Canto anch’io! No, tu no!

Tanto per abbaiareIl povero Fini, in missione diplomatica, un giorno decide d’imitare il principale. E si mette a cantare davanti agli allibiti ministri giapponesi… Altro che diplomazia del sorriso: per poco scoppia la guerra fra l’Italia e il Giappone

Mandolini. Berlusconi va a trovare Bush, gli canta O sole mio, lo prende a gran pacche sulle spalle, gli strappa tre appalti nell’Iraq e tutto felice se ne torna a casa. Fini è timido e non ci riesce mai. Finalmente un giorno, durante un incontro diplomatico a Tokyo, l’interprete giapponese fa: “Adesso imperatore essere molto felice se onorevole Fini-san vuole cantare noi about Italia”. Fini, alla sprovvista, deglutisce, chiude gli occhi e attacca: “Che bella cosaaaaaa/ ‘na giornat’e soleeeee….”. Insomma, se la cava. “E checcazzo! Alla fine non era poi così difficile” pensa. In quel momento l’interprete tira fuori una sciabola dalla ventiquattrore, s’inginocchia sul pavimento e fa harakiri.

L’imperatore comincia a sbraitare qualcosa in stretto abruzzese, indicando le budella dell’interprete, e poi se ne va incazzato. Due guardie afferrano Fini che per fortuna è coperto dall’immunità diplomatica e lo buttano fuori ma senza tagliargli la testa. Dalla finestra, il ministro degli esteri giapponese gli butta addosso una vecchia pergamena (l’asse Roma-Berlino-Tokyo) gridando “Da oggi noi rompere alleanza!”. Sembra che l’interprete abbia sbagliato traduzione (“cantare” invece di “parlare”) e che l’ultima volta che qualcuno ha osato cantare davanti all’imperatore sia stato l’ambasciatore di Qublai-Khan (da cui la guerra cino-giapponese).

L’Italia ripudia. Record del bilancio della difesa dal dopoguerra in qua: ventimila790 milioni di euro, da invadere l’Abissinia e ripigliarci Nizza e Savoia.

Elezioni 1. Un manifesto di An: Badaloni Gruber Marrazzo: hanno scambiato la regione Lazio per l’Isola dei famosi”. Mi associo.


Elezioni 2. Un altro manifesto di An: Zaccaria si presenta alla Camera e si fa appoggiare da Articolo 21: ma che ci azzecca la libertà di stampa con la poltrona di Zaccaria?”. (Questo veramente An non l’ha fatto, ma se lo facesse non chiederei il copyright).

La guerra infinita. Washington. Stanziati altri 273 milioni di dollari per la guerra contro il sesso prematrimoniale e in difesa della castità. Ma sono rimasti non spesi perché al Bombers Commando non sono ancora riusciti a trovare, sulla carta geografica, dove diavolo si trovano those fucked Soddoma and Gomorah.

Donne. Ancora ignoti gli assassini di Fanny Ann Eddy, fondatrice dell’associazione gay-lesbica in Sierra Leone, stuprata e uccisa il 29 settembre da killer penetrati nella sede dell’associazione. Carenti le indagini da parte delle autorità locali.

Tolleranza zero. Varsavia. Multa per parolacce in luogo pubblico istituita dal comune. La sanzione può arrivare fino a centodieci euri. Non si sa se la lista dei vocaboli incriminati sia già stata affissa ai muri .

Tolleranza zero. Washington. Embargo totale su tutti i sigari cubani (Montecristo, Cohiba, Esplendidos, Partagas). Multe fino a 250mila dollari, carcere fino a dieci anni.

Liberazione. Secondo i dati Istat del 2003 sono già riusciti a liberarsi dalla televisione ben 702mila italiani, di cui oltre novantamila sotto i quattordici anni. Ma come fanno a sapere ciò che succede nel mondo? Con la radio (il 60 per cento), i giornali (53 per cento) e l’internet (33 per cento).
Un quarto dei ribelli riesce a informarsi direttamente mediante il contatto con altre persone e alcuni (il 12 per cento) addirittura grazie a degli oggetti rettangolari chiamati libri. Ma neanche l’assenza di tv riesce a disinfestare del tutto le menti degli ormai troppo intossicati italiani. Anche fra i liberati, quasi un quarto dei soggetti continua a subire l’influsso di Maurizio Costanzo (il 24 per cento). Altri zombie da cui è difficile liberarsi sono Bruno Vespa (tasso d’infestazione: 18 per cento), Michele Cocuzza (16 per cento), Aldo Biscardi (5 per cento), Mara Venier (4 per cento) e, disumanamente, Giuliano Ferrara (3 per cento).

Alberi. In vent’anni i boschi italiani – secondo il Corpo forestale dello stato – sono cresciuti di oltre il venti per cento. Migliaia di nuovi alberi combattono oggi così, valorosamente, contro migliaia di nuove automobili e gipponi.

• Sensazionale scoperta scientifica alla Cornell University: “I soldi non danno la felicità”. Il lavoratore, in altre parole, trova più soddisfazione nella rimunerazione affettiva che in quella meramente economica. “Il reddito influisce sulla felicità solo relativamente”. “La curva dei redditi è di un terzo inferiore a quella dell’autogratificazione”. E così via.

Democrazia 1. Niente voto alle donne in Arabia Saudita, dove prima o poi dovrebbero svolgersi le prime elezioni dalla nascita del paese.

Democrazia 2. Non verranno più eletti dalla popolazione ma direttamente da Putin i sindaci delle città russe. Un provvedimento simile era stato preso anche in Italia dal penultimo governo di centro-destra, che al posto dei sindaci eletti prevedeva – scelti dal premier – i podestà.

Italia. Cerda, in provincia di Palermo è probabilmente uno dei paesi più inutili d’Italia. Produce carciofi, dicono, ha una mafia non troppo forte non troppo schiappina, un tempo era una tappa della Targa Florio. Tuttavia, in proporzione, ha alcuni fra i politici meglio pagati d’Italia. Sindaco, vicesindaco, presidente del comune e suoi vice prendono regolarmente un’indennità di presenza che in tutto arriva a settantamila euri: non male per un paesino di cinquemila abitanti tutto compreso. Sono retribuiti anche – bipartizanamente – i vari capigruppo dei partiti. Ultimamente hanno stanziato altri ventimila eruri per le indennità di spese di sindaco e accessori.

dave.dx@libero.it wrote:

Puoi far girare la seguente notizia? Già il fatto che giovani di diverso orientamento politico (andiamo dai giovani di An a quelli dei Ds passando per Acli e “Giovani bancari italiani” O_O) si danno da fare assieme, in Italia è una grandiosa notizia, non trovi? Se poi non fanno politica è il momento buono per iniziare a farla… sperando che nel mucchio peschino bene :D

Ecco: Corso di formazione per formatori ed educatori sui diritti umani, Barcellona, Catalogna (Spagna), 14-21 dicembre ’04. Obiettivo è di sviluppare le conoscenze e le competenze collegate alla promozione dei diritti umani nell’area occidentale del Mediterraneo.
Bookmark: www.forumnazionalegiovani.it
(Però per favore non fatemi un governo An-Ds-Acli-Giovani bancari, mi raccomando)

Antonino Pizzuto wrote:

E, diamine, se mi manca la Sicilia, talvolta ci resto sveglio la notte… Ma, ti dirò, la amo anche di più adesso, riesco a guardarla con più obiettività senza cadere nel campanilismo da due soldi o nell’ insulto rabbioso e spesso gratuito. Quando torno in Sicilia è sempre con un groppo in gola, come un bimbo goloso che entra in una pasticceria, cosciente che tra 3 giorni avrò di nuovo il mal di pancia, ma sapendo che, per dio, amo questo posto. Qualcuno potrà pensare che questo è scappare. Sì, probabilmente lo è. Ho dato, nel mio piccolo, tanto di me alla Sicilia: alla lotta antimafia, a quelle associazioni e a quei partiti che, negli anni, hanno cercato di rendere quest’ isola un posto migliore. Ma poi qualcosa si è rotto: ho una vita sola e dei sogni da realizzare. La Sicilia non è in grado di soddisfarli: non è in grado per le mille colpe di mille diverse persone e istituzioni e collusioni che da decenni rendono impossibile una vera vita sociale e civile. Ma questo è un altro discorso. Ammiro con tutto il cuore quelle persone che in Sicilia restano per lottare e giorno dopo giorno portano a casa un pezzettino di risultato. Io sono scappato, ho detto “basta”… quello che vedevo mi faceva male e non volevo odiare la mia terra, provare astio per tutto e tutti. Adesso mi manca: vorrei sentire, qui e ora, l’odore del mare sbattuto sugli scogli di S.Maria La Scala, e vorrei una granita al limone (rigorosamente con la brioche). Ma so anche che tutte queste cose le ritroverò la prossima volta che tornerò in Sicilia. Saluterò gli amici e tornerò a passeggiare di notte in Via Crociferi. Apprezzerò gli odori, le risate, la cordialità ma andrò via prima che diventino di nuovo puzza, rumore e ostilità. Sono e sarò sempre “siculo”, mediterraneo fino al midollo: ma l’ho scoperto davvero solo andando via.

Omar wrote:
Invano ci struggemmo sotto la falce del cielo
Invano fummo polvere. Soltanto
sogni e rimpianti e battiti di ciglia.
Ce ne andammo così, senza arrivare.


Acqua di fiume, vento di pianura,
e un altro giorno è andato della tua vita e mia.
(Di due giorni, vivendo, non avrò mai paura:
quello non arrivato, quello fuggito via).


Ma datemi per tomba una botte di vino
e una canzone ubbriaca al funerale:
il Giorno del Giudizio, chi mi vuol rivedere,
io ancora sarò là, polvere d’osteria.


Ah, gli amici felici, dove siete finiti?
Li vinse ognuno Morte e gettò in terra.
Solo un sorso bevemmo a quella festa.
L’ebbrezza colse ognuno al turno suo.


Tu amico mio che trepidando aspetti
l’appuntamento della bella mentre
gira splendido il vino nelle coppe,
ricordami a ogni sorso, ricordati di me.

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1 Comment

  1. beh, quello non è il penultimo governo di centrodestra. C’è stato almeno quello del 1994 e il Tambroni.

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