perché sennò chi lo deve dire? Persino l'Ansa se n'è accorta solo mezz'ora fa. Pare che se non lo diciamo noi nessuno se ne accorge".

E' irritato, Cicciopanzo: Dagospia deve aver ignorato la vittoria della sua "Buona Domenica" contro "Domenica in". E sì che è stato doloroso, per una domenica, rinunciare alle "Sorelle Platinette", interpretate da Mary del Grande Fratello e dalla stessa Platinette. Ma, alla fine, dedicare attenzione allo tsunami ha pagato. Tiè. Venier: prendi e porta a casa.

Poi arriva il 30 dicembre. La Rai, che la domenica precedente ha incassato, cambia politica: nel corso della trasmissione in diretta per il Capodanno verrà dato ampio spazio alla segnalazione delle iniziative di solidarietà e a collegamenti con le zone colpite dal maremoto.

Cicciopanzo, che la sua finta diretta per il Capodanno l'ha registrata prima che la furia dell'onda anomala scuotesse l'oceano indiano, si sente sorpassato a destra. I Fichi d'India e Costantino hanno già brindato per finta, la sera del 31 hanno le serate in discoteca e col cazzo che tornano a fare il "take two".
"Nel corso dell'edizione speciale di "Buona Domenica" dedicata al veglione di venerdì 31 dicembre tutto sarà, come sempre, all'insegna dell'allegria e del divertimento perché, nonostante gli ultimi drammatici episodi del sudest asiatico, bisogna portare nelle case la voglia di brindisi".
Eppure non ce n'è. Per quanto, per tentare di farla franca, un'inversione a U si possa eseguire rapidamente, lo stridere delle gomme non passa inosservato:
"Trovo inutile l'ipocrisia di quelli che fanno il trenino e si mettono la coscienza a posto magari collegandosi con il luoghi della suddetta sciagura".

C'è? Ci fa? Alzheimer?


P.S.: Sul sito della trasmissione "Tutte le mattine", nella sezione "Link utili" (non "link amici", proprio "utili"), i numeri cui fare riferimento per il maremoto in Asia vanno a braccetto con i siti ufficiali di Marco Liorni, Costantino Vitagliano e Alessandra Pierelli. Nel caso in cui ad uno che sta cercando il nome di un parente presso il sito che elenca tutti i ricoverati negli ospedali thailandesi venisse voglia di distrarsi con "la lettera che Ale ha scritto in palestra per Costa!".
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Giovedì 30 Dicembre 2004
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Sì sì, è tutto un “magna magna”. Compreso il nostro. Vengo al punto: magnamo meno e mandiamo lenticchie, zampone e quant’altro nel Sud Est Asiatico.
Magari sotto forma di euro alle associazioni elencate dal buon Neri.
Nel punto mi permetto di segnalare particolarmente quelle (che so) già direttamente impegnate in questo momento:
Unicef; Islamic Relief; Cidi; Croce Rossa; Save the Children; Caritas; Medici senza Frontiere; Emergency.
Che poi se uno da un’occhiatina al resto del mondo, la restituzione (niet donazione) è sempre un’attenzione minuscola, ma è già qualcosa per noi che, sculando, siamo nati “nell’atollo giusto”.

Quella che state per leggere è un'intervista fatta ieri sera alle ore 18.00 a Francesco Calabrese, un ragazzo di 24 anni che lavora alle Maldive e che attualmente è lì in attesa di rientrare in Italia. Il 26 dicembre, Francesco ha vissuto in prima persona lo tsumani e nel testo che segue ha raccontato quei tragici momenti.
L'intervista nasce per un giornale pugliese, ma in accordo con il direttore, ho ritenuto interessante e importante, riportare la testimonianza anche qui, ad uso dei lettori di Macchianera.

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Mercoledì 29 Dicembre 2004

Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.

"Finalmente una buona notizia: secondo l'ambasciatore italiano nell'ex Birmania non ci sono vittime italiane".
(Sky TG 24, ore 20:27)

Google ha lanciato da qualche giorno un altro servizio portentoso, il Google Suggests.
C'è poco da illustrare: mentre digitate vi tira fuori le dieci entry più famose. Una sorta di autocomplete di lontana memoria.
Una funzione simile l'ha lanciata anche Yahoo!Mail per pescare gli indirizzi dall'address book. Il Google funge con dei meccanismi di RPC tra server e browser: in pratica accede ad una versione pre-calcolata del database e, ad ogni pressione della tastiera, rimanda indietro un vettore compresso di risultati che, con un javascript, vengono visualizzati nella tendina.
PS: provate a digitare la P

Secondo un sondaggio effettuato dall'istituto Piepoli per Sky tg24, la notizia più importante per gli italiani nel 2004 e' stata quella del Governo Berlusconi che ha deciso di abbassare le tasse.

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Alla fine, nel giorno in cui Liberation titolò in prima "La blogosphère en première ligne", casualmente, persino Repubblica si accorse dell'esistenza di internet e dei satelliti.

(L'immagine che appare qui e, rimpicciolita,su Repubblica,
è stata scattata il 26/12/2004 dal satellite Quickbird ed è
© DigitalGlobe Inc. 2004, uno dei vari fornitori di Keyhole)

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Martedì 28 Dicembre 2004

The Hands to S. E. Asia"Blog uguale media. Ecco allora una rapida ed incompleta panoramica dei blog asiatici ed internazionali che stanno raccontando, ora dopo ora, ciò che accade dall'altra parte del mondo."
Li raccoglie sapientemente per noi Giusec, mentre Gigi D'Alessio al TG1 si preoccupa delle borse rovinate e Pippo Inzaghi al TG5 confessa il suo imbarazzo per non essersi lavato per tre giorni.

"Nello Sri Lanka è deceduto anche un uomo di nome Ermanno, ma non è stato possibile ancora risalire al cognome".
(Repubblica.it, 27/12/2004)

Per due giorni ho atteso che questa notizia, insistentemente riportata da vari quotidiani e telegiornali, fosse finalmente accompagnata da un cognome. Invece no: l'Ermanno scognomato è sempre lì, in attesa di riconoscimento.
L'Ermanno ignoto fortunatamente non si chiama Mario o Paolo, ma si erge in ogni caso come monumento all'idiozia dei cronisti interruptus, quelli che l'importante non è arrivare, ma partecipare.
Aborti dell'esame per l'accesso all'Ordine dei Giornalisti capaci di riportare una notizia incompleta - facendo piombare nel terrore le famiglie degli Ermanni italici che bazzicano lo Sri Lanka e non chiamano quasi mai la mamma quando arrivano - così come di iniziare a raccontare una barzelletta di cui non ricordano il finale.

Che poi è un po' come dire: "Sono morti Tizio, Caio e Sempronio. Ah, sì, e uno bruno".

La sciagura di questi giorni ha messo la mordacchia ad un sacco di notizie; tra queste la più pesante sarebbe stata la previsione di un impatto tra un asteroide, il 2004M4, e la terra. Il tutto previsto per venerdì 13 aprile (!!) del 2029.
Dopo le prime misure, e per la prima volta da quando si seguono gli asteroidi, questa palla di 400 metri ha visto incrementare il rischio di collisione da uno su 300, a uno su 63, fino ad uno su 45.
La roccia errante, scoperta da Roy Tucker, David Tholen e Fabrizio Bernardi, è stata poi trovata su una lastra vecchia di qualche mese. Quest'ultima misura ha portato finalmente ad escludere l'impatto, ma veramente per un pelo: la distanza minima con la terra in quel venerdì sarà infatti di appena 3000 chilometri. Si vedrà anche di giorno.

Alberoni punto zipE' martedì, ed è l'ora di occuparsi di un famoso sociologo e della sua rubrica sulla prima pagina di un noto quotidiano, nella quale finge di trattare di massimi sistemi: amore, dolore, vita, universo e regole che lo governano. Invece sta soltanto parlando dei cazzi suoi.

Ad uso e consumo di coloro che con la prima pagina del lunedì del Corriere hanno incartato la mortadella, o di quelli che dopo aver letto il titolo del pezzo hanno deciso di saltarlo a piè pari, Macchianera ecco a voi la seconda puntata (la prima si trova qui) di "Alberoni punto zip", il pensiero Francesco Alberoni concentrato in poche righe, eliminando i nove decimi non essenziali: nella colonna di sinistra ciò che ha scritto prendendola a partire da Adamo ed Eva; a destra quel che intendeva dire.

Un tempo i professori universitari di ruolo erano pochissimi ed avevano un grande prestigio. Vincere un concorso significava diventare famosi. E c'era in quell'epoca un detto: che quando uno diventava professore «perdeva la testa». Uno, sempre gentile, diventava un despota, l'altro lasciava la moglie e scappava con una allieva, un altro ancora smetteva di scrivere libri scientifici e si lanciava in polemiche sguaiate. Perché aver raggiunto il potere, la sicurezza, una sorta di invulnerabilità, consentiva loro di liberare gli impulsi proibiti, rimossi. Sono un professore, sono famoso, mi sono tenuto la moglie che avevo, non sono mai scappato con un'allieva, non mi sono mai lanciato in polemiche sguaiate. Sono un pirla.
Vedevo attorno a me tanti professori di valore, equilibrati ed obbiettivi. Sono circondato da pirla.
Il potere cambia, soprattutto il potere improvviso. E può cambiare per il meglio o per il peggio. Ho visto persone che, quando gliene è stata data l'opportunità, hanno sviluppato una energia ed una creatività straordinarie. Paolo Mieli è una persona dalla straordinaria energia e dall'altrettanto straordinaria creatività. E non è vendicativo.
E' alla morte del padre Filippo che, diventato re, Alessandro può manifestare il suo genio politico e militare. Paolo Mieli è un genio.
Ma quel genio, quella ricchezza ce l'aveva già tutta dentro. Paolo Mieli è sempre stato un genio.
Molte persone ufficialmente irreprensibili sono diverse fra le mura domestiche e con i deboli che non possono parlare. Col potere rivelano la loro vera natura. Per inciso, è vero: con lui, da consigliere della Rai, mi sono comportato da merda.
Ho in mente chiaramente tre di questi personaggi. Uno si comportava da topo da biblioteca, un altro da bonaccione accomodante, il terzo da ragazzone gioviale. Poi, improvvisamente, sono stati scaraventati in un’alta posizione di comando. Magari, se la metto giù come "conosco uno che...", qualche fesso di lettore crede veramente che questa non sia una rubrica autobiografica.
Il topo da biblioteca si è scatenato in feroci vendette e in orge sessuali. Il bonaccione si è dimostrato collerico e corrotto. Il terzo dispotico, invadente e intollerante. Ho preso tutto ciò che il potere mi ha dato. Tranne le orge sessuali. Sono un pirla.
Meglio chi si è abituato gradualmente al comando, chi lo ha esercitato a lungo, chi si è messo più volte alla prova. Costui non ha brame sfrenate da soddisfare, non viene preso dalla vertigine dell'onnipotenza, non si abbandona ad eccessi. La prima pagina del Corriere del lunedì è mia da 15 anni. Lo dico così, perché si sappia.
E sa che la cosa più importante non è l'autorità formale, ma l'autorevolezza. E l'autorevolezza non si ottiene con le urlate e gli isterismi. Perché è una statura morale. Qui butta male: come consigliere della Rai sarò trombato tra non molto. Però resto un sociologo molto autorevole. Lo dico così, perché si sappia.
E non te la dà nessuno. Ma il peggio è che se le studentesse non me la davano prima, figurati ora.

Se in Italia avessimo giornalisti capaci di utilizzare internet, invece che attendere le notizie dalla Farnesina, che le riporta dall'Ansa, che le guarda sulla CNN, che le copia da internet, ebbene se ne avessimo, dicevo, si accorgerebbero che Keyhole (recente acquisto di Google) ha aggiornato il proprio database di immagini satellitari in tempo record, includendo scatti ad altissima definizione di parecchie delle zone oggetto della devastazione dello tsunami originato dal maremoto dell'altroieri.

In giallo, nelle mappe che non scendono nel dettaglio, i vecchi confini. Nelle altre immagini li si possono dedurre - a grandi linee - dagli alberi in mezzo al mare.

Se poi avete l'occhio fine, potrete scorgere Maldini, Inzaghi, Zambrotta, Lucarelli, Fede e Sposini in vacanza che fanno ciao con la manina dal basso.

Una visione d'insieme della zona Lo tsunami in Birmania Lo tsunami in Birmania, dettaglio Lo tsunami in Birmania, dettaglio isole Lo tsunami in Birmania, dettaglio isole Isola di Phuket, Ao Kung, dettaglio
Isola di Phuket, Ao Kung, dettaglio Isola di Phuket, Ao Kung, dettaglio Isola di Phuket, Ao Kung, dettaglio Isola di Phuket, dettaglio Isola di Phuket, dettaglio Isola di Phuket, Khao Phala
Thailandia, Samut Prahan, dettaglio Thailandia, Samut Prahan, dettaglio Thailandia, Samut Prahan, dettaglio Surat Thani Surat Thani, dettaglio, piano inclinato Isole Adaman

Poi ci sono quelli che, meglio ancora, se devono raccontare qualcosa di un posto, ci vanno.


P.S.: per chi non lo sapesse (immagino in conseguenza delle vicende interne riguardanti Rai.Net) dal 23 dicembre scorso il blog di Pino Scaccia non risiede più sui server della Rai, ma è tornato su Splinder. Quel diavolo di un uomo è più difficile da seguire su internet che a piedi. Il che è tutto dire.

A Pino basti sapere che se ha un vecchio archivio di Movable Type da rimettere in linea, qui ormai lo si fa quasi di mestiere. Ma aggratis, come sempre.
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Le prime due segnalate: gli sms per "Tsunami Emergency" e il
comunicato dell'Unicef
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Lunedì 27 Dicembre 2004
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Domenica 26 Dicembre 2004
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Sabato 25 Dicembre 2004

L’ordinanza del ministro della Sanità parla chiaro: entro la mezzanotte per le statuine tabagiste dev’essere attrezzata una zona a parte, il più lontana possibile dai teneri polmoni del Bambinello. La ribellione della Madonna: “Sono vergine da più di duemila anni, almeno lasciatemi il vizietto del fumo. D'accordo, puzza, ma venite ad annusare il fiato del bue e dell'asinello, e poi ne riparliamo”. L’ultimatum di San Giuseppe: “O Sirchia concede una proroga, o fuggiamo in Egitto”. Il ministro chiama a convegno i più illustri teologi: obiettivo, dimostrare che Gesù è morto a 33 anni per I danni del fumo passivo. Ai possessori di presepi non in regola con le leggi no-smoking, si consiglia di aggiungere qualche statuina di poliziotto, per sedare nella Notte Santa le eventuali risse fra I pastori esasperati dall’astinenza forzata.

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Venerdì 24 Dicembre 2004
È Natale, non c'è dubbio. Tutti sono più buoni, tutti rinsaviscono. Persino al Foglio si accorgono che qualcosa nel dopoguerra iracheno non ha funzionato:
Il nodo fondamentale, dunque, è che il “check and balance” istituzionale americano, che equilibra i rapporti tra presidenza, esecutivo e Congresso, è ben calibrato per gestire la politica interna, quella estera e per condurre operazioni belliche, ma è inadeguato per affrontare crisi da “nation building”. In tutta l’esperienza americana, questo processo ha funzionato bene solo nel Giappone post 1945, ma perché il generale McArthur, dopo Hiroshima, poté comportarsi da “dittatore” incontrastato. Il modello ha funzionato anche in Germania, ma solo perché esisteva una classe dirigente superstite antinazista e affidabile. In Vietnam e in tutte le altre crisi internazionali, questo è stato il punto più debole delle strategie degli Usa, in un quadro in cui peraltro l’Europa ha ben poco da vantare perché sul terreno del “nation building” ha sempre costruito fallimenti (la Francia in tutta l’Africa francofona, vedi la crisi nella Costa d’Avorio), l’Italia in Somalia e Libia, l’Inghilterra vanta il risultato dell’India, ma anche esiti disastrosi, Pakistan incluso. Il paradosso è stato ed è quello di una supremazia del punto di vista dei militari americani sul terreno della “costruzione” di una leadership civile locale adeguata, in contesti a loro totalmente estranei e sconosciuti, soprattutto se islamici (vedi il disastro del 1979 in Iran). Rumsfeld in Iraq ha portato all’estremo il paradosso, ed ecco tutte le scelte sbagliate del governatore Paul Bremer (dallo scioglimento dell’esercito ai mesi persi nel contrastare con decisione le bande terroriste nel “triangolo sunnita”).
Ovviamente però, quando si sbaglia, la colpa non è del comandante in capo Sig. Cespuglio. Per questa ammissione dovremo aspettare Natale del 2099.
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