Un milione di posti di lavoro!

Tanto per abbaiarePerò all’estero. Secondo il ministero le imprese italiane hanno creato un milione e centomila posti di lavoro, di cui un terzo nei nuovi paesi dell’Europa e due terzi fuori dell’Europa. Colpa di Berlusconi, perché il centrosinistra si opporrà strenuamente a tutto questo. No?

Economia 1. Il milione di posti di lavoro. Secondo il Ministero delle Attività Produttive le imprese italiane, al gennaio 2004, di posti di lavoro ne hanno creato non un milione ma addirittura un milione e centomila. Disgraziatamente tutti questi posti non sono stati creati in Italia, ma all’estero: il trentacinque per cento in Romania, Ungheria, Slovacchia e altri nuovi paesi europei, e il sessantacinque per cento direttamente fuori dell’Europa. Diversi esponenti industriali (Illy, Zoppas, Carraro) hanno recentemente dichiarato che “la fuga delle imprese non dev’essere demonizzata” e che la delocalizzazione delle attività produttive è una forma di modernità. La Zoppas, ad esempio, ha appena esuberato seicentoventi operai in Italia per aprire nuove fabbriche in Cina. Tutto questo, naturalmente, è colpa di Berlusconi e la prima cosa che farà il centrosinistra sarà di rimproverare questi industriali poco patriottici e persuaderli a riportare le loro fabbriche in Italia. No?

Economia 2. Secondo un’indagine Mediobanca, la maggior parte dei movimenti di Borsa degli ultimi dieci anni sono serviti essenzialmente a privatizzare beni pubblici dismessi – anche a costo di massicci indebitamenti delle imprese – e non a finanziare attività produttive. In queste ultime sono stati investiti circa duecento miliardi di euri, ma le partecipazioni alle privatizzazioni ne avrebbero invece assorbiti ben duecentocinquanta (di cui oltre novanta di debiti). Tutto ciò al lordo, considerando cioè degli investimenti ancora s/tanziati (non ancora gravati cioè dalle tangenti ed regalie modello Tanzi) e non gli stessi investimenti già tanzizzati.

Economia 3. Rotolando rotolando, il petrolio è arrivato a quarantanove dollari al barile. Prezzo record della benzina in Italia.

Economia 4. E’ di dieci centesimi ogni mille euro circa di spesa – secondo i conteggi degli istituti di ricerca – il “risparmio” effettivamente concesso dai supermercati con la grande campagna “prezzi bloccati” di settembre.


• A chi vuoi più bene, al papà o alla mamma? Sono più vittime i bambini ceceni o quelli russi? E’ più terrorista chi sgancia le bombe o chi manda i kamikaze? Peggio decapitare o peggio torturare? Le solite domande sceme dei grandi.

Turchia-Europa. Più nessuna notizia del leader curdo Abdullah Ocalan, catturato all’estero dai servizi segreti turchi dopo che non aveva ottenuto (da un governo di centrosinistra) l’asillo politico in Italia. Secondo la Corte europea dei diritti umani, che si è formalmente occupata del suo caso, il processo da lui subito in Turchia è stato un processo-farsa, privo di effetti legali. Con tutto ciò, nessuno solleva il caso nel momento in cui il governo turco, pur di entrare in Europa, è disposto ad accettare qualunque condizione.

Welfare. Non dipende – secondo il governo – dai sottomarini nucleari della base americana la radioattività segnalata nelle acque de La Maddalena.

Tobin tax: novità. Tassare le transazioni finanziarie a livello internazionale, usare i capitali ricavati per finanziare le politiche di sviluppo. L’idea non è nuova (si tratta della famosa Tobin tax, uno dei cavalli di battaglia noglobal): la novità è che stavolta a proporla è stato Chirac, a un vertice newyorkese sui temi dello sviluppo. La tassa, secondo la proposta originaria di Tobin, potrebbe essere anche minima (0,02 per cento) ma avrebbe un effetto virtuoso perché sottrarrebbe le transazioni all’arbitrio assoluto dei grossi operatori. Si eviterebbero, fra l’altro, le “bolle” puramente speculative degli ultimi anni, considerate da molti la causa principale della recessione. L’adesione di un liberista classico come Chirac alla Tobin tax può essere considerata come una risposta d’emergenza all’erosione da parte delle multinazionali dei tradizionali meccanismi di mercato.

Forze Armate. Quelle della Regione Siciliana, come di altre regioni devoluscionate, consistono in un Corpo Forestale che veglia sulla sicurezza delle patrie foreste contro qualunque nemico. Purtroppo, nonostante gli sguardi avidi che da ogni parte si tendono sulle nostre Patrie (siciliana, padana, ecc.) i responsabili del Corpo non hanno ancora provveduto a dotare le loro truppe nè d’artiglieria pesante nè di cacciabombardieri. Con quali risultati, in caso d’invasione svizzera o tripolina, è facile prevedere.
In Sicilia, i fondi stanziati per la difesa sono stati invece investiti nell’istituzione di un apposito Ufficio del Cerimoniale del Corpo delle Guardie Forestali. Esso è preposto all’organizzazione delle parate, allo scambio di ricevimenti con le Ambasciate delle altre regioni, all’esecuzione solenne dell’Inno Siciliano, all’addobbo degli alberi di natale, alla celebrazione delle Festività Civili e Militari dell’isola e in genere a tutte le forme di rappresentanza di cui una Regione così importante non può fare a meno. Responsabile dell’Ufficio è stata nominata la N.D. Colonnella Maria Cristina Speziale, già assessoressa all’agricoltura del governo Cuffaro e consorte del capogruppo Ds al Parlamento Siciliano don Calogero Speziale. Nessuna divisione di partito di fronte all’onore di servire le gloriose Forze Armate Siciliane.

Giuseppe wrote:

Sempre a proposito di Bush e soci, c’è una notizia che mi piacerebbe poter controllare; non ricordo la data nè il periodo (non ricordo neppure se fosse la guerra contro l’Iraq o quella contro l’Afganistan) ma so che Bush, in quei giorni, si trovava in Germania. Infatti, mentre lui si affannava a ripetere ai tedeschi e noi europei tutti che i sauditi sono i più fidati amici in medioriente, lo stesso giorno (notizia di quelle che, se data per sbaglio, scappa solo una volta) la Cia asseriva che i soldi per l’attentato dell’11/09 erano transitati attraverso un conto intestato alla moglie dell’ambasciatore Saudita (credo quel tizio che compare un paio di volte nel film di Moore). La cosa mi colpì proprio per la strana sequenza (casuale) con cui mi capitò di sentire le due notizie (dichiarazione di Bush in Germania, e dichiarazione Cia). E’ possibile controllare la seconda delle due? Se poi l’ambasciatore, sul conto della cui moglie sono transitati i fondi, fosse proprio quello che compare nel film di Moore, il cerchio si chiuderebbe in maniera perfetta.

Luigi B. wrote:

Qualche giorno fa mentre mi accingevo ad entrare in autostrada al casello di Maccarese (Roma), un cartellone informava la gentile clientela che “superare i limiti di velocita è un crimine”. Ritengo utile (ma non tanto) che il pannello ricordi le penalita di una guida scorretta, ma correre un po’ di più per raggiungere il posto di lavoro magari dopo un rallentamento causato dai lavori di manutenzione autostrale, non mi sembra un crimine. E’ sicuramente un crimine rubare o uccidere, ma non superare il limite di velocità.

Dovrebbe essere un crimine anche parcheggiare in doppia o tripla fila per salire in ufficio dopo aver posto un foglietto sul cruscotto con il numero di telefono, mentre tu cerchi disperatamente di uscire dal parcheggio, ma i vigili spesso lo tollerano. Dovrebbe essere un crimine parcheggiare davanti alla rampa inclinata dei marciapiedi per i portatori di handicap ma a volte si chiude un occhio alla faccia di chi deve salire sul marciapiede, oppure nascondersi dietro un cespuglio, una rientranza o altra copertura per installare un autovelox la cui vista innesca una frenata mostruosa tale da mettere a repentaglio la vita di chi ci sta dietro.

Viviamo purtroppo una vita frenetica dove ti senti soddisfatto se nell’arco della giornata sei riuscito a fare due o tre appuntamenti in città ma ti senti deluso o amareggiato quando un imbecille fa scrivere a caratteri cubitali che sei un criminale se superi il limite di velocita anche di un solo Km/h. Scrivo qui questa email solo perche non so a chi comunicare il mio senso di rabbia. Cordiali saluti.

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4 Comments

  1. Economia 1. Né Berlusconi né la sinistra potranno mai impedire la delocalizzazione se il lavoro costa molto meno all’estero o esistono comunque nuovi mercati da esplorare. A meno di non ridurre sensibilmente il costo del lavoro in Italia _ il che è ovviamente infattibile rispetto ai valori esteri considerati senza intaccare i redditi dei dipendenti, o “invogliare” gli imprenditori a restare _ che loro casomai incassano e restano, per un paio d’anni, poi siamo d’accapo, o “demoralizzarli” a farlo, imponendo una tassa sull’industrie delocalizzate _ il che non credo sia fattibile.

    Economia 4. Ma visto che è da qualche mese che c’è la contrazione dei consumi, i prezzi, secondo la nota legge del mercato, non dovrebbero SCENDERE? E soprattutto perché a fine anno ci sono i tradizionali rincari? E soprattutto perché tutto deve sempre crescere?

    Welfare. Deve essere la sfera di energia del Dottor Oktopus che riemerge dal mare.

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