The eternal stupidity of a defective mind /1
E’ venuta l’ora di dimostrare la potenza dei blog (nel caso ne abbiano una).
C’è da fare giustizia.
Ebbene, io voglio sapere nome e cognome (non scherzo: nome e cognome) dell’invornito che ha tradotto “Eternal sunshine of the spotless mind” – film d’amore tra i più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti; ultimo di una trilogia di film d’amore più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti da che esiste il cinema, la quale comprende “Harry ti presento Sally” e “Lost in translation” – nel sordido “Se mi lasci ti cancello”.
Ripeto: nome e cognome. Voglio scovarlo, intervistarlo, metterlo a parte di quel che penso.
Reporter d’assalto cresciuti a pane e blog, è l’occasione per voi: il colpevole va identificato e, se non assicurato alla giustizia, quanto meno sbertucciato in luogo pubblico.
Vi basti come indizio il fatto che il film è distribuito in Italia dalla Eagle Pictures, Via Beccaria, 23 – 00196, Roma – tel. 06-3269101 – fax. 06-3207366 – email: info@eaglepictures.com. Si accettano anche delazioni interne all’azienda.

Se mi traduci ti squarto
Ecco, lo dovevano chiamare così Lost in Traslation. Perché no? Efferato, quasi tarantiniano. Poi metterci due bocce sul manifesto, e infine far doppiare il tutto dai calciatori più amati da noi italiani.
Sarebbe stato un successo.
In un periodo …
anche io mi sono sempre chiesta chi è che deforma i titoli dei film….succede spesso!
Concordo… urge scovarlo! Per colpa sua mi sono dovuto sorbire il film condividendo la sala con un odioso manipolo di ragazzini petulanti ingannati dal titolo!
Non mi indignavo così dai tempi della scellerata traduzione di “Mister Hula Hop”!
Lungo l’elenco dei titoli storpiati… dal vanzinesco “Prima ti sposo poi ti rovino” al crassamente ignorante “La signora omicidi” di qualche decennio fa, pessima traduzione che per fortuna non è stata ripresa nel remake “The ladykillers”. La cosa migliore a volte è non tradurre affatto. Tremo al pensiero di un distributore italiano che pensi di tradurre Bladerunner.
Confesso che, non conoscendo nulla del film, vedendo la locandina con ‘sto titolo così scemo l’ho schifato a priori.
beh, una le batte tutte, quanto a ignobiltà di traduzione
Titolo originale: Domicile conjugal (regia di Truffaut)
Trad.:Non drammatizziamo… è solo questione di corna
che “Lost in tranlation” sia toccante e divertente mi pare mooolto soggettivo
perchè scusate il “Road to perdition” titolo che aveva un suo fascisno di ambiguità, per chi ha visto il film, che diventa “Era mio padre”! Comunque la colpa è esclusivamente delle case di produzione!
Gerry Focaccia??:) http://www.thepetunias.net/blog/archives/000425.html
Il film è del regista francese Michael Gondry, un vero genio dei clip musicali (Bjork, Chemical Brothers, Daft Punk, Cibomatto, etc…).
Il titolo italiano è agghiacciante, ma per chi ama il cinema fuori dal mainstream il film vale davvero la pena.
Caro Neri, ci credi che è da quattro giorni che provo a chiamare qualcuno alla Eagle per intervistarlo?
Eh!
Non per nulla ma forse i più assidui frequentatori di blog avranno già visto che Akille, ne ha già convinti molti, che quel titolo è un’idiozia :P
http://www.akille.net/index.php/archivio/se-mi-traduci-mi-vengono-a-vedere/
Davide, veramente io sostengo che quel titolo è la paraculata più geniale dell’anno :)
Rilancio: “Se scappi ti sposo” (titolo originale: Runaway bride), “Prima ti sposo poi ti rovino” (titolo originale: Intolerable cruelty) e il già citato “Se mi lasci ti cancello” (titolo originale: Eternal sunshine of the spotless mind).
Senza contare l’ultimo orrendo spot Tim “Se mi prendi ti sposo”. Che sia sempre lo stesso creativo cretino?
Gianluca, se ti ricordi te lo segnalai in tempi assolutamente non sospetti.
Il film, intendo. Per il titolo abbraccio la tesi di achille.
In lavorazione il seguito-backstory de La Pagina Quarantanove, che vede Gianluca Neri contro Gerry Focaccia.
Titolo: Se ti piglio mi t’inculo.
Io sto ancora aspettando che qualcuno mi spieghi come poterono tradurre il film ‘Jeremia Johnson” (Sidney Pollak, Roberto Redford) in “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo.
Dottori, e’ una questione di mode, se un film fa un grosso incasso, si pensa che un film con un titolo simile richiami una percentuale del pubblico che visto il film precedente: se ben ricordo, dopo il successo di Mamma ho perso l’aereo ci furono decine di film con titoli italiani del genere (Papa’, ho fatto questo, nonna ho fatto quell’altro ecc.) fino all’imperdibile Mamma ho perso l’uccello, di genere assolutamente diverso dal capostipite.
Altro caso e’ quello dei film dell’orrore seguaci di Non aprite quella porta, tipo Non aprite quel cancello, Non tirate su quella saracinesca e cosi’ via.
Naturalmente, gli originali americani hanno titoli totalmente differenti, ma questo non vuol dire che il vizietto non ce l’abbiano anche loro.
Il verso del titolo dell’originale è di Alexander Pope. Ne ho tradotto un frammento qui: http://www.miserabili.com/archives/020580.html#020580.
il bello è che il metodo utilizzato per attirare il pubblico non si discosta affatto dai tuoi.
Ne dubito fortemente, ma se il “creativo” avesse pensato: “questo film è bellissimo e, per il bene dell’umanità, voglio farlo vedere da più gente possibile. Per cui gli troverò un titolo idiota per attirare il pubblico.”
In questo caso siamo già fortunati che non l’abbia chiamato Vacanze in India 2….
Anch’io voglio sapere chi è stato questo povero beota.
Che non è solo una questione estetica, ma anche di rispetto verso la gente.
Con un titolo così, l’italiano medio quando entra in sala, si aspetta un filmino con Julia Roberts e esce lamentandosi che voleva ridere. (Giuro, mi è successo ieri sera)
veramente imbarazzante.
alla fine di tutte queste riflessioni a che pro dare un titolo markettaro e del cavolo a un film che:
a- attira pubblico che si aspetta altro, esce scontento dalla sale e non va certo in giro a pubblicizzare il film
b- tiene fuori chi il film potrebbe apprezzarlo
?
“Che sia sempre lo stesso creativo cretino?”: ho avuto lo stesso sospetto (per lo meno per tutti i successivi a “Se scaappi ti sposo”), ma nel caso invocherei la pena capitale… o quantomeno la reclusione a vita (in cella d’isolamento).
Spesso sono scelte imposte da ignoranti produttori, che hanno paura che un film di contenuti non si “venda” con il titolo originale…
E i telefilm? Chi mi spiega come si passa da “Family Matters” a “Otto sotto un tetto” e da “Growing Pains” a “Genitori in Blue Jeans”? Meno male che non sono nati abomini tipo “Matrice ricaricata” e tutta la serie di “Incubo”
Comunque il titolo è un sottoprodotto del taglio di marketing che hanno dato al film e che si vede un trailer: un altro ben film divertente con Jim Carrey da sganasciarsi dal ridere. Peccato che il film sia complicato, profondo e molto surreale, e che Jim Carrey non faccia quasi nemmeno un sorriso per tutta la durata… Mi fa che molti dei fan di “Una settimana da Dio” (altro titolo peraltro rimaneggiato) sono usciti dopo cinque minuti.
Per protesta, mi sono scaricato da Internet la versione originale in inglese e vista quella.
io so chi è.
ahahahahahahahahah.
Ti ho citato nel mio ultimo post. :-)
Se mi lasci non vale era meglio
Noi di cinema non ne capiamo.
A me non è sembrato ‘sto gran film.