14 Comments

  1. Finalmente qualcuno che ne parla, bravo Biani. Io incomincio ad incazzarmi per questa indifferenza. Quanti civili dovranno morire per saziare la sete di sangue di Bush.

  2. Beh, si aggiungano ai già 150mila morti di questa seconda guerra in Iraq.
    Poi chiediamoci perchè gli arabi ce l’hanno con noi.
    E non mi si venga a raccontare la storiella trita e ritrita dell’11/9 e che hanno iniziato loro, perchè quello è un capitolo di un libro iniziato qualche tempo prima.

  3. Ti prego Gianfilippo, illuminaci tu con la tua intelligenza e sapienza, perché effettivamente abbiamo bisogno di una persona lucida e saggia che dirima il grano dal loglio. Insomma uno come te.

  4. Complimenti, Mauro. Bellissima.

    Mi chiedo davvero che cazzo di notizia sia quella della bionda in mezzo ad un oceano di corpi straziati…

  5. la notizia risiede nella descirzioni sulle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo.
    Praticamente irriconoscibile.
    I “nostri” uccidono per dovere, “gli altri” per crudele divertimento.

  6. Molto bella, perche’ fa male dentro: e’ come una lama, una coltellata che prende al petto. Segno che c’e’ satira vera e non qualche battuta da spettacolino tv per estimatori della risata di sinistra o di destra che sia.

  7. Viscontessa, non hai idea di come un proiettile di grosso calibro riduce un corpo umano, proiettili come ad esempio quelli che si usano nei carroarmati americani. E poi sull”uccidere per dovere’ non ci giurerei, visto che l’alta tecnologia incorporata in questa guerra ti consente di spappolare un essere umano a distanza semplicemente osservando gli obiettivi su uno schermo, né più né meno che come un videogioco.

  8. Stalker facevo dell’ironia.
    Pensavo alle guerre intelligenti degli Stati Uniti, al dovere di esportare la democrazia, ai resistenti-terroristi-crudeli, alle stanze di tortura ma quelle dei terrositi.
    Pensavo alla vignetta e pensavo che appena l’ho vista ho cercato un bambino.
    Sapevo che ci doveva essere, ce ne doveva essere almeno uno.
    E c’era.

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