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Archivio per novembre, 2004

Mobilitazioni

nov 30 2004 Inviato da nella categoria Strips

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Io, che al mio lavoro posso, ho scioperato davvero le quattro ore. Eppoi anche in quanto vignarolo, ho trovato chi m’ha evitato un ulteriore sforzo. Ringraziamenti alla felice intuizione del compare (purtroppo anonimo) trovato su “Par condicio”.

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Scendi giù, scendi giù

nov 30 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Sono pronto a scommetterci. Anche stavolta, prima che si faccia sera, salterà su qualcuno ed esclamerà: “E voialtri blogger che fate oggi, non scioperate?”.

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I didn’t mean to hurt you, I’m sorry that I made you cry

nov 30 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il trasporto forzato dei prigionieri a Guantanamo…Ora Camillo sosterrà che lui il rapporto confidenziale dell’Comitato internazionale della Croce rossa l’ha letto in originale mesi fa; e che scoop sarà mai questo; e che la traduzione da parte dei fessacchiotti del Corriere non tiene conto del contesto; e che sono state estrapolate frasi ambigue in modo tendenzioso; e che più avanti dice anche che l’Icrc si è congratulata per i Gurmet di Guantanamo; e che comunque quelli della Croce Rossa, lo dice il colore stesso, come del resto New York Times e Financial Times – che vi credete? – sono dei comunistacci senza speranza. E poi, anche, zitti stronzi ciccioni, che avete perso: gné, gné, gné, pappappero!

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Alyssa Milano /21

nov 30 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Striscia la nequizia: Tantantonio Ricci

nov 29 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

ricciantonio.jpgfezoro.jpgPerché non regalare fez? Io li regalerei, vorrei tanto andare a consegnare fez d’oro. Il primo al quale consegnerei un fez d’oro è, come ovvio, il politico più reazionario, inquisitorio, forcaiolo, leghista e sottoculturante di tutto il panorama disumano attuale. Avete indovinato: è Antonio Ricci. Esistono principi del foro e sicuramente Ricci è tra costoro. Ci vuole un culo regale, infatti, ad ottenere un successo simile: questo qui, da vent’anni, si fa un mazzo tanto pur di infarcire il consorzio sociale italiano delle manie linguistiche più degradanti e volgari, dell’umorismo meno umoristico nella storia dello spettacolo su tutto il pianeta, dell’inabilità fatta norma. Antonio Ricci è la Lecciso della cultura italiana: ci faccia o ci sia, il risultato è lo zero di Kelvin dell’intelligenza, l’apice dell’intellighentsija colognomozese, la media mediocre dell’uomo qualunque.

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Guerre dimenticate

nov 29 2004 Inviato da nella categoria Strips

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BlogNation down

nov 29 2004 Inviato da nella categoria Tech

BlogNationQuesta si chiama solidarietà: nel momento in cui la piattaforma più blasonata e popolare blocca tutto per lanciare una nuova versione del proprio software di gestione per i blog degli utenti, crollare miseramente, come ha fatto BlogNation.

Alle pulizie autunnali del database è seguita una notte insonne spesa invano nel tentativo di capire il motivo per cui il blog di Quattropassi l’era sciupà. Dato ormai per disperso il bresciano che aveva resistito persino ai 5,2 Richter del recente terremoto, la mattina seguente è scomparsa Bambolescente. Poi sono successe altre amenità, tipo i commenti delle carampane di “Paso Adelante” su Daveblog che finivano in calce ai post di Filippo Facci su Macchianera, e cose così.

Alla fine, com’è e come non è, si viene a scoprire che la nuova versione di Movable Type, usata in abbinamento con il plugin anti-spam Mt-Blacklist, ha una particolarità: nel caso si decida di cancellare un blog non più utilizzato, ne sparisce un altro – attivo – scelto a caso, con conseguente sputtanamento generale del database.

Il tutto si è tradotto nella necessità di spostare tutti i blog sui server di BlogNation su una nuova installazione di Movable Type ancora incellofanata e fresca di database. L’operazione è ancora in corso, dal momento che i blog (post, commenti, template, configurazioni, ecc…) vengono spostati a mano uno ad uno.
Nel periodo di transizione, che non dovrebbe comunque durare più di 24 ore, potrebbe accadere che i suddetti blog non siano visibili ai lettori, accessibili agli autori, o che non sia possibile commentarli. Ci scusiamo per il disguido, mentre ringraziamo le geniali menti responsabili di questo baco da niente.

Tutti i gestori e gli autori dei blog riceveranno una nuova password dal sottoscritto o dal tenutario del webblog che li ospita. Se non vi arriva nel giro di 24 ore, richiedetela direttamente via mail.

Nel frattempo, proponiamo un minuto di silenzio per i due caduti sul campo, Quattropassi e Bambolescente, dei quali potranno essere recuperati (e solo tra qualche giorno) esclusivamente i post contenuti nell’ultimo backup del server statunitense, risalente al 15 novembre. In memoriam.


UPDATE delle 7:40 del mattino: la gran parte dei blog sono stati ripristinati e i rispettivi curatori hanno ricevuto la password per la gestione via e-mail. Ne mancano pochi, che comunque saranno resi accessibili in giornata. Tra quelli già attivi: Macchianera, d o t – c o m a *:o), >skip intro, Daveblog, I Miserabili, Princess Proserpina, Giulio Mozzi, Tom, The Yorker, Shangri-la. UPDATE alle ore 13:00 del 29/11: L’Indignato, Bendix – Il blog di Lia Celi, Grassilli Warehouse. UPDATE alle ore 18:32: La Vonorace, Lino e i Mistoterital, Le interviste di Claudio Sabelli Fioretti. UPDATE alle ore 08:22 del 1° dicembre: trasloco completato con il passaggio di Pandemia, Random Romeo, Bassoatesino, CaveBlog, BlogNews e altri weblog privati. Mancano Bambolescente e QuattroPassi, che saranno recuperati in seguito da un diverso backup.

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Alyssa Milano /20

nov 29 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Alyssa Milano /19

nov 28 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Fumo negli occhi /5

nov 27 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Filippo FacciQuella specie di odontotecnico wagneriano bello e intelligente e drogato che poi sarebbe Filippo Facci (il quale non sono io che scrivo, ovviamente, c’è un limite a tutto) ci ha sgocciolato per giorni questo suo torrone titolato “Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita“, Biblioteca di via Senato Edizioni, ben 14 euro, da comprare sennò vi reincarnerete in quello che diceva “Mai provato Hurrà?” nella pubblicità dei wafer Saiwa. Ma Facci scherzava. Erano solo i preliminari, erano dei lubrificanti. E ora, ora che siete pronti, lui prende questo suo capitolone, lo divide in due, e lo infila nel cumulo delle vostre eventuali deficienze in materia. Questa è la seconda ed ultima parte.
Cap. 1Vietato Puzzare
Cap. 3Vietato Fumare (parte I)
Cap. 4Vietato
Append.Ottoemezzo sul fumo (puntata trascritta)
Cap. 2Vietato Mangiare
Cap. 3Vietato Fumare (parte II)
Cap. 5Requisitoria

VIETATO FUMARE (seconda parte)

[ ...continua ]
A questo punto sembra obbligata la conoscenza di quello che personalmente riteniamo un eroe dei nostri tempi: Steven J. Milloy, direttore degli studi sulle politiche scientifiche del National Environmental Policy Institute, già testimone al Congresso degli Stati Uniti sulle valutazioni dei rischi ambientali e noto ai media americani non solo per la sua biografia scientifica ma soprattutto per i testi e innumerevoli articoli, suoi, che hanno rivelato la metodologia interessata e truffaldina di certa industria scientifica.
Milloy ha scritto pagine memorabili per chiarezza – inconfutabili, soprattutto – su come la valutazione dei rischi nei campi della statistica e dell’epidemiologia e della tossicologia sia utilizzata per accelerare carriere nella sanità pubblica nonché per accedere ai fondi per la ricerca che i governi mettono a disposizione. Ha spiegato ironicamente, Milloy, come scoprire e pubblicizzare e provare un rischio sanitario e dunque come scegliere quello giusto, sottoporlo all’esame dei colleghi, su quali riviste scientifiche pubblicarlo così da elettrizzare le masse. Si parla di studi statistici il cui presupposto, per dirla male, non è la dimostrazione di un rischio concreto bensì l’impossibilità di dimostrarne l’inesistenza. Tra i più conosciuti e indimostrabili rischi di tumore vi sono per esempio la diossina – che in natura è semplicemente ovunque in quantità rilevantissime, nell’aria e nell’acqua – e poi i campi elettromagnetici, il radon nelle case, il cloro nell’acqua del rubinetto e naturalmente il fumo passivo.
Milloy, inoltre, a margine dei propri studi, ha notato più volte come la scelta dell’evidenziare strategicamente un rischio rispetto a un altro – indipendentemente dalla valenza – tenda a privilegiare dei pericoli che mettano una minoranza contro una maggioranza: questo a svantaggio di studi che presuppongano la rinuncia, pressochè per tutti, a qualcosa di caro come automobili e telefoni cellulari. Avversario perfetto sono invece genericamente lo Stato. il Comune, le fabbriche, i proprietari di qualcosa, una determinata categoria di consumatori. Eccezione a questa regola – ad avviso dello scrivente, non di Milloy – sono forse le campagne sui rischi dell’alimentazione.
Per comprendere quanto siano farlocche certe ricerche statistiche, senza complicarsi la vita, occorre imparare una cosa sola: che non esiste studio realmente serio – è accademia – che consideri rilevante un rischio che risulti inferiore al doppio del normale, ossia del 200 per cento (in gergo: 2.0), se non addirittura del 300 per cento (3.0). Ogni percentuale di rischio inferiore al doppio è considerata debole e insufficiente: e infatti un trucco classico è dire che un rischio va dalla percentuale x alla percentuale y, un po’ come visto pagine addietro per lo studio britannico che associava i tumori all’alimentazione per una percentuale “dal 30 per cento al 70 per cento”.
Piccola anticipazione: il rischio che associa fumo passivo e tumore ai polmoni è mediamente indicato in 1.19 (19 per cento: come detto la soglia minima sarebbe 2.00) e in teoria non dovrebbe essere neppure preso in considerazione, tanto per chiarire.
In compenso è al centro di una campagna mondiale. Non lo sono, invece, e giustamente, altri rischi che vi invitiamo a esaminare senza trasalire:

  • Uso di reggiseno tutto il giorno e cancro della mammella: indice 12.500 (+12.500 per cento).
  • Lavande vaginali e cancro della cervice: indice 4 (+300 per cento).
  • Stress sul lavoro e cancro colo-rettale: indice 4,5 (+350 per cento).
  • Calvizie in uomini sotto i 55 anni e infarti: indice 1,4 (+40 per cento).
  • Assunzione di olio di oliva e cancro della mammella: indice 1,25 (+ 25 per cento).
  • Vasectomia e cancro della prostata: indice 1,3 (+ 30 per cento).
  • Obesità in donne e morte prematura: indice 1,3 (+30 per cento).
  • Lavoro sedentario e cancro al colon: indice 1,3 (+ 30 per cento).
  • Tre tazze di caffè alla settimana e morte prematura: indice 1,3 (+30 per cento).
  • Peso alla nascita in eccesso di 4Kg e cancro della mammella: indice 1,3 (+30 per cento).
  • Assunzione quotidiana di margarina e malattie cardiache: indice 1,5 (+ 50 per cento).
  • Assunzione di acqua del rubinetto e aborto spontaneo: indice 1,5 (+50 per cento).
  • Uso regolare di collutorio e cancro della bocca: indice 1,5 (+50 per cento).
  • Aborto e cancro al seno: indice 1,5 (+50 per cento).
  • Assunzione di yogurt e cancro delle ovaie: indice 2 (+100 per cento).
  • Assunzione di latte intero e cancro polmonare: indice 2,14 (+ 114 per cento).
  • Obesità in donne non fumatrici e morte prematura: indice 2,2 (+120 per cento).
  • Assunzione di carne rossa e avanzato cancro della prostata: indice 2,6 (+ 160 per cento).
  • Acqua potabile clorata e cancro della vescica: indice da 2 a 4 (da 100 per cento a 300 per cento).
  • Assunzione in eccesso di 12 hot dog al mese e leucemia: indice 9,5 (+850 per cento).

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Alyssa Milano /18

nov 27 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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Una rifata ci feppellirà

nov 26 2004 Inviato da nella categoria Strips

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Fumo negli occhi /4

nov 26 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Filippo FacciQuella specie di odontotecnico wagneriano bello e intelligente e drogato che poi sarebbe Filippo Facci (il quale non sono io che scrivo, ovviamente, c’è un limite a tutto) ci ha sgocciolato per giorni questo suo torrone titolato “Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita“, Biblioteca di via Senato Edizioni, ben 14 euro, da comprare sennò vi reincarnerete in quello che diceva “Mai provato Hurrà?” nella pubblicità dei wafer Saiwa. Ma Facci scherzava. Erano solo i preliminari, erano dei lubrificanti. E ora, ora che siete pronti, lui prende questo suo capitolone, lo divide in due, e lo infila nel cumulo delle vostre eventuali deficienze in materia. Questa è la prima parte.
Sarà finita? Chissà.
Per intanto, riassunto:
Cap. 1Vietato Puzzare
Cap. 3Vietato Fumare (parte I)
Cap. 4Vietato
Append.Ottoemezzo sul fumo (puntata trascritta)
Cap. 2Vietato Mangiare
Cap. 3Vietato Fumare (parte II)
Cap. 5Requisitoria

VIETATO FUMARE (prima parte)

In effetti è assurdo strillare al proibizionismo sinchè ci sono le tabaccherie. Fumare non è proibito.
Per molti, da quando il tabacco fu scoperto e provato, si stava peggio quando si stava peggio. Lo scopritore della Virginia, Walter Raleigh, venne decapitato a Londra per avere portato un carico di tabacco e pipe. Nel Seicento per i fumatori russi c’erano frustate sulla schiena, a quelli indiani si tagliavano le labbra, a quelli cinesi la testa, agli iraniani – sempre all’avanguardia – si tagliavano naso e orecchie o gli si versava piombo fuso in gola. Nel 1642 il Papa scomunicò tutti i fumatori. La sigaretta fu inventata e fabbricata in serie solo verso la fine dell’Ottocento, ma immediatamente quindici stati americani misero il tabacco fuorilegge. Di che ci lamentiamo?
Qualche esempio già compare nel capitolo precedente, ma non sono certo finiti. Nel maggio 2001 la California ha varato un programma antifumo che prevedeva annunci radiofonici su tutte le stazioni di Stato, trasmessi ogni mezz’ora: s’invitava la gente a rimproverare qualsiasi fumatore si avesse incontrato. Due mesi dopo, a Ottawa, in Canada, il fumo veniva proibito ufficialmente ovunque fuorchè in strada e in casa propria, inaugurando un trend non solo occidentale: in Nigeria nel marzo 2002 hanno varato una legge che prevede cinque anni di carcere duro per chiunque fumi in pubblico. Cinque. Tre mesi dopo il partito democratico giapponese proponeva un mese di carcere per chiunque fumasse in strada. La fobia prendeva forma. Del resto è dal 1998 che prosegue il concorso internazionale Smetti e vinci inventato dal governo finlandese con l’appoggio dell’Organizzazione mondiale della sanità: primo premio diecimila dollari. Ma niente di male, in fondo. Anzi.
Poi, però. uno sceriffo impose come regola per gli aspiranti poliziotti americani non solo che non fumassero, e non solo che avessero smesso: che avessero smesso da almeno un anno. La cosiddetta tolleranza zero per i fumatori del resto è dell’agosto 2002: il sindaco di New York Michael Bloomberg, noto per intolleranze forse più benemerite, vietò completamente il fumo in tredicimila ristoranti della città e inaugurò delle squadre che potevano irrompere senza mandato in qualsiasi locale sinchè non avessero trovi il corpo del reato: per esempio un portacenere, anche se pulito e imboscato in qualche cassetto. La cosa ovviamente suscitò reazioni e disobbedienze anche clamorose e una successiva inchiesta della Nightlife Association dimostrò che il proibizionismo stava causato danni per miliardi di dollari alla vita notturna, tanto che Bloomberg dovette promuovere delle esenzioni per i locali che potevano dimostrare d’aver perso più del 15 per cento dei profitti.

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Ar ai es, crime scene investigation?

nov 26 2004 Inviato da nella categoria Televisione

Gil Grissom
Era una notte buia e tempestosa (no, vabbè, non era tempestosa, comunque era notte ed era buia.) e, non riuscendo a dormire, ho acceso la tivvù. E mi son trovata davanti omini con le mascherine e le tutine e i pennellini, tutti intenti a cercare impronte e bossoli di proiettili e…ommioddio, ma sono quelli della scientifica! Grissom! dov’è Gil Grissom??

Perché dovete sapere che, mezza assonnata, per un picosecondo ho creduto fosse una scena di CSI, ma poi mi son ricordata che Gil Grissom non indossa tutine bianche ma blu. E, comunque, dietro alla schiena ha scritto forensics, oppure CSI, di sicuro non RIS. Ed altrettanto di sicuro non ha mai fatto indagini all’interno del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi a Roma (anche se, qualora volesse farlo, non opporrei obiezioni.). E, soprattutto, i suoi assistenti sono Nick Strokes e Warrick Brown, non Ugo-hai-detto-Sandro?-Dighero (la domanda esatta che mi sono posta nella mia testolina è stata: perché il pupazzo Gnappo sta tentando di spiegarmi come si rileva un’impronta digitale??)…

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Alyssa Milano /17

nov 26 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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