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Archivio per novembre, 2004

Palombella bianca

nov 25 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Palombella BiancaDi tanto in tanto, lo ammetto (e comunque ve ne sarete accorti), spulcio le AdWords di Google che compaiono nella colonna a destra. Così, giusto per verificare che sia roba degna.
Oggi, per dire, per motivi che non mi spiego (ma immagino legati all’apparizione della parola “Corano” in questo post di Leonardo, pareva di sentire odore d’incenso. Leggo: Accademia di Metafisica – Metafisica di tensione per un progetto culturale cattolico”. Stupendo. Roba che, al confronto, certi pezzi che appaiono su QuintoStato sembrano lineari e banalmente comprensibili quanto le “Risate a denti stretti” della “Settimana Enigmistica“. Roba che, al confronto, certi pezzi di Quintostato possono addirittura risultare avvincenti.
Procedo nella lettura: Cristianesimo Esoterico – Svelato l’occulto, affiora la Verità, la Via, la Vita”. Nientemeno. Mancano “l’Universo e Tutto Quanto” per confezionare il sesto libro della Guida Galattica.

Scopro che il secondo link rimanda al “Centro Ultrafanico Rebis“. Non capisco. Cerco “ultrafanico” sul vocabolario, e non esiste. Cerco “fanico”, nemmeno. Poi mi dico: evvabbé, cazzi loro. Uno mica va a chiedere ai Klingon perché parlano Klingon. Leggo però che organizzano conferenze. Nel corso della prima, il 7 dicembre, verrà messa in dubbio la purezza della Madonna: “Il mistero Maria e il dogma svelato della Sua Verginità”. La seconda, una settimana più tardi, ha per titolo: “Il significato vero e sostanziale della venuta del Cristo”.
Secondo me si poteva risparmiare tempo trattando i due temi nel corso di un solo incontro: “Il mistero Maria, il dogma svelato della Sua Verginità e il significato sostanziale della venuta di Giuseppe”.

Il primo link, invece, conduce al sito personale di tale Enrico Maria Radaelli. Ne esiste una versione inglese. Quella italiana è, invece, per la maggior parte in latino. Ma con sottotitoli.
Scelgo una pagina a caso. Leggo:

La realtà più significativa e promettente che consegue alla discesa del Logos sulla Terra è che la verità viene partecipata all’uomo.
Partecipando Dio in Cristo alla vita delle sue creature, e partecipando alla loro natura di materia e di intelletto, egli, tutto verità, fa entrare la verità assoluta nel mondo dell’incertezza e della morte, costringendo incertezza e morte a confrontare le loro misere forze con la potenza irrefragabile e insostenibile della deità. Logos sgomina Thanatos: il confronto annienta incertezza e morte, poi come oro indistruttibile fa trionfare verità e vita.

E tutto ad un tratto mi torna alla mente il periodo trascorso all’oratorio, i “chi non viene a catechismo domenica non gioca”, i giovani pretini che arrivavano dal seminario di Venegono e si spretavano alla sola vista di una coscia, e poi l’unico esame che diedi alla Cattolica. Fu teologia. Eravamo millecinquecento. A tutti e millecinquecento serviva passarlo per non partire militare quello stesso anno. Io, primo degli estratti, a domanda introduttiva che chiedeva di esprimere il mio livello di gradimento per il libro di testo, giocai tutto sulla premessa e risposi: “Avevo già avuto modo di apprezzarlo nel corso delle lezioni di catechismo che frequento”. Trenta. Secco. Io pensai solo: niente militare anche quest’anno, evaffanculo.

Oggi finisco per caso sui siti del Radaelli e quello degli ultrafanici, leggo espressioni tipo: “partecipando Dio in Cristo”, “potenza irrefragabile e insostenibile della deità”, “egli, tutto verità” e, d’un tratto, mi ricordo il titolo del libro di testo di quell’esame, scritto da uno stimato teologo, nonché monsignore e vescovo di qualchecosa. Era “Danzare la croce”.
Già: “Danzare la croce”. Come dire “Cucinare la Sindone”, “Nuotare l’Eucarestia”, o “Pedalare il Mistero della Fede”, in un crescendo ritmato da “Gioca Jouer” religioso.

Quel “Danzare la croce” è stato un colpo letale per la mia fede di adolescente (peraltro già vacillante e legata più che altro alle famose domeniche sul campo da pallone), e mi ha lasciato qui, oggi esattamente come allora, a domandarmi se i cattolici non abbiano un estremo bisogno di un loro Nanni Moretti, di un loro “Palombella Rossa” che gli chieda “Ma come parlate?” e gli insegni che le parole sono importanti.

30 commenti

Talkin’ ’bout U.S.A.

nov 25 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Sarà l’invidia del voler partire e non riuscire mai a farlo, ma io, quando raccontano esperienze personali e viaggi legati agli Stati Uniti (senza farcire di politica il discorso), sono capace di amare allo stesso modo opposti come Christian Rocca e Brodoprimordiale.

Io portavo Matt a mangiare sushi e ci facevamo delle grandi bevute di birra sapporo, a seguito delle quali lui tornava a casa barcollante e, una volta, infrociante. Visti i 4.000 dollari di carrozziere Sue mi tolse quasi il saluto per un po’. Matt fu la stessa persona che rispose al telefono una domenica e, trovandomi in preda al panico, prese la macchina e dai suburbs venne a casa mia downtown con una valigia degli attrezzi per montarmi tutto l’arredamento Ikea di casa. Matt aveva una grande panza e non riusciva a fare figli, però poi ce l’ha fatta e io li ho tenuti in braccio ambedue.

I racconti del RocCamillo li trovate invece cliccando qui (non fosse che la perfidia del socio Wittgenstein nei confronti dell’amico ha fatto sì – nel corso di un trasloco – che tutti i pezzi ai quali vi rimandavo siano stati cancellati dal server. Kaput).

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Ieri il divorzio, oggi i gay

nov 25 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareChe fine hanno fatto i diritti dei “culattoni”? Non se ne parla più, dopo la breve reazione alle cazzate di Buttiglione e Pera. La sinistra ha sempre un po’ di difficoltà ad affrontare questi temi “strani”. Vedi il divorzio. Eppure, le grandi svolte democratiche a volte partono proprio dai diritti…

• C’è aria di divorzio, in giro. La storia del matrimonio gay, dei “culattoni”, dei licenziati per sospetta omosessualità ricorda moltissimo l’Italia di prima del divorzio, con le centinaia di piccole storie “normali” drammatiche (i “pubblici concubini”, le “conviventi” in miseria dopo la morte del loro uomo, i processi alla Sacra Rota, le maestrine licenziate per “immoralità”) di cui però parlavano solo i radicali e Pasolini. Storie comuni che però, a un certo punto, la gente cominciò a percepire come non più normali. I politici continuavano a tranciar giudizi e a scomunicare (tutti i parroci, allora, erano i principali politici dei rispettivi paesini) ma ormai la gente non gli credeva più come prima. Non per ragionamento, ma per antica bonomia. “Lo sai che non sono sposati?”. “Ah, davvero?”.

L’anno o il paio d’anni prima del divorzio fu un momento umanissimo della nostra storia: si parlava di diritti in tutti i bar sport del paese, il divorzista di solito era uno che “aveva girato il mondo”, leggeva un quotidiano e a volte usciva senza cravatta. “Io, per fortuna, sto benissimo con la mia signora. Però…”. I preti e i politici non avevano capito niente. Non che fossero cattivi, ma da troppo tempo erano abituati a “educare” tutti (l’antico notabilato italiano) e con concepivano che, su problemi così “morali” e profondi, la gente fosse ormai in grado di ragionare con la propria testa.

Dovete concepire un’Italia in cui, in tutto il Sud, le donne anziane vestivano di nero. Portare i pantaloni o fumare una sigaretta, nel “Saper vivere di Donna Letizia che arrivava alle abbonate di “Epoca” e “Grazia“, era ancora considerato disdicevole per una signora. “Donna al volante, pericolo costante”: le guidatrici erano poche, e dunque strane. Fino a pochi anni prima la legge prevedeva l’immunità per il marito che avesse assassinato la moglie “adultera” o il suo amante. Il partito comunista esitava moltissimo a impegnarsi per il divorzioperché “la gente in queste cose vota per i preti”.

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Breaking news, terremoto blog

nov 25 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ecco il bello dei blog. Ecco il fascino del poter dare la notizia.
Un terremoto coinvolge tutto il centro-nord dell’Italia.
Primo organo d’informazione del paese è Radionation, che dà la notizia in diretta, durante la trasmissione Deviazioni, alle 23.55 circa per voce del DJ QuattroPassi. (Update: le stazioni dell’Istituto nazionale di geofisca lo danno alle 23.59, ma, testimoni anche in radio, QP annunciava i primi sobbalzi della sedia già qualche minuto dopo le 23.50, con controllo sugli orari delle canzoni su Sam e orologi dei pc di quelli in chat. Son cose, ma anche no).
I post iniziano a fioccare. Ancor prima di Repubblica e co.
Brescia, Milano, Genova, Viareggio, Torino, Brianza, Ferrara (e due), Faenza e Bologna.

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Alyssa Milano /16

nov 25 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Avanzi di galera

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

CopertinaAvanzi.jpegLa vigilia di Natale è tra un mese esatto. Non fatevi trovare impreparati. Cominciate subito a pensare ai regali. Io per esempio vi consiglio questo: Avanzi di galera. Le ricette dei poco di buono. Un magnifico repertorio di ricette per delinquenti, criminali, e potenziali tali (ma potenzialmente, si sa, siamo tutti delinquenti e criminali). Prodotto da ildue, laboratorio multimediale nel carcere di Opera. Potete acquistarlo ordinandolo via email, oppure rifornirvi direttamente presso il Kriminalbar (alias bar tabaccheria Acquaviva) in Piazzale Filangieri a Milano. Costa solo dieci euro. Tredici se ve lo fate spedire a casa. Ai vostri amici e ai vostri parenti potrete dire: “Tieni, non si sa mai. Un giorno potrebbe servirti”. (Per la stessa ragione, tenétene una copia anche per voi).

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Possiamo convivere con chi crede nel Corano? No.

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Ogni giorno è buono per imparare qualcosa, e io temo di avere imparato qualcosa da Vittorio Feltri. Sì, proprio lui, l’esegeta del Corano.
L’avevo preso sottogamba, sapete. Credevo che valesse la pena di comprarlo per dedicargli uno sfottò, una di quelle cose che piace a noi frustrati di sinistra. Ebbene.
La tesi di Feltri è scontata: il Corano è inconciliabile con l’Occidente. Si tratta di un pregiudizio? Magari. No, Feltri si è documentato, ha studiato il Corano, ed è giunto a conclusioni che sono inoppugnabili. Cioè, io ho anche provato, a oppugnarle. Ma quando uno ha ragione ha ragione, e stavolta devo dare ragione a Vittorio Feltri. Il Corano è inconciliabile coi principi della nostra Costituzione. Chi crede in quel libro non dovrebbe rimanere a lungo sul suolo italiano. Mi dispiace, ma è così. Giudicate voi:

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Per me che sono nullità / Nell’immensolaaaa…

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

ImmensolaUna di quelle idee che ti rimettono in pace con il web: dal sito della trasmissione “Il tenero Giacomo” di Radio Popolare, la sezione “immensola” (che nella pagina principale può essere scovata soltanto dagli iniziati, e pertanto merita maggiore visibilità).

Sulla immensola può starci di tutto: un libro, un ciddì, un film. “Non necessariamente tutti e tre. Non necessariamente tutti subito. Uno a testa. Il criterio lo decidete voi”, dicono loro.
Il gioco è semplice, inutile e, proprio per questo motivo, geniale: si fotografa o si scannerizza il dorso di un libro, di un Cd, di un Dvd, di una Vhs, di un gioco per la Playstation, si salva l’immagine sul proprio PC e poi – attraverso apposita scheda da compilare – la si invia al sito perché appaia sulla immensola (fate scorrere la pagina verso destra per visualizzarla tutta).
Poi, cliccando su uno qualsiasi degli oggetti, potrete visitare il blog o il sito personale del proprietario.

L’altro giorno, in libreria, ho visto un libro dal titolo “Come vincere la droga”.
l’ho comprato ma ne sono rimasto deluso.
(arriva. tardi, ma arriva).
(Beppe, dal forum de “Il tenero Giacomo“)

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Fumo negli occhi /3

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Filippo FacciQuesto stracazzo di libro di Filippo Facci che è titolato “Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita” (Biblioteca di via Senato Edizioni ben 14 euro, da comprare sennò vi reincarnerete in Ave Ninchi) è finalmente uscito e non stiamo più a menarla troppo.
Anzì sì. Beccatevi l’intera e copiosa appendice del libro, ovverossia la faticosissima trascrizione della Puntata di Ottoemezzo andata in onda su LaSette il 29 maggio 2003 e condotta da Giuliano Ferrara e Luca Sofri. Qualcosa di semplicemente spassoso, oltrechè istruttivo. Presenti in studio: il presidente dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini, il presidente della Società Italiana di Tabaccologia Giacomo Mangiaracina, il presidente di Forces Italia Gian Turci, la giornalista Barbara Palombelli e poi addirittura Filippo Facci – che poi sono io che scrivo, cucù.
Cap. 1Vietato Puzzare
Cap. 3Vietato Fumare (parte I)
Cap. 4Vietato
Append.Ottoemezzo sul fumo (puntata trascritta)
Cap. 2Vietato Mangiare
Cap. 3Vietato Fumare (parte II)
Cap. 5Requisitoria

  • GIULIANO FERRARA: Buonasera. Parliamo del fumo, del divieto di fumo, del problema del fumo. Però parliamo anche del casco, dell’obbligo di casco e, forse, di un futuro obbligo delle diete. Vi dico subito come la penso. Io penso che lo Stato dovrebbe dire ai fumatori: “Rispettate chi non fuma, chi non ama il fumo e, per il resto, fate quello che volete laddove fumare sia consentito”. Lo Stato dovrebbe dire: “Mettetevi il casco, che è meglio, perchè, se cadete dal motorino, potete farvi male alla capoccia”; e non dovrebbe dire: “Per legge è obbligatorio portare il casco”. E lo Stato dovrebbe dire: “Fate la dieta, sennò diventate un bidone come Giuliano Ferrara; questa sarebbe una buona campagna di pubblicità. E invece lo Stato, progressivamente, passo dopo passo, vuole imporre l’idea di uomo col casco integrale, che non fuma, che fa la dieta, magari che non beve e magari che non legge libri pericolosi: perchè poi, alla fine, finisce così. Lo Stato diventa etico e ti dice quello che devi fare…
  • LUCA SOFRI: Ma una volta che lo Stato dice, come tu hai detto adesso, “Rispettate chi non fuma”, come fa a garantirsi che tu rispetti chi non fuma?
  • FERRARA: Si garantisce stabilendo che in certi posti si fuma e in certi altri no…
  • SOFRI: Ah…
  • FERRARA: …ma non fa una campagna devastante contro i fumatori, contro i genitori che fumano in presenza dei figli, non si inoltra…
  • SOFRI: Beh, è esattamente quello di cui tu hai parlato: avere rispetto per gli altri quando si fuma, quindi…
  • FERRARA: Sì, ma… voglio dire, ripeto: non fa… Ma perché sei così… scioccamente…?
  • SOFRI: Scioccamente?
  • FERRARA: … sì… sabotatore? Stavo facendo un discorso, ti sembrava troppo bello e l’hai voluto interrompere. Basta, non parlo più.
    Allora. ‘Stasera c’è Barbara Palombelli, giornalista, che discute con noi delle libertà che non piacciono ai giovani co-conduttori delle trasmissioni de La 7. Poi c’è Giacomo Mangiaracina, che è un professorone – tabaccologia è la sua specialità – coordinatore del Comitato Tabagismo e Dipendenze… uhm… Tossiche, immagino, del Comune di Roma e presidente della Società Italiana di Tabaccologia: un antifumo rigoroso.
    Poi, a Genova, abbiamo, invece, Gian Turci, presidente di una associazione, di quelle non governative, senza scopo di lucro, che invece vuole promuovere la libertà di fumare e alimentarsi e godere la vita senza restrizioni pretestuose. Tra virgolette, va annotato che Gian Turci ha vissuto veticinque anni in Canada e quindi, ovviamente, è diventato un nemico del salutismo, visto il… come dire… il codice di rigore che una società come quella canadese – David Crockett, le foreste, la natura e tutte quelle palle lì – vuole imporre.
  • SOFRI: In Canada hanno appena depenalizzato molto l’uso delle droghe leggere, tra l’altro.
  • FERRARA: Bene, adesso poi sulle droghe ti voglio sentire, a te, vecchio drogato. A Milano abbiamo, invece, una coppia che se non litiga ci dà una delusione: a sinistra dei vosti teleschermi… no, a destra… beh, al centro c’è Silvio Garattini, che è un celebre esperto, direttore dell’Istituto Mario Negri e insomma farmacologo, un uomo che di dipendenze tossiche se ne intende molto. Oh, preciso: il fumo è una orrenda dipendenza. Posso garantire personalmente. E poi abbiamo Filippo Facci, che finge di accendersi una sigaretta e che è uno scrittore, un giornalista, lavora per Il Giornale, e va scrivendo in giro cose molto divertenti e ficcanti sulla mania di imporre alla gente come deve vivere. Professor Garattini?

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Sadly, it’s Tru

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Televisione

Tru CallingLa parola d’ordine è: non affezionarsi. Perché potrebbe capitarvi di seguire la prima serie di “Tru Calling“, che Italia 1 trasmetterà a partire da gennaio (e, immagino, Fox in seguito), e poi avere magari la pretesa di sapere come andrà a finire.
Sappiatelo: non finirà. La committente Fox ha commissionato e fatto girare sei episodi della seconda serie, per poi decidere che non valeva la pena perseverare.
Contro la decisione, varisiti gestiti da fan del telefilm si stanno inutilmente organizzando, favoleggiando – addirittura – che la Warner Bros possa acquistare la serie e trasmetterla – si deduce – sulla NBC.

Esiste una Bibbia, nell’ambiente, per conoscere quali serie sono in produzione e quali, invece, hanno subito l’onta dello “shutdown”: è la “Production List(in Pdf) della “Directors Guild of Canada“, da sempre risorsa irrinunciabile per tutte le aspiranti comparse che ambiscono ad un ruolo presentandosi sul set all’ultimo minuto.
C’è un motivo: per motivi di budget, la maggior parte delle serie statunitensi (e in special modo quelle di Fox) viene girata a Vancouver, che ha lavoranti pronti alla bisogna, e una varietà di paesaggi nelle vicinanze che la Grande Mela o L.A. non possono garantire.
Ebbene, la bibbia dice che la troupe ha sbaraccato ed è stata assegnata ad altri progetti.

Dura la vita per il serial made in Murdoch, se è vero che persino il Dark Angel di James Cameron è stato cancellato perché il regista sforava regolarmente di 100.000 dollari a episodio. Tru (Eliza Dushku, vecchia personale passione del sottoscritto, tra le poche cose buone di “Buffy“, vista anche in “True Lies“), studentessa di medicina, fa praticantato in un obitorio. E sente le voci. Quelle dei morti che le impongono un “rewind” di 24 ore per avere la possibilità di essere salvati.
A metà tra “Il sesto senso” e “Lola corre”, finisce che l’ultima salma è la serie tutta intera, pace all’anima sua.

ELIZA DUSHKU

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Alyssa Milano /15

nov 24 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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StigmaTel

nov 23 2004 Inviato da nella categoria Televisione

Tele Radio Padre PioAl contrario di quelle italiane più blasonate, alcune televisioni estere danno il meglio di sé nel corso della notte. In Germania, per dire, si sono ingegnati e, a mo’ di riempitivo, hanno concepito una variante televisiva del salvaschermo per computer.
Scanalando per il satellite può capitare che restiate ipnotizzati dalle immagini in presa diretta della terra vista dallo Shuttle, di binari e paesaggi tedeschi ripresi dalla locomotiva di un treno, di un acquario, del fuoco di un camino.
Da noi, un giorno, un qualche capostruttura ha sancito il traumatico passaggio dal monoscopio con tanto di assordante fischio in sottofondo alle immotivate repliche de “I cinque del quinto piano”, di “Don Tonino” o “Non è la Rai”, lasciandoci qui, a domandarci se non fosse meglio il fischio.

Adottando la soluzione crucca, i frati che gesticono Tele Padre Pio hanno dato dimostrazione di essere più avanti di tutti gli altri.
Bando alle repliche, che già è mica semplice ideare un palinsesto giornaliero sempre diverso eppure sempre focalizzato su un unico personaggio, per di più non vivente. E bando anche agli acquari con i pesci che si muovono, o all’eccessiva e fuorviante vivacità delle fiamme di un caminetto.
Se vi sintonizzate nel corso della notte, infatti, la tv di Pietrelcina (chi è in possesso del decoder di Sky la trova al canale 856) manda in onda un reality che più reality di così si muore: le immagini in diretta (questo va sottolineato: non statiche, in diretta) da una telecamera puntata sulla tomba del santo.

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Europa maricòn!

nov 23 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiare“Basta con questa Europa! Torniamo liberi! Aboliamo le tasse, stampiamo cartamoneta! Tutti ricchi! Tutti felici!”. Dal balcone della Residencia, El Supremo arringa el pueblo anche oggi…

“Cittadiniiiii! Volete le tasseee? O non le voleteeeee?”. El Supremo, dal balcone della Residencia, arringa el pueblo. Las cosas vanno male, di questi tiempos, se non s’nventa qualcosa el pueblo finisce che s’incazza overamente. Al tavolo del gobierno las excelencias sospirano. Abolire le tasse! E come si fa? “Veramente, mi Presidiente, l’Europa…” (Pastrufazio, da qualche tempo, fa parte dell’Europa). “¿Que te friegas de esta Europa?” fa El Supremo.
“¡Europeos todos maricones!” sghignazza un altro. Scroscio di risa.
“Ma, Supremo, de donde la grana? ¡Faltan dineros!”.
“Se poderia printar meneda…” fa uno.
“¿Como? Se printa en Alemania, el euro…”.
“¡Printamos moneda nacional!”.
“Ma…”.
“¡Nada si y nada ma! Cien miliardos de patacones por manana! Por pagar a los employados!”.

Le urla si fanno sempre più forti, adesso è difficile distinguere qualcosa che non sia un “¡Maricòn!” o un “¡Patacones!”.
In fondo al tavolo siede il più giovane delle Eccellenze, un oriundo italiano di cui non si ricorda il nome. Il cognome sì, quello è famoso perché suo padre nella lontana Italia s’era reso leggendario per spirito sparagnino e contabilità occhiuta (una volta, ministro, negò al popolo la tivvù a colori perché “es una expensa inutìl y consumosa”). Chissà che avrebbe detto ora sentendo parlare così di barzellette sulle tasse e Tesoro sderenato. Probabilmente non avrebbe detto niente, avrebbe cavato il revolver e tirato un colpo in aria (il primo) a titolo di avvertimento.
Il giovane La Malfa si agita nervosamente sulla sedia. El Supremo continua a riformare l’economia.

Italiani. Tanti anni fa (non poi tanti: quando loro ed io eravamo giovani, l’altro ieri) Carlo Rossella e Gianfranco Fini erano due ragazzi entusiasti, rispettivamente, per la sinistra e per la destra. In un mondo di adulti grigi e seriosi, loro erano gli alternativi. Giacca e cravatta? E noi jeans! Notabili DC? E noi giovani militanti senza paura! Piano piano, senza fretta? E noi cambieremo tutto! Passano gli anni, e dai due entusiasti ragazzi son sbocciati due signori di mezz’età. Uno s’intravvede da dietro il vetro fumé d’una mercedes (compunto, seduto dietro), l’altro sale le scale d’un ministero. Tutti e due – a differenza dei vecchi DC – sobriamente eleganti, liftati, giovanili. Sanno intonare, loro, calze e cravatte. Considerano sommamente disdicevole credere in qualcosa e questo, nel complesso, è l’approdo di una generazione.

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Nessuno mi può giudicare (Reloaded)

nov 23 2004 Inviato da nella categoria Libri

La notte dei BloggerA poco meno di un mese dall’uscita nelle librerie, per “La notte dei Blogger” è tempo di goodies.
Questo me l’ero riservato per la sezione “inediti” del sito ufficiale, e lì, infatti, sarà pubblicato.
E’ come il capitolo fantasma di “Grande Madre Rossa” che Giuseppe Genna ha pubblicato su “I Miserabili“. Solo che il mio non era un romanzo, ma un racconto, e quindi, di fantasma, ci sono solo due paragrafi che non trovate in libreria, e che sono spariti dalla versione finale non tanto per assecondare velleità censorie, quanto perché ininfluenti al fine del racconto.
Si tratta di due brevi brani che aggiungono qualche dettaglio per coloro che hanno già letto “Nessuno mi può giudicare” e, allo stesso stempo, non rivelano nulla che quelli che non l’hanno nemmeno sfogliato non possano leggere.

A pagina 200, dopo “…al Tempo, alla Vita, alla Previdenza)”:

        Cose che invece non sai: [...] che il 5 ottobre del 2001 Giorgio Armani inaugurò quegli 8000 metri quadrati destinati al culto del brand dell’aquilotto e della Playstation 2 dichiarando: “Mi piacerebbe che nell’Armani/via Manzoni 31 succedesse sempre qualcosa. Che esplodessero emozioni e sorprese a getto continuo”. Testuale.
        Qualcuno – a modo suo, certo – l’ha accontentato.

A pagina 227, dopo “…Nuova strategia della tensione”:

        Ti hanno detto che Ignazio La Russa ha dato di matto, e che per qualche settimana ha addirittura sospeso la frequentazione delle gnocche dai capelli e dalla carnagione scura di cui va ghiotto per dedicarsi anima e corpo allo smantellamento del castello di dietrologie in costruzione sulla propria capoccia.
        Una settimana e due interrogazioni parlamentari dopo la pubblicazione del pezzo da parte de l’Unità, ottenne che il Corriere della Sera intervistasse uno dei due LaRussini ripescato tra la parentela, il quale, immemore della settimana bianca che vi vide condividere la stessa camera d’albergo (e durante la quale, una sera, in tua presenza, si sparò una pippa in onore di una Lory Del Santo ritratta sulla copertina di un Albo Blitz rubato all’edicola di un Autogrill) dichiarò che sì, eri stato un suo compagno di classe, ma che non ti aveva mai più rivisto, né ti frequentava, a quei tempi, dal momento che eri uno sfigato.
        Bisogna essere onesti: non mentì. Lui non arrivò alla maturità. Per lo meno non in quella scuola. E, dopo, malgrado tu abbia continuato a votare MSI prima e Alleanza Nazionale poi (sempre La Russa, nello specifico, quando hai potuto), non vi incontraste mai più.

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Voglia di Fake

nov 23 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Dopo Senilità Confusa, ecco a voi Placenta&Collant.

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