Progetto BINAR10: Spettacolo open-source

maschere

Parte in questi giorni il nuovo progetto Teatronline.com – Bottega dei
Mestieri Teatrali: BINAR10, il primo spettacolo teatrale Open-Source.
Dopo un lungo periodo di gestazione (progettazione e contatto con sponsor etc..) possiamo finalmente invitarvi.

BINAR10 è la nascita e crescita via web (con video in streaming e,
incrociamo le dita, forse un canale televisivo) di uno spettacolo
teatrale, che nasce direttamente dagli utenti-spettatori.
Il percorso è lungo, partendo dal brainstorming iniziale, fino ad un
workshop live di scrittura di tutti gli utenti, per poi decidere le
scenografie, seguire in streaming i provini scegliendo per sondaggio gli attori, osservare in video le prove… e così via fino alla prima in un teatro nazionale.

Le fasi del progetto e tutte le indicazioni saranno disponibili su
teatronline.com, secondo gli step classici della preparazione di uno
spettacolo teatrale: il primo forum aperto è quello di “Brainstorming”, quindi è il momento delle idee, di capire cosa vorremo mettere in scena.
Mano mano che il progetto andrà avanti, verranno aperti i forum per gli
scrittori, per gli scenografi, per i registi, per gli attori…
Il progetto avrà evidentemente una portata nazionale,per questo avremo
bisogno di tutti quelli che vorranno aiutarci.

Iscriversi al portale è ovviamente gratuito.
E’ una scommessa, per chiunque abbia voglia di provarci.
INSCENA!

[ BubuKing ]

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17 Comments

  1. Ok, non sono proprio dietro l’angolo ma qualcosa si può fare. Solo non lo trasformiamo in un “Amici” telematico (già la scelta degli attori via sondaggio…).

    Ps. Il teatro non è mai morto…

  2. Ma cosa vuol dire open source? Che senso ha dire di uno spettacolo teatrale che è open source? Forse era possibile crittografare il testo, leggerlo in esadecimale?

    chiamare le cose col loro nome, no, eh? Fa meno figo….

  3. Ciao Francesco DC,
    sono uno dei promotori dell’iniziativa. Io mi occupo della parte tecnico-informatica, e come appassionato di scrittura, parteciperò al workshop di scrittura, quando sarà il momento. (:
    E’ vero, non c’è un copione in codice in esadecimale (anche se si potrebbe fare, bella idea! (; ) ma spesso si usano termini per “contaminare”, e non mi sembra neanche così inappropriato. Open Source vuol dire “a sorgente aperta”, lo sai meglio di me. Il “sorgente” di uno spettacolo teatrale, è proprio tutto quello che ti ha portato a inscenarlo, finalmente, davanti a un pubblico, a “compilarlo” e renderlo fruibile. E “Binar10” vuole richiamare sia l’informatica di più basso livello, con i suoi zeri e i suoi uno, che possono plasmare qualsiasi cosa, sia il viaggio cooperativo di un binario, che arriva sempre da qualche parte, passando attraverso mille stazioni. Ti ringrazio per la critica che mi ha consentito di spiegare per bene la scelta del nome. Spero vorrai partecipare anche tu: con le tue critiche saresti un censore perfetto! (;
    Ciao!

  4. Per maxime:
    Il rischio di banalizzare è alto, è vero. Ma non si vorrà mai mettere in piazza i panni sporchi, le lacrime, i cazzi della gente. Tant’è che ora come ora il primo e unico forum aperto è quello delle idee. Se non si vorrà avere i sondaggi, perché troppo “banalizzante”, lo si deciderà insieme. Se qualcosa nell’organizzazione generale non andrà, lo si deciderà insieme. La Bottega, Filmindustries e la mia società, i principali sponsor di questa iniziativa, indirizzeranno è vero le discussioni, ma solo perché rientrino in canoni per lo meno di “fattibilità” a seconda dei mezzi economici e tecnici che abbiamo (se la comunità dovesse decidere che a un certo punto deve entrare un elefante rosa volante con un jetpack travestito da Michael Jackson, siamo rovinati! Sapete quanto costa un elefante rosa?) (;

  5. Maria De Filippi è arrivata prima di qualche annetto. Ma questo non è un male, anzi: solo conviene aver presente da dove si viene per capire dove si sta andando. Sebbene vi preferirò sempre L’isola dei famosi (il primo amore…) spero abbiate altrettanto successo. In bocca al lupo.

  6. (: Advocaat, associare Maria de Filippi è arduo.
    Tieni sempre presente che lo spettacolo verrà rappresentato in teatro, dove (in quelli grossi), ci stanno forse 500 persone. E spettatori selezionati perché non tutti vanno a teatro… Qui mica parliamo di milioni di telespettatori inebetiti da quattro idioti che non fanno NIENTE. (: Qui parliamo di costruire uno spettacolo teatrale, con gente che SA scrivere, che SA scenografare, che SA dirigere e che SA recitare… (: O almeno è questo l’obiettivo. Andare anche solo un punto più in basso di questo target, ci convincerebbe che non ne vale la pena.
    (;

  7. Giovani Produttori Crescono

    Mentre parte un progetto di teatro open source, cui ci rivolgiamo con il tradizionale – per quanto scatologico – merda merda merda, il blog-corto ha anche un blog-produttore che coprirà le spese tecniche e dell’attrezzatura. Il link del munifico?…

  8. io trovo che giudicare a prescindere,
    un progetto dal nome o dalle intenzioni (che tra l’altro qui mi pare siano parecchio larghe),
    sia abbastanza precox…
    o no?
    l’articolo non mi sembra una recensione,
    piuttosto un invito a formare un’idea…….

  9. L’idea può essere buona, ma sono le motivazioni che sono furbette… Gia mi vedo i titoli dei vari tg e i servizi speciali e i professoroni che ci propinano le loro masturbazioni il teatro è morto il teatro è vivo evviva il teatro comprate il mio libro che diventate intelligenti come me. Il teatrone grande da 500 persone ancora prima di avere scritto una riga… la mia società… se ne vale la pena…. sono l’unico a sentir puzza?

  10. Ciao Manuel,

    Devo essre sincero, devo capire di cosa senti puzza e perché, il tuo post è un po’ contorto (senza offesa!).
    Se servissero garanzie sulla serietà del progetto e di chi organizza, posso dirti tranquillamente che il sito Teatronline.com è della Bottega dei Mestieri teatrali, una compagnia professionistica riconosciuta ufficialmente dalla Provincia di Lodi, con la quale ha collaborato per rappresentazioni anche di grosso calibro (il culmine finora è stata La Grande Abbuffata, tratto dall’omonimo film di Ferreri, uno spettacolo/videoinstallazione che ha avuto grande successo).
    Se ce ne fosse bisogno è disonibile un curriculum, una rassegna stampa, e tutte le credenziale che desideri.
    Inoltre, ci mettiamo con la nostra faccia e ci impegnamo a sostenere i costi di produzione e rappresentazione.
    Se senti puzza, in questo progetto, te lo assicuro, può essere solo perché qualcuno ha scoreggiato (:
    Ciao e grazie!

    Francesco Lanza

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