Una brutta storia

A metà giugno, Pino Scaccia segnalava sul suo blog la notizia di una bambina vittima di una complicata e dura storia, riprendendo una notizia già apparsa sui giornali sardi un paio di settimane prima, ma omettendo – come ha sempre fatto in questi casi – il volto e il cognome della minore e dei suoi familiari.
Il blog di Scaccia è uno dei più frequentati della rete, e può vantare un numero di commenti per post che arriva facilmente a superare la centinaia. Un numero che non sempre può essere gestito e tenuto sotto controllo e che ha provocato uno spiacevole inconveniente.
Succede, infatti, che nei commenti al post inizia una discussione sulla notizia e un anonimo visitatore scrive le informazioni che Scaccia aveva omesso.
Fin qui nulla di male, se non fosse che lunedì 11 ottobre, a distanza di mesi dalla notizia, Scaccia riceve un telegramma dell’Ordine dei Giornalisti che lo convoca in seguito ad un esposto-denuncia. Ha la facoltà, gli si precisa, di essere assistito da un legale di fiducia.
Scopre così che l’esposto “per deontologia professionale”, riguarda non il suo lavoro ma il suo blog, e, oltre il danno la beffa, l’accusa riguarda i commenti che ha ospitato in calce alla notizia della bambina.
Gli viene contestato di aver violato i diritti di una minore permettendo, attraverso i commenti, l’individuazione della bambina. Cosa peraltro – e ci tengo a ribadirlo ancora una volta – già ampiamente fatta con foto e dati dai giornali sardi. Notizie che lui, invece, aveva omesso, dimostrando ancora una volta la sua correttezza e la riconosciuta professionalità che da anni lo caratterizza, soprattutto nel trattamento dei temi riguardanti i minori.
In trent’anni di professione non mi era mai successoscrive Scaccia sul suo blog “Adesso devo difendermi. Non solo: se non sono convincente rischio anche una punizione o addirittura l’espulsione. Lo ripeto, se non fossi stato abbastanza chiaro. Non per quello che ho scritto, ma per quello che hanno scritto gli altri”.
Il web, da tempo, non e’ piu’ un gioco.– aggiunge il giornalista – Qualcuno ancora non lo ha capito. E non ha capito soprattutto che e’ facile nascondersi dietro un nick di fantasia. Tanto a pagare c’e’ chi ci mette il suo nome e la sua faccia. Non per lavoro (il lavoro e’ un altro) ma cosi’, giusto per il piacere di avere un rapporto con la gente, con chi sta dall’altra parte del teleschermo”.

Non è la prima volta che un blogger viene minacciato di denuncia, e certamente il caso è più complicato, perché Scaccia non viene accusato in quanto blogger, ma in veste di giornalista, ma si viene comunque a creare un precedente pesante per tutti i tenutari di un blog (tra cui ci sono anche molti giornalisti, professionisti e pubblicisti, e forse quest’ultimi sono ancor più a rischio perché più deboli), ché non riguarda più solo il contenuto dei post scritti dall’autore, ma anche quella grande fonte di comunicazione e confronto che sono commenti.

Questo è l’accaduto, a voi le conclusioni e le valutazioni del caso.
Da parte mia, e penso anche degli altri autori di Macchianera, solidarietà a Pino Scaccia.
Con l’impegno di tenere una finestra aperta sulla vicenda, sperando che si concluda nel migliore dei modi.

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16 Comments

  1. Pericolosi precedenti

    Una brutta storia che mischia pericolosamente la professione di giornalista con i blog, e la responsabilità dei commenti sul proprio blog. L’ho narrata su Macchianera, vi consiglio di leggerla….

  2. Mi auguro che gli vada tutto bene…
    Ma su quali basi si può imputare colpa al tenutario del blog per un commento altrui? Non si può passare la giornata a moderarlo, soprattutto se si viaggia sui 300 commenti al giorno. Se ne deduce che NON si può avere un blog?
    Però è sempre possibile risalire al commentatore che ha fatto scoppiare il caso via IP, no? E comunque la cosa non era di pubblico dominio? Ma allora di cosa si sta parlando???

    Mi fermo qui, non vorrei che poi querelassero Neri perché i suoi commentatori hanno discusso della vicenda.

  3. Ovviamente solidarietà pienissima a Scaccia. Mi piacerebbe che l’Ordine si dimostrasse altrettanto vigile in altri casi: uno per tutti, quando Maurizio Costanzo intervistò a Buona Domenica, quindi in piena “fascia protetta”, l’allora minorenne Melissa P. Se non vado errata, quella fu violazione bella e buona. Silenzio assordante, dall’Ordine e dal mitico Moige, che non voleva giocarsi, evidentemente, future ospitate….

  4. Se ne deduce semplicemente che la responsabilità di chi lascia un commento su un blog ricade su chi ci mette serenamente faccia, nome e cognome. Chi si espone paga anche per quelli che sguazzano nella melma del sensazionalismo anonimo, e allora sono solo cavoli suoi. Film già visto e rivisto. Però è tutto molto strano. A parte l’assurdità di colpire chi non c’entra nulla, ma di cosa stiamo parlando? Non hanno svelato un segreto di stato, mi sembra, visto l’interessamento dei giornali sardi. I dati e la foto della bambina sono stati pubblicati prima del succitato messaggio sul blog? E allora dov’é il problema? Secondo me è semplicemente un pretesto.

  5. tutto questo e’ inaccettabile.
    e’ ovvio che la colpa di quello che e’ accaduto non e’ di pino scaccia: non ha senso allargare il criterio di responsabilita’ ai commenti di un blog. basterebbe postare qualche mascalzonata qui per far arrischiare al padrone di casa la chiusura?? folle. e neppure si puo’ chiedere ai tenutari di blog il controllo permanente dei commenti. si distingua piuttosto chi scrive da chi commenta, perche’ secondo buon senso sono due volonta’ ben separate.
    certo, se questa distinzione deve farla l’ordine dei giornalisti, c’e’ di che deprimersi.

  6. Ecco, appunto. Ma vogliamo parlare di Maurizio Costanzo? E adesso stiamo attenti, qui si tratta di lesa maestà. A parte Melissa P., che secono me in realtà ha una trentina d’anni, io ricordo bambini usati come marionette per pseuso-storielle d’amore in quel circo vomitevole di Buona Domenica. E parlo di bambini di otto anni, mica pizza e fichi. Comunque è assurdo, insisto. Equiparare Pino Scaccia a un Alberto Castagna qualunque, che se non sbaglio è stato sospeso dall’ordine dei giornalisti per aver preso l’audience a bambinate. Mah.

  7. Domiziano: risalire al commentatore via IP non è possibile in modo probante. Il commento può essere stato postato da un Internet cafè o usando il PC di un amico. O peggio ancora, l’IP potrebbe essere dinamico o anonimizzato. Beccarlo richiederebbe indagini approfondite, energie che la Polizia Postale riserva alla caccia ai pedofili.

    Purtroppo, un capro espiatorio per la faccenda c’è, ed è lo scomodissimo Pino Scaccia.

    Avrei una modesta proposta da fare (prendetela come proposta): lo sciopero dei commenti. Per qualche giorno, da concordare, Macchianera e qualunque blogger voglia affiliarsi chiuderanno i commenti ai post come protesta contro l’uso stupido degli spazi comunicativi in rete.

    È una cosa simbolica, ovviamente. Ma la faccenda di Pino Scaccia mi ha colpita profondamente. Nessuno di noi può pattugliare il suo blog 24 ore al giorno ogni giorno per evitare che qualche idiota usi i suoi commenti per divulgare informazioni illegali.

  8. Siamo alle solite. Ciò conferma la mia idea che gli ordini professionali andrebbero aboliti. Non c’erano argomenti più importanti da discutere riguardo l’informazione in Italia, no, occorre un vero e proprio processo per capire che Scaccia non c’entra nulla, quando anche i ragazzini di 10 anni sanno che in un blog i commenti sono liberi. Tutto ciò serve per giustificare la prossima ondata censoria che arriverà, statene certi (Indymedia insegna)

  9. Personalmente penso che questa vicenda dimostri sempre più, se ancora c’è ne bisogno, che l’Ordine dei Giornalisti, come tutti gli altri vanno chiusi, mandati in soffitta come le lampade a petrolio e vestiti della nonna.

    Solidarietà a Scaccia, che è evidentemente vittima di un agguato: pubblico un commento anonimo non conforme, lo segnalo all’ordine, il quale prende le sue iniziative… accanisciunoeffesso ;-)

  10. Solidarietà a Scaccia! sciopero dei commenti!
    ….. così mi riposo un po’, che è uno stress correre dietro a tutti gli stimoli pregnanti che qui s’aggirano

  11. totale solidarietà al collega Scaccia, la sua professionalità e coirrettezza sono fuori discussione, tutta la storia si sgonfierà come una bolla di sapone: resta l’insegnamento per tutti noi blogger, sopecie se giornalisti, massima attenzione ai commenti, data oper scontata quella sui nostri post. Salute a tutti

  12. Sia la faccenda di Indymedia che questa di Scaccia, per quanto diverse, sono un chiaro segno di censura e di controllo. Tira una bruttissima aria in rete. Solidarietà a Pino Scaccia.

  13. ma… e se l’Ordine scagionasse Scaccia? Se la cosa creasse la giurisprudenza che i commenti nn sono responsabilità dell’autore del blog? E se invece i commenti lo fossero veramente? TUTTi gli autori di blog guardano TUTTI i commenti che hanno, dai! Non nascondiamoci dietro a un dito. Anche in blog super-letti come questi!!!
    Io prima di dare il mio giudizio voirrei sapere come si è sviluppata la faccenda, magari l’Ordine lo fa per questo… Magari l’Ordine DEVE indagare a seguito di una denuncia, no?

  14. Stavolta uso il mio vero nome per dire che sono solidale con Pino Scaccia. Le autorità si accorgono che l’incontrollabile web è pericoloso, e quindi cercano di limitarlo per quanto è loro possibile. Facile. Orwell, 1984 (vedete che non serve solo a dire che esiste la demagogia? e con questo avete capito chi sono)

  15. E’ sicuramente un atto dovuto. L’Ordine ha ricevuto un esposto. La storia la raccontero’ nei dettagli quando sara’ tutto chiarito. Per completezza di informazione volevo spiegare pero’ che i punti in questione sono due. Uno e’ strettamente personale, cioe’ legato al mio status di giornalista professionista, l’altro alla responsabilita’ di blogger. Non scrivendo un post ma semplicemente ospitando l’appello di un comitato in difesa di una bambina contesa e dunque anche i successivi commenti avrei favorito l’individuazione della minore (non e’ vero ma riguarda la mia linea difensiva dunque me lo tengo) anche – e questo riguarda tutti, nonostante quel che pensa qualche superficiale distratto – per la pubblicazione del link a un sito dedicato alla vicenda. Mi sono spiegato? Colpevole di aver messo un link. E’ inutile che fra noi ci spieghiamo i rischi se passasse una linea del genere (anche qui so come rispondere, ovviamente). Parlero’ di questo domattina, di questo strano affascinante ma ancora misterioso mondo. Dunque, guai se non tifate per me.

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